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domenica 22 febbraio 2026

NTW Press - Emergenza Erosione, crolli e sgomberi al Lido

NTW Press - Emergenza Erosione, crolli e sgomberi al Lido

Emergenza Erosione, crolli e sgomberi al Lido

Tra Capoportiere e Foce Verde, all'altezza di strada Lipari, il mare ha scavato sotto le fondamenta di tre villette:



Latina, Domenica 22 Febbraio 2026 08:49

Situazione critica sul lungomare di Latina, dove l'ultima violenta mareggiata ha letteralmente mangiato la spiaggia, arrivando a minacciare le abitazioni. Tra Capoportiere e Foce Verde, all'altezza di strada Lipari, il mare ha scavato sotto le fondamenta di tre villette: immediato l'intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale che hanno interdetto e evacuato le tre abitazioni per rischio crollo.

Il Comune ha attivato ufficialmente il Centro Operativo Comunale (COC) per gestire l'emergenza. I dati sono allarmanti: Latina detiene il record regionale di erosione costiera, con oltre il 60% del litorale compromesso. L'assessore alla Marina, Gianluca Di Cocco, ha dichiarato che non ci sono più alibi: serve un intervento strutturale urgente per evitare il definanziamento delle opere e, soprattutto, per salvare il litorale e le sue strutture dal definitivo assalto delle onde.

 

Carceri: Coordinatore e Sindacato di polizia penitenziaria denunciano carenza organico a Sulmona

Carceri: Coordinatore e Sindacato di polizia penitenziaria denunciano carenza organico a Sulmona L'Aquila, 20 feb. (LaPresse) - "Grave carenza di personale di Polizia penitenziaria nella Casa di reclusione di Sulmona". Lo ha denunciato il Coordinamento di polizia penitenziaria e il Sindacato, segnalando che "il contingente operativo è risultato pari a 226 unità, già al di sotto delle previsioni, che non avevano tenuto conto dell'apertura del nuovo padiglione detentivo, a fronte di una presenza attuale di 665 ospiti; riteniamo urgente evidenziare la necessità di uno studio e della definizione di una nuova pianta organica del contingente di Polizia Penitenziaria, necessaria per una corretta gestione dell'istituto, che ha versato in gravissime mandato. Non si comprende come la definizione di una nuova pianta organica non sia stata fatta prima dell'apertura del nuovo padiglione". Il coordinamento ha chiesto un intervento urgente, denunciando la gravità della situazione che, a giudizio dell'organizzazione sindacale, potrebbe degenerare sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza. CRO ABR mtr/vlb 221128 FEB 26  

- Caso 41bis, Uil 'sicurezza sì, ma con equilibrio e rispetto'

