Sua Intermittenza
Di Marco Travaglio
Come ogni anno, siamo
tutti in festa perché l’elettrizzante discorso di San Silvestro del
presidente della Repubblica ha stabilito un nuovo record di ascolti: il
fatto che fosse a reti unificate Rai, La7, Mediaset (due su tre), Sky e
Tv2000 non deve ingannare. Il boom di share è senz’altro dovuto alla
travolgente frizzantezza dell’omelia, che ho apprezzato nelle brevi
pause fra le botte di sonno e gli attacchi di narcolessia. A
intermittenza. All’inizio mi è parso che Mattarella citasse le “case
devastate dai bombardamenti nelle città ucraine” e la “distruzione delle
centrali per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del
gelido inverno di quei territori” (sempre ucraini). E subito dopo la
“devastazione di Gaza”, però dovuta non a bombardamenti, ma a cedimenti
strutturali o eventi sismici: tragiche fatalità, ecco. Idem per i
“neonati al freddo che muoiono assiderati”, ma non perché qualcuno li
mitragli alzo zero e vieti alle Ong di soccorrerli, bensì per un raro
guasto generale a termosifoni, split, riscaldamenti a soffitto, a parete
e a pavimento che dura da 27 mesi. Fra l’altro quel qualcuno, noto
criminale di guerra ricercato dalla Cpi, ha appena sorvolato l’Italia
per recarsi a Washington e presto lo rifarà come se fosse a casa sua per
tornare indietro, senza che il nostro governo e il nostro presidente
facciano una piega. Del resto non mossero un sopracciglio neppure quando
sequestrò alcune barche italiane in acque internazionali come se il
Mediterraneo fosse la sua vasca da bagno. Né quando gli Usa sanzionarono
la cittadina italiana Francesca Albanese per aver denunciato i crimini
di Israele, chiudendole i conti correnti per chiuderle la bocca. Però
“l’Italia è un attore di grande rilievo sulla scena internazionale”, e
sono soddisfazioni.
Ho fatto in tempo a sentire che “il desiderio
di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e
ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”, ma lì
mi sono appisolato e non so se Mattarella se l’è poi presa con chi
invase l’Afghanistan e l’Iraq e bombardò la Serbia e la Libia, o magari
con l’Ue che sabota il piano di pace Usa. La frase “raccogliamo l’invito
del Papa a disarmare le parole” mi ha ridestato di soprassalto e
commosso, ma è stato solo un attimo: così mi son perso il conseguente
attacco a quel tale che usa paragonare Putin a Hitler ed evocare ora la
Prima, ora la Seconda guerra mondiale. Nel dormiveglia, mi è parso di
sentire che “dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che
rischia di opprimerci”, in leggerissima contraddizione col recente “le
spese per la difesa sono poco popolari, ma poche volte come ora
necessarie”. Però forse era solo un incubo. Ove mai qualcuno fosse
arrivato sveglio fino in fondo, mi faccia sapere.
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