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domenica 15 febbraio 2026

Fico, "con una premier donna si arretra sui diritti delle donne"
Governatore alla manifestazione di Napoli contro il ddl Bongiorno
   "Oggi la vergogna più grande è il disegno di legge che va
avanti. Proprio quando abbiamo una presidente del Consiglio
donna si arretra sui diritti delle donne". Lo dice il presidente
della regione Campania, Roberto Fico, presente questa mattina al
presidio in piazza Plebiscito "Senza consenso è stupro", contro
il ddl Bongiorno.  "Lo sappiamo che se non c'è consenso è stupro
- aggiunge Fico -. Oggi con quello che sta facendo il governo si
arretra anche sulla convenzione di Istanbul". E conclude: "La
Regione farà sempre quello che c'è da fare per far sì che si
superi definitivamente nel nostro paese non solo una cultura
maschilista, ma una cultura prevaricatrice nei confronti delle
donne". (ANSA).
15/02/2026 13:02
Acerbo (Prc), Gratteri ha detto la verità
"Il partito trasversale di corrotti, corruttori e collusi voterà sì"
   (ANSA) - ROMA, 15 FEB - "Gratteri ha detto la verità: il
partito trasversale di corrotti, corruttori e collusi con poteri
occulti e mafie voterà SI. Aggiungerei all'elenco consistenti
settori affaristici, del mondo imprenditoriale,del potere
pubblico, delle lobbismo che mal sopportano i controlli di
legalità. È evidente dalle stesse dichiarazioni degli esponenti
del SI che la loro vittoria ha come obiettivo dare una lezione
alla magistratura come potere indipendente. Ovviamente ci sono
milioni di persone perbene in buona fede che voteranno SI. Ma
d'altronde milioni di persone votavano per Berlusconi.
Solidarietà al Procuratore Gratteri che evidentemente ha colpito
nel segno soprattutto in una regione come la Calabria.
Ovviamente è legittimo non condividere le opinioni del
Procuratore Gratteri - noi per esempio non condividiamo il suo
proibizionismo - ma che si dichiari basito il Presidente La
Russa fa davvero ridere". Lo afferma il segretario di Prc in una
nota Maurizio Acerbo. (ANSA).
15/02/2026 13:50
Carbone (Csm), 'Nordio abbassi i toni e rispetti le vittime di mafia'

   (ANSA) - ROMA, 15 FEB - "Ministro Nordio faccio appello al
suo senso di responsabilità e al suo passato di magistrato.
Abbassi i toni. Abbia rispetto per i magistrati e per le forze
dell'ordine che la mafia ha barbaramente ucciso". Così il
consigliere laico del Csm Ernesto Carbone, sulle parole del
guardasigilli. (ANSA).
15/02/2026 14:31
++ Anm, le parole di Nordio offendono le vittime di mafia ++
'Il ministro ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati'
   (ANSA) - ROMA, 15 FEB - "Il ministro della Giustizia Carlo
Nordio ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di
usare metodi paramafiosi, paragonando l'elezione dei componenti
del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti
della criminalità organizzata. Le sue parole offendono la
memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel
corso della storia d'Italia e mortificano il lavoro di chi, sul
territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità
personale per contrastare la criminalità organizzata, a difesa
della collettività". Così l'Associazione nazionale magistrati in
una nota della Giunta esecutiva centrale. (ANSA).
15/02/2026 14:17

++ Rubio, non chiediamo all'Europa di essere un vassallo ++
'Bene la riduzione della dipendenza dagli Usa, vogliamo essere partner'
   (ANSA-AFP) - BRATISLAVA, 15 FEB - L'amministrazione Trump
accoglie con favore l'eliminazione della "dipendenza" europea
dagli Stati Uniti: lo ha detto il segretario di Stato americano
Marco Rubio durante una visita a Bratislava, affermando che Usa
"non chiedono all'Europa di essere vassalla". "Vogliamo essere
vostri partner. Vogliamo lavorare con l'Europa. Vogliamo
lavorare con i nostri alleati", ha detto Rubio, nella capitale
slovacca dopo aver partecipato alla Conferenza sulla sicurezza a
Monaco. (ANSA-AFP).
15/02/2026 14:36

Pur di non parlare di referendum che per i fascisti non sta andando benissimo,neppure bene* 


