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martedì 24 febbraio 2026

Fwd: Russia: Cremlino, Telegram non vuole collaborare con le autorita'



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NOVA0246 3 EST 1 NOV Russia: Cremlino, Telegram non vuole collaborare con le autorita' Mosca, 24 feb - (Agenzia_Nova) - L'ammnistazione dell'app di messaggistica istantanea Telegram non vuole collaborare con le autorita' russe. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov durante una conferenza stampa. "Si registra un gran numero di violazioni e la riluttanza dell'amministrazione di Telegram a collaborare con le nostre autorita'. Viene rilevata una grande quantita' di contenuti che potenzialmente possono rappresentare un pericolo per il nostro Paese. E sulla base di cio', i nostri organismi competenti stanno adottando le misure che ritengono opportune", ha affermato Peskov ai giornalisti. (Rum)  

Fwd: Ucraina: Cremlino, guerra diventata scontro Russia-Occidente =


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Da: Massimiliano VLD <lpdroma@gmail.com>
Date: Mar 24 Feb 2026, 14:49
Subject: Ucraina: Cremlino, guerra diventata scontro Russia-Occidente =
To: Bloglpd <laboratoriopoliziademocratica.lpdblog@blogger.com>


AGI0219 3 EST 0 R01 / Ucraina: Cremlino, guerra diventata scontro Russia-Occidente = (AGI) - Roma, 24 feb. - A seguito dell'intervento diretto di Europa e Stati Uniti, l'operazione militare speciale in Ucraina si e' trasformata in un vero e proprio scontro tra Russia e Occidente, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta Ria Novosti. "L'operazione militare speciale, a seguito dell'intervento diretto dei Paesi dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti in questo conflitto, si e' evoluta in uno scontro molto piu' ampio tra la Russia e i Paesi occidentali, che hanno perseguito e continuano a perseguire l'obiettivo di distruggere il nostro paese", ha detto Peskov alla stampa. (AGI)All 241111 FEB 26  
Cucchi posta mail di carabiniere che la esorta a "non mollare"
Cucchi posta mail di carabiniere che la esorta a "non mollare" (ANSA) - ROMA, 24 FEB - La senatrice di Avs, Ilaria Cucchi, ha pubblicato sui social la mail ricevuta da un carabiniere riguardo all'arresto di un poliziotto per l'omicidio di Rogoredo, in cui il militare la esorta "a non mollare" affinché il servizio garantito dalla sicurezza sia "integerrimo". Cucchi scrive che il messaggio le ha fatto "bene al cuore" e che lo ha condiviso dopo avere chiesto l'autorizzazione al mittente, perché "dietro le mie parole e le lotte che porto avanti non ci sono solo io, ma tutta la comunità che mi sostiene e della quale faccio parte". La parlamentare e sorella di Stefano Cucchi aggiunge: "Lo so, dai banchi del governo continueranno ad accusarci di essere il partito dell'anti polizia. Poi, però, gli agenti prenderanno la parola. E ad ascoltare la propaganda non rimarrà più nessuno" Nel messaggio condiviso, il carabiniere spiega di essere stato nell'Arma per 35 anni e di aver "tentato di svolgere con estrema onestà e lealtà il servizio richiesto". Precisa che all'inizio dell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, "anche io ho dubitato e purtroppo qualche mal pensiero l'ho avuto anche nei suoi confronti e ne sono dispiaciuto". Infine sulla vicenda milanese, la invita a non mollare e che "le sue battaglie continuino senza esitazione", ammettendo che ci sono "casi penosi riguardanti alcuni carabinieri, purtroppo sempre più frequenti" e li attribuisce ad "arruolamenti" fatti per lo più "per raccomandazioni senza uno screening doveroso" e al fatto che "i giovani d'oggi hanno sempre meno valori". (ANSA

Il ritiro dalla NATO è l'unica via per l'Europa verso la vera indipendenza - Global Times

