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lunedì 30 marzo 2026

 


⌛️ 30° giorno di guerra nel Golfo Persico

Siamo giunti a questo traguardo con la certezza che l'ultimatum di Trump non sarebbe stato rispettato. Il Pakistan può provare a fare da mediatore ma il risultato pare scontato. Nessun incontro, nessuna tregua. Dopo le minacce americane e israeliane di distruggere il settore energetico, sono passati ai fatti. Questo al momento non indebolisce il settore militare iraniano ma sicuramente crea le condizioni per una catastrofe umanitaria. 

All'inizio di questa guerra hanno attaccato durante i colloqui, oggi han dimostrato di non rispettare i loro stessi ultimatum; la loro parola quindi non vale nulla.
Certo, gli iraniani lo sanno, ma questa è una dimostrazione per il mondo intero.

C'è chi pensava che Trump avrebbe combattuto contro il "DeepState"; "aspettate e vedrete" dicevano. Abbiamo aspettato abbastanza, dalla prima presidenza con le manovre politiche del Covid che hanno avuto un impatto globale (e ad approfittare della situazione erano aziende farmaceutiche e politici in vena di lockdown), a questa ennesima prova militare, dove per farsi eleggere aveva promesso che avrebbe fatto accordi con il mondo intero per raggiungere la pace. 

- In Ucraina tutto continua come al solito. Passare lo scettro agli europei e vendere armi da consegnare gratuitamente a Zelensky non sembra un piano intelligente se a comprare quegli armamenti siamo noi europei. Aumentare il contributo per la NATO solo perché ce lo chiede l'egemone non rispecchia i nostri bisogni. Dopo un parassita europeo che non riusciamo a staccarci, adesso abbiamo anche quello statunitense.

- Nel Sud America abbiamo visto il rapimento di un presidente eletto, blocco navale a Cuba e pirateria marittima. Attacchi in Ecuador e missioni contro il narcotraffico in Messico.

- In Medio Oriente le azioni parlano da sole. I nostri contratti per gli acquisti di petrolio e gas naturale sono sospesi a tempo indeterminato e a pagarne le spese saremo prevalentemente noi, assieme ai paesi del Golfo. Tutti alleati degli Stati Uniti.

Era questa la pace promessa? Abbiamo già dimenticato che il Nobel per la pace ricevuto da una sconosciuta venezuelana dell'opposizione (che pregava un intervento armato nel paese) è stato regalato a Trump?

Negli Stati Uniti invece il DeepState sta come prima, le politiche di immigrazione non sono cambiate, entra più gente di quanta ne esca. Nessun politico ha avuto problemi o è finito in carcere.
La lista di Epstein, le email e i files riconducono anche al nome del presidente innumerevoli volte. "Parlate ancora di Epstein?" E allora facciamo una bella guerra all'estero, così vi passa la voglia di fare domande.
Mentre i banchieri che sono implicati nella copertura di Epstein si mettono d'accordo con la giustizia che chiude un occhio in cambio di un banale risarcimento. 

Quei files sembrano essere nelle mani di un paese straniero. Le azioni intraprese sembrano un modo poco elegante per evitare di divulgarne altri più compromettenti. Sappiamo di che paese si tratta, visto che quanto sta succedendo oggi è a sostegno di una nazione che è grande quasi la metà della Svizzera. Ma gli argomenti a quanto pare devono essere molto convincenti.

In fondo è l'arte della politica e l'inganno è una costante. Così come non rispettare i propri impegni elettorali.

Certo, si poteva dire che Kamala Harris non era possibile eleggerla perché come candidata non rispecchiava gli interessi americani (o che era probabilmente incompetente), tuttavia è l'ennesima dimostrazione che l'intero sistema è marcio. Ciò che vediamo accadere all'estero non è diverso da ciò che viviamo in patria. I corrotti parlano di fare la lotta alla corruzione, i pacifisti prima delle elezioni diventano guerrafondai una volta eletti. Gli interessi del popolo non vengono rispettati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non c'è molto ottimismo per un cambiamento politico che porti dei frutti, invece che rubarli.

