AGI0255 3 EST 0 R01 / M.O.: da Egitto e Giordania nuovo 'no' a sfollamento palestinesi = (AGI) - Roma, 1 feb. - Egitto e Giordania hanno ribadito il loro rifiuto di qualsiasi tentativo di sfollare i palestinesi, mentre Israele annuncia la riapertura parziale del valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l'Egitto. Durante un incontro al Cairo, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il re di Giordania Abdullah II "hanno ribadito la ferma posizione di Egitto e Giordania nel respingere qualsiasi tentativo di sfollare il popolo palestinese dalla propria terra", si legge in una dichiarazione della presidenza egiziana. (AGI)Uba 011549 FEB 26
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domenica 1 febbraio 2026
Gaza: Medici senza frontiere, stop di Israele a nostre attivita' e' pretesto per ostacolare aiuti
NOVA0239 3 EST 1 NOV Gaza: Medici senza frontiere, stop di Israele a nostre attivita' e' pretesto per ostacolare aiuti Doha, 01 feb - (Agenzia_Nova) - L'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere (Msf) ha accusato Israele di avere deciso di bloccare le sue attivita' nella Striscia di Gaza come forma di "pretesto" per ostacolare la consegna di aiuti umanitari alla popolazione civile nell'enclave. In un comunicato ripreso dall'emittente panaraba di proprieta' qatariota "Al Jazeera", Msf ha aggiunto che le autorita' israeliane "stanno costringendo le organizzazioni umanitarie a una scelta impossibile: esporre il proprio staff a rischi o interrompere la fornitura di servizi medici cruciali a persone che ne hanno un disperato bisogno". (Res)
Iran: Wsj, attacco non imminente, prima Usa devono preparare difese aeree
Iran: Wsj, attacco non imminente, prima Usa devono preparare difese aeree Milano, 1 feb. (LaPresse) - Eventuali attacchi aerei Usa sull'Iran non sono imminenti perché il Pentagono sta spostando ulteriori difese aeree per proteggere meglio Israele, gli alleati arabi e le forze americane in caso di ritorsione da parte ell'Iran e di un potenziale conflitto prolungato. È quanto riporta il Wall Street Journal (Wsj) citando funzionari Usa, secondo cui l'esercito americano potrebbe condurre attacchi aerei limitati sull'Iran se il presidente Usa Donald Trump ordinasse un attacco oggi, tuttavia ha chiesto al Pentagono di preparare un attacco decisivo e un'operazione di questo tipo probabilmente provocherebbe una reazione iraniana più grande, rendendo necessario il dispiegamento di ulteriori difese aeree per proteggere Israele e le basi statunitensi nella regione. Sempre secondo il Wall Street Journal - che cita funzionari della difesa, dati di tracciamento dei voli e immagini satellitari - l'esercito dispone già di difese aeree nella regione, tra cui cacciatorpediniere in grado di abbattere minacce aeree, ma il Pentagono sta schierando un'ulteriore batteria Thaad e difese aeree Patriot nelle basi dove sono di stanza le truppe statunitensi in Medioriente, tra cui Giordania, Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita e Qatar. EST NG01 cba 011622 FEB 26
== Iran: Khamenei, a Dio piacendo metteremo fine a molestie Usa =
AGI0296 3 EST 0 R01 / == Iran: Khamenei, a Dio piacendo metteremo fine a molestie Usa = (AGI) - Roma, 1 feb. - L'ayatollah Ali' Khamenei e' tornato ad assicurare che l'Iran non cedera' alle pressioni e ai tentativi degli Stati Uniti di appropriarsi delle sue risorse. "L'Iran resta fermo e continuera' a restare fermo e, se Dio vuole, porra' fine ai danni e alle molestie degli Stati Uniti", ha scritto su X la guida suprema dell'Iran. "Qual e' il problema tra Stati Uniti e Iran? La questione puo' essere riassunta in due frasi: gli Stati Uniti vogliono divorare l'Iran; la nazione iraniana e la Repubblica islamica lo impediscono", ha spiegato. "L'Iran possiede numerose attrattive: il suo petrolio, il gas, le sue ricchezze minerarie e la sua posizione geografica sono attraenti. Gli Stati Uniti vogliono prendere il controllo di questo Paese proprio come lo controllavano prima", ha proseguito. "Per oltre 30 anni, gli americani sono stati presenti in Iran. Le risorse, il petrolio, la politica e la sicurezza dell'Iran erano nelle loro mani. Tutto era nelle loro mani. Ora che la loro presa e' stata spezzata, stanno cercando di trovare una via di ritorno. La nazione iraniana resiste fermamente e glielo impedisce", ha insistito. (AGI)Sab 011804 FEB 26
IRAN: KHAMENEI, 'GLI USA VOGLIONO DIVORARCI, GLIELO IMPEDIREMO' =
ADN0525 7 EST 0 ADN EST NAZ IRAN: KHAMENEI, 'GLI USA VOGLIONO DIVORARCI, GLIELO IMPEDIREMO' = Teheran, 1 feb. (Adnkronos) - "Qual è il problema tra Stati Uniti e Iran? Che gli Stati Uniti vogliono divorare l'Iran, la nazione iraniana e la Repubblica islamica glielo impediscono". Così su X l'ayatollah Ali Khamenei ha sintetizzato lo scontro tra Washington e Teheran, che "resiste e continuerà a resistere e, a Dio piacendo, porrà fine ai danni e alle molestie degli Stati Uniti". "Per oltre 30 anni - accusa ancora la guida spirituale iraniana - gli americani sono stati presenti in Iran. Le risorse, il petrolio, la politica e la sicurezza dell'Iran erano nelle loro mani. Tutto era nelle loro mani. Ora che la loro presa è stata spezzata, stanno cercando di trovare un modo per tornare". Ma, assicura Khamenei, "la nazione iraniana resiste fermamente, impedendo" agli Stati Uniti di "prendere il controllo di questo Paese proprio come lo controllavano prima". (Pap/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 01-FEB-26 18:16
Presidente cubano accusa gli Usa di creare 'pretesti' per un'aggressione
Díaz-Canel non esclude negoziati purché siano 'tra pari'
(ANSA) - AVANA, 01 FEB - Il presidente di Cuba, Miguel
Díaz-Canel, ha accusato il governo degli Stati Uniti di voler
usare gli stessi "pretesti" e la stessa formula impiegata contro
il Venezuela per portare avanti una possibile aggressione anche
contro l'isola caraibica, precisando che in ogni caso per il
governo castrista, "la resa non è un'opzione". "Tempi duri come
questi vanno affrontati con coraggio e valore", ha detto in un
discorso a membri del Partito Comunista a L'Avana, ripreso dai
media ufficiali. Secondo il presidente, l'aggressione contro
Caracas - culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro
il 3 gennaio - è stata preceduta da una "intensa campagna di
pressione economica, politica e propagandistica" e da un ampio
spiegamento militare. La stessa ricetta - secondo Díaz-Canel -
sarebbe ora usata per Cuba. La presa di posizione arriva dopo in
particolare dopo la minaccia di Washington di imporre dazi
commerciali ai Paesi che vendono petrolio a L'Avana. Nel suo
intervento ha precisato di non escludere negoziati con gli Stati
Uniti, purché si svolgano "tra pari" e nel rispetto reciproco,
sottolineando però che finora non ci sono stati contatti.
(ANSA).
01/02/2026 13:40
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