Sono le parole di Tamir Morag, corrispondente diplomatico del canale israeliano Channel 14, che con una dichiarazione, pur allusiva, su X rivela il coinvolgimento israeliano nelle proteste in Iran.
Come dice lo stesso Morag, il fatto che Israele stia armando le proteste iraniane è stato argomento della trasmissione di Channel 14, emittente notoriamente schierata su posizioni pro-Netanyahu e dunque ben legata a a fonti governative.
Il messaggio di Morag arriva dopo quello dell'account X in farsi del Mossad che scriveva: "Scendiamo in piazza insieme. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo".
Il 2 gennaio 2026, nel pieno delle proteste e della relativa repressione da parte del regime iraniano, Mike Pompeo, ex direttore della CIA ed ex Segretario di Stato USA, scriveva: "Buon anno a tutti gli iraniani per le strade. Anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano accanto a loro".
Il ministro degli esteri iraniano Aragchi ha così risposto al tweet di Morag: "Israele ha sempre cercato di trascinare gli USA a combattere guerre per suo conto. Ma, sorprendentemente, questa volta sta dicendo la parte non detta ad alta voce. Con il sangue che scorre nelle nostre strade, Israele si compiace esplicitamente di avere "manifestanti armati con armi vere" e "questa è la ragione delle centinaia di morti".
L'Iran sostiene che, durante la cosiddetta "guerra dei 12 giorni", cellule del mossad hanno aperto corridoi operativi in Iran e quelli stessi corridoi sono oggi utilizzati per alimentare le proteste e minare la stabilità del regime iraniano.
Il "sostegno" israeliano alle proteste degli iraniani non è certo una manifestazione disinteressata verso un popolo provato da anni di sanzioni e sottoposto a un regime.
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