In Francia il presidente finisce "lecornuto e mazziato". In Repubblica Ceca vince un candidato che per non essere organico al partito del riarmo e dei No Pax è sbrigativamente definito con il supremo stigma-tabù: filorusso. L'intero spettro delle posizioni politiche in Europa è soggetto a una drastica tensione fra chi da una parte spinge alla guerra e ha leve decisive nel Palazzo ma non ha i consensi e chi dall'altra punta sui consensi ma è costretto a usare mezzi condizionati e impediti dal Palazzo. L'intera porzione occidentale del continente corre in gran disordine, guidata da sonnambuli, verso l'abisso suicidiario della guerra. Essendo logore le vie democratiche, i guerrapiattisti saranno sempre più tentati da forzature autoritarie. C'è solo da sperare che nella loro stupidità sottovalutino le contraddizioni e siano disarcionati prima che compiano mosse irresponsabili.
In una condizione normale, oggi stesso Macron dovrebbe saltare come un tappo di champagne. Spero non sia tentato da azioni avventuriste e pericolose.
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