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mercoledì 11 marzo 2026

IRAN. RISOLUZIONE M5S: NO BASI A USA, SCEGLIERE UE A FRONTE 'MINACCIA' AMERICANA

DIR0624 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT IRAN. RISOLUZIONE M5S: NO BASI A USA, SCEGLIERE UE A FRONTE 'MINACCIA' AMERICANA (DIRE) Roma, 11 mar. - Non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle Forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran; scegliere "senza ambiguità" l'interesse europeo di fronte alla "minaccia globale" rappresentata dagli Usa; contribuire alla "reale costruzione di una difesa europea"; condannare ogni azione militare unilaterale fuori dal quadro del diritto internazionale; adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran. Sono alcuni degli impegni richiesti al Governo dalla risoluzione depositata in Senato dal Movimento Cinque Stelle sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. All'esecutivo si chiede inoltre, tra le altre cose, di "porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei connazionali attualmente bloccati nelle aree interessate dalla crisi", di "adoperarsi per la protezione e la sicurezza del suolo europeo" e di "sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo". Infine, di "assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici" e, in merito alla crisi palestinese, "a farsi promotore in seno al Consiglio europeo di predisporre uno strumento legislativo volto a vietare in modo esplicito qualsiasi rapporto economico e commerciale con gli insediamenti israeliani situati nel Territorio Palestinese Occupato (TPO)", oltre a "promuovere l'embargo totale di armi da e verso Israele". (Mgn/ Dire) 11:03 11-03-26  

Salute: esposizione delle madri ai microbi protegge i neonati =

AGI0321 3 SST 0 R01 / Salute: esposizione delle madri ai microbi protegge i neonati = (AGI) - Roma, 11 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17.00) Le madri esposte a determinati microbi possono trasmettere gli anticorpi ai loro piccoli e proteggerli dalle infezioni. Lo ribadisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, condotto dagli scienziati del Cincinnati Children's Hospital, dell'Universita' del Queensland in Australia, dell'University of Texas Southwestern Medical Center, del Children's Mercy Kansas City e della University of Missouri Kansas City School of Medicine. Il team, guidato da Sing Sing Way e Mark Schembri, ha esaminato i campioni di sangue essiccato, raccolti per lo screening neonatale di routine, da 100 neonati che hanno poi sviluppato un'infezione da Escherichia coli. Questo microrganismo, spiegano gli esperti, e' un batterio comune che vive nell'intestino di quasi tutte le persone, e rappresenta una delle principali cause di infezioni gravi nei neonati. I risultati, riportano gli autori, mostrano che la maggior parte dei bambini e' immune al batterio grazie agli anticorpi trasmessi dalla madre. "I nostri risultati - afferma Way - forniscono un tassello mancante fondamentale a questo puzzle: gli anticorpi stimolati dalla presenza di questi batteri comuni nel nostro intestino ci proteggono dalle infezioni. In gravidanza, il trasferimento naturale di questi anticorpi anti-germi dalla madre al bambino nell'utero protegge la stragrande maggioranza dalle infezioni. Nei rari casi in cui questi anticorpi sono bassi nelle madri o non vengono trasferiti in modo efficiente, i neonati sono a rischio di infezione molto piu' elevato". Gli scienziati sanno da tempo che i neonati sono naturalmente piu' vulnerabili alle infezioni, in gran parte perche' il loro sistema immunitario non e' ancora maturato completamente. L'E. coli, al contempo, costituisce una delle cause piu' comuni di infezioni nei neonati, tuttavia la malattia grave si verifica solo in un caso su mille. Nell'ambito dell'indagine, i ricercatori hanno confrontato i livelli di anticorpi riscontrati nei campioni con quelli di centinaia di altri neonati che non avevano sviluppato l'infezione. L'analisi rivela che gli anticorpi diretti contro l'E.coli erano costantemente ridotti nei neonati infetti. Dato che il batterio puo' mostrare una notevole variabilita', gli autori hanno utilizzato dei ceppi isolati da neonati infetti per valutare i livelli degli anticorpi anti-batteri. "Combinando strategicamente campioni di screening neonatale umano del mondo reale con modelli di infezione attentamente progettati - sottolinea Schembri - possiamo iniziare a individuare quali bersagli anticorpali sono piu' importanti e come si potrebbe ottenere una protezione piu' ampia". "La sepsi neonatale - conclude Susana Chavez-Bueno, altra firma dell'articolo - puo' aggravarsi rapidamente e i medici hanno bisogno di metodi migliori per identificare i neonati a piu' alto rischio. Questi risultati suggeriscono un percorso verso un riconoscimento precoce del rischio e, in ultima analisi, strategie di prevenzione basate sul ripristino degli anticorpi materni protettivi mancanti. Ora abbiamo l'obiettivo di sviluppare test di screening per identificare i neonati a maggior rischio di infezione grave da E. coli e un probiotico che potrebbe rafforzare l'immunita' delle madri e la loro capacita' di trasferire questa 'protezione' ai figli". (AGI)Sci/Mld 111105 MAR 26  

