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giovedì 19 febbraio 2026

REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO'
DIR1687 3 CRO 0 RR1 N/POL / DIR /TXT REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' CAPOLUNGO: NON RISOLVE PROBLEMI, RISPETTO GIUSTIZIA MA ABBIAMO SUBITO ONTE (DIRE) Bologna, 19 feb. - "Io credo che ci si dovrebbe occupare di ben altro se ci si occupa di giustizia, che non di un fatto che riguarda poche toghe all'anno che possono passare di ruolo. Non vado a toccare la Costituzione per una cosa del genere. Io mi sono scontrato con ben altre problematiche". Alberto Capolungo, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della banda della Uno bianca, una vita passata nelle aule di Tribunale per chiedere giustizia per il padre ucciso e per tutte le altre famiglie private dei loro cari, dice la sua in merito al referendum sulla giustizia e si schiera per il 'no'. E il luogo scelto per parlarne non è casuale: la cerimonia commemorativa di una delle vittime della lunga scia di sangue lasciata dalla banda dei fratelli Savi, Carlo Beccari, guardia giurata uccisa a soli 26 anni davanti al supermercato della Coop di Casalecchio di Reno, nel corso di una rapina tentando di proteggere i suoi colleghi. Nella sua orazione, Capolungo ha ricordato la lunga serie di errori e imprecisioni che sono avvenute tra le indagini e i processi, che hanno di fatto rallentato la cattura dei criminali e di conseguenza anche aumentato il numero dei morti. Un'esperienza che ha vissuto sulla sua pelle e che ancora non è finita, visto che sono ancora in corso indagini su due episodi, avvenuti entrambi nel 1991 a Bologna: la strage del Pilastro, in cui furono uccisi tre carabinieri, e l'attacco all'armeria di via Volturno, in cui è morta la titolare e un carabiniere in pensione: il padre di Capolungo appunto. (SEGUE) (Dav/ Dire) 14:43 19-02-26 NNNN

REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -2-
DIR1688 3 CRO 0 RR1 N/POL / DIR /TXT REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -2- (DIRE) Bologna, 19 feb. - In questo senso, l'esito del referendum può favorire o meno l'ottenimento di una piena giustizia? "Per ammissione di chi vuole questo referendum, ci viene detto che non c'è un maggior sveltezza nel portarli a compimento- premette, parlando con i cronisti a margine della cerimonia- io, pur essendo stato per anni dentro questi processi, non ho mai visto che ci fosse un problema tra un passaggio all'altro, tra il pubblico ministero e un giudice". Stare dentro a un processo, rimarca, è una cosa "difficilissima: io so di nostri familiari delle vittime che non si sono neanche costituiti parte civile per paura di andare incontro a delle spese che ha effettivamente un processo". Allo stesso tempo, si professa "sperimentatore proprio di alcune anomalie di una giustizia che io rispetto profondamente. Ma sono rimasto esterrefatto quando ho scoperto che i Savi avevano il gratuito patrocinio in sede processuale in quanto risultavano nullatenenti. Se il loro scopo era davvero il lucro, evidentemente questo è quasi ridicolo no?". E ancora, "noi abbiamo subito quella che io definisco ancora un'onta: in Cassazione l'avvocato dello Stato, è stato sempre al nostro fianco per cercare di dimostrare la colpevolezza dei Savi e dei loro complici, però ha sempre voluto non ammettere la responsabilità del ministero dell'Interno. Ma chi poteva a noi vittime ripagarci, se non il ministero che è imputato di non aver vigilato abbastanza sui suoi appartenenti? Hanno vinto la causa in Cassazione con il semplice fatto che costoro hanno fatto tutto quello che hanno fatto, ma non in servizio".(SEGUE) (Dav/ Dire) 14:43 19-02-26 NNNN

REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -3-
DIR1689 3 CRO 0 RR1 N/POL / DIR /TXT REFERENDUM. PRESIDENTE FAMILIARI VITTIME UNO BIANCA PER IL 'NO' -3- (DIRE) Bologna, 19 feb. - Eppure, si lascia andare Capolungo, "ma porca miseria, anche in servizio devono farlo? Ricordiamo tutti il caso dell'armeria, in cui Roberto Savi e Occhipinti sono lì davanti alle 3 del pomeriggio. Io arrivo lì, i vigili non mi fanno passare, loro sono lì in servizio e Roberto Savi era stato col fratello la mattina a compiere un duplice omicidio". Per questo, insiste il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, "io ho ben altri problemi da affrontare con la giustizia che non questa faccenda" del referendum, che "mi sembra abbia preso tutto un altro aspetto: e cioè più che occuparsi di giustizia sembra che da una parte ci sia la rabbia di chi ce l'ha con le toghe, proprio così come presupposto, e chi invece cerca di difendersi da quello che teme che sia un assalto. Non dovrebbero andare così le cose". (Dav/ Dire) 14:43 19-02-26 NNNN

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