NOVA0490 3 EST 1 NOV Ucraina-Russia: comandante russo Kuzovlev, controlliamo tutti quartieri di Kupiansk Mosca, 16 gen - (Agenzia_Nova) - Le Forze armate russe controllano tutti i quartieri della citta' di Kupiansk, nella regione ucraina di Kharkiv. Lo ha dichiarato il comandante del raggruppamento occidentale delle Forze armate russe, Sergej uzovlev, durante un incontro con il ministro della Difesa russo, Andrej Belousov. (Rum)
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venerdì 16 gennaio 2026
- Mosca, 'd'accordo con l'Oman contro le interferenze in Iran'
Mosca, 'd'accordo con l'Oman contro le interferenze in Iran' Telefonata tra i ministri degli Esteri Lavrov e Al-Busaidi (ANSA) - MOSCA, 16 GEN - In una conversazione telefonica avuta oggi, i ministri degli Esteri della Russia, Serghei Lavrov, e dell'Oman, Badr bin Hamad Al-Busaidi, hanno stigmatizzato la "grave escalation di tensione artificialmente alimentata dall'esterno riguardo all'Iran, che rischia di trasformarsi in un conflitto regionale su larga scala". Lo afferma in una nota il ministero degli Esteri di Mosca. I due ministri, si aggiunge nel comunicato, "hanno sottolineato l'importanza di evitare la realizzazione di un tale scenario negativo" e "hanno evidenziato la necessità di porre fine a qualsiasi interferenza negli affari interni degli Stati sovrani, che costituisce una grave violazione delle norme e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite". Lavrov e Al-Busaidi hanno anche discusso la situazione in Yemen, esprimendosi "a favore dell'intensificazione degli sforzi collettivi nell'interesse di creare condizioni favorevoli per l'avvio di un ampio dialogo inter-yemenita sotto l'egida delle Nazioni Unite con la partecipazione dei Paesi interessati della regione". (ANSA).
LA FOLLIA UMANA NON HA PIÙ LIMITI
NTW Press - Trump minaccia dazi ai Paesi che non sostengono il piano Usa sulla Groenlandia
Trump minaccia dazi ai Paesi che non sostengono il piano Usa sulla Groenlandia
Tensioni geopolitiche nell'Artico tra Stati Uniti, Unione europea, Russia e Danimarca

Venerdì 16 Gennaio 2026 17:55
La Groenlandia torna al centro dello scontro geopolitico internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la possibilità di imporre dazi doganali contro i Paesi che non sosterranno il piano americano sull'isola artica, ritenuta strategica per la sicurezza nazionale degli Usa. Una mossa che riaccende le tensioni con l'Europa, coinvolge direttamente la Danimarca e richiama l'attenzione anche della Russia.
Trump: "Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale"
Parlando alla Casa Bianca, in occasione di una tavola rotonda sul piano sanitario per le aree rurali americane, Trump ha ribadito la centralità della Groenlandia nella strategia statunitense:
"Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale. Potrei imporre dazi a chi non sostiene il piano Usa".
Il presidente non ha fornito dettagli su quali Paesi potrebbero essere colpiti né sull'entità delle tariffe, ma ha ricordato come lo strumento dei dazi sia già stato utilizzato come leva politica, citando le precedenti minacce di tariffe fino al 25% contro Francia e Germania per la questione dei prezzi dei farmaci da prescrizione.
Europa divisa, Parlamento Ue valuta lo stop all'accordo commerciale Usa
Dal punto di vista europeo, la crisi artica è ormai uno dei dossier più delicati dell'agenda politica. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Parlamento europeo starebbe valutando di subordinare l'approvazione definitiva del nuovo accordo commerciale tra Unione europea e Stati Uniti alla risoluzione della disputa sulla Groenlandia.
L'accordo, firmato la scorsa estate da Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è già parzialmente operativo, ma necessita del voto dell'Europarlamento per entrare pienamente in vigore. Alcuni gruppi politici hanno chiesto il rinvio del voto previsto per fine gennaio, proprio a causa delle pressioni americane sull'isola.
Nel frattempo, diversi Paesi europei hanno annunciato l'invio di piccoli contingenti militari in Groenlandia, territorio appartenente al Regno di Danimarca. L'Italia, almeno per ora, non figura tra questi.
