Translate

mercoledì 1 ottobre 2025

4 OTTOBRE TUTTI A ROMA PARTECIPA CON IL COORDINAMENTO NAZIONALE NO NATO!

 

Aggredita la Global Sumud Flotilla: 3 ottobre sciopero generale, Israele attacca il diritto internazionale. Ora e il momento di bloccare tutto

 

L'ultima arma segreta russa


Quella di #TonyBlair è davvero la scelta peggiore che si potesse fare. Proporre che sia quest'uomo a guidare la transizione per #Gaza è quasi un'offesa, un insulto vero e proprio. Sembra quasi un tentativo di far saltare il banco.

Parliamo di chi da molti è considerato un criminale di guerra. Uno che nel 2002 promise a George W. Bush: «I will be with you, whatever». E lo fu, purtroppo lo fu davvero.

Persino in Inghilterra sono state riconosciute le sue gravi responsabilità. I familiari dei militari caduti in #Iraq non perdono occasione per ricordargliele.

Nel 2009 il governo britannico commissionò un'inchiesta, la cosiddetta Chilcot Inquiry (dal nome del presidente della commissione). Le conclusioni non lasciavano spazio all'immaginazione: #Blair, pur di ottenere l'intervento militare in Iraq, mentì al Parlamento e scelse deliberatamente di non percorrere vie diplomatiche che erano invece ancora possibili.

La guerra in Iraq, uno dei crimini più gravi della nostra storia recente, si fondò su una menzogna: l'esistenza di armi di distruzione di massa nelle mani di #SaddamHussein. La verità era ben diversa e riguardava gli interessi economici delle potenze coinvolte, in primo piano gli #StatiUniti, desiderosi di esercitare influenza nell'area e di mettere le mani sul petrolio di cui quelle terre erano ricche.

Inutile ricordare come quella guerra abbia causato circa un milione di morti e portato con sé crimini di inaudita gravità, basti pensare a ciò che avvenne nel carcere di #AbuGhraib. Per aver rivelato molti di quei crimini, Julian #Assange ha pagato un prezzo altissimo.

Chiediamo al mondo arabo di lasciarsi guidare per mano da uno dei suoi peggiori aguzzini. È una scelta che incarna al massimo grado l'arroganza occidentale, la nostra impunità e l'irresponsabilità delle élite che ci governano.
‌MOLDAVIA: ALTRE ELEZIONI GESTITE DALL'UE
di Thomas Fazi, thomasfazi.com, 1 ottobre 2025   —   Traduzione a cura di Old hunter                                                                                                                      Le elezioni di domenica in Moldavia hanno seguito un copione simile a quello accaduto in Romania, con lo spettro di "interferenza russa" invocato per giustificare il coinvolgimento radicale dell'UE e della NATO nel processo elettorale.                                                                                                     

Leggi l'articolo completo

🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
Telegram | Portale | Ultim'ora | X | Facebook | Instagram | YouTube
🇷🇺 "È ben noto a tutti che la centrale di ZAPOROZHYE e le infrastrutture circostanti sono soggette a continui attacchi da parte del regime di Kiev. Come potete capire, la Centrale è in territorio russo ed è quantomeno sciocco accusare la parte russa di bombardare una sua centrale...tali attacchi a differenza di ciò che afferma Zelensky non hanno procurato danni significativi.
Gli specialisti e i dipendenti russi si stanno occupando egregiamente della sua sicurezza e del suo funzionamento"🇷🇺