🪫 

Sascha Picciotto
Direttore SakerItalia

Buongiorno! @fighter_bomber

Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia

Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia "Compresi interventi armati e il sequestro di oro e valuta estera" Roma, 30 mar. (askanews) - L'Occidente è pronto a fare qualsiasi cosa pur di mantenere la propria egemonia, ha dichiarato oggi il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin. Esiste un divario sempre più profondo tra gli interessi della maggioranza globale e quelli della minoranza occidentale, che cerca di impedire la perdita del proprio predominio, ha affermato il viceministro degli Esteri durante la conferenza russo-uzbeka "Russia - Uzbekistan: partenariato strategico nello spazio eurasiatico" nella città uzbeka di Termez.(Segue) Ldc 20260330T080122Z  
Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia -2-
Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia -2- Russia, Galuzin: Occidente pronto a tutto per mantenere egemonia -2- Roma, 30 mar. (askanews) - "E vediamo che l'Occidente è pronto a fare qualsiasi cosa per mantenere il suo status egemonico, compresi interventi armati e il sequestro di oro e valuta estera di paesi che perseguono politiche estere e interne indipendenti e sovrane", ha affermato Galuzin. Ldc 20260330T080138Z

Filippine: acquistano quasi 2,5 mln barili di petrolio russo =

AGI0095 3 ECO 0 R01 / Filippine: acquistano quasi 2,5 mln barili di petrolio russo = (AGI/AFP) - Manila, 30 mar. - L'unica raffineria di petrolio delle Filippine, Petron, ha acquistato quasi 2,5 milioni di barili di petrolio russo per "estrema necessita'", come dichiarato in un documento depositato presso la Borsa stamani, nel tentativo di rafforzare le riserve di carburante a fronte della crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente. I prezzi del carburante sono schizzati alle stelle nell'arcipelago, fortemente dipendente dalle importazioni, dall'inizio del conflitto, scatenando proteste da parte della popolazione. Petron ha "acquistato un totale di 2.480.000 barili di petrolio greggio dalla Russia" dopo aver visto cancellate le consegne di almeno quattro milioni di barili dall'inizio della guerra e dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, attraverso il quale normalmente transita il 20% della produzione globale di idrocarburi, ha dichiarato la societa' in un comunicato stampa. "Gli acquisti sono stati effettuati esclusivamente per estrema necessita', come misura di emergenza straordinaria in risposta a sconvolgimenti geopolitici e logistici senza precedenti, e solo dopo aver esaurito tutte le alternative commercialmente e operativamente praticabili", ha specificato la societa'. (AGI)Gav 300858 MAR 26  

IRAN: TRUMP, 'POTREMMO IMPADRONIRCI DEL PETROLIO IRANIANO E CONQUISTARE L'ISOLA DI KHARG' =

ADN0051 7 EST 0 ADN EST NAZ MOR IRAN: TRUMP, 'POTREMMO IMPADRONIRCI DEL PETROLIO IRANIANO E CONQUISTARE L'ISOLA DI KHARG' = Washington, 30 mar. (Adnkronos) - Donald Trump ha dichiarato al Financial Times di poter "impadronirsi del petrolio iraniano" e potenzialmente conquistare l'isola di Kharg, uno dei principali centri di approvvigionamento di carburante dell'Iran. "Ad essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall'Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: 'Perché lo fai?' Ma sono persone stupide", ha detto il presidente degli Stati Uniti, suggerendo che potrebbe conquistarel'isola di Kharg. "Forse conquisteremo l'isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni", ha detto Trump al Financial Times. "Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì per un po' di tempo". Interrogato sulla difesa iraniana dell'isola, Trump ha risposto: "Non credo che abbiano alcuna difesa. Potremmo conquistarla molto facilmente." Le dichiarazioni del presidente giungono mentre altri 3.500 soldati statunitensi sono arrivati in Medio Oriente, alimentando i timori che un'ulteriore escalation possa esporre le forze americane ad attacchi iraniani. Trump ha aggiunto che i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran tramite "emissari" pakistani stanno procedendo bene, ma si è rifiutato di commentare la possibilità di raggiungere presto un accordo per il cessate il fuoco. (Crc/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 30-MAR-26 07:26  