Il ritiro dalla NATO è l'unica via per l'Europa verso la vera indipendenza - Global Times Il discorso del Segretario di Stato americano Marco Rubio alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC) è uno dei discorsi pro-colonialisti più aperti e radicali del XXI secolo. Ha celebrato le potenze coloniali occidentali per l'insediamento di nuovi continenti e la costruzione di "vasti imperi che si estendono in tutto il mondo", ha bollato la decolonizzazione del Sud del mondo come una cospirazione comunista e ha esplicitamente invitato Europa e Nord America a ripristinare "l'era del dominio dell'Occidente" e a rinnovare la "più grande civiltà della storia umana".  Rubio ha ricevuto una standing ovation dal pubblico, con la presenza di capi di Stato e di governo occidentali. È stato un discorso di unificazione tra Stati Uniti ed Europa. Il segnale è stato che sono d'accordo sulla direzione principale. Di conseguenza, procederanno ancora più in una logica di divisione del lavoro rispetto a prima, a sostegno dell'egemonia statunitense. Alcuni europei si sentono eccessivamente in obbligo nei confronti degli Stati Uniti. Di certo, non sono entusiasti del fatto che ora anche loro – almeno in parte con la Groenlandia – siano nel menu. Ma allo stesso tempo, sperano che l'attuale governo statunitense diventi storia nel giro di pochi anni, il che spiega in parte gli inviti di spicco rivolti a leader democratici come il governatore della California, Gavin Newsom, al MSC. Sta diventando evidente che gli attori sono interessati a un ordine internazionale solo finché possono usarlo per affermare la propria egemonia. Se questa egemonia vacilla, si rinuncia volentieri alle regole autoimposte della politica internazionale e ci si adatta a una pura politica del più forte. Il vero problema per l'Europa è la legittimazione di tale politica. A mio avviso, la dichiarazione di Rubio al MSC di quest'anno dimostra che egli vuole trascinare gli europei con sé, in una logica di divisione del lavoro, nel progetto statunitense di rendere il mondo unipolarmente sottomesso. L'eccessivo entusiasmo di alcuni leader europei, tuttavia, evidenzia il grado di vassallaggio di alcuni europei. Gli europei si lasceranno dettare legge dagli Stati Uniti?Le possibilità di un percorso veramente orientato al futuro per l'Europa sono attualmente bloccate. Molti continuano ad accontentarsi dello status di vassalli, credendo di doverlo fare in cambio delle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti. Questo è altamente ingannevole. In questo senso, Monaco è stato un altro chiodo nella bara per l'Europa. Sia la guerra economica che il finanziamento esclusivo della guerra per procura contro la Russia in Ucraina minacciano di rovinare le economie e gli stati sociali dei membri europei della NATO. Come disse correttamente Henry Kissinger, gli Stati Uniti non hanno amici o nemici permanenti, solo interessi. Gli europei si rifiutano ancora di capirlo, a costo di un continuo autolesionismo. La NATO non è un'associazione di partner paritari per la difesa collettiva, ma uno strumento per far valere gli interessi degli Stati Uniti. Da questa prospettiva, l'unica conclusione coerente e razionale per la Germania e gli altri membri europei della NATO deve essere: il ritiro dalla NATO. Solo ritirandosi dalla NATO, gli europei potranno avere una reale possibilità di stabilire una politica economica e commerciale globale indipendente, basata sul reciproco vantaggio e su solide basi. Un tempo esisteva – anche se ora sembra un ricordo molto lontano – il concetto di distensione attraverso l'interdipendenza economica. Il confronto doveva essere impedito proprio attraverso le reciproche dipendenze, e l'interdipendenza economica doveva promuovere la comprensione come parte di un equilibrio di interessi. Oggi, le economie dei paesi della NATO sono completamente militarizzate. Nell'illusione che la Russia possa essere sconfitta strategicamente, gli Stati Uniti e l'UE hanno imposto sanzioni economiche e finanziarie volte a condurre una guerra economica vincibile. Questa guerra economica si è rivelata autodistruttiva, soprattutto per Germania, Italia e altri Paesi. Anche se al momento il ritiro non è all'orizzonte, la discussione deve essere riportata