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Il
termine “guerra ibrida” Γ¨ diventato una clava semantica, un’arma
retorica impiegata selettivamente per criminalizzare il dissenso
politico e nascondere vere operazioni di guerra economica e sabotaggio.
Negli
ultimi anni — e con particolare intensitΓ dopo il 2022 — nei paesi NATO
si Γ¨ assistito a una progressiva degenerazione del concetto di “guerra
ibrida”, nato negli ambienti strategici per descrivere un conflitto che
mescola strumenti militari, informativi, economici e psicologici. Oggi
invece viene svuotato di contenuto analitico e riempito di propaganda:
•
Se un cittadino europeo manifesta contro la NATO, contro l’invio di
armi o contro l’aumento delle spese militari, viene facilmente
etichettato come “agente di influenza russa”, “strumento di guerra
ibrida”, “minaccia per la sicurezza nazionale”.
• Ma quando esplodono
raffinerie o oleodotti che trattano petrolio di origine russa, come le
recenti deflagrazioni in Slovacchia e Romania, improvvisamente cala il
silenzio. Nessun talk-show parla di “attacco ibrido occidentale”,
nessuna task force UE avvia indagini sugli autori. Oggi in TV si
discuteva della polemica di Vespa contro Sinner, per dire…
• Eppure
quei sabotaggi colpiscono infrastrutture energetiche strategiche,
interrompendo flussi essenziali per economie come Slovacchia e Ungheria,
paesi che dipendono in larga misura da quella filiera petrolifera.
Nelle
ultime ore la serie di “incidenti” appare ormai troppo perfetta per
essere casuale: la raffineria MOL a Bratislava Γ¨ in fiamme; un altro
impianto MOL a SzΓ‘zhalombatta, in Ungheria, Γ¨ esploso il giorno prima; e
ancora un’esplosione nella raffineria Petrotel-Lukoil di PloieΘti, in
Romania. Tutte e tre trattano greggio russo.
Coincidenze? Forse. Ma
nel frattempo Washington revoca le restrizioni all’uso da parte di Kiev
di missili a lungo raggio occidentali, come gli Storm Shadow britannici.
Il Wall Street Journal lo annuncia, poi Trump smentisce, accusando il
giornale di fake news — ma intanto lo stesso Trump impone nuove sanzioni
contro Lukoil e Rosneft, le compagnie che riforniscono proprio quelle
raffinerie finite in fumo, e nello stesso momento annulla il vertice di
con Putin a Budapest.
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Aggiungiamo che le cosiddette “armi europee” restano, in realtΓ , sotto il controllo tecnologico degli Stati Uniti: missili come gli Storm Shadow integrano componenti e sistemi di guida made in USA, e non vengono impiegati senza il consenso - esplicito o tacito - di Washington. Se oggi raggiungono obiettivi a 500 chilometri, Γ¨ segno che quel limite Γ¨ stato revocato. La smentita di Trump Γ¨ una vera smentita? Ci sta pure, puΓ² essere: potrebbe significare che si rivolge ai falchi e ai Dottor Stranamore per dire che non li copre. Ma mettiamoci anche nei panni di chi potrebbe essere un bersaglio: tutto questo puΓ² apparirgli come un classico esercizio di plausible deniability, ovvero la “finzione di estraneitΓ ” intanto che l’Occidente pratica una guerra ibrida di sabotaggi e menzogne.
Nel frattempo, il Senato americano discute tre nuove leggi sull’Ucraina, tra cui una per dichiarare la Russia “sponsor del terrorismo”.
Un teatro di decisioni, smentite, mezze veritΓ e fiamme reali che si alzano nel cuore dell’Europa centrale.
Se dietro questi “incidenti” ci fosse la mano di Kiev — o meglio, della Direzione Principale dell’Intelligence (HUR) ucraina — la logica sarebbe fin troppo chiara: punire Budapest e Bratislava per la loro linea indipendente e per il rifiuto di piegarsi ai diktat bellici della NATO. Un segnale per OrbΓ‘n e Fico, che chiedono negoziati e stop alle forniture di armi.
Ma la narrativa ufficiale funziona a senso unico: la “guerra ibrida” Γ¨ tutto ciΓ² che non serve alla NATO, e mai ciΓ² che la NATO o i suoi alleati compiono contro interessi economici non allineati.
Γ lo stesso rovesciamento semantico che George Orwell descriveva come 'bispensiero': quando “difesa” significa attacco, “pace” significa riarmo, “sicurezza” significa censura.
Si costruisce cosΓ¬ un campo linguistico di sorveglianza, dove l’etichetta “ibrido” serve a giustificare repressione politica interna ed escalation esterna.
Il risultato Γ¨ un’Europa schizofrenica, dove i pacifisti vengono sorvegliati come spie e i sabotatori premiati come partner strategici.
La “guerra ibrida” non Γ¨ tanto quella che ci dicono che staremmo subendo da fuori, quanto quella in cui ci immergono proprio dal nostro lato occidentale. Lo spiego cosΓ¬ a voi, lo spiegherei cosΓ¬ ai vigili del fuoco che spengono l’ennesima “coincidenza” in una Bratislava giΓ tirata dentro la guerra.
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