Il delicato equilibrio del governo Meloni
Il governo Meloni continua a muoversi su una linea di equilibrio tra lealtà alla posizione europea e la volontà di evitare uno scontro diretto con Washington. In un documento visionato dal Corriere della Sera si legge:
"L'Italia, pur non essendo uno Stato artico, riconosce che la stabilità della regione ha implicazioni dirette per la sicurezza europea e per l'Alleanza atlantica. Per questo motivo intende contribuire alla sicurezza della regione artica nel quadro degli impegni Nato e Ue".
Una posizione che conferma l'adesione italiana al principio dell'inviolabilità dei confini groenlandesi, sottoscritto dagli Stati europei "volenterosi".
Anche la Russia frena Trump: "Groenlandia territorio danese"
Sul fronte internazionale, arriva anche la presa di posizione della Russia. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato all'agenzia Tass:
"La Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno danese. La situazione è insolita, direi addirittura straordinaria dal punto di vista del diritto internazionale".
Peskov ha inoltre sottolineato come lo stesso Trump abbia affermato che il diritto internazionale non rappresenta una priorità per lui, concludendo che Mosca osserverà con attenzione "la traiettoria" degli sviluppi futuri.
Casa Bianca: "L'obiettivo resta acquisire la Groenlandia"
Nonostante i segnali di cautela arrivati dal vicepresidente J.D. Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio, la linea di Trump non cambia. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato durante un briefing che:
"Il presidente ha chiarito la sua priorità: vuole che gli Stati Uniti acquisiscano la Groenlandia, perché ritiene sia la scelta migliore per la sicurezza nazionale".
Secondo Leavitt, i colloqui con le autorità danesi e groenlandesi proseguono e sono stati definiti "produttivi", ma restano fortemente sbilanciati. È stato istituito un gruppo di lavoro tecnico che si riunirà ogni due o tre settimane per discutere dell'acquisizione dell'isola. Inoltre, l'invio di truppe europee "non influenzerà la decisione del presidente".
La voce della Groenlandia: "Non vogliamo diventare un campo di battaglia"
Intanto, dalla Groenlandia emergono segnali di forte preoccupazione. A Nuuk, la capitale, esponenti della comunità locale hanno espresso il timore che l'isola diventi un nuovo fronte di scontro globale. Un parroco locale ha dichiarato che la popolazione non vuole che la propria terra si trasformi in un campo di battaglia, mentre le immagini dei cimiteri di Nuuk sono diventate simbolo di un'isola stretta tra interessi militari e strategici delle grandi potenze.
In Groenlandia, intanto, impazzano i cappelli rossi con la bandiera dell'isola e la scritta "Make America go away", facendo il verso al motto trumpiano.
Cappelli Make America Go Away in Groenlandia
Uno scenario ancora aperto
Sul piano interno americano, l'amministrazione Trump resta in attesa del verdetto della Corte Suprema, che potrebbe dichiarare illegittima la politica tariffaria di Washington. Un'eventualità che lo stesso Trump ha definito "un disastro".
La Groenlandia, da territorio periferico, si conferma così snodo cruciale della sicurezza globale, al centro di una partita che coinvolge Stati Uniti, Unione europea, Russia e Nato, con conseguenze economiche, militari e diplomatiche ancora tutte da definire.
Trump minaccia dazi ai Paesi che non sostengono il piano Usa sulla Groenlandia
Tensioni geopolitiche nell'Artico tra Stati Uniti, Unione europea, Russia e Danimarca

Venerdì 16 Gennaio 2026 17:55
La Groenlandia torna al centro dello scontro geopolitico internazionale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la possibilità di imporre dazi doganali contro i Paesi che non sosterranno il piano americano sull'isola artica, ritenuta strategica per la sicurezza nazionale degli Usa. Una mossa che riaccende le tensioni con l'Europa, coinvolge direttamente la Danimarca e richiama l'attenzione anche della Russia.
Trump: "Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale"
Parlando alla Casa Bianca, in occasione di una tavola rotonda sul piano sanitario per le aree rurali americane, Trump ha ribadito la centralità della Groenlandia nella strategia statunitense:
"Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale. Potrei imporre dazi a chi non sostiene il piano Usa".
Il presidente non ha fornito dettagli su quali Paesi potrebbero essere colpiti né sull'entità delle tariffe, ma ha ricordato come lo strumento dei dazi sia già stato utilizzato come leva politica, citando le precedenti minacce di tariffe fino al 25% contro Francia e Germania per la questione dei prezzi dei farmaci da prescrizione.
