Permessi di soggiorno, Tar 'Viminale relazioni entro 3 mesi sui tempi di rilascio' Ordinanza dopo una class action proposta da cittadini stranieri in Italia (ANSA) - ROMA, 13 GEN - Tre mesi di tempo sono stati concessi dal Tar del Lazio al ministero dell'Interno e alla Questura di Roma per relazionare sull'efficienza della Pubblica amministrazione in merito ai procedimenti amministrativi di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno per stranieri. Così in un'ordinanza collegiale istruttoria pubblicata nell'ambito di una class action proposta da alcuni cittadini stranieri in Italia insieme con, tra gli altri, Cgil Roma e Lazio, Associazione per Gli Studi Giuridici Sull'Immigrazione (Asgi), A Buon Diritto, Cittadinanzattiva Aps e Attiva Diritti Aps. Il Tar, considerato preliminarmente che i ricorrenti "contestano la gestione della procedura di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno con particolare riguardo all'arco temporale che intercorre tra l'invio del kit postale da parte dello straniero e la data di convocazione per il primo appuntamento presso la Questura di Roma", ossia che "oggetto della domanda proposta è soltanto la prima fase della procedura in questione, per la quale le parti ricorrenti hanno rilevato una sistematica violazione del termine di conclusione del procedimento", ha ritenuto indispensabile, ai fini del decidere, acquisire dal ministero dell'Interno e dalla Questura di Roma, ognuno per quanto di propria competenza e per il tramite dell'Avvocatura Generale dello Stato, una relazione su una serie di aspetti specifici "onde accertare anche se le problematiche che hanno causato i denunciati ritardi siano state risolte". In particolare, tra l'altro, si chiede di relazionare: sull'entità delle risorse strumentali, finanziarie e umane a disposizione degli uffici della questura di Roma; su quanti kit postali sono stati inviati alla questura nello scorso anno e il tempo medio di fissazione dell'appuntamento per il cittadino straniero; se nelle more è stata operata una programmazione in chiave correttiva (come, ad esempio, l'apertura di nuovi sportelli, la modifica dei turni di lavoro, ecc.), e quindi è stato possibile un incremento del numero di appuntamenti giornalieri calendarizzati; e anche su ogni altro aspetto che si ritiene rilevante in ordine alle questioni oggetto del giudizio. Novanta giorni di tempo sono stati concessi per l'adempimento istruttorio; udienza di merito fissata a fine novembre prossimo. (ANSA).
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martedì 13 gennaio 2026
*Referendum, ricorso al Tar comitato raccolta firme contro scelta data Governo
*Referendum, ricorso al Tar comitato raccolta firme contro scelta data Governo *Referendum, ricorso al Tar comitato raccolta firme contro scelta data Governo Il portavoce Guglielmi:"abbiamo scritto alla Presidenza della Repubblica" Roma, 13 gen. (askanews) - Il Comitato dei 15 giuristi che sta raccogliendo le firme popolari per il referendum sulla riforma Nordio, ha depositato un ricorso urgente al Tar del Lazio con cui chiede la 'sospensiva cautelare' della delibera del Consiglio dei ministri che ieri ha fissato al 22 e 23 marzo la data delle urne. "Come annunciato abbiamo proceduto - dopo aver scritto per darne doverosa e preventiva informazione alla Presidenza della Repubblica - a depositare un ricorso al Tar del Lazio per l'annullamento, previa sospensiva, della Delibera del Consiglio dei Ministri che ha fissato al 22 e 23 marzo la data per la votazione relativa al referendum sulla legge di revisione costituzionale promosso dai parlamentari", ha spiegato Carlo Guglielmi, portavoce del comitato. "Nei prossimi giorni sapremo il seguito, intanto la raccolta continua e veleggiamo verso le 400.000 firme", ha aggiunto. Bla 20260113T152454Z
Mosca, 'massiccio attacco a infrastrutture energetiche in Ucraina'
'Impianti che sostengono le forze armate e l'apparato militare-industriale'
(V. 'Zelensky, centinaia di migliaia al buio...' delle 11.25)
(ANSA) - ROMA, 13 GEN - La Russia ha confermato di avere
compiuto la scorsa notte "un attacco massiccio" sull'Ucraina,
prendendo di mira in particolare infrastrutture energetiche che,
secondo Mosca, sono impiegate per sostenere le forze amrate e
l'apparato militare-industriale del Paese. "In risposta agli attacchi terroristici dell'Ucraina contro
obiettivi civili nel territorio della Russia - afferma in una
nota il ministero della Difesa - questa notte le Forze Armate
della Federazione Russa hanno sferrato un attacco massiccio con
armi ad alta precisione di base terrestre, nonché con droni,
contro obiettivi dell'infrastruttura energetica utilizzati
nell'interesse delle forze armate ucraine e delle imprese del
complesso militare-industriale dell'Ucraina". In precedenza il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva
detto che le forze russe avevano lanciato 300 droni, 18 missili
balistici e 7 missili da crociera, in particolare contro
"impianti di produzione energetica e le sottostazioni". Secondo
Zelensky, centinaia di migliaia di cittadino sono rimasti senza
elettricità. (ANSA).
13/01/2026 14:02
@ottobre.rosso2 No al progetto definitivo della Loggia Propaganda 2. il 22-23 marzo 2026 VOTA NO AL REFERENDUM
♬ suono originale - Ottobre Rosso
L'amministrazione statunitense potrebbe revocare già la prossima settimana le restrizioni alla vendita di petrolio venezuelano.