- In una mappa genetica i cambiamenti del cervello che invecchia

In una mappa genetica i cambiamenti del cervello che invecchia (EMBARGO ALLE 16,00) Comprende 900mila cellule e fa luce sulle malattie neurodegenerative (ANSA) - ROMA, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 16,00) I cambiamenti che avvengono nel cervello che invecchia sono presentati in una mappa genetica che comprende 900mila cellule, rappresentative di 8 regioni cerebrali e 36 tipologie cellulari differenti. La mappa, disegnata nello studio condotto su topi e pubblicato sulla rivista Cell, fornisce un quadro fondamentale per capire come l'invecchiamento rimodella il cervello a livello molecolare, e dunque per fare luce sui meccanismi alla base delle malattie neurodegenerative, dall'Alzheimer al Parkinson. I dati ottenuti dai ricercatori guidati dal Salk Institute californiano sono stati resi liberamente disponibili per l'intera comunità scientifica, con l'obiettivo di accelerare la ricerca. Gli autori dello studio coordinati da Joseph Ecker e Margarita Behrens si sono concentrati su due meccanismi fondamentali che regolano l'espressione dei geni nelle cellule. Il primo riguarda le modifiche epigenetiche del Dna, ottenute grazie a piccole etichette molecolari che si attaccano alla doppia elica e determinano se un gene viene attivato o silenziato. Il secondo, invece, riguarda la conformazione tridimensionale che assume la cromatina, la forma estremamente compatta del Dna all'interno del nucleo. I dati ottenuti mostrano innanzitutto che i cambiamenti epigenetici correlati all'età sono più pronunciati nelle cellule diverse dai neuroni, e che elementi genetici normalmente silenti diventano più attivi nel cervello che invecchia, portando a disfunzioni cellulari. Inoltre, i risultati indicano che lo stesso tipo di cellula invecchia in modo diverso a seconda della sua posizione nel cervello: "Ad esempio - dice Qiurui Zeng, prima autrice della ricerca - le cellule non neuronali nella parte posteriore del cervello mostrano più infiammazione rispetto a quelle nelle parti anteriori. Questi dati sottolineano davvero la variabilità dell'invecchiamento anche all'interno dello stesso tipo di cellula". (ANSA). 

