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mercoledì 21 gennaio 2026

Nato: Rutte, Trump ha ragione su Artico, dobbiamo proteggerlo da Cina e Russia



Bessent, 'dai leader Ue dichiarazioni infiammatorie' 'Si siedano al tavolo e ascoltino Trump sulla Groenlandia'

 




 


Cosa sta succedendo?

 

Terremoto di magnitudo 3.6 in provincia di Messina
La scossa avvertita a due km da Militello Rosmarino
   (ANSA) - ROMA, 21 GEN - Una scossa di terremoto, con
magnitudo di 3.6, è stata avvertita alle 00.28 a 2 km da
Militello Rosmarino (Messina). Il sisma è stato registrato
dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a 8,5 km di
profondità.    Da due giorni l'area è interessata da uno sciame sismico.
(ANSA).
21/01/2026 02:25
La Cina invia aiuti milionari a Cuba tra crisi e blackout
Xi Jinping dona 80 milioni e riso per l'emergenza nell'isola
   (ANSA) - L'AVANA, 21 GEN - Il presidente cinese Xi Jinping ha
approvato un nuovo pacchetto di aiuti d'emergenza per Cuba,
stanziando 80 milioni di dollari e un donativo di 60.000
tonnellate di riso.    L'assistenza finanziaria è destinata all'acquisto urgente di
equipaggiamento elettrico nell'ambito di continui blackout e una
rete energetica obsoleta.    L'ambasciatore cinese Hua Xin ha confermato l'impegno al
presidente Miguel Díaz-Canel, definendo la donazione una prova
della "stretta fratellanza" tra le nazioni.    I primi carichi di riso sono già stati distribuiti nei porti
de L'Avana e Santiago di Cuba. Il sostegno giunge in un momento
di difficoltà per l'economia dell'isola, che ha registrato una
contrazione dell'1,1% nel 2024 tra inflazione e sanzioni.
(ANSA).
21/01/2026 06:25
Almeno qualcosa di utile dall'orribile Davos.

Kirill Dmitriev, dopo la lunga assenza dei russi a Davos, si reca al Forum economico mondiale. L'obiettivo è negoziare con la squadra di Trump la pace in Ucraina. Beh, vale la pena andare a Davos per questo. Tuttavia, il forum di Davos è, a mio parere, un evento disgustoso. Ipocrita. Pretenzioso. Con lo slogan "impegnati a migliorare lo stato del mondo" - niente di meno. I miliardari, i capi delle più grandi aziende e il loro seguito di giornalisti che si sono riuniti lì per molti decenni, sin dal 1971, si sono preoccupati molto del "miglioramento" del mondo in modo molto particolare. Il "miglioramento" consisteva nel celebrare nel lusso decadente l'ordine liberale globalista. E nell'insinuare a vicenda che questo ordine è nell'interesse dei poveri e degli svantaggiati. E, naturalmente, "di nascosto" fare conoscenze utili. Lì si organizzavano giochi con il passaggio attraverso una stanza buia, dove si sentivano spari - per far capire meglio agli ospiti le sofferenze dei rifugiati. E subito dopo, un lussuoso ricevimento con champagne francese costoso. E dopo il ricevimento (chi è interessato), le ragazze con una scarsa responsabilità sociale che erano in abbondanza.

Ricordo che a metà degli anni '90 i russi erano molto popolari a Davos. I nuovi ricchi degli anni '90 andavano per gli hotel e i locali del forum con un orso al guinzaglio, intrattenendo la clientela elegante. E questi "nuovi russi" piacevano: molti soldi, esotismo e disponibilità dimostrata a unirsi, in ruoli subordinati, alla celebrazione della vittoria dei vincitori della Guerra Fredda. Quando la Russia negli anni 2000 iniziò a rialzarsi e a parlare con una voce sempre più sicura, l'atteggiamento nei confronti di essa a Davos peggiorò rapidamente. E negli ultimi anni, a causa delle numerose sanzioni, i russi non sono stati più ammessi a Davos.

