Cremlino: nessun colloquio programmato fra Putin e Trump Cremlino: nessun colloquio programmato fra Putin e Trump Lo ha dichiarato portavoce, Peskov Roma, 19 feb. (askanews) - Un colloquio telefonico fra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, "non è ancora stato programmato": lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Mgi 20260219T104220Z
Inizio pubblicazioni 22 agosto 2003 Notizie flash dall'Italia e dal mondo. DAL 2003 ININTERROTTAMENTE E OLTRE 100MILA INFORMAZIONI TOTALMENTE GRATUITE-
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giovedì 19 febbraio 2026
Russia-Usa: Cremlino, sanzioni ostacolano volonta' cooperazione =
AGI0165 3 EST 0 R01 / Russia-Usa: Cremlino, sanzioni ostacolano volonta' cooperazione = (AGI/INTERFAX) - Mosca, 19 feb. - La Russia e' interessata alla ripresa dell'interazione economica con gli Stati Uniti. Molti progetti potrebbero essere all'ordine del giorno, ma a tal fine e' necessario rilanciare le relazioni bilaterali, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Le sanzioni, che naturalmente consideriamo illegali, ostacolano il ripristino dell'interazione commerciale ed economica tra Russia e Stati Uniti. Siamo interessati a svilupparla", ha dichiarato Peskov ai giornalisti. "Risponde agli interessi comuni e potrebbe offrire notevoli benefici" sia per la Russia che per gli Stati Uniti, "se si impegna in tale interazione", ha aggiunto. "Ecco perche' molti progetti potrebbero potenzialmente essere all'ordine del giorno, ma a tal fine e' necessario rilanciare le nostre relazioni", ha affermato Peskov, commentando le notizie di stampa secondo cui Russia e Stati Uniti stanno discutendo la revoca delle sanzioni. (AGI)All 191040 FEB 26
Ucraina, Russia: sport non deve diventare "vittima della politica"
Ucraina, Russia: sport non deve diventare "vittima della politica" Ucraina, Russia: sport non deve diventare "vittima della politica" Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Peskov Roma, 19 feb. (askanews) - La Russia ritiene che lo sport non debba diventare "vittima della politica". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il portavoce ha commentato il rifiuto dei funzionari ucraini di partecipare ai Giochi Paralimpici dopo che il Comitato Paralimpico Internazionale aveva consentito agli atleti paralimpici russi e bielorussi di partecipare alle competizioni sotto le loro bandiere nazionali. "Crediamo che, in generale, lo sport non debba mai essere vittima della politica. Lo sport dovrebbe essere libero dalla politica", ha affermato Peskov. Fco 20260219T112906Z
Ucraina, Peskov: dopo colloqui Ginevra nessun contatto con gli Usa
Ucraina, Peskov: dopo colloqui Ginevra nessun contatto con gli Usa Ucraina, Peskov: dopo colloqui Ginevra nessun contatto con gli Usa Al momento non sono previsti Roma, 19 feb. (askanews) - Dopo il trilaterale di Ginevra non ci sono stati nuovi contatti con gli americani, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Al momento non ne sono previsti, ma saranno presi in considerazione eventuali contatti, ha osservato Peskov. Ldc 20260219T142230Z
- Cremlino, 'non vediamo ragioni per coinvolgere l'Europa nei negoziati'
Cremlino, 'non vediamo ragioni per coinvolgere l'Europa nei negoziati' Peskov, 'la loro posizione non fa che alimentare ulteriori ostilità' (ANSA) - MOSCA, 19 FEB - Il ;;portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha affermato che allo stato attuale "Mosca non vede alcun motivo per coinvolgere l'Europa nei negoziati per la soluzione del conflitto in Ucraina". "La Russia non vede l'utilità della partecipazione europea. È improbabile che questo possa essere di qualche aiuto", ha osservato Peskov, citato dall'agenzia Tass. "La stragrande maggioranza delle opinioni espresse nelle capitali europee tende a contribuire più alla continuazione della guerra che ai tentativi di una soluzione pacifica", ha affermato il portavoce del Cremlino, commentando l'assenza degli europei dai negoziati di Ginevra. (ANSA).