- Un vecchio farmaco migliora il quadro clinico per una grave malattia rara

Un vecchio farmaco migliora il quadro clinico per una grave malattia rara (EMBARGO ALLE 17,00) Coinvolti primi pazienti. Altri trial in corso (ANSA) - ROMA, 11 MAR - (EMBARGO ALLE 17,00) Scoperta in un farmaco già in uso per altre indicazioni, una cura per una grave malattia rara, la sindrome di Leigh. Testato sui primissimi pazienti, ne ha migliorato il quadro clinico. È il risultato di un lavoro basato sullo screening di oltre 5.600 farmaci. Secondo quanto pubblicato sulla rivista Cell, gli esperti hanno così scoperto che il sildenafil è efficace per la sindrome di Leigh, una patologia genetica neurodegenerativa, finora senza cura. Lo studio è stato coordinato da Università di Düsseldorf, Università di Verona, Statale di Milano e Istituto Neurologico Carlo Besta e apre la strada verso l'estensione del medesimo approccio ad altre malattie rare orfane di cura. L'Agenzia Europea per i Medicinali ha già riconosciuto al sildenafil la Orphan Drug Designation per la sindrome. Sono ora in corso studi clinici per valutarne sicurezza ed efficacia su un numero più ampio di pazienti. Finora incurabile, la sindrome di Leigh colpisce il sistema nervoso centrale e compromette la produzione di energia nelle cellule causando, sin dai primi anni di vita, ritardo psicomotorio, crisi metaboliche, debolezza muscolare, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, un rapido peggioramento clinico con morte dei pazienti nei primi anni di vita. Lo studio parte da cellule staminali pluripotenti indotte derivate da cellule cutanee dei pazienti. Su queste cellule malate i ricercatori hanno effettuato lo screening di oltre 5.600 farmaci, identificando come candidati promettenti gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, in particolare il sildenafil, conosciuto per la disfunzione erettile. Il farmaco migliora il metabolismo energetico e la funzione delle cellule malate; i risultati sono stati successivamente confermati in modelli animali e il trattamento è stato poi somministrato a un piccolo gruppo di pazienti nell'ambito di un uso individuale, mostrando una buona tollerabilità e segnali preliminari di beneficio clinico. Dato come trattamento compassionevole a pazienti, ha portato a un miglioramento delle funzioni motorie e una maggiore resistenza alle crisi metaboliche. Secondo gli autori della ricerca, il risultato costituisce la prima evidenza di un potenziale trattamento con effetti clinici nella sindrome di Leigh e fornisce un modello metodologico replicabile per lo sviluppo rapido di terapie anche per altre malattie genetiche e mitocondriali. (ANSA). 
Come segnalato un paio di giorni fa, il presidente russo ha dichiarato che Mosca è pronta a riprendere le forniture di petrolio e gas all'Europa in questo momento di estrema crisi energetica.

E come avevamo presupposto, i mentecatti di Bruxelles rifiuteranno l'offerta.

Ecco cosa ha appena dichiarato l'imbelle Borderlyner:

😀 "Tornare ai combustibili fossili russi nell'attuale crisi sarebbe un errore strategico". 

Ovviamente lei avrà proposte migliori, più vantaggiose e alternative che non siano quelle di lasciare nel delirio energetico, e quindi anche economico, gli stati europei. Crediamoci tantissimo.

Fottuta psicopatica.


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Il livello attuale dell'informazione italiana ricalca pienamente questo del 1944, quando i tedeschi nazisti ed i fascisti loro alleati, presi a calci in culo sia in Normandia, sia in Italia, sia sul Fronte Orientale (il vero fronte), venivano descritti come trionfanti vincitori!
DUBAI, 11 marzo (Reuters) 

Gli Stati Uniti a breve non saranno in grado di controllare i prezzi del petrolio, ha detto mercoledì il ⁠portavoce per il quartier generale del comando militare di Teheran Khatam al-Anbiya.

"Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, i sionisti (Israele) e i loro ⁠partner. Qualsiasi nave o nave cisterna legata a loro sarà un obiettivo legittimo", ha detto Ebrahim Zolfaqari.
"Preparatevi a vedere il barile di petrolio raggiungere i $ 200 perché il prezzo del petrolio dipende ⁠ dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato", ha aggiunto.

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🇮🇷🇺🇸 Un alto funzionario della Guardia Rivoluzionaria iraniana, Ali Fadavi, ha risposto alle dichiarazioni del Presidente statunitense Donald Trump che la guerra è vicina a concludersi, ironizzando: 

"Da ieri, Trump ha chiesto personalmente di dichiarare un cessate il fuoco. Se il nemico stesse vincendo la guerra, non chiederebbe al mondo intero di mediare per dichiarare un cessate il fuoco". Ha aggiunto che "gli americani dovrebbero aspettarsi nuove sorprese nei prossimi giorni".

