>>>ANSA/ Sigilli al Piper, carenza di sicurezza dopo la strage di Crans-Montana
Licenza sospesa al Moma Club nel cremonese per principio di incendio
(di Margherita Nanetti)
(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Sigilli al Piper, la storica
discoteca della Capitale che a febbraio ha compiuto 60 anni
dalla sua nascita. Il locale di via Tagliamento è stato
sottoposto a sequestro preventivo, nell'ambito della campagna di
controlli sulla sicurezza della movida scattati in tutta Italia
dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana. Il sequestro dovrà
essere convalidato dall'autorità giudiziaria. All'interno, la polizia avrebbe riscontrato modifiche
strutturali, rischi sotto il profilo dell'evacuazione, assenza
di certificazioni e un numero di persone presenti più alto
rispetto al consentito. Dalla storica discoteca romana viene
intanto sottolineata la 'piena collaborazione per chiarire ogni
aspetto. La sicurezza del pubblico e del personale rappresenta
da sempre la priorità assoluta del locale.
Anche nel cremonese, al Moma Club di Crema, sono intervenute le
forze dell'ordine dopo che nei giorni scorsi c'era stato un
principio di incendio su alcuni addobbi del soffitto a causa
delle fiamme scaturite da alcune fontane pirotecniche messe
sulle bottiglie "con pericolo di propagazione". Per questo gli
agenti della polizia hanno sospeso la licenza per 8 giorni ai
titolari della discoteca, dopo aver accertato diverse violazioni
alla normativa di sicurezza. Controlli e chiusura di una
discoteca anche a Milano, nel quartiere Rogoredo. Il Piper, dalla sua apertura, il 17 febbraio 1965, è stato il
contraltare italiano di quello che altri club sono stati per la
Swingin' London o per New York, San Francisco e Los Angeles: un
luogo di incontro dove i nuovi giovani, "i capelloni" della
generazione ye-ye, potevano finalmente trovare un luogo dove
ascoltare dal vivo i gruppi beat, dove i fan si dividevano tra l
Equipe 84 e i Rokes, i più famosi, insieme a Mal dei Primitives,
di quella numerosa colonia di emigrati inglesi che non ce
l'avevano fatta a casa e avevano trovato fortuna in Italia. Al
Piper andavano tutti: da Moravia a Schifano ai ragazzi
qualunque, per le ragazze la minigonna era d'obbligo, c'era chi
andava dal sarto per farsi i pantaloni a zampa e svasati e chi
le cose trendy le comprava a Carnaby Streets. Poi c'erano i
Collettoni e le Collettine, i ballerini di Rita Pavone di cui
facevano parte Renato Zero e Loredana Bertè, in sala dominavano
Mita Medici e Patty Pravo, la "ragazza del Piper" per
eccellenza. In tanti hanno vissuto in questo locale il loro
romanzo di formazione. E poi i concerti mitici, come quelli dei
Pink Floyd e dei Procol Harum, dei primi gruppi del Progressive
italiano. Ma la 'Piper Generation', nata nel pieno boom
italiano, non è fatta solo di fermenti musicali, è intrisa anche
di aria nuova e voglia di libertà negli anni in cui si comincia
a parlare di divorzio, aborto ed educazione sessuale nelle
scuole, mentre l'Italia è ancora indietro, e bacchettona, così
come la realtà del costume italiano. Nasce anche la 'pipermoda',
una moda beat che porta ad aprire il primo emporio d'abiti
giovanili, tutti dal Regno Unito, in piazza Euclide. (ANSA).
18/01/2026 17:38
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