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giovedì 1 ottobre 2026

DEGRADO E SICUREZZA? ECCO IL GIUSTIZIALISMO DIGITALE.

 



Fwd: DEGRADO E SICUREZZA? ECCO IL GIUSTIZIALISMO DIGITALE.

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enzo jorfida

08:12 (1 ora fa)
a Ccn: me
Da: danilo tosarelli 



PREMESSA
Fino ai primi anni 90, nei media e nell'opinione pubblica, "sicurezza e degrado" indicavano cose diverse da oggi.
La sicurezza rimandava soprattutto alla pericolosità dei trasporti, di edifici, cantieri o al rischio attentati terroristici.
Il degrado si riferiva invece, all'abbandono di stabili ex fabbriche e alla trascuratezza dei parchi e dei beni pubblici.
Adesso, queste 2 parole hanno cambiato completamente il modo di essere interpretate. E' cambiato il loro significato.

La sicurezza si riferisce alla tranquillità ed incolumità dei cittadini minacciati dalla criminalità e dalla marginalità sociale.
Va da sè, perche' il refrain è ormai questo, che criminalità e marginalità sociale sono spesso associabili all'immigrazione. 
Il degrado è diventato invece il deterioramento dello spazio urbano prodotto dalla presenza di determinati gruppi sociali.
Naturalmente AI non si sbilancia nel merito. In realtà, quando si parla di gruppi sociali, il primo riferimento sono i "maranza".
Il "nuovo problema sicurezza" prende forma. Per tenerlo vivo, nasce "l'insicurezza percepita" e la "domanda di sicurezza".
   
GIUSTIZIALISMO DIGITALE
Si fonda sulla diffusione di contenuti video che mostrano persone mentre commettono presunti reati.
Oppure vengono ripresi soggetti indicati come presunti criminali ed esposti pubblicamente come tali.
Il meccanismo si basa sulla presunta colpevolezza e sulla frustrazione dei cittadini verso il sistema giudiziario.
L'accusa pubblica (spesso rappresentata da un video) viene percepita come una verità assoluta, incontestabile.

Ne nasce una gogna pubblica che non consente alcuna presunzione d'innocenza, perchè c'è soltanto quel video.
Quel video ha convinto migliaia di cittadini che sei colpevole, senza alcun diritto di replica. Davvero vorresti replicare?
Il successo di questo materiale on line si fonda sulla capacità di intercettare e cristallizzare un sentire assai comune.
La percezione di insicurezza e disagio, trova in queste immagini conferme del proprio stato d'animo, senza contraltare.

Ufficialmente, questi video vogliono apparire come forme di "denuncia" oppure come un "racconto diretto della realtà".
Questi contenuti, con video a volte con immagini crude, non sono contestualizzati. Ma io dico, mai potrebbero esserlo.
La conoscenza esatta delle dinamiche che hanno prodotto quell'azione, potrebbe ridurre l'effetto viscerale sugli utenti.
Devono invece prevalere sentimenti negativi come rabbia, paura, frustrazione. il soggetto ripreso non ha vie di scampo.
Guai se il video non fosse in grado di suscitare espressioni di disprezzo. La strumentalità che ci sta dietro verrebbe meno.

CARABELLA, CICALONE, WELCOME TO FAVELAS, MILANO BELLA DA DIO.
Oggi ci sono in Italia figure diventate celebri nel ricercare e produrre situazioni utili allo scopo del "giustizialismo digitale".
Citerò Simone Carabella e Simone Cicalone. Vi invito a ricercare le loro imprese e i loro video. Giusto per farvi un'opinione.
La più recente impresa di Carabella è avvenuta al parco Piraghetto di Mestre, nel comune di Venezia, il 4 settembre 2026.
Lì erano radunate in preghiera oltre 200 persone, in gran parte di cittadinanza bengalese. Musulmani che stanno pregando.

Carabella si è presentato, con in mano un panino con la mortadella. Urlando e cantando l'inno di Mameli sopra la preghiera.
Il video prodotto, perchè queste provocazioni devono avere un ritorno, è stato realizzato e distribuito con grande orgoglio.
Carabella ha affrontato a muso duro alcuni fedeli musulmani. E' arcinoto che lo stesso avrebbe gradito un possibile scontro.
Ciò non è avvenuto. Carabella ha urlato loro in faccia "questo non è il Marocco e non è il Bangladesh. Questa è casa nostra"
Alcuni suoi ex collaboratori lo hanno accusato di ricercare lo scontro per monetizzare di più sui social. Quanto guadagnerà?