Con l'inizio del secondo mandato di Trump, il clima politico a Davos è cambiato rapidamente. Non c'è più l'accento sulla lotta contro il riscaldamento globale, sulla lotta per l'emergere di fonti di energia ecologiche, sui diritti delle donne e dei sostenitori del sesso omosessuale. E soprattutto, per la prima volta da molti anni, il pericolo principale di cui si parlerà a Davos non è l'"aggressione russa", non l'"espansionismo cinese", ma le pretese di Donald Trump di acquistare la Groenlandia. E il suo rifiuto generale di seguire le norme dell'ordine mondiale liberale, in nome del quale è stato organizzato il forum di Davos.

A Davos sono attesi 3.000 partecipanti da 130 paesi. E mi azzardo a prevedere che, come sempre, ci sarà molta lussuria, molti eccessi - e molta doppia morale. Che si divertano: il loro mondo sta comunque finendo. E noi, naturalmente, guarderemo attentamente cosa riusciranno a ottenere a Davos i negoziatori russi e americani. Questa è davvero la questione chiave del nuovo anno.

- Dimitry Saims

Guarda "Trump bullizza l'unione europea. L'unione europea ci racconta che la colpa è di Putin." su YouTube

martedì 20 gennaio 2026

Trump ha ripubblicato un post strano, in cui l'autore del messaggio definisce le storie spaventose su Cina e Russia come un diversivo e sottolinea che la vera minaccia per gli Stati Uniti sono l'ONU, la NATO e la "religione".
Quindi, a che punto ci renderemo conto finalmente che il nemico è dentro.
La Cina e la Russia sono un diversivo, mentre la vera minaccia è l'ONU, la NATO e questa "religione".
Metto tra virgolette la parola "religione", perché non è una religione, è un culto!
Sì, l'ho detto…

🇷🇺RA - Russia Amica

𝗦𝗮𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗲 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼: 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗯𝗯𝗲𝗱𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲


𝑈𝑛 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑖𝑜 𝑝𝑎𝑐𝑖𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙'𝐴𝑚𝑏𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑣𝑖𝑧𝑧𝑒𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑙'𝑢𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑈𝐸 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜. 𝑈𝑛 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜, 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑛𝑜𝑛𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑢𝑠𝑎 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑒𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑜.

Domani, 15 gennaio, dalle 15 alle 18, a Roma (Largo Elvezia) si terrà un presidio statico, pacifico e nonviolento davanti all'Ambasciata svizzera. Non una manifestazione di massa, ma un'iniziativa politicamente mirata, notificata alle autorità e concepita come atto pubblico di denuncia contro l'uso delle sanzioni dell'Unione Europea come strumento di controllo politico e intimidazione del dissenso.  L'iniziativa è promossa e assunta pubblicamente da Davide Tutino, che ne rivendica la paternità politica e la responsabilità personale, nel solco della disobbedienza civile nonviolenta.

Il presidio nasce per esprimere solidarietà a Jacques Baud, Nathalie Yamb e Hüseyn Doğru, cittadini europei colpiti da misure restrittive che, al di là della retorica ufficiale, producono effetti concreti di esclusione economica, isolamento sociale e delegittimazione pubblica. Una morte civile inflitta non per reati accertati, ma per opinioni espresse, analisi formulate, posizioni politiche assunte.

L'iniziativa non si limita alla testimonianza simbolica. Il promotore ha annunciato che nel corso del presidio compirà un atto di disobbedienza civile nonviolenta, apertamente dichiarato e assumendosene ogni responsabilità: la violazione consapevole delle sanzioni, attraverso un gesto di sostegno materiale a una delle persone colpite. Un atto compiuto "alla luce del sole", senza ambiguità né sotterfugi, accompagnato dalla richiesta esplicita di essere perseguito penalmente.

È qui che il caso individuale si trasforma in questione politica generale. Se la violazione delle sanzioni può comportare anni di carcere, la domanda non è giuridica ma democratica: può uno spazio politico definirsi libero quando punisce il dissenso come se fosse un crimine? E soprattutto: chi decide oggi, in Europa, quali idee siano legittime e quali invece meritevoli di sanzione?

Negli ultimi anni le sanzioni sono state progressivamente normalizzate come strumento "tecnico", neutro, quasi amministrativo. In realtà esse funzionano sempre più come misure eccezionali permanenti, applicate non solo a Stati o apparati di potere, ma a singoli cittadini. Senza dibattito pubblico, senza reale contraddittorio, senza garanzie proporzionate.

