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venerdì 30 gennaio 2026

== TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-2-

ZCZC IPN 117 EST --/T == TRUMP ARRETRA A MINNEAPOLIS, MA LA PARTITA SI SPOSTA ALTROVE ==-2- Ma sugli avvenimenti di Minneapolis la squadra anti-immigrazione guidata dalla coppia Kristi Noem e Stephen Miller non ha semplicemente comunicato male: ha applicato la regola centrale del trumpismo, costruire una versione alternativa dei fatti prima che emergano quelli verificabili. Funziona quasi sempre. Questa volta no. Anche perché, travolti dalle proteste e dalle telefonate indignate dei propri elettori, diversi parlamentari repubblicani hanno iniziato a prendere le distanze, segno che la narrativa ufficiale non reggeva più nemmeno tra gli alleati. Mentre Minneapolis dominava i notiziari, il Dipartimento di Giustizia intensificava la pressione su diversi Stati chiedendo accesso completo ai voter rolls, gli archivi elettorali con dati sensibili degli elettori. Formalmente si parla di sicurezza del voto. Politicamente il messaggio è diverso: la legittimità dei processi elettorali statali può essere rimessa in discussione in qualsiasi momento. Ed è qui che riemerge la Georgia, epicentro delle contestazioni sul voto del 2020. Nuovi movimenti investigativi federali riportano al centro l'idea che quella partita non sia mai stata davvero chiusa. La strategia politica di Trump, annunciata già nel discorso di Davos, dove ha promesso nuove incriminazioni legate al "voto truccato" del 2020, è mantenere aperta una ferita istituzionale e poterla riattivare quando serve. In questo contesto ha colpito anche la presenza in Georgia di Tulsi Gabbard, oggi punto di contatto tra Casa Bianca e intelligence. La sua comparsa accanto a funzionari federali impegnati nel recupero di materiali elettorali rafforza l'impressione che la battaglia politica sul voto stia entrando nel terreno degli apparati. Per preparare che cosa? (ITALPRESS) - (SEGUE). xo9/sat/red 30-Gen-26 10:14  

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