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venerdì 13 febbraio 2026
Olimpiadi: M5s, Difesa chiarisca su indegne condizioni militari
(ANSA) - ROMA, 13 FEB - "Ieri a nome del Movimento 5 Stelle
ho presentato un'interrogazione al Ministro della Difesa
Crosetto per fare immediata chiarezza sulle denunce relative
alle indegne condizioni alloggiative del personale dell'Esercito
Italiano impiegato nel dispositivo di sicurezza dei Giochi
Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Secondo quanto riportato
dalle rappresentanze sindacali, i militari sarebbero ospitati in
strutture con carenze igienico-sanitarie, impianti di
riscaldamento non funzionanti, locali vetusti e situazioni
incompatibili con la dignità e la tutela della salute di chi
garantisce la sicurezza di un evento internazionale. Chiediamo
al Governo di verificare immediatamente la fondatezza delle
denunce e di indicare le strutture coinvolte e il numero di
militari interessati allo scopo di adottare con urgenza tutte le
misure necessarie per assicurare condizioni alloggiative
adeguate sicure e rispettose dei diritti del personale impegnato
al servizio dello Stato". Lo dichiara il capogruppo M5S in Commissione Difesa di
Montecitorio, Arnaldo Lomuti, primo firmatario
dell'interrogazione, assieme alla deputata cofirmataria M5S Ida
Carmina. (ANSA).
13/02/2026 15:50
Cremlino, 'nessun europeo a negoziati sull'Ucraina a Ginevra'
Cremlino, 'nessun europeo a negoziati sull'Ucraina a Ginevra'
La terza tornata in programma il 17 e 18 febbraio
(ANSA) - MOSCA, 13 FEB - Nessun rappresentante dell'Unione
europea o di organizzazioni internazionali sarà presente alla
nuova tornata di trattative tra Russia, Ucraina e Usa in
programma il 17 e 18 febbraio a Ginevra. Lo ha sottolineato il
portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Tass.
"E' solo un formato trilaterale, cioè tra Russia, America e
Ucraina, non ci saranno europei", ha sottolineato il portavoce
del presidente Vladimir Putin. (ANSA).
13/02/2026 15:53
FOCUS Crolla import fertilizzanti (-85%) ma salgono prezzi. Agricoltori Ue: Grave crisi
FOCUS Crolla import fertilizzanti (-85%) ma salgono prezzi. Agricoltori Ue: Grave crisi Verona, 13 feb (GEA) - di Andrea Francato Crollano le importazioni Ue mentre aumentano i prezzi dei fertilizzanti azotati. E la 'colpa' sarebbe del Cbam, il controverso meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Secondo quanto rilevato da Copa-Cogeca, l'associazione europea degli agricoltori, a gennaio i Paesi membri hanno importato solo 179.877 tonnellate di fertilizzanti azotati, rispetto alle 1.183.728 tonnellate del 2025. Ovvero -84,8%. "Le organizzazioni di agricoltori e cooperative agricole – spiega una nota Copa-Cogeca - hanno costantemente messo in guardia le istituzioni dell'Ue che, senza le necessarie garanzie tecniche e la preparazione del mercato, l'attuazione del Cbam sui fertilizzanti avrebbe interrotto i flussi di approvvigionamento e aumentato i costi per gli agricoltori europei". I fertilizzanti azotati rappresentano circa il 46% del consumo totale Ue e oltre il 30% è importato. L'allarme Copa-Cogeca è chiaro: "Una riduzione di questa portata non può essere assorbita senza conseguenze. Essa rappresenta una minaccia diretta alla stabilità della produzione agricola in tutta l'Ue, destabilizzando i mercati e innescando comportamenti anticipatori, come si è visto nel dicembre 2025, poco prima dell'attuazione del meccanismo". La beffa è che i prezzi interni continuano a salire. Dai dati della Direzione generale per l'agricoltura e lo sviluppo rurale della Commissione Ue, emerge che a gennaio sono superiori del 25% rispetto alla media 2024. I fertilizzanti incidono oggi tra il 15% e il 30% dei costi totali di produzione, e in un contesto già segnato dall'aumento dei prezzi post-conflitto in Ucraina e dai recenti dazi su Russia e Bielorussia (che hanno pesato per un ulteriore 15%), la recente eliminazione dei dazi rimanenti su ammoniaca e urea è considerata da Confagricoltura "una misura necessaria per riequilibrare il mercato". Ma potrebbe non bastare. L'Istat di