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sabato 7 marzo 2026
IO VOTO NO
La sicurezza...
1️⃣ Avvisare 2 ore prima di una perquisizione serve al cittadino onesto o al delinquente?
2️⃣ L'interrogazione preventiva prima dell'arresto tutela il cittadino o favorisce chi ha commesso un reato?
3️⃣ La riduzione delle intercettazioni protegge i diritti dei cittadini o limita gli strumenti contro la criminalità?
4️⃣ L'abolizione del trojan nei casi di corruzione aiuta il cittadino o chi delinque?
5️⃣ Far pagare solo il 30% del danno erariale a chi lo commette e il restante 70% allo Stato (cioè a tutti noi 💸) è una misura a tutela del cittadino o del responsabile?
6️⃣ L'abolizione dell'abuso d'ufficio è una garanzia per i cittadini o un vantaggio per chi sbaglia?
7️⃣ La modifica della Corte dei Conti, firmata da Paolo Barelli — già condannato dalla stessa Corte a restituire 465 mila euro per doppia fatturazione — è nell'interesse del cittadino o di altro?
La domanda sorge spontanea ❓
Se tutte queste scelte sembrano favorire chi delinque anziché il cittadino onesto, quale interesse c'è dietro? Per chi vengono fatte davvero queste leggi?
E quando si parla di voler incidere anche sulla gestione di giudici e magistrati ⚖️, è legittimo chiedersi quale sia la direzione che si sta prendendo.
A molti può sembrare il disegno di un percorso verso l'impunità."
#IOVOTONO
Prima di andare alle urne, però, bisognerebbe leggere i quesiti, perché la realtà è l'esatto opposto di quello che molti credono.
Ecco i motivi tecnici per cui io scelgo il NO:
1️⃣ Il paradosso della sicurezza (Custodia Cautelare): Molti chiedono "meno criminali a piede libero", ma il quesito sulla custodia cautelare punta a limitare i casi in cui un giudice può tenere in carcere qualcuno prima del processo. Votare SÌ significa, nei fatti, rendere più facile che una persona resti in libertà mentre attende il giudizio. È un autogol clamoroso per chi invoca più fermezza.
2️⃣ La questione "Politici Condannati" (Legge Severino): Votare SÌ al quesito sulla Severino significa cancellare l'automatismo che fa decadere i politici condannati. In breve: votereste per permettere a chi ha una condanna definitiva di restare o tornare in carica più facilmente. Io credo che la trasparenza delle istituzioni vada difesa, non smantellata.
3️⃣ Il falso mito dell'Immigrazione: Il referendum è uno strumento abrogativo (cancella pezzi di legge, non ne scrive di nuove). Non esiste alcun quesito che riguardi la gestione dei flussi migratori o la sicurezza urbana. Usare questi temi per spingere al SÌ è pura disinformazione: non cambierebbe assolutamente nulla su quel fronte.
4️⃣ La complessità della Giustizia: Temi come la separazione delle carriere o l'elezione del CSM sono riforme tecniche che vanno discusse in Parlamento con una visione d'insieme, non con un "accetta" che rischia di paralizzare ulteriormente i tribunali e rendere i processi ancora più lenti.
Votare è un diritto, ma informarsi è un dovere verso noi stessi. Preferisco un NO consapevole a un SÌ basato su slogan che dicono l'esatto contrario di quello che c'è scritto sulla scheda.
#Referendum #VotoConsapevole #Giustizia #IoVotoNO
Landini, tante persone non sanno che c'è il referendum sulla giustizia
'Lo ha voluto il Governo che ha impedito al Parlamento di poter discutere'
(ANSA) - AFRAGOLA, 07 MAR - "Incontro tante persone che non
sanno che c'è il referendum. O che non sanno perché si deve
andare a votare, perché il quesito in sé non è un quesito così
popolare, conosciuto. Tra l'altro deve essere chiaro che questo
non è un referendum chiesto dal popolo. Questo è un referendum
che ha voluto fare il governo, che addirittura ha impedito anche
al Parlamento di poter discutere". Così il segretario generale
della Cgil, Maurizio Landini, a margine dell'iniziativa "Siamo
linfa al bene" alla Masseria Ferraioli. "Credo che le persone dovrebbero chiedersi - ha aggiunto
Landini - perché c'è bisogno di un referendum che cambia 7
articoli della Costituzione. Per far funzionare meglio la
giustizia in questo paese abbiamo bisogno di cambiare la
Costituzione? Noi diciamo di no. Se vogliono far funzionare
meglio la giustizia ci sono da fare altre cose che questo
governo non sta facendo. Ci sono da fare le assunzioni, gli
investimenti e tutta una serie di atti che non c'entrano nulla
col cambiamento della Costituzione. Noi diciamo di no perché in
realtà dietro questo referendum c'è una volontà politica di chi
l'ha promosso, il governo, che vuol mettere in discussione
l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e vuole mettere
sotto controllo politico l'attività della magistratura. Questo è
sbagliato". "La legge - ha concluso Landini - deve essere uguale per
tutti. Deve tutelare tutti i cittadini. Per questo dire no a
questo referendum per noi ha un doppio significato: confermare
che la nostra Costituzione non va cambiata, ma deve essere
applicata e dall'altra parte chiedere in modo molto esplicito
che al centro debbano tornare i bisogni delle persone, non i
bisogni di chi comanda o di chi vuole comandare, mettendo in
discussione anche la Costituzione". (ANSA).
