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martedì 17 marzo 2026

Anm Corte dei Conti, 'contrari a ogni forma di separazione delle carriere'

Anm Corte dei Conti, 'contrari a ogni forma di separazione delle carriere' Centrone, 'no al divieto di passaggio tra le funzioni' (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Contrari "al divieto di passaggio tra funzioni" e "ad ogni forma di separazione delle carriere". Lo ha ribadito il presidente dell'Associazione magistrati della Corte dei Conti Donato Centrone nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della sezione del Lazio. "La Corte dei conti - ha proseguito - sta attraversando una fase di profondi cambiamenti ordinamentali destinati a incidere su assetti e funzioni, anche alla luce dell'attuazione della delega". Per questo "l'Associazione magistrati intende mantenere, in sede centrale, la distinzione tra sezioni giurisdizionali e sezioni di controllo, consultive e referenti, salvaguardando anche la separazione tra le diverse forme di controllo previste dall'articolo 100 della Costituzione" Secondo Centrone, inoltre, "va preservata l'attuale articolazione regionale della Corte dei conti, con tre uffici distinti - controllo, giurisdizione e procura - quale garanzia di prossimità ai cittadini, efficienza operativa e specializzazione professionale. I rapporti tra procura generale e procure regionali devono restare nell'ambito del coordinamento, senza ingerenze sull'attività istruttoria né forme di pressione o cogestione". Infine, "nell'ottica della valorizzazione di tutte le funzioni, eventuali criteri di rotazione devono essere accompagnati da adeguate garanzie, nel rispetto del principio di inamovibilità del giudice" e "le incompatibilità tra funzioni requirenti e giudicanti devono continuare a essere definite dall'organo di autogoverno secondo criteri di proporzionalità". (ANSA).

Pensioni: Inps, ecco lista esenzioni da aumento eta' 2027-2028 =

AGI0500 3 ECO 0 R01 / Pensioni: Inps, ecco lista esenzioni da aumento eta' 2027-2028 = (AGI) - Roma, 17 mar. - I lavoratori impegnati in attivita' gravose o particolarmente faticose e pesanti come i turnisti notturni, gli addetti alla catena di montaggio e le categorie usuranti non subiranno alcun adeguamento dei requisiti pensionistici per l'intero biennio 2027-2028, cosi' come quelli precoci che svolgono mansioni pesanti, che mantengono il requisito contributivo ridotto a 41 anni. Lo chiarisce una circolare dell'Inps che recepisce le disposizioni della legge di bilancio 2026 e del decreto direttoriale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che hanno previsto un adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita per il biennio 2027-2028. L'aumento dei requisiti per accedere alla pensione sara' applicato in modo graduale: i requisiti aumentano di un mese nel 2027 e di tre mesi nel 2028. La pensione di vecchiaia slittera' a 67 anni e un mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028, mentre la pensione anticipata richiedera' 42 anni e 11 mesi per gli uomini (41 anni e 11 mesi per le donne) nel 2027 e 43 anni e un mese (42 anni e un mese per le donne) nel 2028. L'esenzione non si applichera' invece a chi al momento del pensionamento beneficia dell'APE Sociale. Dal 2028 al 2030, per il personale di Forze armate, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e Vigili del Fuoco e' previsto un incremento aggiuntivo dei requisiti di accesso alla pensione graduale, con possibili esclusioni o applicazioni parziali, decise tramite decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. (AGI)Man 171520 MAR 26  