Da: enzo jorfida 
Date: Dom 15 Feb 2026, 14:01
Subject: *Pur di non parlare di referendum che per i fascisti non sta andando benissimo,neppure bene* 
To:



POLITICA & PALAZZI
LE REGOLE DEL GIOCO
Legge elettorale, Meloni accelera: testo base prima del referendum
07:00 Domenica 15 Febbraio 2026
Premio al 40%, soglia al 3% e abolizione dei collegi uninominali. La trattativa tra i due schieramenti è avviata, il centrodestra brucia i tempi per scongiurare la "non vittoria" nel 2027. Frenata sulla riforma dell'elezione dei sindaci senza ballottaggi

Dietro le quinte della coalizione di governo il dossier legge elettorale è tornato in cima alla pila. Fino a poche settimane fa la linea prevalente era attendista: prima il referendum sulla riforma della giustizia, poi – eventualmente – il cantiere per mandare in pensione il Rosatellum. Oggi, invece, l'aria è cambiata. Nella maggioranza si parla apertamente di sprint, con l'obiettivo di chiudere il testo prima della consultazione referendaria.

I contatti si sono fatti più intensi, anche con quell'"altra metà campo" pronta a salire sulle barricate al grido di "giù le mani dalle regole del gioco". Ma, al netto delle schermaglie pubbliche, gli abboccamenti esistono. E la convinzione che filtra è semplice: se il testo è quasi pronto, tanto vale non tirarla per le lunghe.

La partita è apertissima

A spingere sull'acceleratore è soprattutto Fratelli d'Italia. Al termine della direzione nazionale di ieri a Roma Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione, ha messo i puntini sulle i: «La partita per le prossime elezioni politiche è apertissima». E ancora: nella Seconda Repubblica non è mai accaduto che chi usciva dal governo vincesse le elezioni. Ovvero, niente è scontato.

La linea di FdI è chiara: riforma per garantire stabilità a chi vince. Non per blindare Palazzo Chigi, ma – è la narrazione meloniana – per assicurare al Paese la stessa solidità che oggi rivendica la maggioranza. E quando gli chiedono se il tema vada affrontato dopo il referendum, Donzelli taglia corto: «Non vedo collegate le due cose». A buon intenditor poche parole.

Tajani e il proporzionale dei territori

Più sfumata la posizione di Antonio Tajani. Il vicepremier e segretario di Forza Italia, a margine delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo a Montecitorio, ha confermato che «stiamo lavorando» e che una quadra andrà trovata anche con l'opposizione. Ma ribadisce la sua storica predilezione: proporzionale puro, per garantire rappresentatività ai territori.

Dietro le formule, però, c'è un equilibrio delicato. Perché Forza Italia e Lega, forti di radicamenti locali solidi, con i collegi uninominali del Rosatellum hanno storicamente raccolto più di quanto direbbero le percentuali nazionali. Togliere il maggioritario significa cambiare la mappa del potere interno alla coalizione.

Sondaggi, referendum e timori

A meno di due anni dalla scadenza naturale della legislatura (2027), il clima è da pre-campagna. I sondaggi 2025 raccontano di un centrodestra attorno al 48% e di un "campo largo" al 45%. Giorgia Meloni guida un partito stimato intorno al 30%, con il Pd al 22%. Margini stretti, partita aperta.

In questo contesto pesano anche i numeri sul referendum, sventolati dai comitati del no. Nella maggioranza qualcuno teme l'effetto politicizzazione: l'accusa di "Meloni pigliatutto", intenta a ridisegnare le regole mentre chiede un sì sulla giustizia. Timori che però sembrano ridimensionati: «L'importante è portarla a casa», è il mantra che circola nei capannelli parlamentari.

L'ostacolo Vannacci

Poi c'è il convitato di pietra: Roberto Vannacci. Il suo nuovo partito, Futuro Nazionale, viene stimato attorno al 3%. Pochi punti che, nel sistema dei collegi uninominali del Rosatellum, possono fare la differenza. In molti ricordano il 1996: la Fiamma Tricolore di Pino Rauti restò fuori dal Parlamento ma sottrasse voti decisivi al centrodestra nei collegi, contribuendo alla sconfitta.

Il timore non è solo aritmetico. L'uscita del generale dalla Lega rischia di innescare nuove tensioni nel Carroccio, con possibili ricadute sulla convivenza già tormentata con Forza Italia. Da qui la tentazione di archiviare i collegi (il 37% dei seggi) e passare a un proporzionale con premio, meno esposto a scossoni laterali.