in questa direzione, anche solo per chiarire ai popoli europei il danno arrecato dalla fedeltà incondizionata dell'Europa agli Stati Uniti. Anche senza un ritiro della NATO, sarebbero ancora possibili molti passi positivi: il ritiro delle truppe statunitensi, ad esempio, e l'impedimento dello stazionamento di missili ipersonici statunitensi che potrebbero raggiungere Mosca dalla Germania in pochi minuti. Potrebbe anche significare costruire partenariati diplomatici ed economici con i Paesi BRICS-plus. La questione centrale è se gli europei si lasceranno dettare dagli Stati Uniti, continuando a silurare le relazioni con la Russia e non avviando una propria iniziativa diplomatica per pacificare la guerra in Ucraina. Qualsiasi cosa che incoraggi gli europei ad agire in modo indipendente in questo senso sarà certamente benvenuta. Alcuni europei fingono solo di fare affidamento sulla multipolarità, altrimenti la politica di sottomissione agli interessi statunitensi non potrebbe essere affatto trasmessa ai popoli europei. Lasciare che gli Stati Uniti facciano quello che vogliono, è semplicemente un incoraggiamento. Non bisogna dimenticare cosa è successo a Cuba e a Gaza. In Germania si dice "L'appetito vien mangiando" - e questo vale anche per l'imperialismo statunitense. Washington vuole dimostrare al mondo che non dovrebbe avere alcuna speranza nel multipolarismo e che chiunque non si sottometta verrà distrutto. Si tratta in sostanza di una strategia imperialista trasparente che espone il mondo a una minaccia estrema. Istituzioni come l'ONU vengono emarginate o distrutte. La cooperazione con la Cina è una questione esistenziale per molte economie europee.Il rinnovato partenariato Cina-Europa prospettato dal Ministro degli Esteri cinese Wang Yi al MSC apporterebbe un maggiore grado di razionalità nelle relazioni internazionali. Nel complesso, la Cina ha avanzato importanti proposte per stabilizzare l'ordine internazionale, mentre gli Stati Uniti vogliono demolire tutto e nutrono la pericolosa illusione di poter determinare il destino del mondo, in una rinascita dell'imperialismo e del colonialismo statunitensi. Gli europei dovranno decidere se seguire gli Stati Uniti contro i propri interessi. Le relazioni Cina-Germania hanno un enorme potenziale di reciproco vantaggio, ma purtroppo questo non viene perseguito adeguatamente da parte tedesca. Sarebbe auspicabile che il governo federale, come il Canada, si liberasse in qualche modo da quello che potremmo definire l'"assedio amichevole" da parte degli Stati Uniti e concludesse accordi con la Cina che portino reciproco vantaggio economico. Non lo considero del tutto impossibile, perché anche in Europa alcuni stanno iniziando a rendersi conto che anche loro, come nel caso della Groenlandia, fanno parte del menù e non sono solo ospiti alla tavola degli Stati Uniti. Esiste un grande potenziale per iniziative congiunte Cina-Europa, soprattutto nel preservare e riformare le Nazioni Unite e negli impegni condivisi per la protezione del clima e la cooperazione economica. Queste iniziative sono sicuramente vantaggiose per tutti. Laddove le divergenze politiche non possano essere risolte, ha senso concentrarsi sui partenariati economici. La strategia degli Stati Uniti è relativamente semplice: si basa sulla distruzione politica delle relazioni – ad esempio tra Europa e Russia – per assicurarsi successivamente un mercato per la sua costosa energia e far saltare politicamente ogni alternativa. Questa strategia può essere compromessa economicamente, soprattutto perché le economie europee sono state gravemente indebolite dal gigantesco riarmo, dagli aiuti all'Ucraina e dalle conseguenze autodistruttive della guerra economica contro la Russia. Di conseguenza, per molte economie europee, la cooperazione con la Cina è diventata una questione esistenziale. L'articolo è stato redatto sulla base di un'intervista con Sevim Dagdelen, membro del parlamento tedesco dal 2005 al 2025, membro del consiglio esecutivo ed esperto di politica estera del partito BSW. Illustrazione: Xia Qing/GT 2026-02-24 10:33:26 4594749 EST Cina,Difesa,Gnews,Politica Estera https://agenparl.eu/2026/02/24/il-ritiro-dalla-nato-e-lunica-via-per-leuropa-verso-la-vera-indipendenza-global-times/  