Russia: Cremlino, speriamo che il Comitato paralimpico resista alle pressioni
NOVA0554 3 EST 1 NOV Russia: Cremlino, speriamo che il Comitato paralimpico resista alle pressioni Mosca, 19 feb - (Agenzia_Nova) - La Russia spera che il Comitato paralimpico internazionale resista alle pressioni dopo aver consentito agli atleti russi e bielorussi di gareggiare ai Giochi paralimpici di Milano-Cortina sotto le proprie bandiere nazionali. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Diversi Paesi europei hanno protestato contro la decisione. "Vogliamo sperare che il Comitato paralimpico internazionale resista comunque a queste pressioni", ha detto Peskov. (Rum)
- Media, conclusa l'esercitazione navale congiunta Iran-Russia
Media, conclusa l'esercitazione navale congiunta Iran-Russia Mehr, presente la nave porta elicotteri russa 'Stoiky' (ANSA) - ISTANBUL, 19 FEB - Un'esercitazione militare navale tra la Marina della Repubblica islamica e quella della Russia nel mare dell'Oman si è ufficialmente conclusa. Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr. Durante la cerimonia di chiusura, la nave portaelicotteri russa "Stoiky" è stata scortata fuori dalla zona dell'esercitazione da unità di superficie iraniane. L'esercitazione è stata condotta per "ampliare la diplomazia marittima, le interazioni militari e lo scambio di competenze operative" tra i due Paesi mentre funzionari russi e iraniani hanno ribadito il loro impegno a proseguire la cooperazione congiunta in materia di sicurezza marittima. Sempre secondo Mehr, il portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov, ha dichiarato che l'esercitazione era stata pianificata molto prima delle recenti tensioni tra Teheran e Washington, che da settimane ha schierato nelle acque del Medio Oriente la portaerei Lincoln e diversi dispositivi militari. (ANSA).
IRAN: RISOLUZIONE DEPUTATI USA PER LIMITARE POTERI GUERRA TRUMP =
ADN0778 7 EST 0 ADN EST NAZ IRAN: RISOLUZIONE DEPUTATI USA PER LIMITARE POTERI GUERRA TRUMP = Washington, 19 feb. (Adnkronos) - "Trump non può colpire l'Iran senza il via libera del Congresso". I deputati statunitensi Ro Khanna, democratico della California e Thomas Massie, repubblicano del Kentucky da tempo in conflitto con Donald Trump per il caso Epstein, hanno annunciato la presentazione, la prossima settimana, di una risoluzione sui poteri di guerra per impedire al presidente di avviare un'azione militare contro l'Iran senza l'approvazione del Congresso. "I funzionari di Trump dicono che c'è il 90% di possibilità di attacchi contro l'Iran. Non può farlo senza il Congresso", ha dichiarato Khanna. Massie ha confermato l'iniziativa spiegando che voterà "per mettere l'America al primo posto, il che significa votare contro un'altra guerra in Medio Oriente". "Non permetterò a Trump di lanciare un'altra guerra disastrosa senza che il Congresso voti per fermarlo. Una guerra con l'Iran sarebbe catastrofica", ha detto. Il deputato dem ha sottolineato che "l'Iran è una società complessa di 90 milioni di persone con significative difese aeree e capacità militari" e che "abbiamo 30-40 mila soldati Usa nella regione che potrebbero essere a rischio di ritorsioni". Pur dicendosi favorevole a "colloqui diplomatici e a un accordo sul programma nucleare iraniano", Khanna ha ribadito che "se Trump si sta preparando a bombardare presto l'Iran, il Congresso deve assumersi le proprie responsabilità". (Vsn/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 19-FEB-26 15:32
Fwd: GB: BROWN DOPO ARRESTO ANDREA, 'FORNITE NUOVE INFORMAZIONI ALLA POLIZIA' =
ADN0708 7 EST 0 ADN EST NAZ GB: BROWN DOPO ARRESTO ANDREA, 'FORNITE NUOVE INFORMAZIONI ALLA POLIZIA' = era premier nel periodo in cui l'ex principe Andrea era rappresentante per commercio Londra, 19 feb. (Adnkronos) - Gordon Brown ha consegnato "un memorandum di cinque pagine" alla Metropolitan police ed altri corpi di polizia contenente "nuove informazioni". Lo ha reso noto lo stesso ex premier che ha guidato il governo britannico negli anni in cui era inviato per il commercio l'ex principe Andrea, arrestato oggi nell'ambito dell'inchiesta su presunte condotte illecite nell'esercizio di un incarico pubblico. Nella sua dichiarazione, Brown sottolinea che le informazioni contenute nel memorandum sono "aggiuntive rispetto a quelle fornite alla scorsa settimana, in cui ho espresso la mia preoccupazione affinché si garantisca giustizia per le ragazze e le donne vittime della rete di traffico sessuale". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 19-FEB-26 14:45
