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mercoledì 15 aprile 2026

SICUREZZA: GABRIELLI, 'ORGANICI FORZE POLIZIA ORA VIVONO TEMPESTA PERFETTA' =

 


ADN0571 7 CRO 0 ADN CRO NAZ SICUREZZA: GABRIELLI, 'ORGANICI FORZE POLIZIA ORA VIVONO TEMPESTA PERFETTA' = Genova, 15 apr. - (Adnkronos) - "Le forze di polizia nel nostro paese stanno vivendo una 'tempesta perfetta'. Nel senso che le grandi immissioni della fine degli anni '80 e inizio anni '90 oggi stanno presentando il conto: la gente sta andando in pensione, e sta andando in pensione in maniera massiva perché all'epoca la maggior parte delle immissioni delle forze di polizia statuali avveniva attraverso l'istituto degli ausiliari. Nella sola Polizia di Stato ci sono stati anni in cui si arruolavano fino a 9 mila persone". Lo ha detto l'ex Capo della Polizia Franco Gabrielli, a Genova, a margine dell'evento organizzato dalla sindaca Silvia Salis ''Sicurezza integrata nelle città del territorio. Governance, territorio e nuove sfide per le comunità urbane'', a cui partecipano anche i sindaci di Bologna, Firenze e Bari Matteo Lepore, Sara Funaro e Vito Leccese. "Oggi - spiega Gabrielli - le scuole non riescono a sopportare questo carico, anzi, purtroppo si rincorre questa necessità di arruolamento restringendo il periodo di formazione. Che forse anche questo dovrebbe interessare, dovrebbe preoccupare i cittadini, perché a fronte di una realtà sempre più complessa e quindi di una realtà che richiederebbe professionisti della sicurezza, rischiamo di mandare in strada ragazze e ragazzi che non sono adeguatamente preparati. Allora qual è la risposta? Continuare a dire 'arruoliamo, arruoliamo, vogliamo tot pattuglie' è una contraddizione in termini. Cioè noi — ripeto, mi cito — nel 2018-19 dissi che tra il '23 e il '30 solo nella polizia di Stato sarebbero andate in pensione 40 mila persone. Questi sono i numeri. Allora se vogliamo parlare un linguaggio di verità e non di propaganda, questi sono i numeri e la possibilità di rincorrere il ripianamento degli organici è abbastanza lontana. È un dato oggettivo". "Quella grande intuizione che fu fatta nel 2017 - spiega Gabrielli -, di immaginare che la sicurezza non fosse prodotta soltanto in maniera verticistica dallo Stato centrale, ma dovesse in qualche modo coinvolgere ed essere integrata nei territori purtroppo, nel tempo si è molto spostata più sul controllo che non sul creare le condizioni perché i luoghi siano vivibili, i luoghi siano fruibili e la gente si senta più sicura. Io da tempo cerco di essere promotore di una sorta di eliminazione dal nostro lessico della 'percezione di sicurezza', perché troppo spesso si utilizza questa locuzione per derubricare il sentimento della gente". "Se la gente si sente insicura - sostiene Gabrielli -, io non posso frapporre le statistiche a significare che i reati calano del 2%, del 3%, quando tutti noi sappiamo come funzionano queste cose, a partire dal fatto che molti reati non si denunciano più. Quindi è una modalità con la quale chi governa — destra, sinistra, centro — utilizza molto spesso le statistiche per trovare giustificazione alla propria azione, mentre i cittadini continuano ad avere un sentimento di insicurezza, e questo è il dato sul quale confrontarsi. Questo sentimento di insicurezza, dal mio punto di vista, impatta tra le altre cose — oltre al tema delle cause, perché purtroppo in questi ultimi anni si parla solo degli effetti e mai delle cause, perché ovviamente le cause sono molto più complicate da essere aggredite, da essere risolte, e a volte si immagina che agire sugli effetti sia, anche da un punto di vista del dividendo di consenso, la modalità più semplice, e quindi però non affrontiamo il tema delle cause che ci porterebbe lontano. Ma per rimanere agli effetti, il tema dei temi è il controllo del territorio". (Lin/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 15-APR-26 12:58

DN0570 7 CRO 0 ADN CRO NAZ SICUREZZA: GABRIELLI, 'ORGANICI FORZE POLIZIA ORA VIVONO TEMPESTA PERFETTA' (2)  = (Adnkronos) - - Rispondendo sul tema dell'efficacia dei decreti sicurezza, anche alla luce dei fatti di Massa, Gabrielli ribadisce: "Si è lavorato sugli effetti, o meglio, si è immaginato che si potesse lavorare sugli effetti e che queste misure, tutte sul versante pan-penalistico, si sono e si stanno dimostrando assolutamente non rispondenti alle aspettative. Peraltro anche lì, consentitemi: tutte queste misure di aumento delle pene, di creazione di nuovi reati, impattano su un sistema giustizia — che non è il tema della separazione delle carriere — è un sistema giustizia che ha processi lenti e problemi di esecuzione della pena. Da un punto di vista della condizione delle nostre carceri e da un punto di vista delle tempistiche sulle quali è possibile in qualche modo accertare le responsabilità e conseguentemente applicare le sanzioni. Questo è il tema". "Allora è come se — consentitemi questo parallelo — uno avesse un motore ingolfato e - prosegue l'ex capo della polizia -, invece di pulirlo e di renderlo più efficiente, aumentasse gli ottani della benzina. Cioè questa modalità di pensare che la risposta possa essere sotto questo punto di vista produce questi effetti, che sono effetti che non producono risultati, che aumentano le problematiche del sistema. Però ripeto, ritornando al tema del controllo del territorio, credo che la risposta sia una soltanto, di cominciare a utilizzare bene le risorse che ci sono". "E qui - conclude - si torna a due problematiche: una è questa benedetta riforma della legge 65 del 1986 sulla polizia locale. Che cos'è la polizia locale? Chi sono gli operatori? È una legge che ha visto poi la produzione di leggi regionali che non sono più al passo con i tempi. E poi c'è l'altro tema a me molto caro: che finché il Ministro dell'Interno non sarà l'autorità nazionale effettivamente di pubblica sicurezza, e Questori e Prefetti non lo eserciteranno in maniera piena sul territorio, ognuno andrà per i fatti propri. E quindi quel numero di risorse, che sono già limitate, non avranno quella capacità di essere coordinate e omogeneizzate per dare un'effettiva risposta ai cittadini". (Lin/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 15-APR-26 12:57

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