Trump: base militare sotto la nuova sala da ballo della Casa bianca

Trump: base militare sotto la nuova sala da ballo della Casa bianca Trump: base militare sotto la nuova sala da ballo della Casa bianca "Sta andando tutto molto bene, siamo in anticipo sui tempi" Roma, 30 mar. (askanews) - Donald Trump ha annunciato domenica sera che l'esercito statunitense sta costruendo un "grande complesso" militare sotto la monumentale sala da ballo che il presidente sta facendo realizzare alla Casa Bianca. Lo riferisce oggi l'agenzia di stampa France Presse. Parlando con i giornalisti a bordo dell'aereo che lo riportava dal fine settimana in Florida, Trump ha mostrato i progetti della nuova struttura e ha detto che "attualmente l'esercito sta costruendo un grosso complesso sotto la sala da ballo" e che "sta andando tutto molto bene, siamo perfino in anticipo sui tempi". Secondo il presidente statunitense, "la sala da ballo serve in realtà come copertura per tutto quello che i militari stanno costruendo sotto, che si tratti di droni o altro". Trump ha aggiunto che la notizia sarebbe "trapelata di recente a causa di una causa ridicola" intentata contro il cantiere. (Segue) Mos 20260330T071019Z  Trump: base militare sotto la nuova sala da ballo della Casa bianca -2-
Trump: base militare sotto la nuova sala da ballo della Casa bianca -2- Trump: base militare sotto la nuova sala da ballo della Casa bianca -2- Roma, 30 mar. (askanews) - Il progetto della nuova sala da ballo alla Casa Bianca era già finito al centro delle polemiche nei mesi scorsi. In ottobre, l'ex immobiliarista aveva fatto demolire con le ruspe un'intera ala del complesso presidenziale a Washington per far posto a una nuova struttura destinata a ospitare fino a mille persone, pensata per ricevimenti e cene in onore di dignitari stranieri. Trump è tornato più volte, anche con dovizia di particolari, sui lavori in corso, che hanno suscitato numerose critiche. In una recente conferenza stampa dedicata in parte anche alla guerra in Medio Oriente, aveva sottolineato che per il progetto si stavano utilizzando "onice e pietre incredibili". L'intervento, uno dei più ambiziosi sul celebre sito da oltre un secolo, ha continuato intanto a espandersi. Il budget preventivato, finanziato da donazioni private, è salito da 200 a 400 milioni di dollari. Mos 20260330T071026Z

Trump: Cuba sarà la prossima per gli Stati uniti

Trump: Cuba sarà la prossima per gli Stati uniti Trump: Cuba sarà la prossima per gli Stati uniti Presidente USa: è un paese in decadenza Roma, 30 mar. (askanews) - Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che Cuba sarà "la prossima" per gli Stati uniti "tra non molto", senza fornire ulteriori dettagli. "Lo saranno presto, tra non molto", ha detto Trump ai giornalisti riferendosi ai cubani. Il presidente Usa ha inoltre descritto Cuba come un paese in decadenza, senza però chiarire a cosa si riferisse esattamente. Mos 20260330T071109Z  

AUSTRALIA: DIMEZZA TASSA SUI CARBURANTI =

ADN0031 7 ECO 0 ADN ECO NAZ AUSTRALIA: DIMEZZA TASSA SUI CARBURANTI = Camberra, 30 mar. (Adnkronos/Belga) - L'Australia dimezzerà la tassa sui carburanti per alleviare il peso sugli automobilisti che si trovano ad affrontare l'impennata dei prezzi della benzina a causa della guerra in Medio Oriente, ha annunciato oggi il Primo Ministro Anthony Albanese. "Oggi abbassiamo il prezzo della benzina perché comprendiamo che gli australiani sono sottoposti a un'enorme pressione", ha dichiarato Albanese. Il Primo Ministro australiano ha annunciato il provvedimento dopo un incontro con i leader degli stati e dei territori. Canberra applica una tassa di 31 centesimi di euro al litro sulla benzina venduta alla pompa, che verrà dimezzata per tre mesi. I funzionari hanno affermato che il provvedimento costerà al governo 2,55 miliardi di dollari australiani (1,52 miliardi di euro). Il governo australiano ha cercato di rassicurare gli automobilisti, spiegando che le consegne di carburante continuano ad arrivare e che la carenza di benzina nelle zone rurali è dovuta agli acquisti dettati dal panico e a problemi logistici. (Rem/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 30-MAR-26 07:14  

