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giovedì 26 marzo 2026

🚨🇺🇸🇮🇷La guerra con l'Iran mette in luce la fragilità della macchina da guerra statunitense sotto pressione

La frattura più evidente nell'aggressione militare di Washington contro l'Iran è di natura industriale. Il rapido tasso di consumo delle munizioni di precisione ha messo in luce una vulnerabilità strutturale al centro del sistema militare statunitense, erodendo costantemente la sua postura di deterrenza globale.

Nei primi giorni di guerra, migliaia di armi di precisione per un valore di fino a 16 miliardi di dollari sono state spese, superando di gran lunga le campagne precedenti. A questo si aggiunge una carenza di manodopera industriale di quasi 800.000 lavoratori. Intercettori come Patriot e THAAD, che costano fino a 4-12 milioni di dollari per colpo, vengono utilizzati contro droni e missili molto più economici, creando uno scambio di costi sfavorevole che non può essere sostenuto. Le scorte statunitensi, già tese dopo anni di fornitura all'Ucraina e alle operazioni in Medio Oriente, sono ora sotto pressione visibile, mentre le linee di produzione rimangono troppo lente per rifornire le perdite a velocità di guerra.

Questo squilibrio è aggravato da limiti industriali più profondi. Il settore della difesa statunitense affronta un persistente divario di manodopera e strozzature della catena di approvvigionamento in componenti chiave come i motori dei razzi e la microelettronica. Anche con finanziamenti di emergenza, l'aumento della produzione richiede anni, non mesi, trasformando un conflitto breve in un ciclo di esaurimento a lungo termine.

Per sostenere le operazioni contro l'Iran, Washington ha iniziato a riallocare asset critici, ridispiegando i sistemi Patriot e THAAD dalla Corea del Sud e spostando le forze navali dall'Indo-Pacifico. Ciò rivela una prioritizzazione forzata sotto vincolo.

Per alleati come Seoul e Taipei, il segnale è sempre più netto. I sistemi una volta presentati come garanzie fisse sono ora trattati come riserve mobili. Le lacune risultanti lungo la First Island Chain introducono incertezza in un momento di crescente tensione regionale.

Gli Stati Uniti stanno ridistribuendo la scarsità, concentrando i suoi asset più avanzati in un unico conflitto, lasciando altri teatri esposti

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🇮🇷🇺🇸 Il New York Times ha confermato che la maggior parte delle 13 basi statunitensi in Medio Oriente sono state distrutte e sono vuote.

Molte delle 13 basi militari nella regione utilizzate dalle truppe americane sono praticamente inabitabili, con quelle in Kuwait, che si trova accanto all'Iran, che hanno subito forse i danni maggiori, secondo il NYT.

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- Aggredito da un collega, l'Inail riconosce l'infortunio sul lavoro

Aggredito da un collega, l'Inail riconosce l'infortunio sul lavoro La lite gli aveva causato lesioni per 30 giorni (ANSA) - MILANO, 26 MAR - L'aggressione da parte di un collega è considerata infortunio sul lavoro. E' quanto emerge da un ricorso di un lavoratore assistito dalla Cgil contro l'Inail che in un primo momento aveva respinto la domanda di riconoscimento dell'infortunio, sostenendo che la lite fosse riconducibile ad un rischio generico estraneo all'attività lavorativa. Il protagonista della vicenda è un lavoratore dipendente di un'azienda del settore alimentare, che è stato aggredito da un collega nel parcheggio aziendale al termine del turno di lavoro e che è stato assistito dal patronato Inca Cgil. L'ufficio danno alla Salute del patronato ha dimostrato attraverso testimonianze che la lite era scaturita da dinamiche di subordinazione gerarchica mal gestite dai superiori, che avevano creato un clima di frequenti tensioni fino all'episodio oggetto della denuncia. L'Inail ha accolto il ricorso senza necessità di procedere per via giudiziale, riconoscendo l'evento come infortunio sul lavoro e liquidando l'indennità per inabilità temporanea. In futuro verrà valutata l'eventuale presenza di postumi permanenti. Il riconoscimento come infortunio Inail, sostiene il patronato, garantisce al lavoratore tutele previdenziali ben più ampie rispetto al semplice riconoscimento come malattia Inps. La lite, degenerata fisicamente, aveva causato al lavoratore lesioni con prognosi di un mese e possibili postumi permanenti da valutare in futuro. (ANSA). 