CALCIO: TAR LAZIO CONFERMA DIVIETO TARSFERTA PER TIFOSI ROMA-FIORENTINA-NAPOLI
ZCZC IPN 199 SPR --/T XQHS CALCIO: TAR LAZIO CONFERMA DIVIETO TARSFERTA PER TIFOSI ROMA-FIORENTINA-NAPOLI ROMA (ITALPRESS) - Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi cautelari delle associazioniu dei tifosi di Lazio, Fiorentina e Napoli contro il divieto di trasferta da parte del Ministero dell'Interno. Il provvedimento del divieto era scattato in quanto le tifoserie in questone erano stati coinvolti in scontri in ambito nazionale lungo i tratti autostradali e in alcune occasioni anche in competizioni europee. Il Tar ha sospeso il provvedimento, riguardante il divieto di trasferta dei sostenitori della Roma, limitatamente alla parte che dispone l'estensione ai cittadini residenti nel Lazio in province diverse dalla provincia di Roma. (ITALPRESS). xb8/pc/red 19-Feb-26 11:27
- Tar, 'in alto mare le navi ong rispondono allo Stato di bandiera'
Tar, 'in alto mare le navi ong rispondono allo Stato di bandiera' 'L'Italia non ha obblighi'. Respinto ricorso Sos Humanity dopo divieto del novembre 2022 (ANSA) - ROMA, 19 FEB - In alto mare le navi "sono soggette alla giurisdizione esclusiva del proprio Stato di bandiera… e pertanto, in assenza di un coordinamento dell'autorità Sar competente, lo Stato incaricato di fornire istruzioni alla nave deve ritenersi proprio quello di bandiera". E' il motivo di principio espresso dal Tar del Lazio in una sentenza con la quale ha respinto un ricorso proposto nel 2022 dalla ong tedesca Sos Humanity. In contestazione c'era il decreto interministeriale del 4 novembre 2022 con il quale alla nave era stato disposto il divieto di sostare nelle acque territoriali nazionali oltre il termine necessario ad assicurare le operazioni di soccorso e assistenza nei confronti delle persone che versano in condizioni emergenziali e in precarie condizioni di salute all'interno dell'imbarcazione Humanity 1, che aveva soccorso 180 migranti, nessuno nell'area di responsabilità Sar italiana. Il Tar ha rilevato preliminarmente l'inammissibilità del ricorso, in quanto al momento della sua presentazione "lo sbarco era avvenuto e quindi era venuta meno ogni possibilità per le ricorrenti di impugnare il provvedimento interdittivo e gli atti presupposti e conseguenti (l'impugnativa era tesa proprio a consentire lo sbarco dei migranti)"; i provvedimenti dei quali si chiedeva l'annullamento "hanno ormai cessato di produrre effetti". I giudici sono voluti comunque andare oltre, giudicando il ricorso infondato nel merito perchè la nave "si è diretta, con autonoma decisione, verso l'Italia, senza considerare ogni altra soluzione (verso Malta o la Tunisia, paesi sicuri ove approdare). La mancanza di coordinamento o avviso preventivo ha fatto sì che l'amministrazione qualificasse la condotta della nave, con ragionamento non illogico che resiste al sindacato del Tar, quale '… scarico di … persone in violazione delle leggi e dei regolamenti … di immigrazione vigenti nello Stato costiero'". Per il resto "del tutto coerentemente si è disposto un limite al transito e alla sosta nelle acque territoriali, fatto salvo il richiamato principio di salvaguardia della vita e dell'incolumità delle persone presenti a bordo e senza rinunciare all'esercizio dei poteri autoritativi attribuiti a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica". E "del tutto correttamente, le autorità italiane hanno interloquito con lo Stato di bandiera al fine di sollecitarne l'intervento e la collaborazione nella gestione della vicenda in esame"; anche perché "lo stato italiano non aveva alcun obbligo, previsto dal diritto internazionale marittimo, di riscontrare la richiesta di Pos proveniente da tali navi ong, la cui individuazione avrebbe invece dovuto essere effettuata dallo Stato competente per la Regione Sar in cui sono state recuperate le persone in cooperazione con lo Stato di bandiera dell'unità". (ANSA).
REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO'
DIR1687 3 CRO 0 RR1 N/POL / DIR /TXT REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' CAPOLUNGO: NON RISOLVE PROBLEMI, RISPETTO GIUSTIZIA MA ABBIAMO SUBITO ONTE (DIRE) Bologna, 19 feb. - "Io credo che ci si dovrebbe occupare di ben altro se ci si occupa di giustizia, che non di un fatto che riguarda poche toghe all'anno che possono passare di ruolo. Non vado a toccare la Costituzione per una cosa del genere. Io mi sono scontrato con ben altre problematiche". Alberto Capolungo, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della banda della Uno bianca, una vita passata nelle aule di Tribunale per chiedere giustizia per il padre ucciso e per tutte le altre famiglie private dei loro cari, dice la sua in merito al referendum sulla giustizia e si schiera per il 'no'. E il luogo scelto per parlarne non è casuale: la cerimonia commemorativa di una delle vittime della lunga scia di sangue lasciata dalla banda dei fratelli Savi, Carlo Beccari, guardia giurata uccisa a soli 26 anni davanti al supermercato della Coop di Casalecchio di Reno, nel corso di una rapina tentando di proteggere i suoi colleghi. Nella sua orazione, Capolungo ha ricordato la lunga serie di errori e imprecisioni che sono avvenute tra le indagini e i processi, che hanno di fatto rallentato la cattura dei criminali e di conseguenza anche aumentato il numero dei morti. Un'esperienza che ha vissuto sulla sua pelle e che ancora non è finita, visto che sono ancora in corso indagini su due episodi, avvenuti entrambi nel 1991 a Bologna: la strage del Pilastro, in cui furono uccisi tre carabinieri, e l'attacco all'armeria di via Volturno, in cui è morta la titolare e un carabiniere in pensione: il padre di Capolungo appunto. (SEGUE) (Dav/ Dire) 14:43 19-02-26 NNNN
REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -2-
DIR1688 3 CRO 0 RR1 N/POL / DIR /TXT REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -2- (DIRE) Bologna, 19 feb. - In questo senso, l'esito del referendum può favorire o meno l'ottenimento di una piena giustizia? "Per ammissione di chi vuole questo referendum, ci viene detto che non c'è un maggior sveltezza nel portarli a compimento- premette, parlando con i cronisti a margine della cerimonia- io, pur essendo stato per anni dentro questi processi, non ho mai visto che ci fosse un problema tra un passaggio all'altro, tra il pubblico ministero e un giudice". Stare dentro a un processo, rimarca, è una cosa "difficilissima: io so di nostri familiari delle vittime che non si sono neanche costituiti parte civile per paura di andare incontro a delle spese che ha effettivamente un processo". Allo stesso tempo, si professa "sperimentatore proprio di alcune anomalie di una giustizia che io rispetto profondamente. Ma sono rimasto esterrefatto quando ho scoperto che i Savi avevano il gratuito patrocinio in sede processuale in quanto risultavano nullatenenti. Se il loro scopo era davvero il lucro, evidentemente questo è quasi ridicolo no?". E ancora, "noi abbiamo subito quella che io definisco ancora un'onta: in Cassazione l'avvocato dello Stato, è stato sempre al nostro fianco per cercare di dimostrare la colpevolezza dei Savi e dei loro complici, però ha sempre voluto non ammettere la responsabilità del ministero dell'Interno. Ma chi poteva a noi vittime ripagarci, se non il ministero che è imputato di non aver vigilato abbastanza sui suoi appartenenti? Hanno vinto la causa in Cassazione con il semplice fatto che costoro hanno fatto tutto quello che hanno fatto, ma non in servizio".(SEGUE) (Dav/ Dire) 14:43 19-02-26 NNNN
REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -3-
DIR1689 3 CRO 0 RR1 N/POL / DIR /TXT REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -3- (DIRE) Bologna, 19 feb. - Eppure, si lascia andare Capolungo, "ma porca miseria, anche in servizio devono farlo? Ricordiamo tutti il caso dell'armeria, in cui Roberto Savi e Occhipinti sono lì davanti alle 3 del pomeriggio. Io arrivo lì, i vigili non mi fanno passare, loro sono lì in servizio e Roberto Savi era stato col fratello la mattina a compiere un duplice omicidio". Per questo, insiste il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, "io ho ben altri problemi da affrontare con la giustizia che non questa faccenda" del referendum, che "mi sembra abbia preso tutto un altro aspetto: e cioè più che occuparsi di giustizia sembra che da una parte ci sia la rabbia di chi ce l'ha con le toghe, proprio così come presupposto, e chi invece cerca di difendersi da quello che teme che sia un assalto. Non dovrebbero andare così le cose". (Dav/ Dire) 14:43 19-02-26 NNNN