AUSTRALIA: DIMEZZA TASSA SUI CARBURANTI (2) =
ADN0032 7 ECO 0 ADN ECO NAZ AUSTRALIA: DIMEZZA TASSA SUI CARBURANTI (2) = (Adnkronos/Belga) - Gli stati di Victoria e Tasmania (nel sud) hanno reso gratuiti i trasporti pubblici e il signor Albanese ha esortato gli automobilisti di tutto il paese a fare del loro meglio per risparmiare carburante riducendo i loro spostamenti. "Meno carburante consumiamo nelle città, più potremo destinare alle aree regionali che sono sotto pressione", ha dichiarato ai giornalisti a Canberra. "Se la situazione dovesse peggiorare, prenderemo ulteriori provvedimenti", ha avvertito Chris Minns, Premier del Nuovo Galles del Sud, lo stato che comprende Sydney. Oggi il parlamento nazionale ha presentato un disegno di legge che autorizza il governo a garantire l'acquisto di forniture di carburante per rafforzare le riserve del paese. Secondo i dati settimanali diffusi dalle autorità, le riserve di benzina del paese ammontano a 39 giorni, un leggero aumento rispetto alla settimana precedente, e le riserve di gasolio a 30 giorni. Il governo ridurrà inoltre i costi per i camion abbassando la tassa di circolazione per i veicoli pesanti. (Rem/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 30-MAR-26 07:14 NNNN

domenica 29 marzo 2026

M.O.: solidarieta' a Pizzaballa da Ucoii, "Dolore che ci unisce" =

AGI0355 3 CRO 0 R01 / M.O.: solidarieta' a Pizzaballa da Ucoii, "Dolore che ci unisce" = (AGI) - Roma, 29 mar. - L'Unione delle Comunita' Islamiche d'Italia (Ucoii) esprime "profonda indignazione e piena solidarieta' al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e al Custode dei Luoghi Sacri in Terra Santa, padre Francesco Ielpo, ai quali la polizia israeliana ha impedito stamattina di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme". E' quanto si legge in una nota, che sottolinea: "E' la prima volta da secoli che ai massimi rappresentanti della Chiesa Cattolica in Terra Santa viene negato l'accesso al piu' sacro dei luoghi di culto cristiani. Un atto grave e senza precedenti, che il Patriarcato Latino ha giustamente definito 'una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata' e 'un'estrema violazione dei principi fondamentali di liberta' di culto e rispetto dello Status Quo'. "Siamo profondamente vicini ai nostri fratelli e sorelle del mondo cristiano in questo momento di dolore", dichiara il Presidente Ucoii Yassine Baradai. "Quanto accaduto oggi al Santo Sepolcro - prosegue - ci ferisce come ferisce ogni credente, di qualunque fede. Gerusalemme e' la citta' dove le nostre tradizioni spirituali si incontrano, e quando si impedisce a un uomo di fede di pregare in un luogo sacro, e' la dignita' di tutta l'umanita' a essere calpestata. Noi musulmani viviamo questa stessa sofferenza alla Moschea di Al-Aqsa, dove da anni i fedeli subiscono restrizioni e violazioni del diritto al culto. E' un dolore che ci unisce, e per il quale facciamo appello comune alla comunita' internazionale: la difesa della liberta' religiosa a Gerusalemme e' una causa che ci vede insieme". (AGI)Red/Gav 292119 MAR 26  

Salute: la microgravita' ostacola lo sviluppo embrionale =

AGI0150 3 SST 0 R01 / Salute: la microgravita' ostacola lo sviluppo embrionale = (AGI) - Roma, 26 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17.00) La navigazione degli spermatozoi, la fecondazione degli ovuli e lo sviluppo embrionale precoce sono influenzati negativamente dalle condizioni di microgravita'. Lo rivela uno studio, pubblicato sulla rivista Communications Biology, condotto dagli scienziati dell'Universita' di Adelaide. Il team, guidato da Nicole McPherson, ha valutato gli effetti della gravita' simulata su cellule umane, di topo e di maiale. I risultati mettono in luce alcune delle potenziali difficolta' che della riproduzione dei mammiferi in ambienti caratterizzati da microgravita'. (AGI)Sci/Eiz (Segue) 261019 MAR 26  