**UE: AMOROSO, ABUSO D'UFFICIO? 'POLITICA SARA' CHIAMATA A PRENDERE ATTO DIRETTIVA UE** =

ADN0668 7 POL 0 ADN POL NAZ **UE: AMOROSO, ABUSO D'UFFICIO? 'POLITICA SARA' CHIAMATA A PRENDERE ATTO DIRETTIVA UE** = Roma, 26 mar. - (Adnkronos) - ''Se questa direttiva del Parlamento Europeo modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l'articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea''. Così il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso rispondendo alle domande dei cronisti nella conferenza stampa, in occasione della sua relazione sull'attività del 2025, in merito alla direttiva anticorruzione approvata dal Parlamento Europeo che contiene un articolo sull'abuso d'ufficio. (Asc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 26-MAR-26 13:39  

IRAN: ARAGHCHI A FIDAN, 'DA USA SEGNALI CONTRADDITTORI SU NEGOZIATI' =

- Vance, 'l'esercito iraniano è stato distrutto'











PORTAVOCE IDF "MISSILI IRAN MINACCIA NON SOLO PER ISRAELE, POSSONO COLPIRE ITALIA"


*Iran, Rubio: "Fanatici religiosi", Trump "fa un favore" al mondo

*Iran, Rubio: "Fanatici religiosi", Trump "fa un favore" al mondo *Iran, Rubio: "Fanatici religiosi", Trump "fa un favore" al mondo Il segretario di Stato in una riunione di gabinetto New York, 26 mar. (askanews) - Rivendicando il successo dell'operazione Usa contro l'Iran, il segretario di Stato, Marco Rubio, ha criticato i "fanatici religiosi" che hanno portato Teheran a essere "in guerra con gli Usa da 47 anni. Altri presidenti avevano avuto l'opportunita' di fare qualcosa". Il capo della diplomazia Usa detto che il presidente Donald Trump "non lascera' il pericolo" che l'Iran ottenga un'arma nucleare. Secondo Rubio, il Commander in Chief "non sta facendo un favore solo agli Usa ma anche a tutto il mondo" perche' "il mondo sara' un posto piu' sicuro dopo che questa [guerra] sara' finita". Nys 20260326T161046Z  

IRAN: HOUTHI, 'PRONTI A RISPOSTA MILITARE IN CASO DI NECESSITA'' =

ADN1005 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: HOUTHI, 'PRONTI A RISPOSTA MILITARE IN CASO DI NECESSITA'' = Sana'a, 26 mar. (Adnkronos) - Abdul Malik al-Houthi, leader della milizia filo-iraniana dello Yemen, ha lanciato oggi un avvertimento dicendo che il movimento è pronto ad una "risposta militare" nel caso in cui la guerra in Medio Oriente lo richiedesse. "Come popolo yemenita, ripaghiamo la lealtà con la lealtà", ha affermato il leader Houthi. "Qualsiasi sviluppo nella battaglia che richieda una risposta militare, la adotteremo prontamente... proprio come abbiamo fatto nei precedenti scontri". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 26-MAR-26 16:15  

Iran: Rutte, 30 Paesi per Hormuz; risponde a richieste Trump

 




Speciale difesa: Iran, pasdaran annunciano 82ma ondata di attacchi contro obiettivi di Israele e basi Usa