Il presidio di domani non chiede indulgenza né immunità. Chiede qualcosa di più radicale e, per questo, più scomodo: una riflessione collettiva sul confine oltre il quale la legalità formale smette di coincidere con la giustizia. La disobbedienza civile, in questa cornice, non è una provocazione ma uno strumento politico classico, usato quando l'ordinamento tradisce i principi che afferma di difendere.

A Largo Elvezia non andrà in scena uno spettacolo, ma una domanda rivolta alle istituzioni europee e, prima ancora, all'opinione pubblica: che cosa resta della libertà di espressione quando diventa sanzionabile per decreto?

- L' ACQUISTO DEL SECOLO -
- Pagati agli USA uno sproposito ma le chiavi di decollo le gestisce il Pentagono -
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Parliamoci chiaro: questi non hanno la benché minima idea del senso di Giustizia. 

Altrimenti gente come Santanché, per citarne una ma potremmo fare una lista infinita, non starebbe al suo posto dopo le inchieste che le pendono sulla testa. 

A questi personaggi, che hanno smantellato ogni presidio di tutela dei cittadini abolendo reati come l'abuso d'ufficio, non gliene frega nulla di proteggerci. 

Parlano di Giustizia e sono quelli che hanno delegittimato i massimi tribunali internazionali per difendere quel criminale di guerra di Netanyahu. Davvero pensate che vogliono mettere le mani sulla Costituzione per il nostro bene? 

Qua non è questione di destra e di sinistra, anche perché le prime picconate sono arrivate con la legge Cartabia votata da tutti i partiti che sostenevano il discepolo Mario Draghi. 

Qua si tratta, ancora una volta, di difendere la Costituzione. Che non va cambiata, va applicata. Sulla Giustizia come sulle politiche guerrafondaie. 

#IOVOTONO

I BRICS E LA VALUTA ANTI-DOLLARI - L'India ha proposto ai Paesi BRICS di collegare le valute digitali per semplificare i pagamenti transfrontalieri.
La Banca di riserva indiana ha raccomandato al governo di includere la proposta di collegare le valute digitali delle banche centrali nell'agenda del prossimo vertice BRICS:
«Questo potrebbe ridurre la dipendenza dal dollaro e suscitare insoddisfazione negli Stati Uniti, che hanno messo in guardia contro qualsiasi tentativo di aggirare la valuta americana», commenta Reuters. L'India ha assunto la presidenza del BRICS nel 2026 e dovrebbe tenere il 18° vertice.

🇪🇺💥🇺🇸L' UE potrebbe utilizzare l'opzione nucleare (la svendita massiccia di debito pubblico) contro gli USA 

Lo scrive Bloomberg citando un'analisi di Deutsche Bank.

Secondo il capo della ricerca valutaria della banca, George Saravelos, l'Europa è il maggiore creditore degli Stati Uniti - i paesi europei possiedono obbligazioni e azioni americane per un valore di circa 8 trilioni di dollari, quasi il doppio rispetto al resto del mondo.

Alla luce dell'indebolimento della stabilità geoeconomica dell'alleanza occidentale, non è più chiaro perché l'Europa debba continuare a svolgere il ruolo di principale creditore dell'America. Gli ultimi eventi, secondo lui, potrebbero accelerare la ridistribuzione degli asset a scapito del dollaro.

Saravelos afferma che se il conflitto con gli Stati Uniti dovesse protrarsi, l'Europa potrebbe teoricamente iniziare a utilizzare misure finanziarie anziché commerciali, come ad esempio ridurre gli investimenti in attivi americani, modificare la struttura delle riserve e finanziare meno il deficit statunitense.

Anche l'attesa di tali passi potrebbe causare forti oscillazioni del tasso di cambio del dollaro, del mercato azionario americano e dei tassi di interesse, ritiene l'esperto tedesco.

Durante la guerra commerciale iniziata da Trump la scorsa primavera, il Giappone aveva già utilizzato uno strumento simile, iniziando a sbarazzarsi di titoli americani. Cosa che, secondo gli analisti, è stata la principale ragione della decisione di Trump di sospendere i dazi fortemente aumentati.

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Trump sui social media: "La Groenlandia sarà un territorio degli Stati Uniti dal 2026"