recente ha confermato che lo shock energetico ha colpito duramente il settore alimentare, attraverso gli incrementi dei prezzi di altri prodotti intermedi, in particolare proprio i fertilizzanti, con prezzi più che raddoppiati dall'inizio del 2021 alla fine del 2022. Producendo poi il famigerato effetto a cascata: gli incrementi del prezzo dei prodotti alimentari non lavorati si sono trasmessi poi a quelli lavorati. Il timore è che la situazione si ripresenti, in tutta la sua drammaticità. Le prospettive peraltro non sono rosee. Gli analisti di Rabobank stimano aumenti dal 10% al 20% per l'ammoniaca, dal 10% al 15% per l'urea e dal 2% al 5% per il fosfato biammonico (Dap), a seconda dei fornitori. Valori che potrebbero salire rispettivamente al 50%, 45% e 10% entro il 2030 con la graduale eliminazione delle quote di emissione gratuite nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'Ue (Ets) e l'aumento dei prezzi del carbonio. I rischi al rialzo sono peraltro legati sull'energia. La Banca Mondiale conferma che sebbene i prezzi del gas, fondamentale per la produzione di fertilizzanti, siano sensibilmente più bassi dal picco del 2022, i costi alla produzione dell'agricoltura potrebbero balzare nuovamente. Nel 2025 si è registrato un +18% globale, alimentato da un'alta domanda, deficit di produzione e dazi. La Banca Mondiale prevede un calo di circa il 5% quest'anno ma avverte anche sul pericolo di un'inversione di tendenza. Soprattutto se la Cina dovesse fermare l'allentamento dei limiti all'export iniziato a settembre. "Altrettanto preoccupanti", aggiunge Copa-Cogeca, sono i livelli delle scorte che, in media, coprono solo circa il 45-50% del fabbisogno di fertilizzanti per il raccolto 2026. Livelli "significativamente inferiori" sono rilevati in alcuni Stati membri come l'Italia e l'Irlanda. "Questa situazione non tiene conto dei preparativi per il raccolto 2027 e mette in evidenza la crescente vulnerabilità della produzione alimentare dell'Ue - spiega l'associazione degli agricoltori Ue -. Quando le importazioni crollano di oltre l'80%, quando i prezzi continuano a salire e la disponibilità diventa incerta, non si tratta più di una preoccupazione teorica". AFT/EFS ECO 13 FEB 2026
ageei.eu - L’OPEC+ prepara il ritorno ai barili: aumenti della produzione di petrolio possibili da aprile
Dopo il congelamento delle quote nel primo trimestre, i principali paesi produttori puntano a soddisfare il picco della domanda estiva. Il prezzo del Brent rimane solido nonostante i rischi di un eccesso di offerta globale.
L'alleanza dei produttori di greggio OPEC+ si appresta a cambiare nuovamente rotta. Secondo quanto trapelato da fonti interne all'organizzazione, i principali attori del gruppo sono orientati a riprendere gli aumenti della produzione a partire dal prossimo aprile. È quanto emerge da un'indagine dell'agenzia Reuters, che mette in luce come il cartello si stia preparando a fronteggiare il consueto incremento della domanda estiva, in un contesto di mercato dove i prezzi rimangono tonici anche a causa delle rinnovate tensioni diplomatiche tra Washington e Teheran. Una decisione definitiva è attesa per il prossimo primo marzo, quando gli otto membri chiave dell'alleanza si riuniranno per tracciare la strategia energetica dei mesi a venire.
LA RIUNIONE DEL PRIMO MARZO E LE QUOTE DI MERCATO
Stando alle indiscrezioni raccolte da tre diverse fonti interne all'OPEC+, l'orientamento attuale dei delegati è quello di sbloccare gradualmente l'offerta. All'incontro, previsto per l'inizio del prossimo mese, parteciperanno i rappresentanti di Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kuwait, Iraq, Algeria e Oman. La ripresa delle estrazioni consentirebbe ai leader del gruppo, in particolare Riad e Abu Dhabi, di recuperare terreno sulle quote di mercato globali. Questa mossa arriva in un momento in cui altri partner, come la Russia e l'Iran, continuano a subire le restrizioni dovute alle sanzioni occidentali, mentre la produzione del Kazakistan è stata recentemente frenata da una serie di imprevisti tecnici e battute d'arresto operative.