NOVA0328 3 EST 1 NOV INT Speciale difesa: Iran, pasdaran annunciano 82ma ondata di attacchi contro obiettivi di Israele e basi Usa Baghdad, 26 mar - (Agenzia_Nova) - Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (Irgc, pasdaran) ha annunciato l'82ma ondata di attacchi contro obiettivi statunitensi nella regione e contro obiettivi in Israele, nell'ambito dell'operazione True Promise 4. Secondo quanto riportato in una nota dell'Irgc, gli attacchi sono stati diretti alle basi Usa di Arifjan (Kuwait), Al Kharj (Arabia Saudita), e al sito di difesa logistica (Kgl). Quest'ultimo e' avvenuto in risposta a un attacco, partito dal Kgl, che ha colpito la citta' di Khorramshahr. Nell'82ma ondata sono stati distrutti, riferisce l'Irgc, i sistemi di radar Patriot e l'hangar dell'aereo spia P8 nella base Isa (in Bahrein), i serbatoi di carburante di supporto statunitensi, l'hangar MQ9 e la parabola di comunicazione satellitare del drone Ali al Salem (in Kuwait). (Irb)  

Usa: Pentagono non condivide piu' info con Congresso e Alleati =

AGI0448 3 EST 0 R01 / Usa: Pentagono non condivide piu' info con Congresso e Alleati = (AGI) - Roma, 26 mar. - L'amministrazione Trump allarga il divario non solo con gli alleati, ma con il Congresso, decidendo, per la prima volta in decenni, di non pubblicare l'attesissimo rapporto sul dispiegamento delle sue truppe all'estero. Lo riporta Politico che cita quattro funzionari della Difesa statunitensi e della Nato e tre diplomatici europei, secondo cui il Pentagono ha optato per colloqui piu' informali, sostenendo che l'amministrazione ritiene di aver gia' fornito nei documenti strategici informazioni sufficienti sul cambiamento di priorita' nei confronti dell'emisfero occidentale. La Global Posture Review, che storicamente le amministrazioni hanno prodotto all'inizio del mandato, delinea le priorita' militari e le aree in cui il Dipartimento della Difesa intende dislocare le proprie risorse. Ma la decisione del dipartimento di infrangere la prassi sottolinea la tendenza all'autodeterminazione della Casa Bianca di Donald Trump i cui funzionari hanno regolarmente informato gli alleati e il Congresso delle azioni militari solo a posteriori, dagli attacchi alle presunte imbarcazioni di narcos nei Caraibi agli attacchi contro l'Iran. Tanto a Capitol Hill quanto nelle capitali europee si sperava che il documento fornisse una visione piu' chiara delle ambizioni militari dell'amministrazione. I membri della Commissione per le Forze Armate del Senato, che si affidano a questa analisi per l'iter annuale di approvazione del disegno di legge sulla difesa, hanno detto di non essere stati nemmeno informati del fatto che il documento non verra' completato. Sia democratici che repubblicani hanno affermato che procedere senza tale analisi si rivelerebbe problematico. Rinunciare alla revisione "dimostra che questa amministrazione non ha piani", ha dichiarato il senatore Jack Reed (democratico del Rhode Island), membro di spicco della Commissione per le Forze Armate del Senato. (AGI)Uba (Segue) 261343 MAR 26  

IRAN: NETANYAHU, 'CAPO MARINA PASDARAN UCCISO AVEVA MANI SPORCHE DI SANGUE' = ... IL BUE GENOCIDARIO CHE DICE CORNUTO ALL'ASINO ....

ADN0674 7 EST 0 ADN EST NAZ IRAN: NETANYAHU, 'CAPO MARINA PASDARAN UCCISO AVEVA MANI SPORCHE DI SANGUE' = 'responsabile blocco Hormuz, esempio cooperazione con Usa' Tel Aviv, 26 mar. (Adnkronos) - "Continuiamo a colpire con forza gli obiettivi del regime terroristico iraniano. La notte scorsa abbiamo eliminato il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione", i Pasdaran, che "aveva molto sangue sulle sue mani" e che "è stato colui che ha guidato il blocco dello Stretto di Hormuz". Così in dichiarazioni in video diffuse via X Benjamin Netanyahu. Per il premier israeliano, l'annunciata operazione contro Alireza Tangsiri, a capo della Marina dei Pasdaran dall'agosto del 2018, è "un altro esempio di cooperazione tra noi e i nostri amici, gli Stati Uniti, verso il fine comune di raggiungere gli obiettivi della guerra". (Red-Est/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 26-MAR-26 13:44  