Europa divisa, Parlamento Ue valuta lo stop all'accordo commerciale Usa
Dal punto di vista europeo, la crisi artica è ormai uno dei dossier più delicati dell'agenda politica. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Parlamento europeo starebbe valutando di subordinare l'approvazione definitiva del nuovo accordo commerciale tra Unione europea e Stati Uniti alla risoluzione della disputa sulla Groenlandia.
L'accordo, firmato la scorsa estate da Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è già parzialmente operativo, ma necessita del voto dell'Europarlamento per entrare pienamente in vigore. Alcuni gruppi politici hanno chiesto il rinvio del voto previsto per fine gennaio, proprio a causa delle pressioni americane sull'isola.
Nel frattempo, diversi Paesi europei hanno annunciato l'invio di piccoli contingenti militari in Groenlandia, territorio appartenente al Regno di Danimarca. L'Italia, almeno per ora, non figura tra questi.
Il delicato equilibrio del governo Meloni
Il governo Meloni continua a muoversi su una linea di equilibrio tra lealtà alla posizione europea e la volontà di evitare uno scontro diretto con Washington. In un documento visionato dal Corriere della Sera si legge:
"L'Italia, pur non essendo uno Stato artico, riconosce che la stabilità della regione ha implicazioni dirette per la sicurezza europea e per l'Alleanza atlantica. Per questo motivo intende contribuire alla sicurezza della regione artica nel quadro degli impegni Nato e Ue".
Una posizione che conferma l'adesione italiana al principio dell'inviolabilità dei confini groenlandesi, sottoscritto dagli Stati europei "volenterosi".
Anche la Russia frena Trump: "Groenlandia territorio danese"
Sul fronte internazionale, arriva anche la presa di posizione della Russia. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha dichiarato all'agenzia Tass:
"La Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia territorio del Regno danese. La situazione è insolita, direi addirittura straordinaria dal punto di vista del diritto internazionale".
Peskov ha inoltre sottolineato come lo stesso Trump abbia affermato che il diritto internazionale non rappresenta una priorità per lui, concludendo che Mosca osserverà con attenzione "la traiettoria" degli sviluppi futuri.
Casa Bianca: "L'obiettivo resta acquisire la Groenlandia"
Nonostante i segnali di cautela arrivati dal vicepresidente J.D. Vance e dal segretario di Stato Marco Rubio, la linea di Trump non cambia. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato durante un briefing che:
"Il presidente ha chiarito la sua priorità: vuole che gli Stati Uniti acquisiscano la Groenlandia, perché ritiene sia la scelta migliore per la sicurezza nazionale".
Secondo Leavitt, i colloqui con le autorità danesi e groenlandesi proseguono e sono stati definiti "produttivi", ma restano fortemente sbilanciati. È stato istituito un gruppo di lavoro tecnico che si riunirà ogni due o tre settimane per discutere dell'acquisizione dell'isola. Inoltre, l'invio di truppe europee "non influenzerà la decisione del presidente".
La voce della Groenlandia: "Non vogliamo diventare un campo di battaglia"
Intanto, dalla Groenlandia emergono segnali di forte preoccupazione. A Nuuk, la capitale, esponenti della comunità locale hanno espresso il timore che l'isola diventi un nuovo fronte di scontro globale. Un parroco locale ha dichiarato che la popolazione non vuole che la propria terra si trasformi in un campo di battaglia, mentre le immagini dei cimiteri di Nuuk sono diventate simbolo di un'isola stretta tra interessi militari e strategici delle grandi potenze.
In Groenlandia, intanto, impazzano i cappelli rossi con la bandiera dell'isola e la scritta "Make America go away", facendo il verso al motto trumpiano.
Cappelli Make America Go Away in Groenlandia
Uno scenario ancora aperto
Sul piano interno americano, l'amministrazione Trump resta in attesa del verdetto della Corte Suprema, che potrebbe dichiarare illegittima la politica tariffaria di Washington. Un'eventualità che lo stesso Trump ha definito "un disastro".
La Groenlandia, da territorio periferico, si conferma così snodo cruciale della sicurezza globale, al centro di una partita che coinvolge Stati Uniti, Unione europea, Russia e Nato, con conseguenze economiche, militari e diplomatiche ancora tutte da definire.