Come sarà la nuova legge

Lo schema su cui si lavora è ormai noto: sistema proporzionale, soglia di sbarramento al 3% (non al 4%, per evitare di alimentare la narrativa vittimista di Vannacci e di spingere Carlo Calenda nel campo largo) e premio di maggioranza del 55% dei seggi alla coalizione che superi il 40% – o forse il 42% – dei voti.

Nodo delicato: il nome del premier sulla scheda. La soluzione che prende quota è il "piano B": obbligo di indicare il capo della coalizione al momento del deposito del programma, evitando frizioni con il Quirinale. Una scelta che costringerebbe anche il campo largo a sciogliere l'enigma della leadership.

Il testo potrebbe arrivare al sì di almeno una Camera prima dell'estate, forse con voto di fiducia per neutralizzare franchi tiratori. Il termine tecnico-politico è settembre 2026, anche alla luce dei rilievi sollevati in sede europea sul principio di stabilità delle regole.

Il doppio binario: Comuni sì, ma non ora

Curiosamente, mentre si accelera sulle politiche, si frena sulla riforma dei sindaci. La legge che riduce i ballottaggi nei Comuni sopra i 15mila abitanti – abbassando la soglia dal 50% al 40% e mantenendo il premio di maggioranza al 60% – è pronta per l'Aula del Senato, con relatore il presidente della commissione Affari costituzionali Alberto Balboni.

Ma in Capigruppo, con un ruolo decisivo del presidente del Senato Ignazio La Russa, è passata la proposta di rinviare al 14 aprile. Troppo a ridosso delle comunali di primavera, troppo esposto alle accuse di autoritarismo in piena campagna referendaria. Una mano tesa alle opposizioni – e in particolare al Pd – che potrebbe tornare utile nel negoziato sulla madre di tutte le riforme: la legge elettorale per il Parlamento.

Questione di opportunità

In Italia non esiste un divieto formale di cambiare le regole a ridosso del voto. Ma la soft law europea invita a farlo con congruo anticipo. E soprattutto incombe la domanda politica: si possono modificare le regole del gioco a partita in corso?

Nel centrodestra la risposta è pragmatica: meglio farlo ora, con due anni davanti, che rischiare una "non vittoria" domani. Perché se la partita è apertissima, come ripete Donzelli, allora conviene scrivere per tempo le regole del match. L'importante, ripetono in coro, è fare presto.

 

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NTW Press - Bonus animali domestici 2026 fino a 300 euro, chi può averlo: requisiti, domanda e detrazioni

NTW Press - Bonus animali domestici 2026 fino a 300 euro, chi può averlo: requisiti, domanda e detrazioni

Bonus animali domestici 2026 fino a 300 euro, chi può averlo: requisiti, domanda e detrazioni

E' cumulabile con le detrazioni nel 730, ma le risorse sono limitate: occhio ai bandi e alle tempistiche



Domenica 15 Febbraio 2026 10:05

Il bonus animali domestici 2026 è un contributo economico destinato agli anziani con redditi bassi per aiutarli a sostenere le spese veterinarie. La misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2024 e valida fino al 31 dicembre 2026, prevede un rimborso annuale che può arrivare fino a 300 euro, erogato dalle Regioni fino a esaurimento dei fondi disponibili.

Si tratta di un sostegno pensato per garantire la salute degli animali da compagnia e supportare le persone over 65 che, spesso con pensioni limitate, devono affrontare costi veterinari elevati.

Cos'è il bonus animali domestici e quanto spetta

Il bonus animali domestici è un contributo economico pubblico destinato a coprire parzialmente le spese veterinarie sostenute per animali detenuti per compagnia e non per fini commerciali.

L'importo varia in base alle risorse disponibili e ai bandi regionali, ma generalmente è compreso tra 200 e 300 euro all'anno per beneficiario.

Viene:

erogato fino a esaurimento dei fondi stanziati

accreditato direttamente sul conto corrente del richiedente.

La misura è finanziata con risorse limitate: circa 250.000 euro per il primo anno e 237.500 euro per ciascuno degli anni successivi fino al 2026.

Chi può richiedere il bonus animali domestici 2026

Per accedere al contributo è necessario soddisfare precisi requisiti anagrafici, economici e amministrativi.

