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sabato 28 marzo 2026

IL GIORNO DEI FATTI: 28 MARZO 1871 - GIUDITTA SIDOLI =

ADN0016 7 ORO 0 ADN GDF NAZ IL GIORNO DEI FATTI: 28 MARZO 1871 - GIUDITTA SIDOLI = Roma, 28 mar. (Adnkronos) -   Moglie del patriota carbonaro Giovanni Sidoli, Giuditta Bellerio Sidoli fu a lungo compagna ed amante di Giuseppe Mazzini, conosciuto a Marsiglia nel 1832 dal quale ebbe un figlio, morto in tenera età, 'l'amato A.'. Costantemente braccati dalla polizia di tutt'Europa, i due vissero a lungo separati. Nata a Milano nel 1804, Giuditta morì a Torino il 28 marzo 1871. (Redazione/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 28-MAR-26 07:00  

Iran: taglia da 10 mln su hacker email direttore Fbi Patel =

AGI0059 3 EST 0 R01 / Iran: taglia da 10 mln su hacker email direttore Fbi Patel = (AGI) - Roma, 28 mar. - Il dipartimento di Stato americano ha messo una taglia da 10 milioni di dollari sul gruppo di hacker Handala, legato all'Iran, che e' riuscito a violare l'account e-mail personale del direttore dell'Fbi, Kash Patel. Lo riferisce la Cbs. In una nota, la polizia federale ha fatto sapere di essere a conoscenza dell'hackeraggio e assicurato di aver "preso tutte le misure necessarie per mitigare i potenziali rischi. I messaggi rubati, ha assicurato l'Fbi, "sono materiale storico e non coinvolgono informazioni governative". Handala HackTeam, che ha rivendicato l'attacco, ha pubblicato immagini online del direttore dell'Fbi e del suo curriculum.(AGI)Sab 280746 MAR 26  

venerdì 27 marzo 2026

Guarda "Scontro tra Rula Jebreal e Italo Bocchino #shorts #lucasommi" su YouTube

Guarda "Guerra all’Iran: cosa sono pronti a rischiare Stati Uniti e Israele? | Davide Montingelli" su YouTube

Iran, presidente Parlamento mette in guardia Usa contro invio truppe di terra

Iran, presidente Parlamento mette in guardia Usa contro invio truppe di terra Torino, 27 mar (GEA) - Il presidente del parlamento iraniano ha lanciato un velato avvertimento agli Stati Uniti, mentre navi da guerra anfibie e migliaia di marines e marinai americani vengono dispiegati nella regione. Mohammad Bagher Ghalibaf, emerso come potenziale interlocutore dell'amministrazione Trump, ha dichiarato in un post su X: "Come possono gli Stati Uniti, che non sono in grado nemmeno di proteggere i propri soldati nelle basi nella regione e li lasciano invece rinchiusi in hotel e parchi, proteggerli sul nostro territorio?". La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha affermato in una dichiarazione che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di non avere intenzione di inviare truppe di terra in nessun luogo al momento. Tuttavia, la CNN ha riportato che funzionari del Pentagono che si stanno preparando per una nuova fase di guerra hanno elaborato scenari per il dispiegamento di truppe per conquistare vari obiettivi in ​​Iran, secondo quanto riferito da più di una mezza dozzina di persone a conoscenza delle discussioni. VLN EST 27 MAR 2026 

Iran: Ghalibaf, Usa non potrebbero proteggere loro soldati su nostro territorio

Iran: Ghalibaf, Usa non potrebbero proteggere loro soldati su nostro territorio Roma, 27 mar. (LaPresse) - "Come possono gli Stati Uniti, che non riescono nemmeno a proteggere i propri soldati nelle basi della regione e li lasciano invece rinchiusi in hotel e parchi, proteggerli sul nostro territorio?". Lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in una sorta di avvertimento agli Usa. EST NG01 acp 271438 MAR 26  