IL PREZZO DEL BRENT E IL PESO DELLE SANZIONI
La fotografia scattata dai mercati finanziari mostra un greggio Brent che scambia intorno ai 68 dollari al barile. Sebbene vi siano speculazioni su un possibile eccesso di offerta nel corso del 2026, i valori attuali restano non lontani dal picco di 71,89 dollari toccato a gennaio, il massimo degli ultimi sei mesi. Questa solidità dei prezzi è alimentata principalmente dalle incertezze geopolitiche nel Medio Oriente. In precedenza, gli otto membri dell'OPEC+ avevano incrementato la produzione di circa 2,9 milioni di barili al giorno tra aprile e dicembre 2025 — coprendo circa il 3% della domanda mondiale — per poi decidere di congelare gli ulteriori aumenti previsti per gennaio e marzo 2026 a causa di un rallentamento stagionale dei consumi.
LE PREVISIONI SULLA DOMANDA E L'EQUILIBRIO GLOBALE
Secondo le rilevazioni ufficiali fornite dal vice primo ministro russo Alexander Novak, le prospettive per la stagione primaverile sono positive. "A partire da marzo e aprile circa, la domanda aumenterà gradualmente. Questo sarà un ulteriore fattore per garantire l'equilibrio", ha dichiarato Novak la scorsa settimana, confermando le aspettative dei delegati per un mercato più dinamico nei prossimi mesi. Le analisi dell'OPEC prevedono che, nonostante una flessione tecnica di 400.000 barili al giorno nel secondo trimestre rispetto al primo, la domanda complessiva per l'intero 2026 supererà di 600.000 barili al giorno i livelli registrati nel 2025.
IL CONFRONTO TRA OPEC E AGENZIA INTERNAZIONALE PER L'ENERGIA
Parallelamente alle valutazioni dei produttori, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) ha recentemente rivisto al ribasso le sue stime di crescita della domanda globale per l'anno in corso, fissandole a 850.000 barili al giorno. Nonostante questo taglio, il dato rimane superiore ai 770.000 barili al giorno di crescita osservati lo scorso anno. È opportuno ricordare che il gruppo OPEC+, che aggrega l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e alleati guidati dalla Russia, è responsabile di circa la metà della produzione petrolifera mondiale, esercitando così un ruolo di regolatore fondamentale per la stabilità dei mercati energetici internazionali. Ad oggi, come sottolineato da due fonti vicine al dossier, i colloqui tra i membri proseguiranno serrati nelle prossime due settimane per affinare i dettagli tecnici prima della ratifica ufficiale della nuova tabella di marcia.
The post L'OPEC+ prepara il ritorno ai barili: aumenti della produzione di petrolio possibili da aprile first appeared on AGEEI.
https://ageei.eu/lopec-prepara-il-ritorno-ai-barili-aumenti-della-produzione-di-petrolio-possibili-da-aprile/
L'alleanza dei produttori di greggio OPEC+ si appresta a cambiare nuovamente rotta. Secondo quanto trapelato da fonti interne all'organizzazione, i principali attori del gruppo sono orientati a riprendere gli aumenti della produzione a partire dal prossimo aprile. È quanto emerge da un'indagine dell'agenzia Reuters, che mette in luce come il cartello si stia preparando a fronteggiare il consueto incremento della domanda estiva, in un contesto di mercato dove i prezzi rimangono tonici anche a causa delle rinnovate tensioni diplomatiche tra Washington e Teheran. Una decisione definitiva è attesa per il prossimo primo marzo, quando gli otto membri chiave dell'alleanza si riuniranno per tracciare la strategia energetica dei mesi a venire.
LA RIUNIONE DEL PRIMO MARZO E LE QUOTE DI MERCATO
Stando alle indiscrezioni raccolte da tre diverse fonti interne all'OPEC+, l'orientamento attuale dei delegati è quello di sbloccare gradualmente l'offerta. All'incontro, previsto per l'inizio del prossimo mese, parteciperanno i rappresentanti di Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kuwait, Iraq, Algeria e Oman. La ripresa delle estrazioni consentirebbe ai leader del gruppo, in particolare Riad e Abu Dhabi, di recuperare terreno sulle quote di mercato globali. Questa mossa arriva in un momento in cui altri partner, come la Russia e l'Iran, continuano a subire le restrizioni dovute alle sanzioni occidentali, mentre la produzione del Kazakistan è stata recentemente frenata da una serie di imprevisti tecnici e battute d'arresto operative.
