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mercoledì 15 aprile 2026

 

NOVA0140 3 EST 1 NOV Kuwait: governo, non permetteremo uso nostro territorio per lanciare attacchi Kuwait, 15 apr - (Agenzia_Nova) - Il Kuwait non e' parte di alcun conflitto regionale o internazionale e non permettera' che il suo territorio venga utilizzato per lanciare attacchi contro alcun Paese. Lo ha dichiarato il consiglio dei ministri, affermando che tale posizione e' in linea con la politica estera basata sulla moderazione e sulla neutralita' positiva, e con l'impegno verso i principi e le norme del diritto internazionale e i principi di buon vicinato. La dichiarazione esprime la ferma condanna e ribadisce la denuncia ai "vili attacchi" lanciati dall'Iran e dai suoi alleati, tra cui fazioni affiliate, milizie e gruppi armati, mediante l'utilizzo di droni contro diverse installazioni vitali in Kuwait. Tali attacchi, prosegue la dichiarazione, costituiscono "una flagrante violazione della sovranita' e dello spazio aereo del Kuwait" e una palese violazione del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e della Carta delle Nazioni Unite. Il consiglio dei ministri ha sottolineato che il proseguimento di questi "attacchi sfacciati" da parte dell'Iran e dei suoi alleati contro il Kuwait e altri Paesi della regione mina gli sforzi regionali e internazionali che hanno recentemente portato all'annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. (Res)  

AGI0197 3 EST 0 R01 / Iran: Associazione donne iraniane condanna visita Pahlavi a Roma = (AGI) - Roma, 15 apr. - L'Associazione donne democratiche iraniane in Italia ha espresso "ferma condanna" per la visita a Roma di Reza Pahlavi, "figlio dell'ultimo dittatore monarchico dell'Iran" e per "i suoi presunti incontri con diversi membri della Camera e del Senato italiano". In una nota, l'associazione presieduta da Shahrzad Sholeh ha sottolineato che "l'unico motivo della notorieta' di Reza Pahlavi risiede nell'infausta eredita' del padre: un dittatore che mantenne il potere attraverso un sistema a partito unico sostenuto da un temuto apparato di sicurezza, la Savak". Il regime dello scia' "fu segnato dalla tortura e dall'uccisione di dissidenti politici e intellettuali, nonche' da una corruzione diffusa". Quanto a Reza, "non rappresenta nulla, ne' all'interno ne' all'esterno dell'Iran. Solo due giorni fa, in Svezia, interrogato dalla televisione nazionale e successivamente da un membro del Parlamento, non solo si e' rifiutato di condannare i numerosi crimini del padre, ma ha addirittura definito quell'eredita' sanguinosa motivo di orgoglio". E "Pahlavi ha esplicitamente e ripetutamente invocato interventi stranieri e attacchi militari contro l'Iran" e "spesso vantato presunti legami con comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica". Ha inoltre "invocato apertamente la repressione delle minoranze etniche iraniane". Per questo "la stragrande maggioranza del popolo iraniano nelle sue mobilitazioni nazionali comprese le proteste del gennaio 2026 ha respinto ogni forma di dittatura, sia monarchica sia religiosa". Ora "accogliere con tutti gli onori il figlio di un dittatore odiato non solo contraddice gli interessi del popolo iraniano e del suo movimento democratico, ma finisce anche per favorire la dittatura religiosa. Cio' consente al regime di presentare falsamente le rivolte popolari come complotti orchestrati dall'estero", avverte la nota. (AGI)Sab 151119 APR 26

Appello congiunto di 20 Paesi per fermare la violenza in Libano Madrid e partner europei e alleati chiedono una de-escalation e negoziati Israele-Libano (ANSA) - MADRID, 15 APR - Venti Paesi, tra cui Spagna, Francia, Regno Unito e Australia, hanno lanciato un appello congiunto per porre fine alla violenza in Libano e includere il Paese negli sforzi regionali di distensione, sollecitando "tutte le parti" a lavorare per "una soluzione politica duratura". In una nota diffusa dal ministero degli Esteri spagnolo, i firmatari avvertono che il protrarsi del conflitto "mette in pericolo la distensione regionale" e chiedono un'immediata riduzione delle tensioni, anche sfruttando l'opportunità del cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran. I venti Paesi accolgono con favore l'iniziativa del presidente libanese Aoun per negoziati diretti con Israele, così come la disponibilità israeliana al dialogo mediato dagli Usa: colloqui che "possono aprire la strada a una sicurezza duratura" per la regione. Il comunicato condanna "nei termini più energici" sia gli attacchi di Hezbollah contro Israele sia i raid istraeliani dell'8 aprile in Libano, che avrebbero causato oltre 350 morti e più di mille feriti, sottolineando che "i civili e le infrastrutture civili devono essere protetti" secondo il diritto internazionale. Energica anche la condanna degli attacchi contro la missione Onu Unifil, ribadendo la necessità di garantire la sicurezza dei Caschi blu. I Paesi firmatari - Australia, Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia, Regno Unito e Irlanda - esprimono "piena solidarietà al popolo libanese e si dichiarano pronti a fornire aiuti d'emergenza a oltre un milione di sfollati. Riaffermano infine il sostegno alla sovranità e integrità territoriale del Libano e l'importanza di applicare integralmente la risoluzione Onu 1701, lodando la decisione di Beirut di vietare le attività militari di Hezbollah e rafforzare il monopolio statale delle armi. (ANSA).

Giappone, stop a uso batterie ricaricabili in volo da 24 aprile Trasporto massimo 2 a passeggero. Misure necessarie dopo casi di incendio

 

Iran: Pezeshkian, non cerchiamo guerra ma nessuna può imporci sua volontà Roma, 15 apr. (LaPresse) - Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran "non cerca la guerra e pone l'accento sul dialogo", ma "qualsiasi tentativo da parte del nemico di imporre la propria volontà o di costringere l'Iran alla resa fallirà". Lo riporta Al Jazeera. EST NG01 acp 151032 APR 26

 


martedì 14 aprile 2026

Lavrov in Cina, 'gioco pericoloso degli occidentali nell'Asia-Pacifico' 'Contro Mosca e Pechino'. In discussione anche Venezuela e Medio Oriente

 

 

Lettera di Crosetto a ministro Israele per sospensione memorandum ++

 




COSENZA: NON SI FERMA ALL'ALT E SCAPPA, LA POLIZIA LO ARRESTA IN 'FLAGRANZA DIFFERITA'

 

Blinken: “Non guarito hada nulla dalla guerra l’Iran” L'ex di Stato americano Anthony Blinken:

 


La USS George H.W. Bush sta evitando il Mar Rosso e sta percorrendo una rotta più lunga, circumnavigando l'Africa, per raggiungere l'Asia occidentale, per timore di attacchi missilistici e con droni da parte del movimento yemenita Ansarallah.