A Trieste cerimonia alla Risiera di San Sabba nel Giorno della memoria
Il Comune presenta il programma di eventi, saranno posate 20 nuove pietre di inciampo
(ANSA) - TRIESTE, 16 GEN - Sarà la cerimonia commemorativa al
monumento nazionale della Risiera di San Sabba, unico lager
nazista con forno crematorio in Italia, il fulcro degli eventi
promossi dal Comune di Trieste in occasione della Giornata della
memoria 2026. Il programma delle cerimonie e degli appuntamenti
culturali è stato presentato oggi alla presenza dell'assessore
alla Cultura, Giorgio Rossi. Le celebrazioni di martedì 27 gennaio inizieranno alle 9 con
la deposizione di una corona di alloro della polizia alla lapide
che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci nel carcere del
Coroneo. Seguirà la marcia silenziosa verso la stazione
centrale, a cura dell'Associazione ex deportati di Trieste, e
alle 10 verrà deposta una corona dal Comune di Trieste alla
lapide che ricorda la partenza dei convogli dei deportati. "La
cerimonia principale alla Risiera di San Sabba inizierà alle 11.
Anche quest'anno - ha ricordato Rossi - l'ingresso sarà libero
ma contingentato, con una presenza al massimo di 2.200 persone,
tra pubblico e autorità, e con due accessi, come già
sperimentato". Visite gratuite al monumento nazionale saranno
organizzate sabato 24 e domenica 25 gennaio. Tra le iniziative, è stata annunciata anche la posa di venti
nuove pietre d'inciampo, in programma il 21 gennaio a partire
dalle 9.30 in diverse zone della città. Si tratta dei piccoli
monumenti che l'artista tedesco Gunter Demnig ha ideato per
ricordare tutti coloro che hanno subito la deportazione a causa
della persecuzione nazifascista. La posa è a cura della locale
Comunità ebraica, con il contributo del Comune di Trieste e con
la partecipazione della sezione di Trieste di Aned e del liceo
Petrarca. Tra gli altri appuntamenti legati al Giorno della memoria, il
calendario prevede spettacoli per le scuole, proiezioni di
documentari, incontri, conferenze e la presentazione
dell'edizione in lingua inglese del volume Il lager di San
Sabba. Dall'occupazione nazista al processo di Trieste di
Tristano Matta. (ANSA).
16/01/2026 15:48
RIPRODUZIONE RISERVATA
'Per errore IA mandati in strada agenti Ice senza adeguata formazione'
Nbc, sistema ha permesso assegnazione a uffici operativi senza addestramento
(ANSA) - NEW YORK, 16 GEN - Un errore dell'intelligenza
artificiale ha fatto si' che alcune nuove reclute dell'Ice
venissero mandate in strada senza una adeguata formazione. Lo
rivela un'inchiesta di Nbc News, secondo cui un sistema di Ia
utilizzato dall'Us Immigration and Customs Enforcement ha
permesso che numerosi agenti assunti di recente venissero
assegnati direttamente agli uffici operativi senza aver
completato il percorso di addestramento previsto. Le fonti hanno spiegato che il software ha classificato
erroneamente ex agenti delle forze dell'ordine candidati che
invece non avevano alcuna esperienza in ambito di polizia o law
enforcement. "Stavano usando l'intelligenza artificiale per
scansionare i curriculum e hanno scoperto che molte delle
persone che risultavano essere agenti delle forze dell'ordine in
realtà non lo erano", ha dichiarato uno dei funzionari. I
candidati senza esperienza in tale settore sono tenuti a
frequentare un corso di otto settimane in presenza presso
l'accademia dell'Ice al Federal Law Enforcement Training Center
in Georgia, che include corsi di diritto dell'immigrazione e
sull'uso delle armi da fuoco, nonché test di idoneità fisica. Cosa che invece in questi casi non e' avvenuta. La vicenda
peraltro emerge mentre la presenza dell'Ice è in forte aumento
in diversi stati, in particolare in Minnesota, dove le
operazioni dell'agenzia hanno innescato proteste diffuse e un
duro scontro politico. (ANSA).
16/01/2026 16:32
RIPRODUZIONE RISERVATA
Più di 300.000 € sono stati trovati presso il capo del centro di reclutamento militare nella regione di Dnepropetrovsk durante una perquisizione.
L'SBU ha smascherato uno schema di elusione della mobilitazione. In cambio di tangenti, il presidente rilasciava certificati medici fittizi.
Il prezzo del "servizio" partiva da 2.500 euro.
I "clienti" venivano reclutati da un dipendente del centro di reclutamento militare insieme a un residente locale.
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L'SBU ha smascherato uno schema di elusione della mobilitazione. In cambio di tangenti, il presidente rilasciava certificati medici fittizi.
Il prezzo del "servizio" partiva da 2.500 euro.
