Referendum: Unicost, con carriere separate più influenza del potere politico sul Csm
'Riforma non tocca i problemi strutturali della giustizia'
(ANSA) - ROMA, 08 GEN - "La riforma non interviene sui
problemi strutturali della giustizia - quali carenze di
personale, risorse e organizzazione - ma incide sugli equilibri
costituzionali tra magistratura e politica, riducendo i
contrappesi e rafforzando l'influenza del potere politico sugli
organi di autogoverno. Eventuali miglioramenti in termini di
efficienza e durata dei processi possono derivare solo da
investimenti strutturali, come dimostrato dagli effetti
positivi, seppur temporanei, delle risorse del Pnrr".È quanto
emerge dal dossier "Referendum sulla riforma costituzionale
della magistratura. Numeri, fatti e comparazioni per decidere in
modo consapevole", disponibile sul sito del Centro Studi Nino
Abbate del gruppo di Unità per la Costituzione, a cura di Marco
Bisogni, consigliere togato del Csm."L'obiettivo - si legge nel
dossier - è verificare, sulla base di dati ufficiali,
statistiche comparative e confronti con i principali ordinamenti
europei e anglosassoni, la fondatezza delle argomentazioni poste
a sostegno della riforma, che non trovano riscontro nei dati
disponibili". Il volume analizza i principali pilastri della riforma: la
separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri; lo
sdoppiamento del Csm in due distinti organi; l'istituzione di
un'Alta Corte disciplinare, con la sottrazione al Consiglio
della funzione disciplinare e l'eliminazione del controllo
finale della Corte di Cassazione. Ampio spazio è inoltre
dedicato all'introduzione del sorteggio per la selezione dei
membri togati del Csm, misura che, secondo Unicost,
"indebolirebbe la legittimazione democratica e la responsabilità
dell'organo di autogoverno senza incidere realmente sul fenomeno
del correntismo". "Dai dati CepeJ emerge - prosegue il dossier - come la
magistratura italiana sia tra le più produttive in Europa, pur
operando in un contesto di grave carenza di organico e risorse,
con un numero di giudici per abitante significativamente
inferiore alla media europea. Anche sul piano disciplinare, il
sistema vigente risulta già più incisivo rispetto a quello di
Paesi come Francia e Spagna, rendendo non necessaria
l'istituzione di un nuovo e costoso organo". (ANSA).
08/01/2026 13:09
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