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lunedì 9 marzo 2026

- >ANSA-FOCUS/ Putin al fianco dell'Iran. Ma offre aiuto all'Ue sull'energia

>ANSA-FOCUS/ Putin al fianco dell'Iran. Ma offre aiuto all'Ue sull'energia 'Le nostre forniture sempre affidabili'. E Orban chiede la revoca delle sanzioni (di Alberto Zanconato) (ANSA) - MOSCA, 09 MAR - Il Cremlino coglie l'occasione della nomina della nuova Guida iraniana per ribadire l'importanza dei suoi legami con la Repubblica islamica, anche se finora, di fronte all'attacco israelo-americano, Mosca non ha voluto confermare alcun sostegno militare a Teheran. In un messaggio di congratulazioni a Mojtaba Khamenei, Vladimir Putin ha assicurato che la Russia "rimarrà un partner affidabile della Repubblica islamica". Allo stesso tempo, forte dell'impennata dei prezzi energetici, Putin getta sul piatto della bilancia nei rapporti con la Ue tutto il peso del suo Paese come grande produttore di petrolio e gas, affermando che la Russia è pronta a garantire agli europei le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare i mercati. Ma per fare questo aspetta "segnali" da Bruxelles. Quasi una provocazione dopo quattro anni di gelo e accuse incrociate sull'Ucraina, sfociate nella chiusura totale da parte di Bruxelles dei rubinetti del gas dalla Russia. Anche la Cina è intervenuta sulla nomina di Mojtaba, per respingere le minacce alla sua persona arrivate in particolare da Israele. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, ha detto che "la Cina si oppone all'ingerenza negli affari interni di altri Paesi con qualsiasi pretesto, e la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono essere rispettate". Nel suo messaggio a Mojtaba Khamenei, Putin si è detto sicuro che il nuovo Rahbar "continuerà con onore l'opera di suo padre", Ali Khamenei, e riuscirà a tenere unito il popolo iraniano di fronte alla "aggressione armata". Il presidente russo ha anche confermato il "continuo sostegno a Teheran". Ma non è chiaro se esso si sia concretizzato in aiuti militari per far fronte ai raid delle forze di Washington e Tel Aviv. Nessuna conferma è venuta da Teheran o da Mosca su presunte informazioni di intelligence che, secondo il Washington Post, i russi fornirebbero agli iraniani per colpire obiettivi militari americani in Medio Oriente. Né alle voci tra gli osservatori militari a Mosca che parlano di consegna di nuovi sistemi di difesa aerea trasferiti da a Teheran a partire dalla Guerra dei 12 Giorni del giugno 2025. "Abbiamo un dialogo con i rappresentanti della leadership iraniana e continueremo, senza dubbio, questo dialogo. Questo è tutto ciò che volevo dire su questo argomento", ha risposto in modo enigmatico il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ai giornalisti che gli chiedevano commenti in proposito. La nuova guerra del Golfo, e la conseguente impennata dei prezzi dell'energia, ha intanto portato una insperata boccata d'ossigeno alle casse di Mosca, che negli ultimi mesi aveva mostrato qualche difficoltà nel continuare a finanziare il conflitto in Ucraina. E consente alla Russia di presentarsi come un elemento di stabilità sui mercati mondiali. "Stiamo aumentando le forniture ai nostri partner affidabili in diverse regioni del mondo", ha dichiarato Putin. "Continueremo - ha insistito il capo del Cremlino - a fornire petrolio e gas ai Paesi che sono anch'essi partner affidabili. Mi riferisco non soltanto ai partner nell'Asia-Pacifico, ma anche alle nazioni dell'Europa orientale, come la Slovacchia e l'Ungheria". Ma il primo ministro ungherese, Viktor Orban, in una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che è necessario "sospendere tutte le sanzioni imposte all'energia russa in tutta Europa. (ANSA). 

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