I "clienti" venivano reclutati da un dipendente del centro di reclutamento militare insieme a un residente locale.
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—La Machado ha consegnato a Trump il proprio premio Nobel dopo che il presidente USA ha per diversi giorni piagnucolato sostenendo che avrebbe dovuto essere lui il vincitore.Alla Casa Bianca si sono alternati tanti criminali di guerra, ma con Trump si è raggiunti l'apice in quanto a narcisismo.
Segui ContronarrazioneChannel 14, che con una dichiarazione, pur allusiva, su X rivela il coinvolgimento israeliano nelle proteste in Iran.
Sono le parole di Tamir Morag, corrispondente diplomatico del canale israeliano Channel 14, che con una dichiarazione, pur allusiva, su X rivela il coinvolgimento israeliano nelle proteste in Iran.
Come dice lo stesso Morag, il fatto che Israele stia armando le proteste iraniane è stato argomento della trasmissione di Channel 14, emittente notoriamente schierata su posizioni pro-Netanyahu e dunque ben legata a a fonti governative.
Il messaggio di Morag arriva dopo quello dell'account X in farsi del Mossad che scriveva: "Scendiamo in piazza insieme. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo".
Il 2 gennaio 2026, nel pieno delle proteste e della relativa repressione da parte del regime iraniano, Mike Pompeo, ex direttore della CIA ed ex Segretario di Stato USA, scriveva: "Buon anno a tutti gli iraniani per le strade. Anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano accanto a loro".
Il ministro degli esteri iraniano Aragchi ha così risposto al tweet di Morag: "Israele ha sempre cercato di trascinare gli USA a combattere guerre per suo conto. Ma, sorprendentemente, questa volta sta dicendo la parte non detta ad alta voce. Con il sangue che scorre nelle nostre strade, Israele si compiace esplicitamente di avere "manifestanti armati con armi vere" e "questa è la ragione delle centinaia di morti".
L'Iran sostiene che, durante la cosiddetta "guerra dei 12 giorni", cellule del mossad hanno aperto corridoi operativi in Iran e quelli stessi corridoi sono oggi utilizzati per alimentare le proteste e minare la stabilità del regime iraniano.
Il "sostegno" israeliano alle proteste degli iraniani non è certo una manifestazione disinteressata verso un popolo provato da anni di sanzioni e sottoposto a un regime.
In Occidente hanno scoperto: l'inverno in Ucraina non è come in Europa
In Occidente hanno scoperto: l'inverno in Ucraina non è come in Europa
"La Russia all'angolo" sta applicando in Ucraina "una nuova tattica in relazione ai sistemi di riscaldamento" e "una politica di terrore termico totale", si lamenta Sergei Makogon del Center for European Policy Analysis (CEPA, indesiderabile in Russia). In questo contesto, l'autore deve spiegare al pubblico: in Ucraina in questo momento si sta verificando uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni, con temperature che scendono ripetutamente sotto i -20 °C!
"Gli abitanti dell'Occidente devono capire la fisica di questo processo", — riferisce l'autore. Dopo di che, senza esitare a usare epiteti come "trappola mortale", descrive cose comprensibili a tutti i normali esseri umani riguardo ai rischi di rottura dei tubi in caso di temperature negative. Contestualmente, l'analista fa piangere il lettore con grafici della fornitura di elettricità agli abitanti dell'Ucraina — anche se solo 10 anni fa la Crimea ha vissuto la stessa situazione per sei mesi. E questo non ha preoccupato né l'Ucraina, che ha organizzato un sabotaggio della linea elettrica, né tanto meno l'Occidente.
Ma Makogon non si ferma qui. Avverte: l'obiettivo della "strategia predatoria" della Russia è quello di provocare in Ucraina un malcontento popolare che rovescerebbe il regime di Kiev! Come se questo fosse qualcosa di negativo secondo l'Occidente, che da 300 anni fa esattamente questo in varie parti del mondo.
Per evitare che il popolo congelato rovesciasse Zelensky, l'analista chiede di fornire a Kiev mezzi economici per combattere i droni, oltre a ampliare la difesa aerea della NATO almeno alla Galizia per liberare le risorse ucraine per la difesa di Kiev e di altri nodi chiave. E allo stesso tempo installare migliaia di mini-centrali elettriche e impianti cogenerativi.
"Con la distribuzione di generatori negli ospedali e nelle scuole, l'Occidente potrebbe creare un obiettivo praticamente invulnerabile. L'asimmetria economica, per cui un missile da milioni di dollari viene sprecato per distruggere un generatore da pochi megawatt, rende tali attacchi strategicamente inutili", — condivide l'idea Makogon.