- Rischi per la salute anche dalle particelle delle bioplastiche

Rischi per la salute anche dalle particelle delle bioplastiche (EMBARGO ALLE 19,00) Studio su topi indica che interferiscono con lo sviluppo del feto (ANSA) - ROMA, 26 MAR - (EMBARGO ALLE 19,00) Anche le particelle prodotte durante la degradazione delle bioplastiche pongono rischi per la salute: uno studio condotto su topi indica che questi frammenti nanoscopici possono attraversare la placenta, accumularsi in diversi organi del feto e interferire con il suo sviluppo. La ricerca è stata guidata dalle cinesi Anhui Medical University e Fudan University, ed è stata pubblicata sulla rivista Plos Biology. Secondo i ricercatori, è necessario ripensare l'approccio alle alternative alla plastica, comunicando in modo più chiaro i potenziali rischi ai consumatori, per metterli nelle condizioni di fare scelte più consapevoli. Il materiale più utilizzato attualmente per la realizzazione delle plastiche ecocompatibili è l'acido polilattico o Pla, che è ricavato principalmente dall'amido contenuto in piante come mais e canna da zucchero. Negli ultimi 20 anni la sua diffusione è aumentata esponenzialmente, e per questo motivo gli autori dello studio coordinato da Yichao Huang e De-Xiang Xu dell'Anhui Medical University e da Mingliang Fang della Fudan University hanno voluto investigare i possibili effetti sulla salute delle nanoparticelle prodotte dalla degradazione del Pla. I ricercatori hanno esposto topi gravidi alle particelle, in dosi proporzionali a quelle a cui sono tipicamente esposte le persone. I risultati mostrano che le nanoplastiche attraversano la placenta e si accumulano nel feto. Inoltre, le particelle interferiscono con una via di segnalazione che controlla lo sviluppo dei vasi sanguigni nella placenta, e questo rallenta la crescita del feto. "Ciò che abbiamo scoperto ci ha davvero stupito", commenta Mengjing Wang dell'Università della California a San Francisco, co-autore dello studio. "Anche in uno scenario di esposizione realistico durante la gravidanza, le nanoplastiche possono penetrare la placenta e persino raggiungere il feto". (ANSA).

Scienza: osservata per prima volta nascita capodoglio in natura =

AGI0354 3 SST 0 R01 / Scienza: osservata per prima volta nascita capodoglio in natura = (AGI) - Roma, 26 mar. - (NOTIZIA CON EMBARGO ALLE 17) Per la prima volta, e' stato osservato nel dettaglio il processo di nascita di un capodoglio selvatico. A documentarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati del progetto Cetacean Translation Initiative (CETI). Il team, guidato da Shane Gero e David Gruber, ha descritto la nascita di un capodoglio selvatico, scientificamente Physeter macrocephalus, avvenuta al largo delle coste della Dominica nel luglio 2023. Il gruppo di ricerca ha monitorato un gruppo di 11 esemplari utilizzando droni aerei, registrazioni audio subacquee e fotografie scattate da una nave. Il parto e' durato 33 minuti. I capodogli hanno poi sollevato il piccolo dall'acqua, posizionandolo sulla testa e sul dorso delle femmine adulte. Circa due ore dopo la nascita, il gruppo ha iniziato a disperdersi e il neonato e' rimasto con la madre, la sorellastra e la zia. Durante il parto, gli autori hanno registrato delle vocalizzazioni, probabilmente correlate all'identita' sociale del clan a cui appartengono i membri del gruppo. Gli autori hanno anche osservato dei cambiamenti nelle vocalizzazioni in momenti chiave del parto, tra cui suoni simili alle vocali umane 'a' e 'i'. Tali messaggi potevano essere rilevati a centinaia di metri di distanza, e i ricercatori ipotizzano che possano essere stati uditi da globicefali e delfini, i quali hanno poi interagito con il gruppo di capodogli. Una revisione delle pubblicazioni relative a parti in natura in nove specie di cetacei indica che il sollevamento coordinato del piccolo e' stato documentato solo in altre tre specie di cetacei: la Pseudorca crassidens, o pseudorca, l'Orcinus orca, o comunemente orca, e il beluga, o Delphinapterus leucas. Gli autori ipotizzano che questo comportamento potrebbe risalire a oltre 34 milioni di anni fa, all'ultimo antenato comune di queste specie e potrebbe essersi evoluto per ridurre il rischio di annegamento dei neonati. (AGI)Sci/Sim 261238 MAR 26  