Enac: Tar Lazio conferma sospensione licenza pilota atterrato su piste sci

NOVA0265 3 CRO 1 NOV INT REG Enac: Tar Lazio conferma sospensione licenza pilota atterrato su piste sci Roma, 17 mar - (Agenzia_Nova) - Il Tar Lazio ha respinto l'istanza cautelare presentata da  xxxxxxx a seguito del provvedimento con cui Enac aveva sospeso, a dicembre 2025, la licenza del pilota atterrato, piu' volte, con il proprio elicottero sulle piste da sci, senza alcuna autorizzazione. "Accogliamo con soddisfazione la pronuncia del Tar che conferma la piena correttezza dell'operato di Enac a tutela della sicurezza del volo e delle persone, nel rispetto delle regole", dichiara il presidente Enac Pierluigi Di Palma. "Attenersi alle procedure operative di decollo e atterraggio, non e' solo un requisito imprescindibile per la sicurezza, ma anche un segno di responsabilita' civile e di attenzione per il contesto in cui si vola", conclude Di Palma. Il Tar ha evidenziato la legittimita' del provvedimento adottato da Enac anche alla luce delle precedenti analoghe condotte del pilota che hanno determinato un grave pregiudizio per la sicurezza della navigazione aerea e per l'incolumita' delle persone che si trovavano sia nell'area sorvolata, sia nella zona utilizzata per atterrare con l'elicottero. (Com)  

22-23 marzo 2026 Io voto NO fallo anche TU

 




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- Referendum: flash mob a Roma e Milano per difendere diritto fuorisede al voto

Referendum: flash mob a Roma e Milano per difendere diritto fuorisede al voto La mobilitazione venerdì 20, 'approvare proposta legge di iniziativa popolare' (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Due flash mob venerdì 20 marzo a Roma e Milano, con tanto di finto seggio elettorale, per difendere il diritto fondamentale al voto dei fuorisede. A organizzare la mobilitazione simbolica a pochi giorni dalla chiamata alle urne, The Good Lobby, Will Media e la Rete Voto Fuorisede che chiedono al Parlamento di approvare la proposta di legge di iniziativa popolare a tutela del voto dei fuorisede. "La mancata previsione del voto a distanza per il prossimo referendum sulla giustizia rischia di escludere dall'esercizio del diritto fondamentale al voto ancora una volta milioni di cittadine e cittadini" affermano in una nota i promotori, ricordando che "ad oggi, l'Italia è l'unico Paese europeo, oltre alle più piccole Cipro e Malta, a non disporre dell'importante strumento elettorale democratico del voto a distanza per le migliaia di cittadini che vivono lontani dalla propria città di residenza". "Auspichiamo che questa sia l'ultima volta in cui ci troviamo a chiedere che la nostra proposta di legge sul voto fuorisede diventi definitiva per dare una risposta finale a tutti gli italiani che non vengono messi nelle condizioni di poter esercitare il proprio voto, simbolo della democrazia. È preoccupante sapere che milioni di voti sono oggi a rischio dispersione in un momento in cui la partecipazione elettorale è ai suoi minimi storici", sostiene Yari Russo, campaigner di The Good Lobby e rappresentante della Rete Voto Fuori Sede. (ANSA)

- Referendum, la EU Disability Card diventa documento valido ai seggi

Referendum, la EU Disability Card diventa documento valido ai seggi Per semplificare le procedure del voto assistito. Circolare del Viminale ai prefetti (ANSA) - ROMA, 17 MAR - La Carta europea della disabilità diventa documento valido per accedere al voto assistito nei seggi elettorali. A chiarirlo una circolare del Ministero dell'Interno che contiene indicazioni operative per "semplificare e uniformare" le procedure durante le operazioni di voto delle persone con disabilità. La circolare è stata inviata ai prefetti a pochi giorni dal referendum in programma domenica e lunedì. Oltre ai tradizionali documenti potrà essere, dunque, presentata la carta europea della disabilità (la cosiddetta Eu Disability Card). "Per le diverse consultazioni elettorali e referendarie, il presidente di seggio - si spiega nella circolare - potrà considerare quale documentazione idonea a supporto della richiesta di voto assistito la Carta Europea della Disabilità quando rechi l'indicazione di necessità di accompagnatore (lettera A)". Di conseguenza "l'annotazione a verbale" potrà essere "Voto assistito con EU Disability Card-A, evitando di riportare ulteriori dettagli sanitari, in linea con il principio di minimizzazione dei dati personali e rispetto della privacy". (ANSA). 