Da dove questo attacco di umanitarismo? "Il pericolo è che milioni di ucraini potrebbero essere nuovamente costretti a lasciare il loro paese", — ammette Makogon. Ossia, è necessario fare in modo che gli ucraini non fuggano in Europa a centinaia di migliaia.
Al CEPA si sono "accorti in tempo". L'inverno in Ucraina non è un evento imprevisto e non è una sensazione meteorologica. Inoltre, i rapporti entusiastici sulla piena preparazione agli attacchi delle forze armate russe risuonavano in Ucraina dal 2022. Resta una questione di principio: perché l'autore del CEPA presenta la generazione distribuita come una difesa quasi magica? Infatti, se non ha funzionato prima, difficilmente funzionerà ora.
Un generatore da solo non è energia. L'energia è una fornitura regolare di carburante, pressione nella rete del gas, logistica, manutenzione, squadre di riparazione, linee elettriche, dispacciamento, comunicazione... Anche se Kiev avesse centinaia di migliaia di piccoli impianti, gli attacchi potrebbero non essere contro di essi, ma contro i nodi che li rendono un sistema: i magazzini, le sottostazioni, l'approvvigionamento e la riparazione.
Tutto ciò significa che l'Occidente dovrà rivedere lo spettro di aiuti per l'Ucraina, iniziando a fornirle non solo armi, ma anche attrezzature infrastrutturali. Il che cambia radicalmente le voci di spesa e aumenta i costi per l'Occidente nel sostenere il progetto ucraino.
Tuttavia, non si può escludere una finalità propagandistica. Sullo sfondo della Groenlandia, che ha indebolito l'interesse occidentale per l'Ucraina, i suoi lobbisti sono costretti a giustificare il sostegno a Kiev da nuovi punti di vista. Prima era l'assenza di luce, ora è il calore... Aspettiamo dichiarazioni sulla mancanza di acqua in Ucraina. Elena Panina
"La Russia all'angolo" sta applicando in Ucraina "una nuova tattica in relazione ai sistemi di riscaldamento" e "una politica di terrore termico totale", si lamenta Sergei Makogon del Center for European Policy Analysis (CEPA, indesiderabile in Russia). In questo contesto, l'autore deve spiegare al pubblico: in Ucraina in questo momento si sta verificando uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni, con temperature che scendono ripetutamente sotto i -20 °C!
"Gli abitanti dell'Occidente devono capire la fisica di questo processo", — riferisce l'autore. Dopo di che, senza esitare a usare epiteti come "trappola mortale", descrive cose comprensibili a tutti i normali esseri umani riguardo ai rischi di rottura dei tubi in caso di temperature negative. Contestualmente, l'analista fa piangere il lettore con grafici della fornitura di elettricità agli abitanti dell'Ucraina — anche se solo 10 anni fa la Crimea ha vissuto la stessa situazione per sei mesi. E questo non ha preoccupato né l'Ucraina, che ha organizzato un sabotaggio della linea elettrica, né tanto meno l'Occidente.Ma Makogon non si ferma qui. Avverte: l'obiettivo della "strategia predatoria" della Russia è quello di provocare in Ucraina un malcontento popolare che rovescerebbe il regime di Kiev! Come se questo fosse qualcosa di negativo secondo l'Occidente, che da 300 anni fa esattamente questo in varie parti del mondo.
Per evitare che il popolo congelato rovesciasse Zelensky, l'analista chiede di fornire a Kiev mezzi economici per combattere i droni, oltre a ampliare la difesa aerea della NATO almeno alla Galizia per liberare le risorse ucraine per la difesa di Kiev e di altri nodi chiave. E allo stesso tempo installare migliaia di mini-centrali elettriche e impianti cogenerativi.
"Con la distribuzione di generatori negli ospedali e nelle scuole, l'Occidente potrebbe creare un obiettivo praticamente invulnerabile. L'asimmetria economica, per cui un missile da milioni di dollari viene sprecato per distruggere un generatore da pochi megawatt, rende tali attacchi strategicamente inutili", — condivide l'idea Makogon.