Simone Cicalone è un altro personaggio da curiosare. E' un ex fighter ed è diventato una star dei social. Sempre sul pezzo..
Il suo canale video si chiama "scuola di botte". Gira le periferie disgraziate di Roma, la stazione Termini e le metropolitane.
Naturalmente è sempre accompagnato da ex pugili o fighter ed effettua caccia aperta ai tanti manolesta che trova in giro.
Si calcola abbia almeno 800 mila follower che lo considerano un eroe incompreso, sempre alla ricerca della "giustizia divina".
Dimenticavo di dire che il suo gettito mensile si aggira intorno ai 20 mila euro mensili. Lui nega. Ma i social possono rendere. 

Welcome to favelas è una pagina social. Quando nasce nel 2011, si concentra sulla denuncia del degrado urbano a Roma.
Risse, incidenti e disagi sulle strade romane sono sempre stati elementi di grande interesse per questa pagina social.
Oggi la piattaforma si occupa anche di politica internazionale, immigrazione e sicurezza. Se posso, non lo ritengo casuale.
Sono note le sue posizioni vicine alla destra sovranista. Segue da vicino tutta la galassia politica legata al mondo MAGA.

Milano bella da Dio è una pagina social molto seguita, perchè molto presente nelle tante situazioni che accadono a Milano.
Il suo fondatore Giovanni Santarelli è stato proposto nel 2022 ed anche nel 2023, per l'Ambrogino d'oro da Silvia Sardone.
I suoi gestori, nonostante l'attestato di riconoscenza e simpatia di Salvini & Co, dichiarano di non avere simpatie politiche.
Molti contenuti pubblicati contribuiscono però, ad una narrazione che alimenta la percezione di un "temibile nemico sociale".

Troppo spesso, questo "nemico sociale" viene rappresentato dallo straniero. E se è vero che dai nemici bisogna difendersi..
Un post pubblicato, fa vedere un cittadino straniero alle spalle di uno italiano. Ecco lo slogan che accompagna l'immagine.
"La banda delle collanine. Strappano la collana in metrò e vivono nei centri di accoglienza del Comune di Milano" 
L'immagine è quella di una giovane donna. "Borseggiatrice evita il carcere con l'inseminazione artificiale". Pubblicato.
Si racconta di uno scippo da parte di stranieri. "Milano è diventata terra di nessuno. Questi non hanno niente da perdere." 
  
Milano bella da Dio ha sempre dato ampio spazio a varie forme di "ronde". Ufficialmente sono bravi cittadini auto organizzati.
Famoso il gruppo articolo 52. Cittadini auto organizzati on line, nati per contrastare la presunta crescita della criminalità.
Nel 2025 si sono resi protagonisti di almeno 3 episodi di violenza, sempre a danno di giovani nordafricani. Sarà un caso?
Si sono presentati incappucciati per non rendersi riconoscibili, alla trasmissione "La Zanzara" rivendicando le loro aggressioni. Naturalmente loro hanno agito per ripristinare la legalità. Accuse alla magistratura di essere "corrotta e nemica del popolo" 

SICUREZZA. IL FENOMENO DELLA VIOLENZA E DELLA GIUSTIZIA FAI DA TE 
Essere in buona fede rimane un atteggiamento umanamente comprensibile, ma fasciarsi gli occhi per non vedere è colpevole.
Il rischio vero, rimane la fruizione acritica di questi messaggi on line. Te li guardi, pensi non lascino traccia e invece incidono.
I contenuti on line ed ogni spazio digitale, sono oggi il grande elemento di condizionamento e manipolazione delle coscienze.
Realtà come "Welcome to favelas", "Milano bella da Dio" e influencer come Carabella e Cicalone sanno di avere un ruolo.

I soggetti che stanno dietro a queste realtà on line non hanno alcun interesse di natura informativa. Questo non è giornalismo.
A loro interessa influenzare il dibattito politico ed incanalarlo verso un certo tipo di soluzioni. La giustizia fai da te è miracolosa.
La violenza ricercata e ben retribuita, con la quale questi video spopolano, rientra ormai nella logica comune. Viene accettata.
Si pone artificiosamente e si forza il problema della sicurezza. Questo giochetto voluto, viene sfruttato molto bene dalla destra.
"La centralità della sicurezza e l'utilizzo della "mano dura" diventa una leva politica assai potente. E' il loro cavallo di battaglia."

L'allarme sicurezza è un'emergenza che non si esaurisce mai. E' sufficiente un episodio di cronaca per incarnare la minaccia.
Funge da detonatore e cresce l'attenzione mediatica. Vedremo meglio nel prossimo capitolo, la strada che segue la notizia.
La destra è credibile nel ruolo di protettore dal pugno di ferro e ne trae grandi vantaggi politici ed elettorali. Così vanno le cose.
La destra ben sa, che la perenne emergenza sicurezza è difficile da gestire, ma è conveniente come linguaggio da alimentare.

