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domenica 8 febbraio 2026

- >ANSA-BOX/'Safety' e 'Security', la circolare di Gabrielli del 2017

>ANSA-BOX/'Safety' e 'Security', la circolare di Gabrielli del 2017 Ordine pubblico non può essere il 'risolutore' di ogni questione (ANSA) - ROMA, 08 FEB - L'ordine pubblico non può essere il 'risolutore' di ogni questione e problematica che agitano la società: a monte del lavoro delle forze di polizia devono esserci tutti quei "dispositivi e misure strutturali a salvaguardia dell'incolumità delle persone" che riguardano altre amministrazioni e gli organizzatori stessi degli eventi di piazza. In una parola, la 'Safety'. Nella circolare inviata a tutti i prefetti e questori il 7 giugno del 2017 - quella a cui ha fatto riferimento il ministro della Difesa Guido Crosetto - l'allora capo della Polizia Franco Gabrielli metteva nero su bianco le responsabilità che competono a ciascuna amministrazione, proprio per evitare che ogni problematica di piazza si trasformasse in una questione di competenza esclusiva delle forze di polizia. L'occasione gliela fornirono, il 3 giugno, i fatti di piazza San Carlo a Torino: in occasione della finale di Champions tra Juve e Real Madrid si scatenò il panico tra i tifosi che seguivano la partita sui maxischermi quando un gruppo utilizzò lo spray al peperoncino per aprirsi una via di fuga dopo una serie di furti: il risultato furono due morti e centinaia di feriti. Con la circolare vennero dunque individuati i compiti di safety e quelli che invece riguardano più specificatamente le forze di polizia. Nella safety rientra la valutazione del 'massimo affollamento sostenibile' delle piazze, il divieto di vendita di bottiglie, la regolamentazione e il monitoraggio degli accessi, i piani di emergenza ed evacuazione, i percorsi di accesso e deflusso, i corridoi di emergenza e soccorso, i punti di prima assistenza sanitaria. Nella 'security' finiscono invece le misure vere e proprie per garantire la sicurezza pubblica: sopralluoghi e verifiche precedenti l'evento, bonifiche delle aree, raccolta delle informazioni per la "valutazione della minaccia", massima attenzione al deflusso, protezione delle aree con controlli e zone di prefiltraggi. Il luogo dove 'safety' e 'security' devono "necessariamente integrarsi" è il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Un discorso che portava Gabrielli ad una conclusione chiara: "il modello organizzativo delineato - scriveva - presuppone lo scrupoloso riscontro delle garanzie di safety e di security necessariamente integrate in quanto requisiti imprescindibili di sicurezza senza i quali, pertanto, le manifestazioni non potranno aver luogo, significando che mai ragione di ordine pubblico potranno consentire lo svolgimento, comunque, di manifestazioni che non garantiscano adeguate misure di safety". (ANSA).

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