MO. PIZZABALLA: GUERRA NON É FINITA, LA PACE DELLA FORZA FALLIRÀ

DIR0965 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT MO. PIZZABALLA: GUERRA NON É FINITA, LA PACE DELLA FORZA FALLIRÀ "GRANDI NON DECIDONO PER BENE COMUNE, MA FARSI TROVARE PRONTI" (DIRE) Bologna, 24 feb. - "Quello che si costruisce con la forza e la violenza è destinato a fallire", e allora "dovremo essere pronti quando accadrà". La pace in Medio Oriente "non verrà dall'alto, ma da chi sarà pronto a mettersi in gioco. Bisogna preparare questo momento". E' il messaggio di Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, lasciato oggi all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna a proposito della situazione a Gaza. "La guerra non è ancora finita- avverte Pizzaballa, intervenendo da remoto- è finito l'uso delle armi a tappeto, ma dal punto vista politico e sociale non è ancora concluso. Sembra essere in un circolo vizioso da cui è molto difficile uscire". In tutto ciò la comunità internazionale "ha mostrato poco o nulla, i grandi decidono in autonomia secondo i loro criteri, che non sono quelli del bene comune. Non è un momento in cui si possa esprimere grande fiducia nelle istituzioni multilaterali internazionali". E intanto la situazione "rimane molto problematica, a Gaza dal punto di vista umanitario è molto drammatica. La stragrande maggioranza della popolazione è sfollata nel 47% della Striscia non occupata da Israele. Mancano medicinali, la popolazione vive nelle tende, le scuole sono chiuse da tre anni, la ricostruzione non è ancora cominciata. Non si capisce come se ne esce, non si capisce come e quando la situazione evolverà". Certo, sottolinea ancora Pizzaballa, "negare ai palestinesi la validità dei titoli di studi e il catasto non fa sparire ai palestinesi, viviamo tutti sullo stesso territorio". (Bil/ Dire) 11:42 24-02-26  

- Pizzaballa, 'i grandi del mondo decidono non pensando al bene comune'

Pizzaballa, 'i grandi del mondo decidono non pensando al bene comune' "Gli accordi internazionali sono deboli e a Gaza le aggressioni non si fermano" (ANSA) - BOLOGNA, 24 FEB - "Gli accordi internazionali hanno dimostrato la loro debolezza: siamo in fase in cui i grandi decidono secondo i loro criteri, che non sono nel bene comune. La guerra, dal punto di vista politico e sociale, non è conclusa". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, in videocollegamento con l'incontro promosso dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna dal titolo "Per continuare a parlare di pace". "Siamo - ha aggiunto Pizzaballa - in un momento difficile dal punto di vista umano: quello che vedo come credente, come uno che vive qui da quasi quarant'anni, è che non è il momento in cui si può esprimere grande fiducia nelle istituzioni politiche internazionali multilaterali. Questo è un dato di fatto". Inoltre, aggiunge, "c'è un circolo vizioso" in atto tra Hamas e Israele, ed è difficile anche capire quali "prospettive ci saranno per Gaza". "È un momento durissimo - ha concluso - in cui c'è un'aggressione continua alla prospettiva futura per un futuro Stato palestinese: l'odio che questa guerra ha creato è profondissimo e parlare di ricostruzione è difficile". (ANSA).

MO: PIZZABALLA, 'A GAZA SITUAZIONE GRAVE, CIRCOLO VIZIOSO DA QUALE NON SI CAPISCE COME USCIRE' =

ADN0342 7 EST 0 ADN EST NAZ MO: PIZZABALLA, 'A GAZA SITUAZIONE GRAVE, CIRCOLO VIZIOSO DA QUALE NON SI CAPISCE COME USCIRE' = Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - "La ricostruzione non è ancora incominciata. La situazione resta molto grave. Soprattutto poi non si capisce che prospettive ci saranno per Gaza", lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, nel suo intervento da remoto all'incontro "Per continuare a parlare di pace'' nella Sala Fanti dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a Bologna. "La situazione, comunque, della governance non è chiara - ha proseguito -. Israele non vuole permettere la ricostruzione, se Hamas non consegna le armi. Hamas non vuole consegnare le armi, se Israele non si ritira. È un circolo vizioso dal quale non si capisce come se ne esce. È un dato di fatto, comunque, che la situazione è molto caotica all'interno e non si capisce come e quando si evolverà". (Mci/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 24-FEB-26 11:50  

