da Enrico Corti
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Le penne d’oca
Dopo 30 anni di finta democrazia occidentale, con gli ultimi fatti riguardanti Venezuela, Iran e Groenlandia, Trump ha gettato definitivamente la maschera sulla declamata presunta identità democratica occidentale; in verità paravento dell’imperialismo economico USA.
In questa ottica gli Usa hanno recentemente deciso di ritirarsi da 66 Convenzioni ONU riguardanti la lotta al cambiamento climatico; coerentemente
alla dottrina dell’uso della forza negatrice del diritto internazionale, in una intervista rilasciata al New York Times Trump ha dichiarato; “Non ho bisogno del diritto internazionale; mi basta la mia morale”.
Le penne dei nostri soloni a servizio del regime quali Ezio Mauro, Paolo Mieli e molti altri, insistono nel narrarci quotidianamente che la democrazia occidentale è internazionalmente attaccata da Oriente dall’Impero del male del neo Zar Putin; erede e figliastro del pregiudiziale “nemico dell’occidente rosso russo“.
Anziché riflettere sulla democrazia occidentale in crisi in quanto elitaria e non partecipativa, che acutamente il filologo Luciano Canfora definisce non unica ma diversa tra essa e conflittuale in ragione della dottrina liberal capitalista che la governa, (AI Overview ci informa che attualmente sul pianeta sono in corso 59 conflitti armati; quasi tutte in occidente; il numero più alto dopo la Seconda Guerra Mondiale).
Il cittadino viene chiamato alle urne una volta ogni cinque anni; per poi delegare ristrette massonerie a governare le masse; per questi scribi al servizio del potere la partecipazione popolare viene chiamato estremismo populista di sinistra che lascia indifeso i cittadini moderati generando instabilità e crisi; minacciando dall'interno la democrazia con il rischio di trasformare il tutto in vuote ideologie.
Sono gli stessi argomenti usati dal Corriere della Sera che negli anni 20 del secolo scorso favorirono l’ascesa del fascismo al potere.
Con una Costituzione che all’Art, 1 si dice fondata sul lavoro; l’Italia è l’unica nazione europea che dal 1990 al 2020 ha visto diminuire il salario del 2,9%; con una Danimarca con un più 38,7%.
Dagli studi ISTAT risulta che con il Governo Meloni il potere d’acquisto dei salari italiani è diminuito del 10,5%, mentre i prezzi dei prodotti alimentari è aumentato del 25%; e per aver ancora più mano libera, politica e giustiziaria, che i neofascisti propongono il Referendum sulla Giustiziai e vogliono modificare la legge elettorale, (il Premierato); i super ricchi italiani pari al 5% della popolazione possiedono più del 50% dell’intera ricchezza nazionale; con una evasione fiscale annua superiore ai 100 milioni d’euro l’Italia ha il record europeo.
Ciò malgrado; i sondaggi pubblicati danno una Giorgia Meloni che non paga mai dazio; questi, seppur scientificamente inaffidabili in quanto commissionati dal regime, sollecitano diverse iniziative dal lamentoso mormorio; si rende indispensabile e prioritaria la costituzione di una associazione nazionale di partigiani antifascisti che priotariamente si pongano il combattivo obbiettivo di far modificare la narrazione sulla democrazia fatta dalle penne d’oca di Ezio Mauro, Paolo Mieli e altri; per estirpare dallo stivale nazionale l’insito strutturale callo fascista.
Enrico Corti
15 gennaio 2026
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