ATTO CAMERA
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/02750/236
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 19Seduta di annuncio: 589 del 29/12/2025
Firmatari
Primo firmatario: DI BIASE MICHELA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA
Data firma: 29/12/2025
Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma SERRACCHIANI DEBORA PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA 29/12/2025 GIANASSI FEDERICO PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA 29/12/2025 LACARRA MARCO PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA 29/12/2025 SCARPA RACHELE PARTITO DEMOCRATICO - ITALIA DEMOCRATICA E PROGRESSISTA 29/12/2025
Stato iter:
29/12/2025
Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 29/12/2025 SAVINO SANDRA SOTTOSEGRETARIO DI STATO - ( ECONOMIA E FINANZE )
Fasi iter:
PROPOSTA RIFORMULAZIONE IL 29/12/2025
NON ACCOLTO IL 29/12/2025
PARERE GOVERNO IL 29/12/2025
RESPINTO IL 29/12/2025
CONCLUSO IL 29/12/2025
Ordine del Giorno 9/02750/236
La Camera,
premesso che:
la legge di bilancio per il 2026 reca alcune misure condivisibili riguardanti la Polizia Penitenziaria e i magistrati, ma complessivamente si conferma un grave disinvestimento in termini di risorse sia finanziarie sia organizzative;
tagli molto pesanti hanno riguardato negli anni del Governo Meloni il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, responsabile degli aspetti organizzativi dell'esecuzione penale negli istituti penitenziari e della gestione del personale amministrativo e di polizia penitenziaria, il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, che si occupa dell'esecuzione penale per i minori, dell'esecuzione penale esterna e messa alla prova degli adulti, e che in qualità di Autorità centrale cura i rapporti tra Stati in materia di sottrazione internazionale dei minori;
le significative riduzioni di spesa stanno incidendo pesantemente sulla tenuta di un sistema oggettivamente fragile, interrompendo il difficile percorso di risanamento avviato negli ultimi anni, in particolare, rischiano di essere colpite le attività trattamentali delle persone detenute nell'ambito dei percorsi di reinserimento e, allo stesso tempo, rischia di rallentare il percorso delle nuove assunzioni di personale, fondamentale per garantire la funzionalità degli istituti e, con essa, dignitose condizioni di vita delle persone private della libertà personale e del personale che con loro lavora, in condizioni spesso, estreme, a cui va riconosciuta una particolare motivazione;
il 21 esimo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile ci dice ben 9 Istituti Penali per Minorenni sui 17 presenti sul territorio nazionale soffrono di sovraffollamento, mai registrato nelle carceri minorili prima del decreto Caivano del settembre 2023 che ha ampliato la possibilità di applicazione della custodia cautelare per i minorenni e ridotto l'uso delle alternative al carcere, e che gli ingressi negli IPM, Istituti penali minorili, sono in netto aumento; si tratta dunque – denuncia il rapporto – «di un effetto evidente degli effetti del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 recante “misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale”, noto come decreto Caivano; due anni fa la situazione era esattamente invertita. L'aumentata possibilità introdotta dal decreto Caivano di trasferire i ragazzi maggiorenni dagli IPM alle carceri per adulti sta facendo vedere i propri effetti, con danni enormi sul futuro dei ragazzi»;
ad oggi ben 8 IPM su 17 soffrono di sovraffollamento, mai registrato in passato, è dunque necessario e urgente perseguire un migliore funzionamento delle strutture penitenziarie per minorenni, da considerare sempre e comunque come extrema ratio della giustizia minorile, degli Uffici di servizio sociale per minorenni, degli Istituti penali per minorenni, dei Centri di prima accoglienza, delle Comunità, dei Centri diurni polifunzionali, per assicurare l'ottimale svolgimento delle attività trattamentali, formative e rieducative previste, ma soprattutto è fondamentale riportare il sistema dell'esecuzione penale minorile alla sua unica e fondamentale funzione e natura, e cioè quella rieducativa, volta al recupero e alla formazione, riportando al centro la probation e il sistema delle misure alternative alla detenzione;
i disordini e le rivolte negli IPM non fanno che dimostrare plasticamente il fallimento delle scelte e delle politiche di questo Governo che colpisce bambini, minori e donne incinte,
impegna il Governo
a predisporre, nell'ambito delle sue proprie prerogative, tutte le
misure, sia di carattere finanziario sia relative all'organizzazione e
al reclutamento e alla formazione del personale preposto, rendendo
sempre possibile il trattamento e riportando al centro il sistema della probation
minorile e delle misure alternative al carcere, potenziando gli Uffici
di servizio sociale per minorenni, i Centri di prima accoglienza, le
case e i centri di Comunità, i Centri diurni polifunzionali, le Case al
fine di assicurare l'ottimale svolgimento delle attività trattamentali,
formative e rieducative.
9/2750/236. Di Biase, Serracchiani, Gianassi, Lacarra, Scarpa.
Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione) :esecuzione della sentenza
amministrazione del personale
assunzione
minore eta' civile
detenuto
formazione professionale
formazione sul posto di lavoro
maternita'
personale carcerario
politica del governo
reinserimento professionale
sequestro di persona
Nessun commento:
Posta un commento