Ops: Madama la Marchesa, abbiamo un problema. 👀


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🇺🇸🇷🇴 GLI STATI UNITI HANNO CHIESTO ALLA ROMANIA DI SCHIERARE CACCIA E TRUPPE SULLA BASE DI MIHAIL KOGĂLNICEANU PER LA GUERRA CONTRO L'IRAN - Digi24

🔴Il canale televisivo rumeno riferisce che gli Stati Uniti hanno formalmente richiesto a Bucarest il dispiegamento di forze militari aggiuntive sulla base aerea Mihail Kogălniceanu.

🗣"Gli Stati Uniti d'America hanno chiesto alla Romania di ospitare caccia e personale militare sulla base aerea Mihail Kogălniceanu, nel contesto della guerra con l'Iran",  - dichiara Digi24, citando fonti informate.

⚫️Il Presidente rumeno Nicolae Ciucă ha convocato per l'11 marzo una riunione del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale. All'ordine del giorno:  
– l'analisi della situazione in Medio Oriente e delle sue ripercussioni sulla Romania;  
– la valutazione del possibile dispiegamento temporaneo di forze straniere sul territorio nazionale.

🔴L'ex Ministro degli Esteri Adrian Cioroianu, intervistato da Digi24, ha affermato che un rifiuto non porterebbe alcun vantaggio al Paese:  

🗣«Non guadagniamo nulla dicendo "no". Si tratta di un partenariato e una cooperazione nell'ambito della NATO, che non si limita solo alla base di Kogălniceanu».

🔴Tuttavia, il comandante in congedo Sandu Valentin Mateiu ha lanciato un avvertimento chiaro:  
🗣«Se questi aerei operano direttamente dal nostro territorio, la Romania diventa una parte belligerante, con tutte le conseguenze del caso. Sorge un problema di diritto internazionale».

🔴Mateiu ha ricordato che l'Iran ha già dichiarato di essere pronto a colpire qualsiasi Paese il cui territorio o spazio aereo venga utilizzato per attacchi contro l'Iran. Di conseguenza, la Romania potrebbe diventare un obiettivo legittimo di rappresaglia da parte di Teheran, soprattutto considerando che il sistema antimissile statunitense Aegis Ashore, situato a Deveselu, è esplicitamente progettato per intercettare missili balistici iraniani.
🇭🇺🇪🇺 L'Europa ha perso il doppio a causa della situazione con l'Iran e dell'abbandono del petrolio russo.
Il mercato energetico europeo è diventato il "mercato più ristretto" al mondo a causa della guerra in Medio Oriente e del rifiuto dell'Unione Europea di utilizzare le forniture di petrolio e gas dalla Russia, ha dichiarato il ministro degli Esteri e degli Affari Economici Esteri dell'Ungheria, Péter Szijjártó.
*Selargius, otto attivisti indagati per il presidio contro il Tyrrhenian Link* 

Accusati di invasione di terreni, violenza privata e danneggiamento per la protesta contro la stazione elettrica di Terna. Comitati e associazioni denunciano la criminalizzazione del dissenso e rilanciano la solidarietà agli attivisti che per mesi hanno difeso il Presidio degli Ulivi. 


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IRAN E ISRAELE - L'esercito iraniano ha affermato di aver attaccato unità e centri di intelligence strategica in Israele utilizzando droni. Secondo la dichiarazione, gli attacchi hanno preso di mira la Direzione dell'Intelligence Militare (Aman), l'Unità 8200 e l'edificio del comando sottomarini presso la base navale di Haifa.

Oms: colpite 43 strutture sanitarie in raid su Iran e Libano =( bambini, civili, ospedali) questi gli obiettivi preferiti da USA E ISR GAZA, CISGIORDANIA, LIBANO E NATIVI AMERICANI DOCET MAESTRI DI GENOCIDI

