Tumori, al Bambino Gesù rimosso neuroblastoma complesso
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Tumori,
al Bambino Gesù rimosso neuroblastoma complesso Tumori, al Bambino Gesù
rimosso neuroblastoma complesso Intervento chirurgico su una bimba di
un anno Milano, 25 ago. (askanews) - Un neuroblastoma particolarmente
complesso è stato rimosso con successo all'Ospedale Pediatrico Bambino
Gesù grazie a un intervento che ha coinvolto chirurghi oncologici,
neurochirurghi, neurofisiologi e anestesisti. La paziente, una bambina
di poco più di un anno, presentava una massa tumorale che si era estesa
nel canale vertebrale, lo spazio all'interno delle vertebre che ospita
il midollo spinale e le radici nervose, arrivando a comprimere uno dei
nervi che controllano il movimento della gamba. Per asportare
completamente il tumore senza comprometterne la funzione, gli
specialisti hanno pianificato l'intervento con simulazioni
tridimensionali e scelto un accesso chirurgico dalla schiena invece del
tradizionale accesso addominale. Durante l'operazione il sistema nervoso
è stato monitorato in tempo reale grazie al monitoraggio
neurofisiologico intraoperatorio e a una strategia anestesiologica
specificamente calibrata per mantenere attivi i segnali nervosi. Dopo la
biopsia diagnostica e il trattamento chemioterapico previsto dai
protocolli, la riduzione della massa tumorale ha consentito di
programmare l'intervento. Il caso è stato quindi discusso collegialmente
da oncologi pediatrici, chirurghi oncologici e neurochirurghi per
definire la strategia più sicura. Determinante è stata la pianificazione
preoperatoria con ricostruzioni tridimensionali e simulazioni virtuali,
che hanno permesso di individuare con precisione i rapporti tra tumore,
colonna vertebrale, midollo spinale e nervi e di "provare" virtualmente
l'intervento prima di entrare in sala operatoria. "La posizione del
tumore ci ha imposto di ripensare completamente l'approccio chirurgico.
Le simulazioni tridimensionali ci hanno permesso di studiare in anticipo
ogni fase dell'intervento e di scegliere un accesso dalla schiena,
insolito per questo tipo di tumore ma il più adatto in questo caso.
L'obiettivo era rimuovere completamente la malattia preservando al tempo
stesso le strutture nervose più importanti", spiega il dottor Giorgio
Persano, dell'Unità operativa semplice di Chirurgia oncologica del
Bambino Gesù guidata dal dottor Alessandro Crocoli e che fa parte
dell'Unità operativa complessa di Chirurgia Generale Pediatrica e
d'Urgenza. L'accesso posteriore ha consentito di rimuovere in un'unica
procedura sia la parte esterna del tumore sia quella che si era estesa
all'interno del canale vertebrale. L'altro elemento chiave
dell'intervento è stato il monitoraggio neurofisiologico
intraoperatorio, un sistema che permette di controllare in tempo reale
l'integrità dei nervi durante l'operazione. Il principio ricorda quello
dei sensori di prossimità utilizzati nelle automobili durante il
parcheggio, ma è molto più sofisticato: consente al neurofisiologo di
identificare la struttura nervosa interessata e di verificarne
continuamente il corretto funzionamento. Le informazioni raccolte hanno
permesso all'équipe di procedere con la massima precisione, proteggendo
il nervo a contatto con il tumore. (Segue) red-fcz 20260825T113143Z
Tumori, al Bambino Gesù rimosso neuroblastoma complesso -2-
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al Bambino Gesù rimosso neuroblastoma complesso -2- Tumori, al Bambino
Gesù rimosso neuroblastoma complesso -2- Milano, 25 ago. (askanews) -
Anche la strategia anestesiologica è stata studiata su misura per
garantire la massima sicurezza e il controllo del dolore senza
interferire con la qualità del segnale neurofisiologico. Alcuni farmaci
normalmente utilizzati in anestesia possono infatti alterare o
addirittura azzerare le risposte registrate durante il monitoraggio. Per
questo è stata adottata una tecnica di anestesia totale endovenosa,
calibrando con precisione dosaggi e infusioni dei farmaci in modo da
mantenere la bambina in condizioni di completa stabilità clinica e al
tempo stesso preservare l'affidabilità dei segnali del monitoraggio
neurofisiologico per tutta la durata dell'intervento. È un equilibrio
che richiede un dialogo costante e in tempo reale con il neurofisiologo
in sala, perché ogni variazione della profondità anestesiologica può
riflettersi sui tracciati e va quindi calibrata istante per istante.
"Quando un tumore cresce così vicino ai nervi che controllano il
movimento di una gamba, ogni millimetro conta. Il monitoraggio
neurofisiologico ci permette di verificare in tempo reale che queste
strutture continuino a funzionare mentre il chirurgo lavora. Integrando
neurochirurgia, neurofisiologia, anestesia e chirurgia oncologica
possiamo affrontare interventi estremamente delicati con un livello di
sicurezza più elevato", afferma il dottor Andrea Carai, responsabile
dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia del Bambino Gesù.
L'intervento, durato circa quattro ore, ha richiesto il lavoro
simultaneo di professionisti appartenenti a diverse specialità.
Un'integrazione di competenze che ha consentito di affrontare una
procedura riservata a casi altamente selezionati e realizzabile solo in
Centri con una consolidata esperienza multidisciplinare. L'asportazione
del tumore è stata completa. La bambina è stata dimessa sei giorni dopo
l'intervento e ha già iniziato il percorso riabilitativo. red-fcz
20260825T113156Z

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