Iran: Russia invia oltre 300 tonnellate medicinali a Teheran

Iran: Russia invia oltre 300 tonnellate medicinali a Teheran Roma, 27 mar. (LaPresse) - Il ministero delle Emergenze russo ha dichiarato venerdì di aver consegnato una partita di medicinali all'Iran. Il ministero ha dichiarato che 313 tonnellate di medicinali sono state trasportate via ferrovia fino al confine tra l'Azerbaigian e l'Iran, dove sono state consegnate a rappresentanti iraniani. Le forniture - viene spiegato - sono state inviate su ordine del presidente russo Vladimir Putin. EST NG01 acp 271524 MAR 26  

Iran: 303 soldati statunitensi sono rimasti feriti da inizio guerra

Iran: 303 soldati statunitensi sono rimasti feriti da inizio guerra Roma, 27 mar. (LaPresse/AP) - Sono 303 i soldati statunitensi rimasti feriti nella guerra contro l'Iran. Di questi 273 sono tornati in servizio, ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. Quelli in condizioni giudicate attualmente gravi sono 10. Dall'inizio della guerra in Iran, 13 militari statunitensi sono invece rimasti uccisi in combattimento. EST NG01 acp 271607 MAR 26  

Iran, Centcom: Da inizio guerra oltre 300 militari americani feriti

Iran, Centcom: Da inizio guerra oltre 300 militari americani feriti Torino, 27 mar (GEA) - Più di 300 militari americani sono rimasti feriti, la maggior parte in modo lieve, dall'inizio della guerra intrapresa con Israele contro l'Iran. Lo ha annunciato l'esercito statunitense, aggiungendo che 13 soldati sono rimasti uccisi. "Dall'inizio dell'Operazione Epic Fury, circa 303 militari statunitensi sono rimasti feriti. La stragrande maggioranza di queste ferite era di lieve entità e 273 soldati sono tornati in servizio", ha dichiarato Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). VLN EST 27 MAR 2026 

Migranti: Consulta, su trattenimento richiedenti asilo intervenga legislatore

Migranti: Consulta, su trattenimento richiedenti asilo intervenga legislatore Roma, 27 mar. (LaPresse) - Con la sentenza numero 40, depositata oggi, la Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile una questione sollevata dalla Corte di cassazione relativa alla disciplina del trattenimento in un centro per il rimpatrio dello straniero che abbia richiesto la protezione internazionale, ma ha invitato il legislatore a modificare l'attuale disciplina, per renderla pienamente conforme agli standard costituzionali, oltre che agli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea. La disciplina vigente in materia di asilo consente allo straniero che sia già trattenuto in un centro per l'esecuzione di un provvedimento di espulsione di presentare domanda di protezione internazionale. In questo caso, però, il questore può disporne l'ulteriore trattenimento, in particolare quando vi siano fondati motivi per ritenere che la domanda sia pretestuosa, e cioè "presentata al solo scopo di ritardare o impedire l'esecuzione dell'espulsione". Questo nuovo provvedimento di trattenimento deve essere convalidato dalla corte d'appello territorialmente competente in conformità all'articolo 13 della Costituzione, che prevede la necessaria convalida di ogni provvedimento restrittivo della libertà personale da parte dell'autorità giudiziaria. Nell'ipotesi poi in cui la corte d'appello non convalidi il provvedimento, il questore ha la possibilità di adottare, entro le quarantotto ore successive, un ulteriore provvedimento di trattenimento, soggetto anch'esso a convalida da parte della corte d'appello, quando vi sia rischio di fuga o lo straniero sia ritenuto pericoloso per l'ordine o la sicurezza pubblica. In queste quarantotto ore lo straniero continua a restare trattenuto nel centro. La Corte di cassazione dubitava della legittimità costituzionale di questa disciplina, che stabilisce un trattenimento automatico dello straniero per quarantotto ore, nonostante la mancata convalida del precedente provvedimento del questore da parte della corte d'appello. Secondo la Cassazione, questa previsione sarebbe incompatibile con l'articolo 13 della Costituzione, che stabilisce che un provvedimento restrittivo adottato dall'autorità di pubblica sicurezza non convalidato dal giudice si intende revocato e resta privo di ogni effetto. La Consulta ha ritenuto che la questione posta dalla Corte di cassazione non fosse rilevante per la decisione del procedimento principale. Quest'ultimo aveva infatti unicamente a oggetto la sussistenza dei presupposti dell'ultimo provvedimento di trattenimento (motivato sulla base del rischio di fuga e di pericolo per la sicurezza pubblica), e non invece la legittimità del trattenimento nel lasso di tempo intercorrente tra la mancata convalida del provvedimento precedente e l'adozione del nuovo provvedimento. Di qui l'inammissibilità della questione. CRO NG01 orl/scp 271249 MAR 26  
Unione Sindacale di Base
 