FIOM PARTECIPA ALLA MISSIONE UMANITARIA 'EUROPEAN CONVOY FOR CUBA'

DIR1103 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT FIOM PARTECIPA ALLA MISSIONE UMANITARIA 'EUROPEAN CONVOY FOR CUBA' (DIRE) Roma, 17 mar. - "Questa mattina nel corso dell'Assemblea generale del Comitato Centrale della Fiom è intervenuto Jorge Luis Cepero Aguilar, ambasciatore cubano in Italia, proprio nel giorno in cui parte la missione umanitaria "Let Cuba Breathe"- 'European Convoy for Cuba', promossa da AICEC. Cuba sta attraversando una delle crisi socio-economiche più acute della sua storia recente. Da decenni la popolazione cubana subisce gli effetti di un vergognoso quanto illegittimo embargo degli Stati Uniti, a cui si è aggiunto recentemente l'inasprimento delle sanzioni statunitensi, che stanno impedendo l'accesso di cibo, carburante e medicinali. Questa situazione sta portato il Paese ad un'emergenza sociale senza precedenti e si tratta di una palese violazione del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti. La Fiom sostiene e partecipa alla Flotilla, in partenza oggi e diretta all'Havana, per rompere l'assedio degli USA e portare aiuti umanitari a Cuba. Un sostegno concreto a Cuba e un attestato di vicinanza e solidarietà al popolo cubano che da anni si batte con grande dignità per difendere le proprie conquiste sociali e contrastare le politiche imperiali degli Stati Uniti. Mai come adesso occorre ripristinare il diritto internazionale, impedire lo svuotamento degli organismi internazionali a partire dall'Onu, e permettere a tutti i popoli di autodeterminarsi rigettando nuovi e vecchi colonialismi". Lo dichiara in una nota la Fiom-Cgil nazionale. (Vid/ Dire) 13:02 17-03-26  

Referendum: Comitati Roma e Lazio per il No, domani chiusura campagna in piazza del Popolo

NOVA0051 3 POL 1 NOV CRO Referendum: Comitati Roma e Lazio per il No, domani chiusura campagna in piazza del Popolo Roma, 17 mar - (Agenzia_Nova) - Domani dalle ore 17 alle 20, piazza del Popolo a Roma "ospitera' la chiusura della campagna referendaria promossa dal Comitato 'Societa' civile per il No nel referendum costituzionale', insieme agli altri comitati per il No e alle forze politiche che si sono schierate contro la legge Meloni-Nordio". E' quanto si legge in una nota. "Sara' un appuntamento importante - prosegue la nota -, che segue settimane in cui si sono svolte centinaia di iniziative, assemblee e volantinaggi a Roma e nel Lazio, come nel resto del Paese, per ribadire un convinto No alla controriforma costituzionale sulla giustizia. Per favorire la partecipazione sono stati organizzati 50 pullman. Sul palco si alterneranno esponenti dei comitati promotori, delle forze politiche, delle istituzioni, del mondo associativo e della cultura. Sara' presente il sindaco di Roma e presidente di Ali, Roberto Gualtieri. Oltre a Giovanni Bachelet, presidente del 'Comitato Societa' Civile per il No' interverranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Maurizio Acerbo. Per gli altri comitati, prenderanno parola Enrico Grosso, Franco Moretti e Giuseppe Salme'. Interverranno, inoltre, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, Rosy Bindi e i rappresentanti delle principali associazioni che hanno dato vita al Comitato 'Societa' civile per No nel referendum costituzionale: Gianfranco Pagliarulo, Anpi; Emiliano Manfredonia, Acli; Walter Massa, Arci; Francesca Rispoli, Libera. Per Udu e Rete degli studenti medi parlera' Angela Verdecchia", conclude la nota. (Com)  

Inps: Braga (Pd), non si usi la previdenza come un bancomat

 

@fabriziofa3 #Guerra #Italy #News #live #Viral ♬ audio originale - Breaking news live
@paolospic