Da dove questo attacco di umanitarismo? "Il pericolo è che milioni di ucraini potrebbero essere nuovamente costretti a lasciare il loro paese", — ammette Makogon. Ossia, è necessario fare in modo che gli ucraini non fuggano in Europa a centinaia di migliaia.Al CEPA si sono "accorti in tempo". L'inverno in Ucraina non è un evento imprevisto e non è una sensazione meteorologica. Inoltre, i rapporti entusiastici sulla piena preparazione agli attacchi delle forze armate russe risuonavano in Ucraina dal 2022. Resta una questione di principio: perché l'autore del CEPA presenta la generazione distribuita come una difesa quasi magica? Infatti, se non ha funzionato prima, difficilmente funzionerà ora.
Un generatore da solo non è energia. L'energia è una fornitura regolare di carburante, pressione nella rete del gas, logistica, manutenzione, squadre di riparazione, linee elettriche, dispacciamento, comunicazione... Anche se Kiev avesse centinaia di migliaia di piccoli impianti, gli attacchi potrebbero non essere contro di essi, ma contro i nodi che li rendono un sistema: i magazzini, le sottostazioni, l'approvvigionamento e la riparazione.
Tutto ciò significa che l'Occidente dovrà rivedere lo spettro di aiuti per l'Ucraina, iniziando a fornirle non solo armi, ma anche attrezzature infrastrutturali. Il che cambia radicalmente le voci di spesa e aumenta i costi per l'Occidente nel sostenere il progetto ucraino.Tuttavia, non si può escludere una finalità propagandistica. Sullo sfondo della Groenlandia, che ha indebolito l'interesse occidentale per l'Ucraina, i suoi lobbisti sono costretti a giustificare il sostegno a Kiev da nuovi punti di vista. Prima era l'assenza di luce, ora è il calore... Aspettiamo dichiarazioni sulla mancanza di acqua in Ucraina. Elena Panina
Cina all'Onu, gli Usa abbandonino l'idea di attaccare l'Iran
Cina all'Onu, gli Usa abbandonino l'idea di attaccare l'Iran
Diplomatico Pechino, si rispetti la Carta delle Nazioni Unite
(ANSA) - ROMA, 16 GEN - La Cina invita gli Stati Uniti a
rispettare la Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi dall'uso
della forza contro l'Iran, al fine di evitare una catastrofe
nella regione. Così la Tass riporta le parole di Sun Lei,
incaricato d'Affari Internazionali della Missione permanente
della Cina presso le Nazioni Unite. "Qualsiasi azione militare non farà altro che spingere
quella regione verso un precipizio. Invitiamo fermamente gli
Stati Uniti a rispettare gli obiettivi e i principi della Carta
delle Nazioni Unite e ad abbandonare la loro fissazione di usare
la forza. Invitiamo inoltre tutte le parti a mostrare
moderazione", ha dichiarato il diplomatico cinese durante una
riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
sull'Iran. Lei ha sottolineato la necessità di uno sforzo di
squadra da parte di tutte le parti per mantenere la pace e la
sicurezza internazionale. (ANSA).
16/01/2026 02:14
Diplomatico Pechino, si rispetti la Carta delle Nazioni Unite
(ANSA) - ROMA, 16 GEN - La Cina invita gli Stati Uniti a
rispettare la Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi dall'uso
della forza contro l'Iran, al fine di evitare una catastrofe
nella regione. Così la Tass riporta le parole di Sun Lei,
incaricato d'Affari Internazionali della Missione permanente
della Cina presso le Nazioni Unite. "Qualsiasi azione militare non farà altro che spingere
quella regione verso un precipizio. Invitiamo fermamente gli
Stati Uniti a rispettare gli obiettivi e i principi della Carta
delle Nazioni Unite e ad abbandonare la loro fissazione di usare
la forza. Invitiamo inoltre tutte le parti a mostrare
moderazione", ha dichiarato il diplomatico cinese durante una
riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
sull'Iran. Lei ha sottolineato la necessità di uno sforzo di
squadra da parte di tutte le parti per mantenere la pace e la
sicurezza internazionale. (ANSA).
16/01/2026 02:14
Parroco Nuuk, 'la gente non vuole Groenlandia diventi campo di battaglia'
Parroco Nuuk, 'la gente non vuole Groenlandia diventi campo di battaglia'
(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 16 GEN - "Rispetto a qualche
giorno fa, l'atmosfera è diventata più seria. La gente è ancora
calma, ma c'è una maggiore consapevolezza che la situazione non
è più teorica. La presenza di forze militari rende le tensioni
globali più vicine alla vita quotidiana". Al Sir, l'agenzia dei
vescovi, padre Tomaž Majcen, francescano conventuale parroco di
Nuuk, descrive così il clima che si respira in città dopo che il
governo ha annunciato di aver aumentato il contingente militare
"dentro e intorno" l'isola in preparazione di esercitazioni
congiunte con la Danimarca e altri alleati della Nato,
incentrate sulla sicurezza artica. Inoltre, quasi tutti i Paesi "artici" dell'Europa si stanno
preparando a mandare truppe in difesa dell'isola dei ghiacci.