Requisiti principali

Possono fare domanda i cittadini che:

hanno almeno 65 anni

possiedono un ISEE non superiore a 16.215 euro

sono residenti in Italia

sono proprietari di un animale domestico registrato

hanno sostenuto spese veterinarie documentate e tracciabili

Il contributo è riservato esclusivamente agli animali detenuti per affetto o compagnia.

Animali ammessi e obbligo di registrazione

Il bonus si applica agli animali da compagnia regolarmente registrati nelle banche dati ufficiali, tra cui:

cani

gatti

furetti

altri animali domestici consentiti dalla normativa.

È obbligatorio che l'animale sia registrato presso l'anagrafe regionale degli animali d'affezione oppure il SINAC (Sistema Informativo Nazionale Animali da Compagnia).

Per i cani è obbligatorio il microchip. Per gli altri animali è richiesta una registrazione equivalente che consenta l'identificazione del proprietario.

Questo requisito è essenziale per accedere al bonus e garantisce tracciabilità e tutela sanitaria.

Quali spese veterinarie sono coperte dal bonus

Il contributo copre esclusivamente le spese sanitarie certificate da fattura o ricevuta fiscale.

Spese ammesse

Rientrano nel rimborso:

visite veterinarie di controllo e specialistiche

interventi chirurgici

esami diagnostici e analisi di laboratorio

ricoveri e degenze

anestesia

farmaci prescritti dal veterinario.

Le spese devono essere tracciabili, quindi pagate con strumenti elettronici come bonifico, carta o bancomat.

Spese escluse dal bonus animali domestici

Non tutte le spese legate agli animali sono rimborsabili. Sono esclusi:

acquisto di alimenti, anche terapeutici

accessori come cucce, guinzagli o lettiere

servizi di toelettatura o lavaggio

addestramento

acquisto dell'animale.

La misura è destinata esclusivamente alla tutela della salute dell'animale.

Come presentare domanda per il bonus animali domestici 2026

La richiesta deve essere presentata alla Regione o al Comune di residenza, seguendo le modalità previste dai bandi locali.

Documenti necessari

Generalmente occorre presentare:

attestazione ISEE aggiornata

fatture o ricevute delle spese veterinarie

dati identificativi dell'animale (microchip o registrazione)

documento di identità

IBAN per l'accredito del contributo.

In molti casi la domanda può essere inviata online tramite SPID o CIE, oppure presso gli uffici comunali.

Le richieste vengono solitamente valutate in base all'ISEE e all'ordine cronologico fino all'esaurimento dei fondi.

Detrazione fiscale del 19% per spese veterinarie: come funziona

Oltre al bonus per gli over 65, tutti i contribuenti possono beneficiare della detrazione fiscale per spese veterinarie nella dichiarazione dei redditi.

Principali caratteristiche della detrazione

detrazione IRPEF del 19%

franchigia minima di 129,11 euro

limite massimo di spesa detraibile fino a 750 euro

accessibile a tutti, indipendentemente dall'età

Sono detraibili:

visite veterinarie

interventi chirurgici

esami diagnostici

farmaci veterinari con scontrino parlante

La detrazione va inserita nel Modello 730.

Bonus e detrazione possono essere cumulati

Le due agevolazioni sono compatibili tra loro. Questo significa che un cittadino over 65 con ISEE basso può:

ottenere il bonus regionale fino a 300 euro

e contemporaneamente beneficiare della detrazione fiscale del 19%.

In questo modo è possibile ridurre significativamente il costo complessivo delle cure veterinarie.

Bonus animali domestici 2026: misura importante per anziani e benessere animale

Il bonus rappresenta un sostegno concreto per migliaia di anziani che considerano il proprio animale domestico un membro della famiglia. Il contributo consente di affrontare spese veterinarie spesso indispensabili, evitando che difficoltà economiche possano compromettere la salute degli animali.

Poiché i fondi sono limitati e assegnati fino a esaurimento, è fondamentale monitorare i bandi regionali e presentare la domanda tempestivamente.