Caso 41bis, Uil 'sicurezza sì, ma con equilibrio e rispetto' Murru: 'La Sardegna non è terra di sacrificio' (ANSA) - CAGLIARI, 22 FEB - "La sicurezza è un valore costituzionale. È un pilastro dello Stato di diritto. Ma proprio per questo non può essere affrontata con decisioni sbilanciate o calate dall'alto, senza una valutazione seria dell'impatto sui territori. La Sardegna non può diventare la risposta automatica alle criticità del sistema penitenziario nazionale". Lo afferma, in una nota, la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru sul caso dei detenuti 41bis destinati alla Sardegna. "Al 31 dicembre 2025 negli istituti dell'isola risultano presenti circa 2.608 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare che si attesta poco sopra i 2.500 posti effettivi. Il tasso di affollamento supera il 100%, con situazioni di particolare pressione negli istituti di di Uta e Bancali. Nell'isola si concentra inoltre una quota molto rilevante di detenuti in alta sicurezza: oltre 600 persone, tra cui numerosi ristretti sottoposti al regime previsto dal 41-bis. Solo a Sassari-Bancali - osserva Murru - sono presenti decine di detenuti al 41-bis, una delle concentrazioni più elevate del Paese in rapporto alla popolazione regionale. Anche il carcere di Badu 'e Carros continua a svolgere un ruolo centrale nel circuito dell'alta sicurezza, in un territorio interno già segnato da fragilità demografiche ed economiche. Oltre il 50% dei detenuti presenti non è originario della Sardegna e circa il 30% è di nazionalità straniera. È un dato oggettivo: l'isola svolge già una funzione nazionale nel sistema carcerario italiano. Una funzione che non abbiamo mai messo in discussione, ma che non può trasformarsi in una sproporzione permanente. Non si tratta di contestare la legalità o il contrasto alla criminalità organizzata - prosegue la leader della Uil sarda - si tratta di equilibrio istituzionale. Perché la sicurezza non è solo il regime detentivo. È il lavoro quotidiano della polizia penitenziaria, in una regione dove le carenze di organico sono una realtà concreta. È la sanità penitenziaria che opera dentro un sistema sanitario regionale già sotto pressione. Le cure e l'assistenza sanitaria nelle carceri vengono garantite attraverso il sistema sanitario regionale. Questo significa che visite specialistiche, salute mentale, ricoveri ospedalieri, personale medico e infermieristico dedicato e trasferimenti protetti con protocolli di sicurezza rafforzati incidono direttamente sull'organizzazione e sulle risorse della sanità sarda. L'alta sicurezza comporta inevitabilmente costi sanitari più elevati e una gestione più complessa". "Il 28 febbraio si terrà una manifestazione di popolo contro l'ulteriore concentrazione del 41-bis in Sardegna. Non sarà una protesta contro lo Stato. Sarà una richiesta di rispetto. Una mobilitazione civile che nasce dalle comunità, dalle istituzioni locali e dal mondo del lavoro, per chiedere che le decisioni nazionali non ricadano in modo sproporzionato sempre sugli stessi territori". (ANSA). 2026-02-22T13:07:00+01:00 FO ANSA per CAMERA19 https://trust.ansa.it/b4d2b0ff5c1fe7d2a56754832ca4097430d29d2ad180e9d8e1d11b21e0e90969 
Mentre in Italia ci accapigliamo sugli inviti al Festival di Sanremo, il mondo continua a muoversi sull'orlo dell'abisso.
Si parla di "Board of Peace", ma la pace non si costruisce con organismi calati dall'alto che rispondono agli interessi delle grandi potenze. Si costruisce con equilibrio, con rispetto del diritto internazionale, con il coraggio di dire no quando serve. Tirare in ballo l'articolo 11 della Costituzione per giustificare scelte che rischiano di trascinarci dentro logiche di potenza è un esercizio retorico che non regge.
Il Medio Oriente resta una polveriera. Le tensioni con l'Iran crescono, Israele spinge, gli Stati Uniti mostrano i muscoli. Un'escalation sarebbe devastante per l'intera regione – e per noi. Pensare che una guerra possa essere "gestita" o addirittura utile è un'illusione pericolosa.
Nel frattempo Cuba continua a essere strangolata da un embargo che dura da decenni, nel silenzio quasi totale della comunità internazionale. Anche questa è una forma di aggressione, anche questa è una violazione della sovranità di uno Stato.
Forse il punto è proprio questo: la sovranità vale solo per alcuni? Il diritto internazionale è un principio o uno strumento da usare a convenienza?
Se vogliamo davvero più giustizia sociale, più diritti, più pace, dobbiamo avere il coraggio di immaginare un mondo meno dominato da un'unica potenza. Negli ultimi trent'anni l'unipolarismo e il neoliberismo sono andati di pari passo. E oggi mostrano tutte le loro crepe.
L'Italia dovrebbe recuperare un ruolo autonomo, capace di mediazione vera. Questo sì sarebbe nello spirito dell'articolo 11: ripudiare la guerra, non piegarsi alla logica dei blocchi.
Il mondo cambia. La domanda è: vogliamo subirlo o contribuire a ridisegnarlo?
https://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/la-pace-a-parole-ma-la-guerra-nei-fatti-perche-e-tempo-di-unaltra-politica-estera-editoriale/

DAZI AMARI...

Chicago, Stati Uniti.

Il governatore dell'Illinois JB Pritzker, un miliardario con un patrimonio di oltre 4 miliardi di dollari, ha presentato al presidente Trump una fattura di 8,6 miliardi di dollari.

La somma non è stata calcolata a caso: la Corte Suprema ha dichiarato le tariffe imposte da Trump come incostituzionali. E gli esperti di Yale hanno stimato che la famiglia americana media ha pagato 1.700 dollari in più a causa di queste tariffe. Pritzker ha semplicemente moltiplicato una cifra per l'altra, ottenendo così la fattura.

Nella lettera, il governatore non lesina espressioni: "Le tue tariffe hanno rovinato gli agricoltori, infuriato gli alleati e fatto salire i prezzi alle stelle". La fattura è già stata contrassegnata come "scaduta", e in fondo c'è una nota: "Tagliate l'assegno".

L'allusione è chiara: o pagate, o ci vediamo in tribunale.