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@dataroom_milenagabanelli Con un certificato medico falso ha evitato la leva obbligatoria durante la guerra in Vietnam, eppure Donald Trump arriva a sostenere che i militari italiani, tedeschi inglesi e francesi siano dei codardi, che spendiamo poco per la difesa comune e che quando siamo andati in soccorso degli Stati Uniti siamo rimasti nelle retrovie. A considerare i fatti, dalla Bosnia, alla Serbia, all’Afghanistan, all’Iraq, alla Libia, i Paesi europei per 30 anni sono stati alleati fedeli, mentre Trump nel momento del bisogno sull’Ucraina se ne lava le mani. E ci vorrebbe invece invece suo fianco in Iran, una guerra che ha deciso da solo con Israele e che ci sta esponendo al rischio terrorismo e ad una crisi energetica. LINK IN BIO ALL’INCHIESTA DATAROOM #Trump #EpicFury #Guerra #Europa #Afghanistan ♬ audio originale - Dataroom di Milena Gabanelli

Inps, dal 2027 un mese in più per la pensione, ecco gli esclusi Circolare chiarisce norme su aumento età e contributi

 

@scenari.globali Berlusconi e la verità sull’Ucraina #berlusconi #ucraina ♬ original sound - Scenari Globali
19FortyFive (США): Вместо свержения режима в Иране Вашингтону скоро придётся думать, как его сохранить

Войны имеют свойство приводить к результатам, которых люди, их развязывающие, не ожидали, цитирует Клаузевица Эндрю Лэтем из американского военизированного портала 19Fortyfive. Отмечая, что это в полной мере проявляется в текущей войне Трампа, в которой уже видны "нерасчётные" последствия. 

▪️ Разрушение или распад Ирана может оказаться даже более опасным для Ближнего Востока, чем сохранение нынешнего режима, утверждает автор. Он называет это "стратегическим парадоксом": военная победа способна привести к политической катастрофе, если побеждённое государство потеряет управляемость. 

Ключевой аргумент Лэтема: в Иране нет готовой альтернативной власти, нет "правительства в изгнании" (наследник свергнутого шаха Пехлеви — не в счёт), и нет структур, которые могли бы удержать страну после падения режима. Вакуум неизбежно приведёт к борьбе группировок, вмешательству других региональных игроков и расползанию конфликта. Отдельно подчёркивается фактор этнической фрагментации. Возможное появление курдской автономии, арабских и белуджских анклавов способно втянуть Турцию, Ирак и другие страны в новую войну, поскольку ни одна из них не согласится с изменением границ. 

Даже жёсткий авторитарный режим лучше хаоса, потому что он удерживает монополию на насилие и сохраняет границы, утверждает Лэтем. "Вопрос не в том, как сдержать враждебный режим. Проблема в том, как предотвратить раскол в одном из крупнейших и наиболее вооружённых государств Ближнего Востока. С побеждённым Ираном ещё можно справиться. С раздробленным Ираном — нет", — резюмирует автор. 

▪️ Добавим, что проблема ещё глубже, а её метастазы — обширнее. Если в стране убита верхушка и разрушена инфраструктура, то энтропия и хаос нарастают независимо от того, хотят этого в Вашингтоне или нет. При этом автор говорит о хаосе на Ближнем Востоке, но не поясняет, что этот хаос означал бы урон и для самих США. Это прямая дорога к росту цен на нефть, кризису в мировой экономике, новым потокам беженцев, усилению КНР как альтернативного центра, России — как военного и продовольственного игрока, и их вместе — как политической силы. То есть разрушение Ирана может ударить по той самой системе, которую США при Трампе так старательно пытаются сохранить.

Есть, однако, и комплиментарный для США вариант. В американской стратегии иногда используется схема не контроля региона, а чтобы его не контролировал никто. Ливия, Сирия, Ирак — всё это примеры "тщательно контролируемой хаотизации", когда стабильность целой страны разрушается, но США оттуда никуда не уходят. Впрочем, Иран качественно отличается от вышеописанных государств хотя бы своим масштабом, да и сложностью

Так или иначе, текст г-на Лэтема — это сигнал той части западной элиты, которая начинает понимать, что война с Ираном ведёт к результату хуже, чем сам Иран. Жаль, автор не говорит прямо, что ситуация выглядит уже не как выбор между "хорошо" и "плохо", а как выбор между "плох" и "ещё хуже". Пока что Трамп может объявить себя победителем и завершить начатое на отметке "некритично плохо". Но ситуация для него ухудшается.