 Così PESCOV ha rassicurato tutti coloro che stanno credendo alla favoletta di Zelensky secondo cui la centrale sarebbe in una situazione critica, staccata dalla corrente e quant'altro..per colpa dei russi, ovviamente
Occupazione Sapienza fino a corteo del 4, 'occhi sulla Flotilla'
Lezioni alternative con ospiti e prof. 'Pronti a bloccare tutto'
   (ANSA) - ROMA, 01 OTT - 'Per Gaza e per la Flotilla'. Da
scienze politiche occupata, gli studenti dell'università
Sapienza di Roma stanno organizzando la mobilitazione per la
settimana. Sempre con gli "occhi puntati" sulla Global Sumud
Flotilla, "pronti a bloccare tutto", nella facoltà sta
proseguendo il presidio permanente che da oggi è stato avviato
anche nella facoltà di filosofia a Villa Mirafiori.    Tra rassegne stampa, pranzi sociali, e lezioni alternative
fatte con ospiti esterni, ma anche con gli stessi professori
della facoltà, gli studenti hanno intenzione di rimanere in
occupazione fino a sabato 4 ottobre, quando raggiungeranno in
corteo la manifestazione nazionale per la Palestina. (ANSA).
01/10/2025 
Per Flotilla occupazioni e mobilitazioni in atenei e scuole
Occupato oggi ateneo a Padova e scuola a Pomezia, sit in a Roma
   (ANSA) - ROMA, 01 OTT - C'è subbuglio negli atenei e nelle
scuole da nord a sud in solidarietà con la causa palestinese e
la missione della Flotilla.
Una assemblea straordinaria si è tenuta stamane al liceo
Virgilio, a Roma, mentre i ragazzi del liceo Cavour occupato 
sono usciti dalla scuola per chiedere un incontro con la
direttrice dell'ufficio scolastico Anna Paola Sabatini "che
continua a non offrire alternative reali e alla quale abbiamo
chiesto la revoca del divieto per il quale non è permesso di
parlare di Palestina all'interno dei consigli dei istituto",
affermano. A Roma inoltre è ancora occupato il liceo Socrate, e
da questa mattina è stato occupato il liceo Pablo Picasso, a
Pomezia. E' stato invece 'disoccupato' nelle ore scorse il liceo
romano Rossellini.      Mobilitazioni sono in corso anche nel resto del paese. A
Torino si è svolta una manifestazione dei collettivi
universitari davanti alla Cavallerizza Reale, dove si è tenuta
la cerimonia d'insediamento della nuova rettrice
dell'Università, Cristina Prandi. Le scuole superiori di Torino
sono entrate in stato di agitazione in sostegno alla causa
palestinese: sotto lo slogan 'Blocchiamo tutto' è partita la
mobilitazione in diversi istituti in solidarietà alla Global
Sumud Flotilla. Iniziative anche al liceo Marconi di Milano, al
liceo delle Scienze Umane di Barletta, all'Istituto Italio
Calvino di Genova, che è stato occupato. Sempre a Genova rimane
occupato il rettorato dell'ateneo, così come rimane occupata la
facoltà di Scienze politiche a La Sapienza a Roma. Assemblea
straordinaria autoconvocata anche al liceo artistico Pascali di
Bari e al De Nittis, sempre a Bari.    Gli studenti del Collettivo Autorganizzato Universitario
(Cau) di Padova hanno bloccato oggi l'accesso al Polo Beato
Pellegrino dell'Ateneo padovano, appendendo striscioni e
delimitando l'ingresso con nastro rosso. Successivamente sono
entrati nelle aule interrompendo le lezioni per spiegare le
ragioni della protesta e invitare gli altri studenti a unirsi
all'occupazione del Dipartimento di Sociologia, in corso dalla
serata precedente.     "Siamo l'equipaggio di terra della Flotilla pronti a
sostenere con iniziative di protesta i nostri compagni in mare.
Se vi fermano, noi blocchiamo tutto!", hanno invece annunciato
gli studenti in conferenza stampa nella sede degli atenei
Orientale e Federico II occupati dal Collettivo Autorganizzato
Universitario di Napoli e Ecopol a Napoli. (ANSA).
01/10/2025 
Udu, Meloni e governo incapaci di lettura sugli atenei

   (ANSA) - ROMA, 01 OTT - "Le dichiarazioni della presidente
Meloni sugli atenei occupati rivelano, ancora una volta, quanto
il governo sia incapace di leggere ciò che sta accadendo nelle
università italiane.
Di fronte a studenti e studentesse che, all'interno delle
occupazioni in atenei come Sapienza e Padova, stanno costruendo
spazi di dibattito, confronto e solidarietà con il popolo
palestinese, la Presidente preferisce attaccare, semplificare,
delegittimare". Lo affermano gli studenti dell'Unione degli
universitari (Udu) replicando alle dichiarazioni di ieri della
premier.
"Parla di "provocatori professionisti".
Evita accuratamente di nominare ciò che sta muovendo la nostra
generazione: la richiesta di un cessate il fuoco immediato, la
fine del genocidio in corso, la rottura dei rapporti con le
istituzioni israeliane coinvolte nei crimini di guerra, e il
bisogno urgente di un'Italia che non stia a guardare.
Mentre si guarda il dito — i blocchi, gli striscioni, i cori —
si ignora la luna: un movimento reale, determinato, in
espansione. Che non si fermerà.
Stiamo portando nelle università un dibattito che altrove è
silenziato.
Lo faremo ancora, lo faremo ovunque", proseguono i giovani
dell'Udu.
"Non ci intimidiscono né le provocazioni dall'alto, né la
retorica dell'ordine pubblico. Le università italiane devono
schierarsi dalla parte del diritto, non del silenzio. E se il
governo pensa di spegnere la voce di chi oggi chiede giustizia,
sappia che ha davanti una generazione che non ha più intenzione
di stare zitta. Dopo Padova e Sapienza saremo in tante altre
università, molto presto. E questa volta non solo in presidio:
ma in costruzione attiva di un'altra idea di sapere, di politica
e di mondo", conclude l'Udu. (ANSA).
01/10/2025