07/03/2026 10:37
Viabilita': su D19 diramazione Roma sud chiusa per una notte uscita stazione di San Cesareo
NOVA0023 3 CRO 1 NOV Viabilita': su D19 diramazione Roma sud chiusa per una notte uscita stazione di San Cesareo Roma, 07 mar - (Agenzia_Nova) - Sulla D19 Diramazione Roma sud, per consentire lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza, dalle 22:00 di martedi' 10 alle 5:00 di mercoledi' 11 marzo, sara' chiusa la stazione di San Cesareo, in uscita per chi proviene da Roma/Grande raccordo anulare (Gra). In alternativa si consiglia di uscire a Monteporzio Catone. Lo comunica Autostrade. (Com)
Firenze: Cgil, Ikea condannata per comportamento antisindacale
Firenze: Cgil, Ikea condannata per comportamento antisindacale Lucca, 7 mar. (LaPresse) - Il Tribunale del lavoro di Firenze ha condannato IKEA per comportamento antisindacale accogliendo il ricorso presentato dalla Filcams CGIL di Firenze ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori. La sentenza riguarda i fatti avvenuti nel punto vendita IKEA di Sesto Fiorentino durante la mobilitazione sindacale del 2025 per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. In quell'occasione l'azienda, incaricando il personale della vigilanza privata, aveva fatto rimuovere di notte unilateralmente alcune bandiere sindacali esposte all'esterno dello store che successivamente erano state collocate dalla vigilanza stessa, senza autorizzazione, all'interno dei locali riservati alla RSU. Il giudice ha ritenuto tale condotta antisindacale perché lesiva della libertà e dell'attività delle organizzazioni sindacali, sottolineando che l'azienda non poteva intervenire autonomamente rimuovendo i simboli sindacali né consentire l'accesso ai locali della rappresentanza sindacale senza il consenso della RSU. Il Tribunale ha quindi ordinato a IKEA di cessare i comportamenti illegittimi e di astenersi dal ripeterli in futuro, condannando inoltre l'azienda al pagamento delle spese legali. "Questa sentenza - dichiara Umberto Marchi di Filcams CGIL di Firenze - conferma un principio fondamentale: nei luoghi di lavoro devono essere rispettati i diritti e le libertà sindacali. Si tratta di una decisione importante che ristabilisce il rispetto delle regole democratiche e del ruolo delle rappresentanze sindacali. Il giudice ha chiesto più volte di trovare un accordo più volte ma c'era troppa distanza con l'azienda, che chiedeva di sapere dove vengano messe le bandiere in casi di agitazione e quando vengano tolte, limitando così libertà sindacali. Insomma: l'azienda non può fare tutto come vuole. Le bandiere non può farle toglierle e non può far andare qualcuno nel locale della RSU senza autorizzazione. Continueremo a vigilare affinché questi diritti siano pienamente garantiti e affinché in ogni azienda si affermi un modello di relazioni sindacali basato sul rispetto delle regole, del confronto e della partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori". ECO NG01 mpo/lca 071239 MAR 26
Iran: Houthi, pronti a partecipare alla guerra
Iran: Houthi, pronti a partecipare alla guerra Roma, 7 mar. (LaPresse) - Gli Houthi, la milizia sostenuta dall'Iran nello Yemen, è pronta a partecipare alla guerra. "L'espansione del conflitto ad altri Paesi, compreso lo Yemen, è solo una questione di tempo, e abbiamo già il dito sul grilletto", ha dichiarato al New York Times Mohammed al-Bukhaiti, membro dell'ufficio politico del gruppo. "Alla fine, gli Stati Uniti saranno i grandi perdenti", ha aggiunto. EST NG01 lcl 071234 MAR 26
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