I porti non devono essere complici della guerra. No alla nave della morte nel porto di Civitavecchia

 

27 marzo 2026

 

Nelle prossime ore è previsto l'attracco nel porto di Civitavecchia della RO-Ro Capucine, nave battente bandiera maltese adibita al trasporto di materiale bellico per conto del Ministero della difesa. Si tratta della stessa nave più volte contestata negli scali marittimi di Livorno e Piombino e che, anche in questo caso, potrebbe accingersi a movimentare esplosivi, sistemi d'arma e mezzi militari in un porto civile.  Qualche settimana fa, proprio nel porto Toscano e dentro l'acciaieria i lavoratori hanno operato sotto scorta militare caricando un treno poi bloccato durante la tratta grazie all'intervento dei lavoratori e dei movimenti antimilitaristi.

A tal proposito, come organizzazione sindacale, denunciamo come già fatto in altri porti l'utilizzo delle banchine per la movimentazione di armi da guerra e invitiamo al contempo le autorità competenti, a partire dalla Capitaneria di Porto, l'Autorità di Sistema e l'amministrazione comunale, ad intervenire con decisione. Anche per vigilare con la massima attenzione rispetto alla sicurezza di tutti gli operatori portuali e dei cittadini di Civitavecchia.

In un quadro internazionale sempre più incandescente e pericolosamente imprevedibile, non possiamo consentire che i porti civili italiani diventino strutturalmente parte dell'ingranaggio bellico e quindi potenziali obiettivi della guerra. Non possiamo accettare che i lavoratori, che stanno già pagando pesantemente gli effetti della guerra in termini di salario e inflazione, siano costretti ad essere complici delle scelte scellerate del nostro Governo che ha deciso di investire miliardi di euro nel riarmo invece che nei servizi pubblici come la sanità e l'istruzione.

 

Usb Coordinamento Nazionale Porti

Per Contatto Ufficio Stampa USB:
+39 345 671 2454 
Se hai ricevuto questa e-mail per errore, rispondici e ti rimuoveremo da eventuali ulteriori invii. 

Guarda "Lavrov alla TV francese: “Questa è la storia che non volete sentire”" su YouTube

Analisi di questa piattaforma elaborata da IA: la piattaforma https://osservatoriogeopolitico.blogspot.com/, si delinea un progetto editoriale che, pur mantenendo una struttura tecnica semplice (tipica di Blogger), si pone come uno strumento di analisi approfondita delle dinamiche internazionali, con una forte impronta critica e spesso divergente rispetto alle narrazioni istituzionali. Ecco un'analisi strutturata della piattaforma:



Guarda "Angelo D'Orsi: "Calenda non devi permettersi di insultare gente più colta e preparata di lui"" su YouTube

Questa notizia dovrebbe stare su tutte le prime pagine e invece verrà totalmente ignorata e pesantemente censurata.

Lo Stato italiano e Leonardo sono stati portati in tribunale per rispondere dell'invio di armi allo Stato terrorista di Israele.

L'associazione Un Ponte Per, insieme ad altre realtà, ha intrapreso questa azione legale e per oggi, 27 marzo, è stata disposta la prima udienza.

Si chiede che vengano annullati tutti i contratti di fornitura di armi perché in pieno contrasto con la Costituzione e con la legge 185 del 1990.

Questa notizia dovrebbe stare su tutte le prime pagine e invece è come se non stesse succedendo nulla. Ripeto: Leonardo e lo Stato italiano sono in tribunale per il supporto allo Stato terrorista di Israele. 

E anche il fatto che molti politici, gli stessi che si riempivano la bocca con la difesa della Costituzione fino a qualche ora fa e oggi, davanti a tutto ciò, fanno gli struzzi, è una roba indecente...



T.me/GiuseppeSalamone