>>>ANSA/ Identificate 8 vittime, cresce l'angoscia per i sei dispersi italiani
I connazionali feriti salgono a 14, in 9 sono già al Niguarda
(dell'inviato Benoit Girod)
(ANSA) - CRANS-MONTANA, 03 GEN - E' un bilancio che si
aggiorna di ora in ora quello delle vittime della tragedia di
Capodanno al Constellation e sale da 13 a 14 il numero degli
italiani feriti nel rogo, di cui nove sono già stati
rimpatriati, tutti ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano.
Ma è sui sei connazionali che risultano ancora dispersi che si
sta concentrando l'angoscia delle famiglie che non conoscono il
destino dei loro cari. Angoscia che si sta trasformando in
rabbia per i tempi con cui le autorità svizzera stanno
procedendo al riconoscimento dei corpi trovati nel disco bar. In
totale i feriti risultano essere 121, di cui 5 non identificati
e 40 i deceduti. Di questi i primi otto ufficialmente
identificati sono svizzeri. Si tratta di quattro ragazze di 24,
22, 21 e 16 anni e di due ragazzi di quattro ragazzzi di 21, due
di 18 e uno di 16 anni. I loro corpi sono già stati restituiti
alle famiglie. "Le procedure di identificazione andranno avanti e si
concluderanno in gran parte tra oggi e domani, mentre
l'identificazione di alcune vittime richiederà più tempo", ha
assicurato l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo
Cornado. Un bilancio pesantissimo di un incidente su cui sta
indagando la procura generale del Cantone Vallese che oggi ha
aperto un'indagine penale contro i due proprietari francesi del
locale, Jacques e Jessica Moretti.
Nel frattempo, proseguono senza sosta i rimpatri dei feriti
italiani: oggi da Losanna l'elicottero dalla protezione civile
della Valle d'Aosta ha trasportato all'ospedale Niguarda di
Milano la quindicenne Sofia, studentessa del liceo Virgilio di
Milano, rimasta gravemente ustionata. Nel pomeriggio è giunta
sempre nel nosocomio milanese da Zurigo in condizioni critiche
anche la sua compagna di classe Francesca.
Grande l'impegno delle istituzioni italiane a Crans-Montana,
ma anche in varie regioni. Nella stazione svizzera il consolato
generale di Ginevra ha istituito al centro congressi Le Régent
un'unità di crisi, in collegamento con la Farnesina e dove sta
operando da giovedì mattina l'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado.
Inoltre, il Dipartimento nazionale della Protezione civile è
presente con un team operativo e con sanitari, che visitano i
feriti italiani ricoverati in diverse strutture, e con psicologi
dell'emergenza provenienti dalla Valle d'Aosta e dalla
Lombardia. E si fa pressante la preoccupazione anche nelle
comunità di provenienza dei giovani coinvolti nella tragedia.
Tra i molti appelli, oggi giunge quello Carla Masiello, mamma di
Giovanni Tamburi, 16enne bolognese disperso nel rogo. Sono ore
di grande apprensione, la speranza è appesa a un filo. In
particolare alle risposte che potranno arrivare dagli esami del
Dna, con le comparazioni che vengono fatte anche con il Dna dei
feriti non ancora identificati che si trovano ricoverati. Così
come il dramma di una classe di liceo, la terza D del Virgilio
di Milano che in questi giorni vive momenti di angoscia per i
quattro studenti rimasti feriti nell'incendio: Francesca e
Sofia, già rimpatriate e Leonardo e Kean.
Quella di Crans-Montana è una tragedia che ha colpito come
vittime principali i giovani. Ma che ha anche visto straordinari
atti eroici di molti ragazzi che sono corsi in aiuto dei feriti,
nei primi istanti dell'incendio. Eroi coraggiosi, come Gianni
Campolo, 19enne, di Ginevra, di origini italiane, che si è
subito precipitato al Constel con il padre Paolo ed ha aiutato
ad evacuare i feriti. Da lui arriva oggi un grido di rabbia per
l'assenza di una porta di sicurezza che potesse favorire il
deflusso delle tante persone rinchiusi nel locale: "Se ci fosse
stata un'altra via di uscita aperta - ha detto con emozione- ci
sarebbero stati meno morti". (ANSA).
03/01/2026 20:25
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