- Pizzaballa, 'la pace si costruisca dal basso, non verrà con gli accordi'

Pizzaballa, 'la pace si costruisca dal basso, non verrà con gli accordi' "Questo è il momento di costruirla, facciamoci trovare pronti" (ANSA) - BOLOGNA, 24 FEB - "Dobbiamo ripartire dal basso, dalle organizzazioni sociali e religiose, facendo rete anche se abbiamo opinioni diverse tra chi riconosce il bisogno di riconoscersi. La pace non verrà negli accordi ma da qui, da chi nel territorio con pazienza e fatica si metterà in gioco per fare qualcosa di bello insieme agli altri". Questo l'appello del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, in videocollegamento con l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna per l'incontro dal titolo "Per continuare a parlare di pace". Parlando di Gaza, Pizzaballa ha sottolineato che bisogna "essere pronti, perché verrà il momento in cui tutto questo fallirà: quello che si costruisce nella violenza fallisce è solo questione di tempo. Quando si dovrà ricostruire - aggiunge - servirà quello che nell'altro ci crede, questo è un tempo in cui dobbiamo preparare la pace". "Non vogliamo sempre essere accondiscendenti, dobbiamo dare fastidio. Dobbiamo dire che non tutto quello che si fa e si dice è condivisibile, ma in modo costruttivo, offrendo alternative", insiste Pizzaballa. "Condividiamo lo stesso territorio e negare l'uno l'esistenza dell'altro, negare i titoli di studio e il catasto palestinese per esempio, non significa che i palestinesi non ci sono. Allo stesso modo - conclude - non si può negare l'esistenza di Israele. Nel territorio dobbiamo trovare quelle realtà che riconoscono l'uno l'esistenza dell'altro. Il dialogo qui è necessario a livello sociale e civile". (ANSA). 

MO: PIZZABALLA, 'A GAZA ARRABBIATI CON COMUNITA' INTERNAZIONALE' =

ADN0423 7 EST 0 ADN EST NAZ MO: PIZZABALLA, 'A GAZA ARRABBIATI CON COMUNITA' INTERNAZIONALE' = Roma, 24 feb. - (Adnkronos) - ''Qui sono molto arrabbiati con la comunità internazionale'', ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, nel suo intervento da remoto all'incontro ''Per continuare a parlare di pace'' nella Sala Fanti dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a Bologna, prima di aggiungere ''perché la comunità internazionale non permette alla Russia di fare in Ucraina quello che permette a Israele di fare in Palestina''. (Mci/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 24-FEB-26 12:30  

Fratoianni: congelata cooperazione con Palestina e Cuba? Tajani spieghi

Fratoianni: congelata cooperazione con Palestina e Cuba? Tajani spieghi Fratoianni: congelata cooperazione con Palestina e Cuba? Tajani spieghi "Sarebbe una vergogna, dove arriva servilismo Meloni verso Trump?" Roma, 24 feb. (askanews) - "A quanto pare il ministero degli Esteri ha comunicato alle regioni italiane che tutti i progetti di cooperazione internazionale con la Palestina e con Cuba sono da congelare e non saranno finanziati. Ma stiamo scherzando? Ma dove vuole arrivare il governo Meloni nel servilismo nei confronti di Trump?". Lo denuncia Nicola Fratoianni di Avs. "Il ministro Tajani a questo punto - conclude l'esponente rossoverde - deve venire subito in Parlamento a spiegarci questa vergogna". Luc 20260224T151159Z  



 
 

Russia: Putin denuncia possibile preparazione di sabotaggi ai gasdotti Turkish e Blue Stream

