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venerdì 2 ottobre 2026

⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia

 




⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia

Ormai da alcuni giorni, assistiamo sui media italiani a una campagna mediatica, innescata sulla scia dei quotidiani «Il Corriere della Sera», «La Stampa» e «La Repubblica», con cui si accusa la Russia d'incrementare la tensione, di menzionare l'impiego di armi nucleari contro la NATO in relazione alla situazione della regione di Kaliningrad.

Purtroppo, non è la prima volta in Italia che le dichiarazioni ferme e risolute della Russia, finalizzate a riportare alla realtà e a raffreddare gli animi surriscaldati da sentimenti revanscisti e militaristi, vengono interpretate come manifestazioni, da parte di Mosca, di «aggressività», «propaganda antioccidentale» e «minaccia ibrida».

Si vorrebbe consigliare ai sostenitori di siffatti approcci di non perdere il contatto con la realtà e di provare a valutare obiettivamente la situazione che – sotto il profilo della sicurezza – si sta delineando nello spazio europeo e, più in generale, in quello eurasiatico. La situazione continua a deteriorarsi e ciò avviene in primis per colpa della NATO e dell’Unione Europea, i cui leader non hanno remore a invocare la sconfitta strategica della Russia e la necessità di prepararsi a una guerra contro i russi, ad alimentare un clima da psicosi prebellica, a intimidire le proprie popolazioni, a promuovere esercitazioni militari basate su scenari specifici diretti contro la Russia e le sue regioni, a incoraggiare le cosiddette missioni nucleari congiunte e i piani per dispiegare armi nucleari in diversi Paesi ai confini della Russia. Tutto ciò ci costringe a prendere molto sul serio le minacce provenienti dall’Europa occidentale. È opportuno ricordare che proprio da qui si è abbattuta sul mondo e sull’umanità la tragedia di due guerre mondiali.

Che la Russia, in modo chiaro e inequivocabile, specifichi le potenziali modalità di risposta alla pressione politico-militare di Bruxelles e di alcune capitali dell’UE non costituisce un’escalation, né una minaccia, né, tanto meno, un bluff. È un richiamo al fatto che la Russia, al pari di qualsiasi altro Paese che si rispetti, è determinata e pronta a difendere la propria sovranità e integrità territoriale con i mezzi che riterrà più efficaci.

Per quanto riguarda la regione di Kaliningrad, tenuto conto della sua particolare posizione geografica e della sua rilevanza geopolitica, la risposta a qualsiasi azione aggressiva, da chiunque provenga, tanto più dalla NATO, dall’UE o da Stati appartenenti a tali congregazioni, potrà prevedere l’utilizzo di tutti i mezzi disponibili.

Stando a siffatto sviluppo degli eventi, è assai elevato il rischio di uno scontro armato, con la possibilità di attacchi preventivi – fin dalle prime fasi del conflitto – ai centri decisionali dei Paesi dell’Alleanza. Ed è proprio questo lo scenario che la Russia cerca con ogni mezzo possibile di prevenire, spiegando con chiarezza la propria posizione riguardo alla questione della regione di Kaliningrad e ai rischi per la sicurezza che, in tal senso, vengono creati dagli Stati occidentali.

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