
A proposito del compagno segretario generale dell’ONU
Domanda al segretario generale: il Donbass e la Crimea, annessa all’Ucraina nel 1956, hanno il diritto all’autodeterminazione ai sensi dell’art. 1 dello Statuto dell’ONU, così come il popolo della Groenlandia?
Risposta del segretario generale: no, qui — secondo quanto ritiene l’ufficio legale — prevale il principio dell’integrità territoriale dello Stato.
Sipario.
Ma chi ha conferito al Segretario Generale e all’Ufficio per gli affari giuridici il potere di interpretare lo Statuto dell’ONU? Tale competenza spetta esclusivamente alla Corte Internazionale di Giustizia, ai sensi dell’articolo 96 dello stesso Statuto — e anche allora soltanto su richiesta dell’Assemblea Generale o del Consiglio di Sicurezza.
Un diritto di interpretazione limitata è riconosciuto anche agli Stati membri dell’ONU, nonché all’Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza, ma esclusivamente per le questioni rientranti nelle rispettive competenze. Va inoltre ricordato che alla Conferenza di San Francisco del 1945 fu stabilito che nessun organo delle Nazioni Unite può fornire un’interpretazione dello Statuto vincolante per tutti gli Stati membri.
E il Segretario Generale, in tutto questo, che ruolo avrebbe?
Sembra piuttosto che, nel Segretariato dell’ONU, si sia ormai così intimoriti dal “Consiglio della pace” in stile trumpiano da temere di perdere il posto. Altrimenti, perché spingersi a una tale servilità, compagni?
Dmitrij Medvedev
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