Mafia: Ruotolo (Pd): Meloni con Amico non è semplice selfie, premier risponda
(ANSA) - ROMA, 07 APR - "Non è un selfie qualsiasi. È un
fatto politico. Siamo al 2 febbraio 2019, all'Hotel Marriott
Milano. La prima grande iniziativa di Fratelli d'Italia al Nord,
in vista delle elezioni europee. In sala c'è tutto il gruppo
dirigente e poi lei, Giorgia Meloni. Questa vicenda emerge da
un'inchiesta giornalistica che andrà in onda domenica su Report
su Rai Tre, anticipata dal programma condotto da Sigfrido
Ranucci. In prima fila, però, c'è anche un altro uomo:
Gioacchino Amico. Non un militante qualsiasi, è il referente del
clan Senese in Lombardia. Oggi è imputato nel processo Hydra e,
secondo quanto emerge dagli atti, verrebbe indicato dagli
investigatori come uno snodo centrale del sistema mafioso
lombardo: collegamenti tra camorra, 'ndrangheta e ambienti
criminali legati a Matteo Messina Denaro. Amico è lì, in prima
fila, e chiede un selfie a Giorgia Meloni.
E allora il punto non è dire oggi: 'non sapevo'.Il punto è un
altro. Gioacchino Amico non sarebbe stato un imbucato. Avrebbe
frequentato ambienti politici, accompagnato dirigenti,
partecipato alla campagna elettorale. E soprattutto: alcuni
livelli del partito potrebbero aver saputo chi fosse. C'è poi un
elemento ancora più grave se verificato: il racconto di ingressi
in Parlamento senza controlli, con presunti tesserini o accessi
privilegiati, circostanza che andrebbe verificata fino in fondo.
Per questo oggi non bastano le smentite.
Non bastano le prese di distanza. Servono risposte convincenti a
domande semplici: Chi sapeva? Chi avrebbe consentito
quell'accesso? Chi avrebbe costruito quei rapporti?"
Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria
nazionale ed europarlamentare del Pd. (ANSA).
07/04/2026 11:04
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