NOVA0549 3 EST 1 NOV Russia: Putin denuncia possibile preparazione di sabotaggi ai gasdotti Turkish e Blue Stream Mosca, 24 feb - (Agenzia_Nova) - Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che esisterebbero prove della pianificazione di un sabotaggio ai gasdotti Turkish Stream e Blue Stream. E' quanto ha sostenuto parlando durante una riunione del direttivo del Servizio per la sicurezza federale (Fsb). "In questo momento ci stanno arrivando informazioni" di intelligence per le quali "si parla di una possibile esplosione dei nostri gasdotti sul fondale del Mar Nero. Si tratta del Turkish Stream e del Blue Stream", ha dichiarato Putin. (Rum)  

ROMA: FURTI IN STORE TERMINI, 21 INDAGATI TRA POLIZIOTTI E CARABINIERI, MILITARI GIA' TRASFERITI =

ADN0558 7 CRO 0 ADN CRO NAZ ROMA: FURTI IN STORE TERMINI, 21 INDAGATI TRA POLIZIOTTI E CARABINIERI, MILITARI GIA' TRASFERITI = scansionati solo parte degli articoli e prezzi modificati, ammanco di 184mila euro emerso con l'inventario di febbraio 2024 Roma, 24 feb. (Adnkronos) - A quanto apprende l'Adnkronos, sono stati già tutti trasferiti in altre sedi - contestualmente alla notifica dell'avviso di garanzia - i carabinieri indagati per furto aggravato nell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio per furti nello store Coin della stazione Termini di Roma, in via Giolitti. A far scattare le indagini, che riguardano in particolare nove poliziotti e 12 carabinieri, come rivelava questa mattina Repubblica, è stato un ammanco di 184mila euro emerso con l'inventario a febbraio del 2024, relativo all'anno precedente. A presentare la denuncia ai carabinieri della Compagnia Roma Centro che hanno svolto le indagini è stato il direttore della Coin di Termini. ''Al centro ci sarebbe una cassiera del negozio, la talpa interna. Avrebbe messo da parte capi scelti in anticipo, nascosti in un armadio vicino alla postazione - si legge nelle pagine del quotidiano - Rimuoveva le placche antitaccheggio, tagliava etichette, preparava buste''. Secondo l'ipotesi quando arrivavano gli uomini in divisa ''si scansionava solo una parte degli articoli, si modificavano prezzi, si inserivano importi a mano sul registratore. A volte si stampava uno scontrino di cortesia di una vecchia vendita e lo si infilava nella busta per simulare un acquisto regolare. Altre volte si fingeva pagamento elettronico''. (Sod/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 24-FEB-26 13:14  

SCUOLA. CAUSE CARD DOCENTI NON PAGATE AL TAR, "E COSTI STATO S'IMPENNANO"

DIR1366 3 CRO 0 RR1 R/INT /TXT SCUOLA. CAUSE CARD DOCENTI NON PAGATE AL TAR, "E COSTI STATO S'IMPENNANO" AL TRIBUNALE DELL'EMILIA-R. 947 RICORSI SOLO PER ORDINARE DI SALDARE (DIRE) Bologna, 24 feb. - Sul Tar dell'Emilia-Romagna l'anno scorso sono piombati ben 947 ricorsi per il mancato pagamento della card dei docenti precari. Il che costituisce "un notevole peso aggiuntivo che grava sui carichi del tribunale, rallentandone inevitabilmente la performance complessiva", segnala Paolo Carpentieri, presidente del Tar Emilia-Romagna, questa mattina all'inaugurazione del nuovo anno giudiziario del tribunale amministrativo a Bologna. Di queste cause, nel corso dell'anno scorso il Tar è riuscito a definirne 633. "È una vicenda che evidenzia una crepa nella razionalità del nostro sistema giuridico- afferma Carpentieri- si tratta di un flusso di cause che trasferiscono e raddoppiano dinanzi al Tar (in sede di ottemperanza) le cause di cognizione e di condanna già definite dal giudice civile, e ciò perché il ministero, condannato dal giudice del lavoro, non paga o tarda a pagare". Questo, insiste il presidente del Tar, si traduce in un "pesante aggravio per i conti pubblici, poiché i 500 euro originari non pagati si moltiplicano per 'n' volte e, tra causa civile e giudizio di ottemperanza, il costo per lo Stato per ciascun docente precario finisce per essere molto più alto. Una crepa, dunque, molto grave- insiste Carpentieri- perché è indice di una profonda inefficienza e irrazionalità del sistema, che reagisce con imbarazzante lentezza. E si tratta di una crepa anche della giustizia, che sembra pensata e strutturata in modo da favorire la moltiplicazione e la complicazione dei contenziosi, anziché per risolverli e semplificarli". (San/ Dire) 12:38 24-02-26  

