UCRAINA: NUOVI SCANDALI CORRUZIONE
Le agenzie anticorruzione
ucraine NABU e SAPO hanno annunciato i risultati di un’indagine su un
presunto schema di appropriazione indebita legato allo sviluppo di un
sistema militare di comando e controllo, il Dzvin-AS, con coinvolgimento
di ex alti funzionari delle Forze Armate, tra cui due generali.
Secondo
gli investigatori, il Ministero della Difesa avrebbe firmato nel 2016
un contratto con un’azienda senza esperienza nello sviluppo software.
Nei quattro anni successivi, le specifiche tecniche sarebbero state
modificate 13 volte, facendo lievitare i costi di 7 milioni di dollari.
Il sistema è entrato ufficialmente in servizio solo nel 2022.
NABU
e SAPO affermano che l’inchiesta è entrata nella fase di “disclosure”,
passaggio che in genere precede le incriminazioni formali.
Tra i sospettati figurerebbero:
un vice capo dello Stato Maggiore
un vice comandante delle truppe delle comunicazioni
il responsabile del dipartimento automazione dello Stato Maggiore
un imprenditore legato alla società che ha ottenuto l’appalto
L’accusa: ritardi e sovracosti avrebbero permesso al gruppo di dirottare circa 5,7 milioni di dollari.
I
problemi del Dzvin-AS erano emersi già nel 2021, sulla base di un audit
del 2020. Nel dicembre 2022, l’allora ministro della Difesa Aleksey
Reznikov ne ordinò l’impiego. NABU sostiene che nel 2024 il ministero
valutasse perfino di finanziare l’espansione del sistema, invece di
correggerlo o abbandonarlo.
Reznikov si è dimesso nel 2023 per un
altro scandalo (approvvigionamenti alimentari a prezzi gonfiati), ma
non è mai stato incriminato. NABU definisce questi dossier tra i più
importanti nella lotta alla corruzione militare.
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