Chi governa decide quali siano i problemi di sicurezza. Stabilisce quali minacce contano e quali rimangono fuori campo.
Chi ha titolo per parlare. Chi deve essere protetto. Chi deve essere controllato per poter garantire quel livello di sicurezza.
Da una parte si mettono i cittadini, la gente, i residenti, apparentemente tutti compatti. Sono i titolari al diritto della sicurezza.
Dall'altra parte tutti coloro che portano degrado, minacciano il decoro e "devono dimostrare di avere rispetto della legalità".
Inutile dire che in questa categoria possiamo rientrare tutti. Il criterio è politico. Anche protestare può diventare un reato.

COME I SOCIAL INFLUENZANO LE COSCIENZE
Il ruolo dei social sta diventando sempre più determinante nel condizionare e veicolare le nostre coscienze. Inutile negarlo.
inizi a sfogliare Facebook, Tik Tok, Instagram o altri siti web e trovi le pagine di Milano bella da Dio o Welcome to Favelas.
Naturalmente le pagine più seguite, proprio perchè vince la curiosità, sono quelle che riguardano degrado e presunti crimini.
Difficile restare indifferenti di fronte a situazioni curiose, violente, esasperate. Generano viralità e partecipazione emotiva.

La fase successiva riguarda l'intercettazione da parte di alcuni media tradizionali. Sono loro che regalano tale protagonismo.
Programmi come "La Zanzara" su Radio 24. Condotto da Giuseppe Cruciani, con l'alibi dei toni irriverenti, concede spazio.
Vengono ospitati in studio i protagonisti di questi fatti, concedendo loro il palcoscenico per fornire inaccettabili giustificazioni.
Citavo l'articolo 52, i cui aderenti si sono presentati incappucciati, per rivendicare le loro gesta violente e di stampo razzista.
Si precisa, che successive indagini della Procura di Milano hanno svelato la matrice suprematista e xenofoba del gruppo.

Siamo adesso nella fase cruciale. L'ospitata su Radio 24 che è di Confindustria, ma anche su altre testate, è marchio doc.
Conferisce legittimità e amplificazione ai temi trattati ed alle figure coinvolte. Si raggiunge così un pubblico più vasto. 
La scommessa è vinta. La visibilità mainstream rafforza le pagine social che continueranno a produrre "contenuti appetibili".
Significa, che quel circuito mediatico ha superato i confini di una nicchia. E' entrato di fatto, nella nostra cultura di massa.
La destra trova nei social uno strumento efficace per diffondere messaggi e costruire consenso. La sinistra parla a se stessa.
   
LA SICUREZZA E LA SINISTRA  
Da anni il tema della sicurezza viene vissuto a sinistra con grande imbarazzo. Questa inadeguatezza può creare solo disastri.
Si passa dall' inseguire le soluzioni approssimative e securitarie della destra, sino al muoversi con un'approssimazione letale.
Maurizio Molinari è stato per anni direttore di Repubblica. Nel luglio 2025 dichiara pubblicamente un'emergenza sociale.
A Milano sarebbero presenti 100 mila egiziani irregolari, che sarebbero responsabili dell'80% dei reati commessi nella città.
Vi lascio immaginare gli effetti destabilizzanti nell'opinione pubblica. Tutti sanno che Molinari è espressione del centro sinistra.

Molinari ha fatto una figura barbina, perchè i dati da lui forniti sono inventati di sana pianta e forniscono argomenti alla destra.
A Milano ci sono 26.150 stranieri irregolari e provengono principalmente da Asia ed America Latina. Una bufala clamorosa.
Ma allora, perchè questa campagna denigratoria da parte di Molinari? Forse voleva concorrere con la Sardone o De Corato?
Non lo sapremo mai. Dopodiché la frittata è fatta, perchè quelle dichiarazioni emergenziali rimangono nella memoria di molti.
La notizia rimane nell'immaginario collettivo e quando vedi un egiziano lo guardi con sospetto e pregiudizio. Molinari/Vannacci. 

Il sociologo francese Loic Wacquant fa delle riflessioni per me importanti, in un suo articolo apparso su "New Left Review".
"Una certa sinistra avrebbe un atteggiamento pregiudizialmente ostile all'apparato coercitivo e di polizia. Senza soluzioni.
Strutturalmente razzista ed antidemocratico. Pregiudizio positivo invece verso i soggetti subalterni e le cosiddette comunità". 
Il sociologo evidenzia che i quartieri popolari sono profondamente stratificati, esprimendo bisogni ed interessi fra loro diversi.

