Messico, metà dei proiettili sequestrati arriva dagli Stati Uniti
Il governo punta il dito contro una fabbrica nel Missouri
(ANSA) - CITTÀ DEL MESSICO, 10 FEB - Il generale Ricardo
Trevilla Trejo, ministro della Difesa del Messico, ha rivelato
un dato allarmante durante l'ultimo rapporto sulla sicurezza: il
47% delle munizioni di grosso calibro sequestrate alla
criminalità organizzata in questo mandato proviene dagli
stabilimenti di Lake City, situati nello Stato del Missouri
(Usa). L'evidenza conferma come l'arsenale dei cartelli sia
alimentato direttamente dalla produzione industriale americana,
in particolare per quanto riguarda i proiettili calibro 50,
capaci di perforare blindature. Di fronte a questa realtà,
l'amministrazione del Paese latinoamericano sta valutando di
ampliare la causa legale già in atto contro i produttori di armi
statunitensi. "Stiamo valutando — ha detto la presidente Claudia Sheinbaum
— se includere questo aspetto nella causa che il Governo del
Messico ha in corso, poiché si tratta di un'azienda privata che
commercializza questi armamenti, anche se sono a uso esclusivo
dell'Esercito degli Stati Uniti". L'obiettivo è estendere le
responsabilità legali per includere non solo chi fabbrica le
armi, ma anche chi produce e distribuisce le munizioni che
finiscono oltre confine. Le autorità messicane sostengono che la
negligenza nella catena di custodia permette a queste risorse
belliche di alimentare la violenza nel Paese, trasformando la
questione commerciale in una crisi di sicurezza nazionale.
(ANSA).
11/02/2026 04:51
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