Seconda-foto-Hangar.jpg (JPEG Image, 1158 × 653 pixels) — Scaled (32%)

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ageei.eu - Difesa: Iran, il drone Predator italiano distrutto in Kuwait, ecco la prima foto satellitare dell'hangar colpito

Difesa: Iran, il drone Predator italiano distrutto in Kuwait, ecco la prima foto satellitare dell'hangar colpito

(AGEEI/Aerospazionews) – Prima immagine satellitare dei danni all'hangar della base di Ali al Salem (Kuwait), causati dall'attacco di un drone iraniano nei giorni scorsi, in cui è rimasto distrutto un velivolo teleguidato italiano MQ-9 Predator B dell'Aeronautica Militare. La foto, a bassa risoluzione, è stata diffusa dalla stampa iraniana e rilanciata in Italia dal sito specializzato Itamilradar, che ha paragonato due immagini da satellite riprese prima e dopo il raid. Presso la base kuwaitiana, opera infatti l'Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait (IT NCC AIR – TFA Kuwait), con il quale l'AM è impegnata nell'ambito dell'Operazione Prima Parthica/Inherent Resolve. I droni MQ-9 Predator B (noti anche come Reaper) vengono gestiti dal personale del 32° Stormo dell'AM, che ha sede ad Amendola (Foggia), per effettuare missioni di sorveglianza e intelligence.

"L'obiettivo principale dell'attacco sembra essere stato l'hangar verde del Predator stesso", sottolineano gli esperti di Itamilradar. "La struttura è gravemente danneggiata, con il tetto crollato e evidenti segni di incendio, a conferma della distruzione delle risorse al suo interno. Confrontando le due immagini, si nota che l'antenna satellitare sull'edificio adiacente non è più visibile nella foto successiva all'attacco. Sebbene la prima ipotesi possa essere quella di una distruzione collaterale, l'edificio sottostante non sembra aver subito danni catastrofici. Pertanto, è altamente plausibile ipotizzare che l'antenna sia stata semplicemente smantellata e ricollocata per motivi di sicurezza, o per ripristinare le comunicazioni in un'area meno esposta".

www.aeronautica.difesa.it
 
www.itamilradar.com
 
www.ageei.eu

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Difesa: Iran, il drone Predator italiano distrutto in Kuwait, ecco la prima foto satellitare dell'hangar colpito

(AGEEI/Aerospazionews) – Prima immagine satellitare dei danni all'hangar della base di Ali al Salem (Kuwait), causati dall'attacco di un drone iraniano nei giorni scorsi, in cui è rimasto distrutto un velivolo teleguidato italiano MQ-9 Predator B dell'Aeronautica Militare. La foto, a bassa risoluzione, è stata diffusa dalla stampa iraniana e rilanciata in Italia dal sito specializzato Itamilradar, che ha paragonato due immagini da satellite riprese prima e dopo il raid. Presso la base kuwaitiana, opera infatti l'Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait (IT NCC AIR – TFA Kuwait), con il quale l'AM è impegnata nell'ambito dell'Operazione Prima Parthica/Inherent Resolve. I droni MQ-9 Predator B (noti anche come Reaper) vengono gestiti dal personale del 32° Stormo dell'AM, che ha sede ad Amendola (Foggia), per effettuare missioni di sorveglianza e intelligence.



"L'obiettivo principale dell'attacco sembra essere stato l'hangar verde del Predator stesso", sottolineano gli esperti di Itamilradar. "La struttura è gravemente danneggiata, con il tetto crollato e evidenti segni di incendio, a conferma della distruzione delle risorse al suo interno. Confrontando le due immagini, si nota che l'antenna satellitare sull'edificio adiacente non è più visibile nella foto successiva all'attacco. Sebbene la prima ipotesi possa essere quella di una distruzione collaterale, l'edificio sottostante non sembra aver subito danni catastrofici. Pertanto, è altamente plausibile ipotizzare che l'antenna sia stata semplicemente smantellata e ricollocata per motivi di sicurezza, o per ripristinare le comunicazioni in un'area meno esposta".



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