da Enrico Corti
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Il viale del tramonto della stampa liberal-democratica occidentale.
Sistematicamente, qualunque sia il merito del problema narrato dal sistema informatico occidentale, lo spunto di partenza è di ogni discussione pubblica è dettato sempre del pensiero, o meglio dell’anti pensiero, di Donald Trump.
Cosicché la narrazione è quasi sempre accompagnata dalla critica, che però rimane formalmente e sostanzialmente personalistica; accompagnata dall’accusa di bullismo che determina la mancanza delle necessarie capacità politiche e diplomatiche internazionali del personaggio.
Questo
schema aprioristicamente seguito dalla stampa occidentale nella realtà servile
della conservazione della dottrina liberal-democratica-
Tutto ciò risucchia nel vortice della narrazione ipocrita e menzognera quasi tutta la stampa italiana; formalmente per pochezza culturale; sostanzialmente invece come scelta conservatrice del sistema; in questo modo la stampa è essa stessa ricusatrice e mentecatta della sua missione culturale informativa; tutto in nome della liberal democrazia.
Vedi; I tanti recenti fatti anti democratici che stanno investendo gli Usa, dettati e difesi da Trump; il pronunciamento del nuovo Sindaco di New York Zohran Mamdani; il tutto conferma la profonda crisi antidemocratica in atto negli Stati Uniti, che non è marginale ma ampia e non riguarda solo i fatti di Minneapolis, dove agenti federali hanno brutalmente ucciso a sangue freddo una donna e due uomini inermi e pacifici e l’arrestato senza mandato di minorenni.
Come scrive la giornalista di Uff Post Italia Giulia Belardelli nel gennaio 2026; “gli Usa stanno militarizzando le città brutalizzando i controlli personali e imponendoli attraverso la Federazione unica e non gli Stati“
Lo studioso educatore Charles Kupchan della Georgetown University ha avvertito "Se Trump farà ricorso all'Insurrection Act farà fare agli Usa un ulteriore passo in avanti verso l'autocrazia causando ". Mario Del Pero di “Sciences Po ha rincarato; "la polizia personale di Trump ICE è usata come una milizia, un segno in più della sofferenza della democrazia, facendo accadere qualcosa di inedito.
Dopo continue dichiarazioni sulla sicura vittoria dell’Ucraina; vista la sicura sconfitta della nazione che ha il più basso salario orario europeo, (Ucraina a 164 euro e Lussemburgo a 2.704); dopo aver osannato con gioia per l’arresto illegale (da diritto internazionale) del venezuelano Maduro, in difesa del forzato diritto americano sul petrolio sempre e comunque, a Davos Giorgia Meloni ha sentenziato; “spero che finalmente anche noi italiani proporremo il Premio Nobel per la Pace a Donald Trump“.
La borgatara ha modificato il marchio di fabbrica del fascismo; da quello autarchico nazionalista-sciovinista: a quello internazionalista; in primis con il camerata capo drappello Donald Trump.
Enrico Corti
25 gennaio 2026
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