MO. GAZA, OPEN ARMS SALPA CON LA FLOTILLA IL 12 APRILE -2-

DIR1921 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT MO. GAZA, OPEN ARMS SALPA CON LA FLOTILLA IL 12 APRILE -2- (DIRE) Roma, 24 feb. - Di fronte al persistere dell'emergenza umanitaria e alle restrizioni all'accesso agli aiuti, Open Arms si unisce a questa iniziativa con un mandato chiaro: fornire assistenza umanitaria e supporto logistico; contribuire alla protezione della vita in mare e rispondere alle emergenze mediche; esercitare una presenza civile internazionale che favorisca la distensione e riduca il rischio di azioni illegali o sproporzionate; documentare in modo indipendente qualsiasi incidente rilevante, in difesa della trasparenza e del diritto internazionale umanitario; rafforzare uno spazio umanitario sicuro per l'arrivo degli aiuti essenziali. La presenza di una missione umanitaria civile internazionale, evidenzia Open Arms, non sostituisce l'azione politica o diplomatica degli Stati, ma contribuisce a proteggere la popolazione civile, ad aumentare la trasparenza e a rafforzare il rispetto del diritto internazionale. Open Arms fa appello ad altre organizzazioni, istituzioni e cittadini affinché sostengano questa iniziativa per garantire che gli aiuti umanitari e il personale volontario specializzato - sanitario, logistico, tecnico - raggiungano coloro che ne hanno urgente bisogno. La popolazione civile non può aspettare. (Com/Alf/Dire) 14:59 24-02-26  

MO. GAZA, OPEN ARMS SALPA CON LA FLOTILLA IL 12 APRILE

DIR1920 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT MO. GAZA, OPEN ARMS SALPA CON LA FLOTILLA IL 12 APRILE L'OBIETTIVO: PORTARE AIUTI, LA POPOLAZIONE NON PUÒ ASPETTARE (DIRE) Roma, 24 feb. - L'ong Open Arms parteciperà alla missione internazionale con la sua nave ammiraglia, la Open Arms, che salperà il prossimo 12 aprile da Barcellona con l'obiettivo - come si legge in una nota - di portare aiuti umanitari essenziali alla popolazione di Gaza e contribuire alla risposta internazionale di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti. La missione, promossa dalla coalizione internazionale della Global Sumud Flotilla - composta da diversi movimenti globali come Global Movement to Gaza, Maghreb Sumud Flotilla, Sumud Nusantara, People's Flotilla Movement e sostenuta da centinaia di organizzazioni locali e internazionali - nasce da una convinzione che condividiamo pienamente: quando i diritti fondamentali vengono violati e l'azione politica è insufficiente, la società civile e le organizzazioni umanitarie hanno la responsabilità di agire per proteggere la vita e la dignità umana. Con oltre dieci anni di esperienza, Open Arms ha salvato più di 70mila persone in fuga dalla guerra, dalla persecuzione o dalla povertà nel Mar Mediterraneo. Il lavoro di soccorso in mare è stato riconosciuto a livello internazionale ed è regolato dal diritto marittimo internazionale e dal principio fondamentale di proteggere la vita umana in mare. Nel marzo 2024, come scrive ancora l'organizzazione, Open Arms ha collaborato con la World Central Kitchen per aprire un corridoio umanitario marittimo verso Gaza, una via diretta di aiuti che era rimasta chiusa per 17 anni a causa del blocco navale israeliano. Nella prima missione sono state consegnate 200 tonnellate di cibo alla popolazione civile. Durante la seconda missione, un attacco contro il convoglio umanitario a terra ha causato la morte di sette operatori umanitari e ha costretto a sospendere l'operazione.(SEGUE) (Com/Alf/Dire) 14:59 24-02-26