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Business News: Iran e Russia annunciano sviluppo congiunto di sette progetti petroliferi

NOVA0014 3 EST 1 NOV ECO Business News: Iran e Russia annunciano sviluppo congiunto di sette progetti petroliferi Baghdad, 22 feb - (Agenzia_Nova) - Sette giacimenti di petrolio iraniani sono in fase di sviluppo congiunto con delle compagnie russe. Lo ha annunciato il ministro iraniano del Petrolio, Mohsen Paknejad, nel corso della riunione della commissione economica congiunta, che si e' svolta a Teheran. Il ministro ha precisato che lo sviluppo dei giacimenti sara' inquadrato in quattro contratti separati. Paknejad ha poi evidenziato che la commissione congiunta serve a massimizzare la cooperazione bilaterale in vari settori e ha sottolineato il contesto internazionale "critico", affermando che la collaborazione non e' solamente economica ma anche strategica. Il ministro iraniano ha elogiato il "coinvolgimento attivo" dei partner russi, in particolare del ministro dell'Energia Sergei Tsivilev, che hanno contribuito ad una "attuazione tangibile" di accordi precedenti. La riunione si e' tenuta nel contesto dei negoziati tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare, con la mediazione dell'Oman. Il 17 febbraio, il ministro russo Tsivilev e' stato ricevuto anche dal segretario del consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani. Inoltre, nella stessa giornata, e' stata inaugurata a Teheran la Casa Russa. "L'apertura della Casa Russa a Teheran non e' solo una cerimonia, ma la posa delle fondamenta per futuri progetti comuni. L'evento dimostra che la Russia e l'Iran sono pronti ad andare oltre nel rafforzare la comprensione reciproca, basandosi sul rispetto della cultura e della storia dell'altro", ha sottolineato il capo della Cooperazione umanitaria internazionale della Russia (Rossotrudnichestvo), Evgenij Primakov. (Irb)  

=Estonia: Peskov,se armi nucleari contro Russia faremo lo stesso =

AGI0090 3 EST 0 R01 / =Estonia: Peskov,se armi nucleari contro Russia faremo lo stesso = (AGI) - Roma, 22 feb. - Se l'Estonia acquisisce armi nucleari per puntarle contro la Russia, allora la Russia puntera' le sue armi nucleari contro l'Estonia quale rappresaglia. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, in un'intervista a Pavel Zarubin, giornalista di Vesti. A riferirlo e' l'agenzia stampa ufficiale Tass. "L'Estonia e' molto vicina a noi, non minacciamo l'Estonia, cosi' come tutti gli altri paesi europei, ma se ci sono armi nucleari puntate contro di noi sul territorio dell'Estonia, allora le nostre armi nucleari saranno puntate contro il territorio dell'Estonia, e l'Estonia deve capirlo chiaramente. La Russia fara' sempre il necessario per garantire la propria sicurezza, soprattutto in materia di deterrenza nucleare", ha affermato Peskov, rispondendo a una domanda del giornalista.Vqv 221004 FEB 26  

UCRAINA: DMITRIEV, 'VERSO LA PACE CON IL DIALOGO' =

ADN0091 7 EST 0 ADN EST NAZ UCRAINA: DMITRIEV, 'VERSO LA PACE CON IL DIALOGO' = Mosca, 22 feb. (Adnkronos) - "La pace prevarrà attraverso il dialogo". Ha scritto così in un post su X Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, dopo le parole di Steve Witkoff nell'intervista a Lara Trump su Fox News. Su Telegram, Dmitriev ha scritto anche che Witkoff, inviato di Donald Trump, e Jared Kushner, genero del presidente americano, "stanno promuovendo in modo attivo la soluzione del conflitto ucraino e il ripristino dei rapporti tra Russia e Stati Uniti, anche in campo economico". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 22-FEB-26 10:37  

NTW Press - Iran, escalation diplomatica con l’Ue: Teheran dichiara “terroristiche” le forze navali e aeree europee

NTW Press - Iran, escalation diplomatica con l'Ue: Teheran dichiara "terroristiche" le forze navali e aeree europee

Iran, escalation diplomatica con l'Ue: Teheran dichiara "terroristiche" le forze navali e aeree europee

Intanto sono riprese le proteste nelle università



Domenica 22 Febbraio 2026 09:20

Nuova escalation diplomatica tra Iran e Unione europea. Teheran ha annunciato la designazione delle forze navali e aeree degli Stati membri europei come "organizzazioni terroristiche", una decisione definita dalle autorità iraniane una risposta diretta alla recente scelta europea di inserire le Guardie Rivoluzionarie nella lista nera del terrorismo.

La misura rappresenta uno dei passaggi più duri degli ultimi anni nei rapporti tra la Repubblica islamica e Bruxelles, mentre sullo sfondo restano le tensioni regionali e i negoziati sul nucleare.

La risposta di Teheran alla decisione europea

Secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano, la decisione arriva dopo quella adottata dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie islamiche tra le organizzazioni terroristiche in seguito all'accordo raggiunto dal Consiglio Affari Esteri dell'Unione europea il 29 gennaio 2026.

Teheran ha definito la scelta europea "illegale e ingiustificata", sostenendo che violerebbe i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.

La posizione iraniana si basa su una legge approvata nel 2019, dopo che gli Stati Uniti avevano designato i Pasdaran come organizzazione terroristica. La normativa stabilisce che tutti i Paesi che sostengono o applicano quella decisione possano essere soggetti a misure reciproche.

