"Ogni essere umano ha il diritto di invecchiare liberamente senza il capitalismo finanziario tra i coglioni".
È questa la prima delle 99 Tesi politiche della Sesta Internazionale, l'organizzazione multipolare immaginata da Marco Trionfale in "Il tempo del secondo sole".
Più realista della realtà, è un romanzo dove la protesta e la lotta sono guidate da un gruppo di vecchietti romagnoli, spinti dal bisogno immortale di libertà e giustizia.
I vecchietti come principali soggetti rivoluzionari sembra impossibile. Invece…
Perché quando un vecchio combatte il sistema, il capitalismo perde sempre. Persino se il vecchio muore nella lotta, il capitalismo perde, perché perde un consumatore. Dal canto suo, il vecchio che combatte vincerà sempre: oltre a danneggiare il capitalismo, il vecchio sarà infatti affrancato dagli oltraggi e dalle mille schiavitù che la senilità comporta, a partire dalla prigionia negli ospizi.
Perché il "vecchio nell'ospizio" non ha nulla da perdere, e nulla con cui possa essere ricattato. Se minacciato di sanzioni economiche se la riderà: «Sono anni che la mia pensione va al gerontocomio, sono anni che non vedo più moneta. A chi non ha alcunché, non si può togliere alcunché».
Se minacciato di essere arrestato se la riderà: «Sono già detenuto. Che altro è l'ospizio, se non un carcere speciale?»
Se minacciato di morte se la riderà: «La morte non mi può spaventare. Ormai è mia sorella».
Se minacciato di ritorsioni verso i suoi familiari se la riderà: «Chi vorreste colpire? Quei bastardi che mi hanno rinchiuso nel carcere-ospizio? Non ho alcuna obiezione».
Ma la principale caratteristica che fa del vecchio un potenziale soggetto rivoluzionario è che lui ha memoria storica e può smascherare le false narrazioni di regime molto meglio delle nuove generazioni.
Se tutto questo vi ha incuriosito, trovate il libro qui. Vale la pena leggerlo.
@ITALIABRICS
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