Studenti pro Pal 'prosegue occupazione in Ateneo Firenze' Unifi: 'Accordi università israeliane valutati singolarmente' (ANSA) - FIRENZE, 06 OTT - Va avanti, al momento, l'occupazione del plesso universitario di via Laura a Firenze, sede del dipartimento Forlipsi (formazione, lingue, intercultura, letterature e psicologia), iniziata dopo il blocco da parte del governo israeliano alle navi della Global Sumud Flotilla. L'incontro questo pomeriggio tra la rettrice Alessandra Petrucci e una delegazione degli studenti che occupano ha lasciato quest'ultimi insoddisfatti. "La posizione dell'Università è rimasta di netta condanna", all'occupazione di via Laura, "con minacce di denuncia neanche troppo velate", dice Neri, di Studenti per la Palestina davanti a una cinquantina di ragazzi in presidio, con tamburi, bandiere e lo striscione 'Unifi complice, stop genocide'. "Ci è stato detto che la mozione approvata in Senato è sufficiente e permette di avviare un organo che è il comitato etico per valutare gli accordi", con le Università israeliane. "Inoltre l'intenzione è quella di centralizzare la scelta, non lasciarla ai dipartimenti". "Adesso discuteremo di tutto questo in assemblea, probabilmente stasera e dovremo tornare qui con una risposta per continuare le trattative", dice Sofia, altra studentessa. "Gli accordi con le università israeliane saranno valutati singolarmente secondo quanto previsto dalla mozione del Senato accademico" dell'Università di Firenze, ribadisce in un comunicato la rettrice che dopo aver reso noto stamani di voler incontrare gli studenti solo a fronte del ripristino delle attività didattiche, ha poi deciso di confrontarsi "per evitare un ulteriore inasprimento del confronto". Sarà anche avviata una ricognizione interna più ampia su tutti gli accordi di cooperazione internazionale per individuare e prevenire possibili situazioni di rischio legate al cosiddetto 'dual use', ossia all'utilizzo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche per fini non civili o contrari ai valori della pace e del diritto internazionale. "La forza di un'università - le parole di Petrucci - sta nella capacità di ascoltare anche quando è difficile, di mantenere aperti i canali del confronto, e di ricordare che il sapere si fonda sul rispetto e sulla libertà di tutti". Agli studenti è stato intanto chiesto l'immediato ripristino delle attività didattiche. (ANSA)
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lunedì 6 ottobre 2025
- >>>ANSA/ Due anni dopo il 7 ottobre a Gaza morte, fame e macerie
>>>ANSA/ Due anni dopo il 7 ottobre a Gaza morte, fame e macerie Oltre 67mila uccisi nei raid dell'Idf. Distrutti ospedali e case (di Sami al Ajrami) (ANSA) - GAZA, 06 OTT - Due anni dopo l'attacco di Hamas nel sud di Israele, la Striscia di Gaza è una distesa di macerie, morte e fame. Gaza City è ormai una città fantasma, due milioni di palestinesi sono stati costretti a sfollare più volte, ammassandosi ormai quasi tutti nel sud, gli aiuti umanitari sono ridotti al minimo e, nonostante le trattative in corso, è difficile per la popolazione civile intravedere la fine della guerra. Quel 7 ottobre, Hamas attaccò i villaggi israeliani attraverso le recinzioni che circondano la Striscia, uccidendo 1.200 persone, tra israeliani e stranieri, e sequestrando 251 ostaggi. I miliziani chiamarono l'operazione 'Diluvio di Al-Aqsa'. Il giorno dopo Israele rispose con l'operazione 'Spada di Ferro' a Gaza nel tentativo di liberare i rapiti e distruggere Hamas, lanciando raid aerei anche nelle aree più affollate. Dopo una settimana di attacchi, il 13 ottobre l'esercito israeliano ordinò agli abitanti del nord di Gaza City di spostarsi verso sud, evacuando oltre un milione di persone, nel più grande sfollamento di palestinesi dalle loro case. Il 27 ottobre l'Idf cominciò l'invasione di terra, separando il nord dal sud della Striscia e lanciando l'offensiva più sanguinosa di sempre, con la distruzione di grandi città e villaggi. Chi si è rifiutato di sfollare ha assistito a uccisioni di massa, fame, arresti. La prima tregua, mediata da Egitto, Qatar e Stati Uniti, fu raggiunta a fine novembre 2023 con il rilascio di un primo gruppo di ostaggi in cambio di centinaia di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. La seconda fu annunciata in Qatar il 19 gennaio 2025, ma Israele ruppe la tregua e il 18 marzo riprese la guerra. Tra queste due tappe, lo Stato ebraico commise diverse azioni che suscitarono anche l'indignazione internazionale, come l'uccisione di persone affamate che cercavano solo un po' di farina e quella, terribile, della piccola Hind Rajab, intrappolata in un'auto, e dei paramedici che stavano tentando di raggiungerla. Una storia drammatica, raccontata nel film 'The Voice of Hind Rajab' premiato con il Leone d'Argento alla Mostra del cinema di Venezia. Nel frattempo, l'Idf riuscì a decapitare la leadership di Hamas a Gaza, uccidendo il capo militare Mohammed Deif e il famigerato Yahya Sinwar. Entrambi erano già finiti nel mirino della Corte penale internazionale nel novembre 2024, che ha emesso mandati di arresto anche nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu e dell'allora ministro della Difesa Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l'umanità, commessi nell'ambito di "un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile di Gaza", e di aver usato "la fame come metodo di guerra". Israele ha imposto un rigido blocco sulla Striscia, impedendo l'accesso agli aiuti umanitari: 2 milioni di persone necessitano di 500 camion di rifornimenti al giorno, ma è stato consentito l'ingresso solo di piccole quantità, causando fame e mancanza di cure mediche. Nell'agosto 2025, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che oltre mezzo milione di palestinesi sono intrappolati nella carestia, caratterizzata da fame diffusa, miseria e morti evitabili. Due anni dopo, la guerra a Gaza ha lasciato il 90% dei residenti senza casa, causato profondi traumi e un numero di vittime senza precedenti. Secondo le statistiche pubblicate dall'ufficio stampa governativo di Gaza, guidato da Hamas, oltre 67.000 persone sono state uccise e 9.500 risultano disperse. I feriti sono quasi 170.000, di cui 4.800 con amputazioni, e 1.200 sono rimasti completamente paralizzati. Si contano poi 2.700 famiglie completamente sterminate negli attacchi dell'Idf, e più di 12.000 casi di aborto spontaneo causati da malnutrizione e mancanza di cure mediche. Fame e malnutrizione hanno ucciso almeno 460 persone, di cui secondo l'Unicef 150 erano bambini. Sempre secondo i dati diffusi da Hamas, inoltre, Israele ha bombardato la Striscia con oltre 200.000 tonnellate di esplosivo dall'inizio della guerra: il 90% delle infrastrutture è stato distrutto totalmente o in parte, comprese le case, ma anche 38 ospedali e il 95% delle scuole. In questo quadro Israele ha impedito ai reporter internazionali di entrare nella Striscia e più di 200 giornalisti palestinesi sono stati uccisi. Negli ultimi due mesi, però, diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, mentre la Freedom Flotilla Coalition ha organizzato un'azione con l'obiettivo di rompere il blocco israeliano sulla Striscia e fornire aiuti alla popolazione, dando il via a un grande movimento di protesta e solidarietà, specialmente in Europa, che ha acceso un faro sul destino di Gaza. (ANSA). 2025-10-06T17:57:00+02:00 COR-FTL ANSA per CAMERA28 https://trust.ansa.it/baf30b3a0cf2586427287628232a83bab56f54124c84005580a440c852f31333
FLOTILLA, SCOTTO: DENUNCIATO ISRAELE PERCHE' RUBATO MIO SMARTPHONE
9CO1714689 4 POL ITA R01 FLOTILLA, SCOTTO: DENUNCIATO ISRAELE PERCHE' RUBATO MIO SMARTPHONE (9Colonne) Roma, 6 ott - "La prima cosa che ho fatto appena tornato in Italia è andare al posto di polizia a denunciare l'esercito israeliano perché mi hanno fregato il telefono, me l'hanno sequestrato e mai restituito. Quindi, tecnicamente, si è trattato di un furto". Inizia così il lungo racconto del deputato Pd Arturo Scotto, che oggi, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha spiegato nei dettagli le ore che hanno sancito la fine della sua partecipazione alla Global Sumud Flotilla. Come hanno preso la sua denuncia le forze dell'ordine? "I poliziotti sono stati molto solidali, così sono potuto andare a richiedere una copia della mia sim card telefonica. Ma la cosa che mi fa più rabbia è che mi abbiano fregato pure le sigarette, 8 pacchetti". Ci racconti cosa le è successo dopo l'abbordaggio della vostra imbarcazione. "Ci hanno portato nel porto di Ashdod e poi in un hub militare, dove non c'era nessuno dell'ambasciata italiana né il nostro avvocato israeliano. Poi ci hanno perquisito 4 o 5 volte e ci hanno fatto firmare il foglio per il rimpatrio, a cui abbiamo apposto una postilla, dicendo che noi avevamo agito nel pieno del diritto internazionale. Il tutto, ricordiamolo, senza poter chiamare un avvocato. Quando ci hanno portato ai telefoni - ha detto Scotto a Un Giorno da Pecora - abbiamo scoperto che non avevano la linea…" Poi cosa è accaduto? "Siamo stati portati all'interno di una camionetta della polizia, nella quale veniva messa l'aria condizionata a palla, prima freddissima poi caldissima, veniva accesa e poi spenta continuamente la luce e veniva tenuto il motore acceso per fare più rumore. Dopo tre ore, sono sceso perché volevano farmi fare una foto con gli altri 4 parlamentari, poi di nuovo sulla camionetta per un'ora. Successivamente ci hanno chiesto di fare un video per dire che stavamo bene, richiesta a cui noi abbiamo risposto che non avremmo fatto nulla fin quando non ci avrebbero lasciato parlare col vice ambasciatore italiano". A quel punto cosa è successo? "Ci hanno messo in altre cellette, con lo stesso trattamento. Siamo andati in aeroporto per verificare i nostri bagagli, subito dopo ci hanno portato nuovamente in cella per poi tornare, stavolta definitivamente, in aeroporto, dove siamo riusciti a parlare col vice ambasciatore". Il quale, tra le altre cose, si è speso per farvi avere almeno un caffè. "Richiesta che però gli israeliani hanno rifiutato. Saliti finalmente su un aeroplano, con una piccola folla di persone che da terra ci insultava, ci sediamo negli ultimi posti del volo. A quel punto, il capitano del volo comunica a tutti i passeggeri che a bordo c'erano 4 parlamentari italiani della Flottiglia Hamas, così da provocare fischi e contestazioni. Eravamo noi, completamente soli, senza nessuno dell'ambasciata né addetti militari, ha concluso il deputato a Rai Radio1 - con un ragazzino che per 3 ore passava davanti a noi urlandoci che eravamo terroristi ed amici di Greta". (fre) 061808 OTT 25
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