Epstein: Mosca, Gb pensa a nemici immaginari non guarda in casa =
AGI0310 3 EST 0 R01 / Epstein: Mosca, Gb pensa a nemici immaginari non guarda in casa = (AGI) - Roma, 19 feb. - Commentando la detenzione dell'ex principe Andrea travolto dallo scandalo Epstein, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha dichiarato che il Regno Unito si e' preoccupato troppo di nemici immaginari, senza prestare attenzione agli abusi commessi dai propri leader. "Si sono lasciati prendere troppo dal gioco con nemici immaginari, una Russia presumibilmente cattiva, e hanno prestato troppa attenzione a questioni che non li riguardavano, senza guardare agli oltraggi commessi dai loro alti funzionari", ha detto Zakharova come riporta Ria Novosti. Secondo la portavoce, il sistema di polizia britannico avrebbe dovuto affrontare da tempo i problemi del Paese, invece di inventare storie inesistenti sugli agenti del "Novichok" e sugli "intrighi del Cremlino". (AGI) All 191229 FEB 26
NTW Press - Si lanciano tra le fiamme a Rocca di Cencia, due agenti salvano due persone
NTW Press - Si lanciano tra le fiamme a Rocca di Cencia, due agenti salvano due persone
Si lanciano tra le fiamme a Rocca di Cencia, due agenti salvano due persone
L'incendio divampato all'interno di un appartamento

Giovedì 19 Febbraio 2026 13:20
È bastato un attimo perché un normale pomeriggio si trasformasse in un'emergenza, dando il via ad un intervento nel corso del quale due agenti della Polizia di Stato si sono letteralmente lanciati tra le fiamme per salvare due vite. Era il 16 febbraio quando è arrivato l'allarme alla Sala Operativa della Questura di Roma. La chiamata riferiva di un incendio divampato all'interno di un appartamento di via Rocca Cencia: una nube densa di fumo stava invadendo il vano scale dello stabile, scatenando il terrore dei residenti.
Sul posto sono intervenuti in pochi minuti gli agenti del VI Distretto Casilino, che hanno avviato immediatamente le operazioni di evacuazione dei condomini, accompagnandoli all'esterno in condizioni di sicurezza.
Quando, però, l'intervento sembrava ormai sotto controllo, è emersa la notizia più critica: una anziana donna risultava ancora all'interno dell'appartamento interessato dall'incendio, insieme al figlio. Senza esitazione, i poliziotti hanno raggiunto il secondo piano e, dopo aver forzato l'ingresso della abitazione ormai invasa dal fumo, hanno individuato la donna sul letto, impossibilitata a muoversi, ed il figlio nel bagno.
Con prontezza e sangue freddo, entrambi sono stati messi in salvo e, una volta portati all'esterno, affidati al personale sanitario per le cure necessarie. Durante le operazioni, anche uno degli agenti intervenuti ha accusato un malore, verosimilmente a causa della esposizione ai fumi. L'intervento tempestivo, arricchito di coraggio e prontezza, racconta, ancora una volta, cosa significhi essere presenti sul territorio: non solo controllo, ma anche protezione, vicinanza e spirito di abnegazione nella gestione delle emergenze a tutela della collettività.
Si lanciano tra le fiamme a Rocca di Cencia, due agenti salvano due persone
L'incendio divampato all'interno di un appartamento

Giovedì 19 Febbraio 2026 13:20
È bastato un attimo perché un normale pomeriggio si trasformasse in un'emergenza, dando il via ad un intervento nel corso del quale due agenti della Polizia di Stato si sono letteralmente lanciati tra le fiamme per salvare due vite. Era il 16 febbraio quando è arrivato l'allarme alla Sala Operativa della Questura di Roma. La chiamata riferiva di un incendio divampato all'interno di un appartamento di via Rocca Cencia: una nube densa di fumo stava invadendo il vano scale dello stabile, scatenando il terrore dei residenti.