Lo ha annunciato il ministro delle Finanze Scott Bessent. L'obiettivo è quello di facilitare il commercio e stabilizzare le forniture.
Inoltre, quasi 5 miliardi di dollari di asset venezuelani presso il FMI che sono attualmente congelati, potrebbero essere destinati al "rilancio dell'economia" del Paese. Bessent prevede di discuterne con i dirigenti del FMI e della Banca Mondiale.
Il Venezuela non potrà disporre dei propri stessi fondi. Il 9 gennaio Trump ha firmato un decreto secondo cui i soldi dalla vendita del petrolio venezuelano saranno conservati in conti speciali negli Stati Uniti. A gestirli saranno funzionari americani: il ministro delle Finanze Bessent, il segretario di Stato Rubio, il procuratore generale Bondi e il ministro dell'Energia Chris Wright.
Gli Stati Uniti revocano le sanzioni sul petrolio ma al contempo controllano completamente i flussi finanziari. Questo permetterà a Washington di utilizzare le risorse venezuelane per i propri scopi e al contempo trarre vantaggio dalla vendita del petrolio.
lunedì 12 gennaio 2026
Russia, Ue: prima o poi dovremo parlare con Putin
Russia, Ue: prima o poi dovremo parlare con Putin Russia, Ue: prima o poi dovremo parlare con Putin "Ma non siamo ancora a quel punto" Roma, 12 gen. (askanews) - L'Unione europea dovrà prima o poi negoziare con la Russia, ha affermato oggi la portavoce della Commissione europea Paula Pinho, rispondendo ad una domanda in merito all'apertura da parte prima del presidente francese Emmanuel Macron e poi della primo ministro Giorgia Meloni che, venerdì scorso durante la conferenza di inizio anno, ha dichiarato che l'Europa deve iniziare a dialogare con la Russia sulla questione ucraina e ha chiesto la nomina di un inviato speciale dell'UE per la soluzione della questione ucraina. "La pace in Ucraina dipende solo da una persona", ha osservato la portavoce europea, precisando che quella persona è "il presidente Putin". "Ovviamente, ad un certo punto dovremo parlare anche con il presidente Putin", ha proseguito Pinho, specificando però che "sfortunatamente non ci sono stati segnali da parte del presidente Putin di partecipare a questi dialoghi". "Quindi", ha espresso la portavoce europea, "non siamo ancora a quel punto", riferendosi ad un possibile confronto con il presidente russo. Ldc 20260112T134033Z
UCRAINA: MOSCA, MISSILE ORESHNIK HA COLPITO IMPIANTO RIPARAZIONE AEREI =
ADN0888 7 EST 0 ADN EST NAZ UCRAINA: MOSCA, MISSILE ORESHNIK HA COLPITO IMPIANTO RIPARAZIONE AEREI = Mosca, 12 gen. (Adnkronos/Afp) - Il missile russo Oreshnik che la settimana scorsa è caduto nella regione occidentale di Leopoli ha colpito un impianto ucraino per la riparazione degli aerei. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, citando per la prima volta l'obiettivo dell'attacco, che non era stato identificato ufficialmente neanche da Kiev. "La notte del 9 gennaio, lo stabilimento statale di riparazione aeronautica di Leopoli è stato messo fuori uso dal sistema missilistico mobile terrestre Oreshnik", ha dichiarato il ministero, a proposito del lancio del missile ipersonico. Mosca aveva sostenuto di aver fatto ricorso per la seconda volta all'Oreshnik dopo che, secondo le sue accuse, Kiev aveva tentato di colpire con droni una delle residenze di Vladimir Putin. L'Ucraina aveva confermato che il missile era stato lanciato sulla regione di Leopoli, vicina al confine polacco, pubblicando immagini di quelli che ha definito frammenti del missile, sostenendo che fosse stato colpito un "obiettivo civile". Alcune fonti non ufficiali avevano riferito che era stato centrato un deposito di gas. (Pap/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 12-GEN-26 15:22
Spagna: Sanchez, essere filoatlantisti non significa vassallaggio ma rapporto alla pari con Usa
NOVA0601 3 EST 1 NOV Spagna: Sanchez, essere filoatlantisti non significa vassallaggio ma rapporto alla pari con Usa Madrid, 12 gen - (Agenzia_Nova) - Il presidente del governo, Pedro Sanchez, ha affermato che essere filoatlantisti "non significa vassallaggio", ma mantenere "un rapporto alla pari" tra gli Stati Uniti e l'Unione europea. Sanchez ha ricordato che la scorsa settimana diversi paesi dell'Ue hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui manifestavano la loro disponibilita' a contribuire alla sicurezza dell'Artico. "L'essenziale e' garantire la sicurezza collettiva, che non e' in contraddizione con la sicurezza di uno dei paesi, in questo caso degli Stati Uniti", ha sottolineato il presidente. Il leader socialista ha sottolineato che la Spagna mantiene schierati "piu' di 2 mila soldati" sul fianco orientale dell'Europa in risposta alla "minaccia alla sicurezza collettiva" rappresentata dal "neoimperialismo di Putin". Sanchez ha poi ricordato la riunione tenutasi a Parigi dai paesi "volenterosi" per articolare garanzie di sicurezza che consentano non solo di porre fine alla guerra in Ucraina, ma anche di consolidare una pace "permanente e giusta" per il paese invaso. (Spm)
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