ARABIA SAUDITA ED EMIRATI CHIUDONO ALLA FLOTTA DI TRUMP
Riad e Abu Dhabi – i partner più vicini di Washington nel Golfo – hanno fatto sapere che non permetteranno l’uso di territorio o spazio aereo per eventuali operazioni militari USA contro l’Iran. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman lo ha detto al presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una telefonata; gli Emirati hanno ribadito una posizione analoga con una dichiarazione ufficiale. 

La scelta complica i piani americani (logistica, rotte, costi), anche se – secondo analisti citati da media internazionali – non esclude un’azione USA: nella regione restano molte opzioni operative e asset già schierati. 

Intanto Washington continua a rafforzare la postura: con la portaerei USS Abraham Lincoln e un gruppo navale più ampio, e l’arrivo di ulteriori unità (tra cui il cacciatorpediniere USS Delbert D. Black), con circa 10 navi nell’area CENTCOM secondo fonti specialistiche. 

Sul fronte dell’escalation, l’US Air Force ha annunciato esercitazioni “readiness” per disperdere personale e aerei su più “contingency locations”, mentre Teheran avverte che qualsiasi attacco sarebbe trattato come “guerra totale” e potrebbe innescare ritorsioni contro basi USA nella regione. 

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