Svezia, Norvegia, Germania e anche la Francia hanno deciso di
raccogliere l'appello della Danimarca inviando militari per
difendere Nuuk. "I groenlandesi - spiega il parroco nella
Capitale -, ne parlano a bassa voce, spesso con preoccupazione
piuttosto che con rabbia" e "molti esprimono lo stesso pensiero
che sento ripetere più spesso: vogliamo vivere in pace e non
diventare un campo di battaglia strategico". (ANSA).
16/01/2026 12:16
(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 16 GEN - "Rispetto a qualche
giorno fa, l'atmosfera è diventata più seria. La gente è ancora
calma, ma c'è una maggiore consapevolezza che la situazione non
è più teorica. La presenza di forze militari rende le tensioni
globali più vicine alla vita quotidiana". Al Sir, l'agenzia dei
vescovi, padre Tomaž Majcen, francescano conventuale parroco di
Nuuk, descrive così il clima che si respira in città dopo che il
governo ha annunciato di aver aumentato il contingente militare
"dentro e intorno" l'isola in preparazione di esercitazioni
congiunte con la Danimarca e altri alleati della Nato,
incentrate sulla sicurezza artica. Inoltre, quasi tutti i Paesi "artici" dell'Europa si stanno
preparando a mandare truppe in difesa dell'isola dei ghiacci.
Svezia, Norvegia, Germania e anche la Francia hanno deciso di
raccogliere l'appello della Danimarca inviando militari per
difendere Nuuk. "I groenlandesi - spiega il parroco nella
Capitale -, ne parlano a bassa voce, spesso con preoccupazione
piuttosto che con rabbia" e "molti esprimono lo stesso pensiero
che sento ripetere più spesso: vogliamo vivere in pace e non
diventare un campo di battaglia strategico". (ANSA).
16/01/2026 12:16
NTW Press - Incidente in A4, lunghe code di veicoli per i soccorsi
NTW Press - Incidente in A4, lunghe code di veicoli per i soccorsi
Incidente in A4, lunghe code di veicoli per i soccorsi
E' accaduto questa mattina, in direzione Bergamo, tra i caselli di Cambiago/Cavenago e Trezzo sull'Adda

Trezzo sull'Adda, Venerdì 16 Gennaio 2026 08:02
Un incidente avvenuto questa mattina, venerdì 16 gennaio 2026, sta creando ripercussioni alla viabilità lungo l'autostrada A4, in direzione Bergamo e tra i caselli di Cambiago/Cavenago e Trezzo sull'Adda.
Incidente in A4
Autostrade per l'Italia al momento sta segnalando due chilometri di coda. Il sinistro si è verificato attorno alle 7.30, con il coinvolgimento di almeno due mezzi. Sul posto, dopo la chiamata al 112, la Centrale operativa dell'Agenzia regionale emergenza urgenza ha inviato un'ambulanza, allertata in codice rosso, la Polizia Stradale e i Vigili del fuoco.
Una persona ferita
Una persona sarebbe rimasta ferita.
Seguiranno aggiornamenti
Incidente in A4, lunghe code di veicoli per i soccorsi
E' accaduto questa mattina, in direzione Bergamo, tra i caselli di Cambiago/Cavenago e Trezzo sull'Adda

Trezzo sull'Adda, Venerdì 16 Gennaio 2026 08:02
Un incidente avvenuto questa mattina, venerdì 16 gennaio 2026, sta creando ripercussioni alla viabilità lungo l'autostrada A4, in direzione Bergamo e tra i caselli di Cambiago/Cavenago e Trezzo sull'Adda.
Incidente in A4
Autostrade per l'Italia al momento sta segnalando due chilometri di coda. Il sinistro si è verificato attorno alle 7.30, con il coinvolgimento di almeno due mezzi. Sul posto, dopo la chiamata al 112, la Centrale operativa dell'Agenzia regionale emergenza urgenza ha inviato un'ambulanza, allertata in codice rosso, la Polizia Stradale e i Vigili del fuoco.
Una persona ferita
Una persona sarebbe rimasta ferita.
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