Già il primo febbraio il Parlamento iraniano aveva compiuto un primo passo simbolico, classificando gli "eserciti europei" come entità terroristiche.

Tensioni internazionali e dialogo sul nucleare

L'annuncio arriva mentre resta alta la tensione anche nei rapporti con Washington. Secondo fonti diplomatiche, gli Stati Uniti starebbero valutando diverse opzioni strategiche nella regione.

Parallelamente, proseguono i tentativi di mantenere aperto il dialogo diplomatico. Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Rafael Grossi, ha avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana IRNA, i due hanno discusso degli sviluppi nei colloqui tra Teheran e Washington, sottolineando l'importanza di un'interazione costruttiva e del dialogo come strumento per raggiungere un'intesa sostenibile.

Riprendono le proteste nelle università iraniane

Nel frattempo cresce anche la tensione interna. Nuove manifestazioni contro il governo sono state segnalate in diversi atenei, tra cui università della capitale e della città di Mashhad.

Secondo quanto riferito dall'emittente Iran International, cortei e sit-in studenteschi sarebbero stati dispersi dalle forze di sicurezza con numerosi arresti, il cui numero non è ancora stato confermato ufficialmente.

Relatives of Hamidreza Hosseinipour placed flowers at the location in Shiraz, southern Iran, where he was shot dead during protests. pic.twitter.com/2ZWME00hJe

— Iran International English (@IranIntl_En) February 18, 2026

Alle proteste si sono uniti anche familiari delle vittime delle recenti manifestazioni antigovernative. Molti hanno commemorato il quarantesimo giorno dalla morte dei propri cari, una ricorrenza particolarmente significativa nella tradizione iraniana, celebrata con visite alle tombe, preghiere e momenti collettivi di ricordo.

In diverse città gruppi di cittadini hanno deposto fiori nei luoghi dove i manifestanti sarebbero stati uccisi, sfidando le restrizioni delle autorità.

Scenario  sempre più fragile

La decisione di classificare le forze europee come organizzazioni terroristiche segna dunque un ulteriore deterioramento delle relazioni tra Iran e Unione europea, mentre diplomazia, sicurezza regionale e proteste interne continuano a intrecciarsi in uno scenario sempre più complesso.

Nei prossimi giorni l'attenzione della comunità internazionale resterà concentrata sull'evoluzione dei negoziati nucleari e sulle possibili conseguenze politiche e militari della crisi diplomatica in corso.

 

Iran: Witkoff, Trump "curioso" sul perche' Teheran non ha ceduto a pressioni Usa

NOVA0043 3 EST 1 NOV Iran: Witkoff, Trump "curioso" sul perche' Teheran non ha ceduto a pressioni Usa Washington, 22 feb - (Agenzia_Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e' "curioso" del motivo per cui l'Iran non ha ceduto sotto la crescente pressione statunitense, considerando la significativa presenza di potenza navale e marittima Usa nella regione. Lo ha dichiarato l'inviato speciale statunitense, Steve Witkoff, in un'intervista all'emittente "Fox News", spiegando che Trump "sa di avere molte alternative" ma "e' curioso del motivo per cui non l'hanno fatto". Il presidente Usa, ha spiegato Witkoff, non capisce perche' la parte iraniana "non sia venuta da noi a dirci: 'Affermiamo di non volere un'arma, quindi questo e' quello che siamo pronti a fare'". "Eppure e' difficile convincerli a farlo", ha sottolineato l'inviato Usa. (Was)  

*** Iran: Witkoff, Trump 'stupito' che non abbia ancora chiuso accordo su nucleare

*** Iran: Witkoff, Trump 'stupito' che non abbia ancora chiuso accordo su nucleare

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 22 feb - "Il presidente Donald Trump si chiede perché l'Iran non abbia 'capitolato' di fronte al dispiegamento militare di Washington, volto a spingerlo ad accettare un accordo nucleare". Lo ha detto oggi l'inviato statunitense Steve Witkoff, intervistato su Fox News da Lara Trump, la nuora di Donald Trump. Usa e Iran hanno concluso martedì vicino a Ginevra il secondo round di colloqui indiretti con la mediazione dell'Oman mentre aumenta il dispiegamento militare americano nel Golfo, dove Washington ha inviato due portaerei. Il presidente americano, ha spiegato Witkoff, "è stupito della posizione dell'Iran, dopo averlo avvertito delle gravi conseguenze in caso di fallimento di un accordo".

red-arl

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🇸🇰"il 23 febbraio la Slovacchia sospenderà le forniture di elettricità all'Ucraina se Kiev non avrà ripristinato l'oleodotto Družba."

ROBERT FICO

NB: la Slovacchia è la più  grande fornitrice di energia elettrica per Banderoland, oro colato ora...https://t.me/danfurl/4379