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mercoledì 28 gennaio 2026

Su una luna di Giove la più grande eruzione vulcanica del Sistema Solare
Vista dallo strumento italiano Jiram a bordo della sonda Juno
   (ANSA) - ROMA, 28 GEN - Osservata la più grande eruzione
vulcanica del Sistema Solare, escludendo il nostro pianeta: è
avvenuta su Io, uno dei satelliti di Giove, ed è stata vista
grazie agli occhi di Jiram, lo strumento dell'Agenzia Spaziale
Italiana che si trova bordo della sonda Juno della Nasa. A
descrivere l'evento senza precedenti è lo studio guidato da
Alessandro Mura, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, e
pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research:
Planets.      L'eruzione è stata osservata il 27 dicembre 2024 e ha
interessato un'area molto vasta, circa 65.000 chilometri
quadrati nell'emisfero meridionale del satellite, con il
rilascio di energia compreso tra 140 e 260 terawatt. "A rendere
l'evento ancora più straordinario è il fatto che non abbia
coinvolto un singolo vulcano, ma più sorgenti attive che si sono
illuminate contemporaneamente, aumentando la propria luminosità
di oltre mille volte rispetto ai livelli abituali", ha detto
Mura.      "Questa perfetta sincronia suggerisce che si sia trattato
di un unico enorme evento eruttivo, propagatosi nel sottosuolo
per centinaia di chilometri". Dati che suggeriscono la presenza
di grandi serbatoi magmatici interconnessi nel sottosuolo di Io,
uno dei satelliti considerati più interessanti tra quelli di
Giove e che proprio per questo è tra gli obiettivi più studiati
dalla missione Juno, lanciata nel 2011 e arrivata in orbita
gioviana nel 2016. Una scoperta che arricchisce la già nota
complessità di Io e "conferma l'eccellenza del contributo
italiano alla missione Juno", ha aggiunto Giuseppe Sindoni,
responsabile di Jiram per l'Asi. Le osservazioni future della
sonda Juno potranno rivelare se l'eruzione abbia lasciato nuovi
flussi di lava o depositi di cenere, fornendo ulteriori indizi
sull'evoluzione geologica del satellite e sul funzionamento del
suo vulcanismo estremo. (ANSA).
28/01/2026 14:57
Geologi, a Niscemi urbaninizzazione incompatibile con il tipo di suolo
Ordine di Sicilia: "La competenza tecnica torni ad avere un ruolo"
   (ANSA) - PALERMO, 28 GEN - L'Ordine regionale dei geologi di
Sicilia esprime "profonda e sincera solidarietà alla popolazione
di Niscemi, duramente colpita dal grave movimento franoso che ha
interessato il territorio comunale, provocando l'evacuazione di
centinaia di famiglie, danni ingenti al patrimonio edilizio e
una comprensibile condizione di paura e incertezza".    "In queste ore difficili, il pensiero dei geologi siciliani -
si legge in una nota - va innanzitutto ai cittadini costretti ad
abbandonare le proprie abitazioni, alle istituzioni locali
impegnate nella gestione dell'emergenza e a tutti gli operatori
della protezione civile, delle forze dell'ordine e dei vigili
del fuoco che stanno lavorando senza sosta".    "La frana di Niscemi, tuttavia, non può essere letta come un
evento improvviso o eccezionale, ma va inquadrata all'interno di
un contesto geologico ben noto e storicamente documentato. I
precedenti del 1790 e del 1997 dimostrano come l'area sia
interessata da una fragilità strutturale e geologica di lungo
periodo, legata alla natura dei terreni
sabbioso-argilloso-marnosi, al particolare assetto stratigrafico
del versante e alla complessa dinamica idrogeologica della
collina. Si tratta di processi lenti ma persistenti, che possono
riattivarsi in presenza di condizioni predisponenti e
innescanti, quali prolungati periodi di pioggia, alterazioni del
naturale deflusso delle acque, urbanizzazioni non compatibili
con le caratteristiche del suolo e insufficiente manutenzione
delle opere di regimazione idraulica. La scienza geologica
fornisce da tempo strumenti efficaci per monitorare e mitigare
questi fenomeni".    L'Ordine regionale ritiene "indispensabile ribadire il ruolo
centrale della professione del geologo nella pianificazione
territoriale, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e
nella gestione delle emergenze; auspica che l'emergenza di
Niscemi diventi un punto di svolta: non solo per affrontare con
responsabilità e trasparenza l'attuale crisi, ma anche per
avviare una riflessione strutturale sul modello di governo del
territorio, nel quale la competenza tecnica e scientifica torni
ad avere il ruolo che le compete". (ANSA).
28/01/2026 15:00

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UE, TAFAZZILAND

 


 

A 14 anni, flirtava con i nazisti, li conduceva nei boschi e li uccideva con un colpo di pistola.Poi tornava a casa e faceva i compiti di algebra.Haarlem, Paesi Bassi. Maggio 1940.Freddie Oversteegen era in terza media quando i carri armati tedeschi irruppero nella sua città.

 




OLOCAUSTO, RICORDIAMO ANCHE L'OLOCAUSTO DEI COMUNISTI (DIMENTICATI), PRIME VITTIME DEL NAZISMO, OLTRE ALL'OLOCAUSTO DEGLI EBREI CHE, GIUSTAMENTE, RICORDIAMO OVUNQUE.

 



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