IL PREZZO DEL BRENT E IL PESO DELLE SANZIONI
La fotografia scattata dai mercati finanziari mostra un greggio Brent che scambia intorno ai 68 dollari al barile. Sebbene vi siano speculazioni su un possibile eccesso di offerta nel corso del 2026, i valori attuali restano non lontani dal picco di 71,89 dollari toccato a gennaio, il massimo degli ultimi sei mesi. Questa solidità dei prezzi è alimentata principalmente dalle incertezze geopolitiche nel Medio Oriente. In precedenza, gli otto membri dell'OPEC+ avevano incrementato la produzione di circa 2,9 milioni di barili al giorno tra aprile e dicembre 2025 — coprendo circa il 3% della domanda mondiale — per poi decidere di congelare gli ulteriori aumenti previsti per gennaio e marzo 2026 a causa di un rallentamento stagionale dei consumi.
LE PREVISIONI SULLA DOMANDA E L'EQUILIBRIO GLOBALE
Secondo le rilevazioni ufficiali fornite dal vice primo ministro russo Alexander Novak, le prospettive per la stagione primaverile sono positive. "A partire da marzo e aprile circa, la domanda aumenterà gradualmente. Questo sarà un ulteriore fattore per garantire l'equilibrio", ha dichiarato Novak la scorsa settimana, confermando le aspettative dei delegati per un mercato più dinamico nei prossimi mesi. Le analisi dell'OPEC prevedono che, nonostante una flessione tecnica di 400.000 barili al giorno nel secondo trimestre rispetto al primo, la domanda complessiva per l'intero 2026 supererà di 600.000 barili al giorno i livelli registrati nel 2025.
IL CONFRONTO TRA OPEC E AGENZIA INTERNAZIONALE PER L'ENERGIA
Parallelamente alle valutazioni dei produttori, l'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) ha recentemente rivisto al ribasso le sue stime di crescita della domanda globale per l'anno in corso, fissandole a 850.000 barili al giorno. Nonostante questo taglio, il dato rimane superiore ai 770.000 barili al giorno di crescita osservati lo scorso anno. È opportuno ricordare che il gruppo OPEC+, che aggrega l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e alleati guidati dalla Russia, è responsabile di circa la metà della produzione petrolifera mondiale, esercitando così un ruolo di regolatore fondamentale per la stabilità dei mercati energetici internazionali. Ad oggi, come sottolineato da due fonti vicine al dossier, i colloqui tra i membri proseguiranno serrati nelle prossime due settimane per affinare i dettagli tecnici prima della ratifica ufficiale della nuova tabella di marcia.
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Russia-Usa: Cremlino, proponiamo cooperazione utile sia ad aziende russe che statunitensi
NOVA0189 3 EST 1 NOV Russia-Usa: Cremlino, proponiamo cooperazione utile sia ad aziende russe che statunitensi Mosca, 13 feb - (Agenzia_Nova) - La Russia propone una cooperazione a cui sono interessate sia le aziende russe che quelle statunitensi. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov durante una conferenza stampa. "Naturalmente, noi proponiamo cooperazione. E, naturalmente, a questa cooperazione sono potenzialmente interessate le aziende di entrambi i Paesi'', ha detto. Peskov ha anche aggiunto che ci sono aziende statunitensi che vogliono tornare sul mercato russo. (Rum)
RUSSIA: CREMLINO "TRILATERALE CON USA E UCRAINA A GINEVRA IL 17 E 18 FEBBRAIO"
ZCZC IPN 438 EST --/T RUSSIA: CREMLINO "TRILATERALE CON USA E UCRAINA A GINEVRA IL 17 E 18 FEBBRAIO" MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) - Un nuovo round di colloqui tra Russia, Usa e Ucraina avrà luogo il 17 e 18 febbraio a Ginevra. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, secondo quanto riporta l'agenzia Tass. La delegazione russa sarà guidata da Vladimir Medinsky, assistente del presidente russo. Il primo ciclo di consultazioni trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti si è svolto il 23 e 24 gennaio ad Abu Dhabi. Il team negoziale russo era guidato da Igor Kostyukov, capo della Direzione principale dell'intelligence dello Stato maggiore delle Forze armate russe. Il 4 e 5 febbraio si è svolto ad Abu Dhabi il secondo round di colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. (ITALPRESS). lcr/red 13-Feb-26 13:19
'Epstein scrisse nel 2016, sulla mia isola persone della nuova amministrazione'
L'e-mail di dicembre, un mese prima dell'insediamento di Trump
(ANSA) - NEW YORK, 13 FEB - Jeffrey Epstein ha ricevuto nel
2016 "persone della nuova amministrazione" nella sua isola ai
Caraibi. E' quanto emerge da una email inviata dal pedofilo a
Bill Gates nel dicembre 2016, il mese precedente
all'insediamento della prima amministrazione Trump. (ANSA).
13/02/2026 15:45
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