19FortyFive (USA): Invece di rovesciare il regime in Iran, Washington dovrà presto pensare a come conservarlo

Le guerre tendono a portare a risultati che le persone che le iniziano non si aspettano, cita Clausewitz Andrew Latham del portale militarista statunitense 19FortyFive. Sottolineando che questo si manifesta pienamente nella guerra di Trump attuale, in cui sono già visibili conseguenze "imprevedibili". 

▪️La distruzione o la disintegrazione dell'Iran potrebbe rivelarsi ancora più pericolosa per il Medio Oriente che la conservazione dell'attuale regime, afferma l'autore. Egli definisce questo un "paradosso strategico": una vittoria militare potrebbe portare a una catastrofe politica se lo stato sconfitto perdesse la governabilità. 

L'argomento chiave di Latham: in Iran non esiste un'alternativa di potere pronta, nessun "governo in esilio" (l'erede del deposto scià Pahlavi non conta), né strutture che potrebbero mantenere il paese dopo la caduta del regime. Il vuoto porterebbe inevitabilmente a una lotta tra fazioni, all'intervento di altri attori regionali e alla diffusione del conflitto. Viene sottolineato separatamente il fattore della frammentazione etnica. L'eventuale emergere di un'autonomia curda, di enclavi arabi e beluci potrebbe trascinare Turchia, Iraq e altri paesi in una nuova guerra, poiché nessuno di loro accetterebbe un cambiamento dei confini. 

Anche un regime autoritario rigido è meglio del caos, perché mantiene il monopolio della violenza e preserva i confini, afferma Latham. "La questione non è come contenere un regime ostile. Il problema è come prevenire la disintegrazione di uno degli stati più grandi e più armati del Medio Oriente. Con un Iran sconfitto si può ancora far fronte. Con un Iran disintegrato, no", riassume l'autore. 

▪️ Aggiungiamo che il problema è ancora più profondo e le sue metastasi sono più vaste. Se in un paese viene uccisa la cima e distrutta l'infrastruttura, l'entropia e il caos aumentano indipendentemente dal fatto che Washington lo voglia o no. Nel frattempo, l'autore parla di caos in Medio Oriente, ma non spiega che questo caos significherebbe un danno anche per gli stessi USA. Questa è la strada diretta per l'aumento dei prezzi del petrolio, la crisi nell'economia mondiale, nuovi flussi di rifugiati, il rafforzamento della Cina come centro alternativo, della Russia come attore militare e alimentare, e di entrambi insieme come forza politica. In altre parole, la distruzione dell'Iran potrebbe colpire lo stesso sistema che gli USA sotto Trump stanno cercando così diligentemente di preservare.

C'è, tuttavia, un'opzione complementare per gli USA. Nella strategia americana a volte si usa lo schema di non controllare la regione, ma di non lasciare che nessuno la controlli. Libia, Siria, Iraq - tutti esempi di "controllata caotizzazione", in cui la stabilità di un intero paese viene distrutta, ma gli USA non se ne vanno da nessuna parte. Tuttavia, l'Iran si differenzia nettamente dagli stati sopra descritti, almeno per la sua dimensione e la sua complessità. 

In ogni caso, il testo di Latham è un segnale a quella parte dell'élite occidentale che inizia a capire che la guerra con l'Iran porta a un risultato peggiore dell'Iran stesso. Peccato che l'autore non dica esplicitamente che la situazione non è più una scelta tra "bene" e "male", ma tra "male" e "peggio". Per ora, Trump può dichiararsi vincitore e concludere quanto iniziato a un livello di "non critico male". Ma la situazione per lui si sta deteriorando.