 

REFERENDUM: FRATOIANNI (AVS), 'POSTA IN GIOCO E' CONTROLLO SU MAGISTRATI E INCHIESTE' =

ADN0113 7 POL 0 ADN POL NAZ REFERENDUM: FRATOIANNI (AVS), 'POSTA IN GIOCO E' CONTROLLO SU MAGISTRATI E INCHIESTE' = Roma, 15 feb. (Adnkronos) - ''È inevitabile che un appuntamento come il referendum sulla controriforma sulla giustizia del governo della destra abbia una forte valenza politica. E del resto la stessa Meloni ha chiarito la posta in gioco quando ha detto che vuole giudici che remino nella stessa direzione del governo''. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un'intervista al Manifesto. ''La premier è del tutto allergica a ogni forma di controllo, - prosegue il leader di SI - vuole colpire la divisione dei poteri che è un architrave della Costituzione. Questa è la sostanza.E mi pare che stia crescendo - conclude Fratoianni - la consapevolezza tra gli elettori della portata della sfida. E sui rischi di una vittoria del Sì per la tenuta dell'equilibrio costituzionale''. (Red-Pol/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 15-FEB-26 10:47  

MO: BONELLI, 'ITALIA IN BOARD? ATTO GRAVISSIMO, MELONI VIOLA ARTICOLO 11 COSTITUZIONE' =

ADN0116 7 POL 0 ADN POL NAZ MO: BONELLI, 'ITALIA IN BOARD? ATTO GRAVISSIMO, MELONI VIOLA ARTICOLO 11 COSTITUZIONE' = Roma, 15 feb. (Adnkronos) - ''Nell'intervista al Corriere della Sera, Giorgia Meloni conferma che l'Italia parteciperà come osservatore al Board of Peace su Gaza promosso da Donald Trump . Con questa scelta la presidente del Consiglio compie un atto politico gravissimo''. Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. ''Il cosiddetto Board of Peace non è un organismo multilaterale, ma un'operazione politico-immobiliare guidata da Trump, costruita sulle macerie della tragedia palestinese. Non nasce dentro le sedi legittime della comunità internazionale, come le Nazioni Unite, ma fuori dal diritto internazionale. È una struttura che concentra il potere decisionale nelle mani di Trump e dei suoi alleati, delegittimando il ruolo dell'Onu. Questa scelta contraddice lo spirito dell'articolo 11 della Costituzione italiana, che afferma che ''l'Italia consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo''. ''Si parla di un board su Gaza mentre il governo israeliano continua operazioni militari che hanno devastato scuole, ospedali, case e infrastrutture civili e mentre in Cisgiordania e a Gaza proseguono violenze nel silenzio della comunità internazionale. Giorgia Meloni deve venire in Parlamento a spiegare questa scelta perché l'adesione anche come osservatore viola l'art.11 della Costituzione e toglie al popolo palestinese il diritto di scegliere il popolo palestinese e non punisce il responsabile dello sterminio , per noi genocidio, del popolo palestinese ovvero il criminale Netanhyahu.La presidente del Consiglio ha trasformato l'Italia in un protettorato politico di Trump. Il sostegno alla cultura Maga — che ha alimentato repressione, discriminazioni e una concezione muscolare delle relazioni internazionali — conferma un allineamento che allontana l'Italia dall'Europa e dai principi costituzionali. Chiamatelo il board of the profiteers» conclude Bonelli (Del/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 15-FEB-26 10:56  

Auto: fine euforia per elettrico, impatto globale da 65 mld $ su settore (Ft)

Auto: fine euforia per elettrico, impatto globale da 65 mld $ su settore (Ft)

Previsto dimezzamento mercato in Usa, solo il 5%

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 feb - Un'inversione di rotta nelle ambizioni legate ai veicoli elettrici ha comportato un impatto di almeno 65 miliardi di dollari per l'industria automobilistica globale nell'ultimo anno, mentre i dirigenti avvertono che ulteriori difficoltà sono in arrivo nel ridefinire le loro strategie. Lo scrive ul Financial Times, sottolineando come le case automobilistiche sono state costrette a rivedere i propri piani di prodotto e di investimento nell'elettrico dopo una drastica inversione della politica climatica negli Stati Uniti; le aziende che avevano puntato maggiormente sull'abbandono della benzina sono state le più colpite. La cancellazione degli incentivi per i veicoli elettrici negli Stati Uniti e la determinazione del presidente Donald Trump a ridurre ulteriormente le normative sulle emissioni dei veicoli fanno sì che i dirigenti del settore prevedano ora che le auto elettriche rappresenteranno appena il 5% del mercato delle nuove auto negli Stati Uniti nei prossimi anni — circa la metà del livello attuale.

Lab-red



(RADIOCOR) 15-02-26 10:58:47 (0149) 5 NNNN