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venerdì 13 febbraio 2026

FOCUS Crolla import fertilizzanti (-85%) ma salgono prezzi. Agricoltori Ue: Grave crisi

FOCUS Crolla import fertilizzanti (-85%) ma salgono prezzi. Agricoltori Ue: Grave crisi Verona, 13 feb (GEA) - di Andrea Francato Crollano le importazioni Ue mentre aumentano i prezzi dei fertilizzanti azotati. E la 'colpa' sarebbe del Cbam, il controverso meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Secondo quanto rilevato da Copa-Cogeca, l'associazione europea degli agricoltori, a gennaio i Paesi membri hanno importato solo 179.877 tonnellate di fertilizzanti azotati, rispetto alle 1.183.728 tonnellate del 2025. Ovvero -84,8%. "Le organizzazioni di agricoltori e cooperative agricole – spiega una nota Copa-Cogeca - hanno costantemente messo in guardia le istituzioni dell'Ue che, senza le necessarie garanzie tecniche e la preparazione del mercato, l'attuazione del Cbam sui fertilizzanti avrebbe interrotto i flussi di approvvigionamento e aumentato i costi per gli agricoltori europei". I fertilizzanti azotati rappresentano circa il 46% del consumo totale Ue e oltre il 30% è importato. L'allarme Copa-Cogeca è chiaro: "Una riduzione di questa portata non può essere assorbita senza conseguenze. Essa rappresenta una minaccia diretta alla stabilità della produzione agricola in tutta l'Ue, destabilizzando i mercati e innescando comportamenti anticipatori, come si è visto nel dicembre 2025, poco prima dell'attuazione del meccanismo". La beffa è che i prezzi interni continuano a salire. Dai dati della Direzione generale per l'agricoltura e lo sviluppo rurale della Commissione Ue, emerge che a gennaio sono superiori del 25% rispetto alla media 2024. I fertilizzanti incidono oggi tra il 15% e il 30% dei costi totali di produzione, e in un contesto già segnato dall'aumento dei prezzi post-conflitto in Ucraina e dai recenti dazi su Russia e Bielorussia (che hanno pesato per un ulteriore 15%), la recente eliminazione dei dazi rimanenti su ammoniaca e urea è considerata da Confagricoltura "una misura necessaria per riequilibrare il mercato". Ma potrebbe non bastare. L'Istat di recente ha confermato che lo shock energetico ha colpito duramente il settore alimentare, attraverso gli incrementi dei prezzi di altri prodotti intermedi, in particolare proprio i fertilizzanti, con prezzi più che raddoppiati dall'inizio del 2021 alla fine del 2022. Producendo poi il famigerato effetto a cascata: gli incrementi del prezzo dei prodotti alimentari non lavorati si sono trasmessi poi a quelli lavorati. Il timore è che la situazione si ripresenti, in tutta la sua drammaticità. Le prospettive peraltro non sono rosee. Gli analisti di Rabobank stimano aumenti dal 10% al 20% per l'ammoniaca, dal 10% al 15% per l'urea e dal 2% al 5% per il fosfato biammonico (Dap), a seconda dei fornitori. Valori che potrebbero salire rispettivamente al 50%, 45% e 10% entro il 2030 con la graduale eliminazione delle quote di emissione gratuite nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'Ue (Ets) e l'aumento dei prezzi del carbonio. I rischi al rialzo sono peraltro legati sull'energia. La Banca Mondiale conferma che sebbene i prezzi del gas, fondamentale per la produzione di fertilizzanti, siano sensibilmente più bassi dal picco del 2022, i costi alla produzione dell'agricoltura potrebbero balzare nuovamente. Nel 2025 si è registrato un +18% globale, alimentato da un'alta domanda, deficit di produzione e dazi. La Banca Mondiale prevede un calo di circa il 5% quest'anno ma avverte anche sul pericolo di un'inversione di tendenza. Soprattutto se la Cina dovesse fermare l'allentamento dei limiti all'export iniziato a settembre. "Altrettanto preoccupanti", aggiunge Copa-Cogeca, sono i livelli delle scorte che, in media, coprono solo circa il 45-50% del fabbisogno di fertilizzanti per il raccolto 2026. Livelli "significativamente inferiori" sono rilevati in alcuni Stati membri come l'Italia e l'Irlanda. "Questa situazione non tiene conto dei preparativi per il raccolto 2027 e mette in evidenza la crescente vulnerabilità della produzione alimentare dell'Ue - spiega l'associazione degli agricoltori Ue -. Quando le importazioni crollano di oltre l'80%, quando i prezzi continuano a salire e la disponibilità diventa incerta, non si tratta più di una preoccupazione teorica". AFT/EFS ECO 13 FEB 2026 

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