AGI0788 3 EST 0 R01 / Oms: colpite 43 strutture sanitarie in raid su Iran e Libano = (AGI) - Roma, 11 mar. - Almeno 43 attacchi contro strutture e reti sanitarie sono stati registrati nei primi 12 giorni di guerra in Medio Oriente, con un bilancio di 24 morti e 29 feriti. Lo ha denunciato l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanita'. Secondo l'agenzia Onu, in Iran sono stati confermati 18 attacchi dal 28 febbraio, che hanno causato la morte di otto operatori sanitari. In Libano, invece, 25 attacchi hanno provocato 16 morti e 29 feriti. "Dopo oltre dieci giorni di escalation del conflitto in Medio Oriente, i sistemi sanitari della regione sono sotto pressione mentre aumentano i feriti e gli sfollamenti, proseguono gli attacchi contro l'assistenza sanitaria e crescono i rischi per la salute pubblica", ha affermato l'Oms in una nota. Citando dati delle autorita' sanitarie nazionali, l'organizzazione ha ricordato che il conflitto ha causato oltre 1.300 morti in Iran, 570 in Libano e 15 in Israele, con piu' di 11 mila feriti complessivi nei tre Paesi, di cui circa 9 mila sul territorio iraniano. E' elevato anche il numero degli sfollati: oltre 700 mila in Libano e almeno 100 mila in Iran. Molti si trovano in condizioni precarie, con accesso limitato ad acqua e cure mediche, situazione che aumenta il rischio di infezioni respiratorie, diarrea e altre malattie contagiose, ha avvertito l'Oms. L'agenzia ha inoltre espresso preoccupazione per i possibili incidenti ambientali causati dagli attacchi a infrastrutture petrolifere e ad altri impianti strategici, che potrebbero esporre le comunita' vicine a contaminazioni tossiche. Secondo l'Oms, l'escalation militare sta inoltre aggravando la situazione sanitaria nella Striscia di Gaza, dove le evacuazioni mediche sono sospese dal 28 febbraio e scarseggiano medicinali e carburante necessari al funzionamento degli ospedali e delle altre infrastrutture sanitarie. (AGI)Bra 111552 MAR 26  


- Atlante delle guerre, oggi sono 32 e metà popolazione mondiale è minacciata

Atlante delle guerre, oggi sono 32 e metà popolazione mondiale è minacciata 'E' soprattutto una questione di civili coinvolti, più che di governi' (ANSA) - FIRENZE, 11 MAR - Oggi nel mondo ci sono 32 guerre attive e 22 aree di crisi, con metà della popolazione coinvolta in un conflitto o minacciata da tensioni armate: è quanto emerge dalla 14/a edizione dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, ideato e curato dai giornalisti dell'Associazione 46/o Parallelo, e presentato oggi in Regione Toscana a Firenze, con grandi reportages, analisi delle cause delle guerre, schede conflitto che inquadrano storia e attualità delle guerre in corso, inclusa la crisi in Venezuela e la guerra che, con l'Iran, interessa l'intero scacchiere mediorientale. "Abbiamo la cattiva abitudine di parlare solo di alcune guerre - ha detto Raffaele Crocco, direttore responsabile dell'Atlante -, dimentichiamo i 150.000 morti in Myanmar in quattro anni, i 90.000 morti in Sudan in due anni, tutta una serie di situazioni davvero molto pesanti che ci sono e che ci danno il segno esatto di come la guerra oggi sia soprattutto questione di civili coinvolti, molto più che di governi o di scelte di geopolitica". Secondo il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, "rispetto a un decennio terribile come gli anni '90 c'è di diverso che non si tiene veramente conto del linguaggio del diritto internazionale, si considera che il diritto internazionale valga o fino a un certo punto o valga tra Stati 'buoni', e poi ci sono di volta in volta Stati canaglia, con l'elenco che varia a seconda delle circostanze, nei confronti dei quali si può fare di tutto. E' una situazione molto pericolosa, soprattutto dal punto di vista del contrasto all'impunità, che è uno degli obiettivi di Amnesty International". (ANSA). 

*Iran, colpiti impianti di stoccaggio in Oman

*Iran, colpiti impianti di stoccaggio in Oman Lo riferisce Al Jazeera Roma, 11 mar. (askanews) - Colpiti impianti di stoccaggio del petrolio nel porto di Salalah in Oman da droni iraniani. Secondo quanto affermato dalla società britannica per la sicurezza marittima Ambrey, sono stati colpiti gli impianti di stoccaggio del petrolio nel porto di Salalah, in Oman, riferisce l'emittente qatarina Al Jazeera. Ldc 20260311T153201Z