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lunedì 5 gennaio 2026

FOCUS Anno nuovo, umore nero: italiani preoccupati nel 2026. Consumi al lumicino, Pil fermo

FOCUS Anno nuovo, umore nero: italiani preoccupati nel 2026. Consumi al lumicino, Pil fermo Verona, 05 gen (GEA) - di Andrea Francato Italiani preoccupati, incerti, inquieti, persino confusi. Sono questi i sentimenti negativi dominanti che nel 2026 fanno da contraltare a ottimismo, curiosità e fiducia. Ancora una volta è il Rapporto annuale Coop, in veste 'Winter edition' a scattare l'istantanea del Belpaese. "Molta disillusione e poco entusiasmo" recitano infatti le prime righe dell'indagine condotta dall'Ufficio studi in partnership con Nomisma. La prima sensazione per definire l'anno che verrà è appunto preoccupazione (scelta dal 37% del campione di mille individui tra 18 e 65 anni), seguita da ottimismo (25%), curiosità e fiducia (24%) e da insicurezza (23%). Il 20% sceglie determinazione ma il 17% inquietudine. D'altronde l'anno è iniziato con nuovi sconvolgimenti geopolitici (tensioni Usa-Venezuela) e prosegue nel segno del 2025 con la guerra in Ucraina e la questione mediorientale. Altri timori restano legati al cambiamento climatico e all'andamento dell'economia. Non per nulla, nella seconda indagine condotta tra gli opinion leader iscritti alla community del Rapporto Coop, il 43% utilizza la parola 'turbolenza' per descrivere lo scenario 2026 e il 34% sceglie 'instabilità', mentre sarà un anno 'stabile' per appena l'1%. Una instabilità, spiega il Rapporto, "che orienta negativamente anche le previsioni sull'andamento dei mercati finanziari nel 2026, in forte ribasso o soggetti ad una contrazione significativa" per il 38% degli opinion leader intervistati: "L'impressione è di essere in un contesto confuso ed erratico con improvvise imprevedibili accelerazioni, una sorta di globale frullatore i cui comandi paiono affidati a pochi leader mondiali", si spiega. E allora ecco che su Netanyahu, Putin e Trump pesano giudizi fortemente negativi degli opinion leader intervistati (tutti sopra l'80%) mentre Xi Jinping, il più defilato e al momento meno considerato dai media, è l'unico leader globale a raccogliere valutazioni per lo più positive (43%). Se da un lato migliora la percezione dell'Italia in relazione all'innovazione in settori strategici, peggiorano quelle sul ruolo internazionale e sulla competitività internazionale e l'export e sull'efficacia nell'attuazione del Pnrr. Il 51% dei manager intervistati vede persino una scarsa efficacia delle politiche industriali ed economiche. Anche nella dimensione privata si celano timori rilevanti. Domina la negatività per il mercato del lavoro (43% più pessimista mentre solo l'11% lo vede con fiducia), ma anche per la sicurezza (47% del campione negativo a fronte di un 8% positivo) e per l'accesso ai servizi sanitari (48% negativo contro il 9% positivo). Molte le nubi che secondo gli italiani si addensano sull'economia italiana: il 42% ne ha percezione negativa contro il 21% positiva. Gli opinion leader ritengono che l'Italia crescerà solo dello 0,2% contro la previsione Istat dello 0,8%. E a risentirne saranno i consumi, praticamente immobili. Si prevede un timido +0,3% (contro lo 0,9% dell'Istituto di statistica), con un aumento legato praticamente solo alle spese obbligate: in media il 32% stima un incremento per bollette e utenze, il 20% per il cibo e il 22% per il carburante e altri costi dei trasporti. Si taglieranno invece viaggi e vacanze in Europa ed extra Europa (25% e 30%), intrattenimento e abbigliamento (26%), cibo fuori casa (30%). Quanto ai grandi acquisti, commenta sarcasticamente il Rapporto Coop, "di durevole c'è solo la rinuncia": per l'auto nuova il 41% del campione sceglie di rimandare la spesa al 2027, percentuale che scende al 37% per la casa. Piccola postilla: nel caso della vettura, il 39% acquisterebbe un modello italiano, il 36% europeo e il 9% cinese. AFT/DAB CRO 05 GEN 2026 

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