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domenica 30 agosto 2026

Islanda: l'isola dice no a riapertura negoziati di adesione all'Ue, 52,8 per cento e' contrario

 


 









Islanda: l'isola dice no a riapertura negoziati di adesione all'Ue, 52,8 per cento e' contrario

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Osservatorio Geopolitico

14:23 (13 minuti fa)
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NOVA0095 3 EST 1 NOV Islanda: l'isola dice no a riapertura negoziati di adesione all'Ue, 52,8 per cento e' contrario Reykjavik, 30 ago - (Agenzia_Nova) - L'Islanda ha detto no alla riapertura dei negoziati di adesione all'Unione europea. Lo scrutinio dei voti espressi nel referendum di ieri si e' concluso con la vittoria dei "No" al 52,8 per cento. I favorevoli al riavvio dei negoziati si fermano al 47,2 per cento. A Reykjavik il "Si'" ha vinto in entrambi i collegi della capitale, rispettivamente con il 57,5 per cento a Reykjavik Nord e con il 54,5 per cento a Reykjavik Sud (per il "No" hanno votato rispettivamente il 42,5 e il 45,5 per cento dei votanti). Tuttavia, nelle altre quattro circoscrizioni del Paese ha prevalso il "No". Nel collegio elettorale del Nord-Est il "No" ha vinto con il 61,2 per cento, contro il 38,8 per cento per il "Si'". Anche nel collegio del Nord-Ovest ha stravinto il "No" con il 62,9 per cento, contro il 37,1 per cento dei "Si'". Nel collegio elettorale Sud i contrari alla riapertura dei negoziati di adesione sono il 60,4 per cento, mentre i favorevoli il 39,5 per cento. Infine, nel collegio Sud-Ovest, l'ultimo in cui e' terminato il conteggio dei voti, il "No" ha prevalso con il 53 per cento, contro il 47 per cento dei "Si'". L'affluenza al referendum e' stata elevata, pari all'82,5 per cento degli aventi diritto al voto. Su 272.690 elettori registrati, infatti, hanno votato in totale 225.031 persone. Alle ultime elezioni parlamentari a novembre 2024 l'affluenza era stata dell'80,2 per cento. In totale, 118.040 elettori hanno votato "No" al referendum e 105.339 hanno votato "Si'". Le schede bianche e nulle sono 1.652, pari allo 0,7 per cento. I negoziati di adesione all'Ue da parte di Reykjavik si erano interrotti nel 2013 ma non erano mai stati formalmente chiusi attraverso il ritiro della domanda presentata a Bruxelles nel 2009. (Sts)  

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