"Quali di questi bisogni meritano la nostra attenzione e la protezione dello Stato? Chi ha diritto di parola? Il titolare del negozio
 o il ladro che lo ha derubato? Il proprietario dell'immobile o il senzatetto? La madre di 3 figli o lo spacciatore all'angolo della
 strada che li terrorizza? L'insegnante o il ragazzo che marina la scuola? Il poliziotto che vive nel quartiere o il membro della
 banda che ne controlla le strade? 
 Queste domande, apparentemente strane, devono trovare delle risposte. Il punto è come si garantisce la sicurezza.

C'è da chiedersi, a questo punto, se la sinistra possa continuare a rifugiarsi in vecchi paradigmi che vanno ridefiniti meglio.
Non può essere che la sicurezza sia solo una questione sociale, che esclude l'intervento repressivo e sanzionatorio. Magari.
Davvero qualcuno pensa che la giustizia sociale basterebbe per assorbire ogni forma di devianza e criminalità? Non è così.
La devianza è presente in ogni tipo di società. Certamente difficile il ruolo che deve svolgere l'apparato repressivo dello Stato.
Una infrastruttura democratica della sicurezza deve lavorare sulla prevenzione, sul presidio del territorio e la giustizia sociale.

Occorre una polizia di prossimità che sia radicata nei quartieri. Il dialogo con i residenti deve restare sempre aperto, sempre.
La sinistra deve lavorare per non rendere la polizia un corpo separato. Il poliziotto è un lavoratore e non un energumeno.
La riforma del 1981 va in questa direzione, ma la sinistra l'ha trascurata ed oggi aumentano i conflitti e le incomprensioni.
Da una parte il cittadino che ingiustamente prende le manganellate. Dall'altra il poliziotto che si sente colpevole e incompreso.

Serve la presenza dello Stato nei luoghi critici. Nessuno parli di militarizzazione se ad esempio le stazioni vengono presidiate.
Perché, se è vero che la presenza delle forze di polizia può destare allarme, è anche vero che è il miglior deterrente possibile.
Urge creare più luoghi pubblici di aggregazione. La gente ama riappropriarsi del proprio territorio e vuole viverlo in sicurezza.   
In tutti gli spazi comuni va garantita opportuna manutenzione per renderli fruibili. L'illuminazione è poco amata da chi delinque.
La sinistra ha necessità di ricreare partecipazione e consapevolezza. La destra preferisce creare allarmi e infondere paura.

La sinistra deve smetterla di subire l'egemonia culturale della destra sulla "questione sicurezza". E' tempo di rialzare la testa.
Il centrosinistra, fino agli anni 2000, ha ostinatamente difeso la necessità di opportune politiche di prevenzione e integrazione.
Oggi prevale per tutti un securitarismo che è funzionale al governo Meloni, ma è difficilmente giustificabile per chi ci ragiona.
La sinistra deve voler porre al centro del dibattito, le varie forme di insicurezza socio economica. Lavoro, casa, welfare, futuro.
E' certamente un compito gravoso ed oggi in forte controtendenza rispetto al pensiero dominante, ma diventa prioritario.

Sono in grado di affermare un principio. Sfido qualcuno a smentirmi. Questione sicurezza e questione immigrazione. 
Dal punto di vista politico, se queste tematiche rimangono sempre aperte e senza soluzioni convincenti, funzionano meglio.
Qualcuno scherzando lo dice. "Dopo più di 30 anni di emergenza sicurezza, una cosa è certa. Gode di ottima salute.."

CONSAPEVOLEZZA
Mi rendo conto che quando parlo della sinistra nel nostro Paese, io per primo sono assalito da forti crampi allo stomaco.
Se qualcuno mi chiede delucidazioni, sono in difficoltà nel fornirle. Il campo largo non è sinistra ed è amaro ammetterlo.
Ci si salva, quando si parla di un fronte progressista, ma ancora non c'è traccia di un programma che possa rincuorare.
Purtroppo è quanto abbiamo di fronte e per mandare a casa il governo Meloni la strada stretta passa inesorabile da lì.
       
Le tante, piccole forze comuniste presenti in Italia sono divise e non so prevedere cosa accadrà nelle prossime elezioni.
La legge elettorale che ci stanno imponendo, discrimina inesorabilmente le forze politiche non presenti in Parlamento.
Se non ci sarà un intervento di carattere costituzionale, le conseguenze certe saranno un astensionismo smisurato.
Le ultime elezioni in Calabria ci parlano di un astensionismo vicino all'80%. Siamo in piena emergenza democratica. 
       
So che oggi il valore della consapevolezza ci consegna amarezza e frustrazione, ma la "beata ignoranza" non fa per me. 

                         DANILO   TOSARELLI   MILANO

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