Sul posto sono intervenuti in pochi minuti gli agenti del VI Distretto Casilino, che hanno avviato immediatamente le operazioni di evacuazione dei condomini, accompagnandoli all'esterno in condizioni di sicurezza.
Quando, però, l'intervento sembrava ormai sotto controllo, è emersa la notizia più critica: una anziana donna risultava ancora all'interno dell'appartamento interessato dall'incendio, insieme al figlio. Senza esitazione, i poliziotti hanno raggiunto il secondo piano e, dopo aver forzato l'ingresso della abitazione ormai invasa dal fumo, hanno individuato la donna sul letto, impossibilitata a muoversi, ed il figlio nel bagno.
Con prontezza e sangue freddo, entrambi sono stati messi in salvo e, una volta portati all'esterno, affidati al personale sanitario per le cure necessarie. Durante le operazioni, anche uno degli agenti intervenuti ha accusato un malore, verosimilmente a causa della esposizione ai fumi. L'intervento tempestivo, arricchito di coraggio e prontezza, racconta, ancora una volta, cosa significhi essere presenti sul territorio: non solo controllo, ma anche protezione, vicinanza e spirito di abnegazione nella gestione delle emergenze a tutela della collettività.
== M.O.: media, Trump vuole una grande base militare a Gaza =
AGI0411 3 EST 0 R01 / == M.O.: media, Trump vuole una grande base militare a Gaza = (AGI) - Roma, 19 feb. - L'amministrazione Trump sta pianificando di costruire una base militare per ospitare 5.000 persone a Gaza. Una struttura, riporta il Guardian, che si estendera' su oltre 1,5 chilometri quadrati. Secondo i documenti contrattuali del Board of Peace esaminati dal quotidiano, il sito e' concepito come base operativa per una futura Forza di stabilizzazione internazionale. I piani esaminati dal Guardian prevedono la costruzione graduale di un avamposto militare che avra' una superficie di 1.400 metri per 1.100 metri, circondato da 26 torri di guardia blindate montate su rimorchi, un poligono di tiro per armi leggere, bunker e un magazzino per l'equipaggiamento militare per le operazioni. L'intera base sara' circondata da filo spinato. La fortificazione e' prevista per un'arida distesa di pianura nel sud di Gaza. Un piccolo gruppo di appaltatori - imprese edili internazionali con esperienza in zone di guerra - ha gia' visitato l'area. La Forza internazionale di stabilizzazione, secondo le Nazioni Unite, avra' il compito di proteggere il confine di Gaza e mantenere la pace all'interno dell'area. Dovrebbe anche proteggere i civili e addestrare e supportare "forze di polizia palestinesi controllate". Non e' chiaro quali sarebbero le regole di ingaggio delle Forze di sicurezza in caso di combattimenti, nuovi bombardamenti da parte di Israele o attacchi di Hamas. Ne' e' chiaro quale ruolo dovrebbero svolgere nel disarmo di Hamas, una condizione posta da Israele per procedere con la ricostruzione di Gaza. (AGI) (AGI) - Roma, 19 feb. - Il documento di appalto per la base militare e' stato emesso dal Board of Peace, dice una fnte, e preparato con l'aiuto di funzionari appaltatori americani. I piani prevedono la realizzazione di una rete di bunker, ciascuno di 6 metri per 4 metri e alto 2,5 metri, con elaborati sistemi di ventilazione dove i soldati potranno ripararsi. "L'appaltatore", si legge nel documento, "dovra' condurre un'indagine geofisica del sito per identificare eventuali vuoti sotterranei, tunnel o grandi cavita' per ogni fase", una disposizione che fa probabilmente riferimento alla vasta rete di tunnel che Hamas ha costruito a Gaza. Una sezione del documento descrive un "Protocollo sui resti umani". "Se vengono scoperti resti umani o reperti culturali sospetti, tutti i lavori nelle immediate vicinanze devono cessare immediatamente, l'area deve essere messa in sicurezza e il responsabile degli appalti deve essere immediatamente informato per ricevere istruzioni", si legge. Non e' chiaro chi sia il proprietario del terreno su cui dovrebbe sorgere il complesso militare, ma gran parte dell'area meridionale di Gaza e' attualmente sotto il controllo israeliano. (AGI)Uba 191338 FEB 26
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