Quella di #TonyBlair è davvero la scelta peggiore che si potesse fare. Proporre che sia quest'uomo a guidare la transizione per #Gaza è quasi un'offesa, un insulto vero e proprio. Sembra quasi un tentativo di far saltare il banco.
Parliamo di chi da molti è considerato un criminale di guerra. Uno che nel 2002 promise a George W. Bush: «I will be with you, whatever». E lo fu, purtroppo lo fu davvero.
Persino in Inghilterra sono state riconosciute le sue gravi responsabilità. I familiari dei militari caduti in #Iraq non perdono occasione per ricordargliele.
Nel 2009 il governo britannico commissionò un'inchiesta, la cosiddetta Chilcot Inquiry (dal nome del presidente della commissione). Le conclusioni non lasciavano spazio all'immaginazione: #Blair, pur di ottenere l'intervento militare in Iraq, mentì al Parlamento e scelse deliberatamente di non percorrere vie diplomatiche che erano invece ancora possibili.
La guerra in Iraq, uno dei crimini più gravi della nostra storia recente, si fondò su una menzogna: l'esistenza di armi di distruzione di massa nelle mani di #SaddamHussein. La verità era ben diversa e riguardava gli interessi economici delle potenze coinvolte, in primo piano gli #StatiUniti, desiderosi di esercitare influenza nell'area e di mettere le mani sul petrolio di cui quelle terre erano ricche.
Inutile ricordare come quella guerra abbia causato circa un milione di morti e portato con sé crimini di inaudita gravità, basti pensare a ciò che avvenne nel carcere di #AbuGhraib. Per aver rivelato molti di quei crimini, Julian #Assange ha pagato un prezzo altissimo.
Chiediamo al mondo arabo di lasciarsi guidare per mano da uno dei suoi peggiori aguzzini. È una scelta che incarna al massimo grado l'arroganza occidentale, la nostra impunità e l'irresponsabilità delle élite che ci governano.
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