- Rischio morte dimezzato per lei se attiva durante la mezza età

Rischio morte dimezzato per lei se attiva durante la mezza età (EMBARGO ALLE 20)Studio su 11mila donne. Ok 150 minuti settimana (ANSA) - ROMA, 26 MAR - (EMBARGO ALLE 20 DI OGGI) Le donne che durante la mezza età sono fisicamente attive hanno un rischio di morte dimezzato: lo rivela un lavoro pubblicato su Plos Medicine, condotto da Binh Nguyen dellaUniversity of Sydney basato sui dati di 11.169 donne nate tra il 1946 e il 1951 (Australian Longitudinal Study on Women's Health). I ricercatori hanno incontrato le partecipanti nove volte tra il 1996 e il 2019, all'incirca ogni tre anni, raccogliendo informazioni sui livelli di attività fisica (l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150 minuti di attività di intensità moderata-vigorosa a settimana). I ricercatori hanno scoperto che il raggiungimento costante delle raccomandazioni Oms durante la mezza età si associa a un rischio di mortalità per tutte le cause pari alla metà di quello delle donne non abbastanza attive. In termini assoluti, l'incidenza di decessi è stata del 5,3% tra le donne che hanno rispettato costantemente le linee guida, rispetto al 10,4% tra quelle che non le hanno rispettate. L'entità dell'effetto è apparsa simile o addirittura maggiore per la mortalità per malattie cardiovascolari e tumori. "Questo studio supporta le crescenti evidenze che dimostrano come il mantenimento di uno stile di vita attivo durante la mezza età apporti benefici alla salute", affermano gli autori. "Le donne dovrebbero essere incoraggiate a rispettare le raccomandazioni sull'attività fisica per tutta la mezza età al fine di ottenere questi benefici". (ANSA).

- >>>ANSA/Usa preparano operazioni di terra. Teheran: 'li bruceremo'

>>>ANSA/Usa preparano operazioni di terra. Teheran: 'li bruceremo' Allo studio settimane di incursioni mirate. Mediatori al lavoro su Hormuz (di Serena di Ronza) (ANSA) - NEW YORK, 29 MAR - Un'operazione di terra lunga settimane fatta di incursioni mirate e non un'invasione vera e propria su larga scala. Il Pentagono lima i piani per la prossima fase della guerra in Iran qualora Donald Trump decidesse per l'escalation. L'Iran si è detto pronto a fronteggiare sul campo gli americani e li ha sfidati: "Li aspettiamo, daremo loro fuoco", minaccia il potente capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Per ora il commander-in-chief sembra comunque preferire l'opzione diplomatica e ha fissato al 6 aprile il suo nuovo ultimatum prima di colpire le centrali elettriche iraniane. A Islamabad sono iniziate le consultazioni dei negoziatori di Pakistan, Turchia, Egitto e Arabia Saudita, concentrate prevalentemente sulle proposte per riaprire lo Stretto di Hormuz, di cui Teheran avrebbe chiesto il controllo nella risposta al piano per la pace in 15 punti degli Stati Uniti. Allo studio, secondo le indiscrezioni raccolta da Reuters, c'è l'ipotesi avanzata dall'Egitto che prevede l'imposizione nello Stretto di tariffe simili a quelle del Canale di Suez. Turchia, Egitto e Arabia Saudita da parte loro potrebbero invece formare un consorzio per gestire il passaggio del flussi di petrolio attraverso Hormuz, proposta che sarebbe stata discussa con Usa e Iran. La riapertura del passaggio è ritenuta centrale dai paesi del Golfo, che devono all'oro nero la loro ricchezza e la loro forza sul palcoscenico mondiale. Se dovesse restare chiuso a lungo i prezzi del greggio schizzerebbero, le loro entrate calerebbero e una recessione globale sarebbe inevitabile. Se le trattative non portassero i risultati sperati da Washington, Trump potrebbe decidere di usare le migliaia di truppe americane arrivate già nell'area nell'ambito dell'operazione Epic Fury. Un ulteriore rafforzamento non è escluso: il Pentagono sta valutando infatti l'invio di altri 10.000 soldati portando il totale a 17.000 uomini pronti a entrare in azione. Una cifra inferiore rispetto ai dispiegamenti per le invasioni di Afghanistan e Iraq, ma sufficiente a portare a termine incursioni mirate. Le truppe infatti potrebbero essere usate per sequestrare o occupare Kharg, dove transita l'80% dell'export petrolifero iraniano. Nel mirino potrebbero finire anche altre sette isolette nello Stretto (Abu Masa, Greater Tunb, Lesser Tunb, Hengam, Qeshm, Larak e Hormuz), chiamate l'"arco di difesa" dell'Iran e ritenute cruciali per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. Nei piani del Pentagono ci potrebbe anche essere l'utilizzo della Delta Force per azioni mirate nell'Iran continentale, quali il sequestro dell'uranio della centrale nucleare di Isfahan, intrappolato sotto terra dopo i bombardamenti americani dello scorso giugno. Operazioni che comportano tutte rischi elevati e fra le quali Trump potrebbe presto decidere. "Non ha alcuna buona opzione a diposizione", hanno riferito alcuni osservatori ai media americani, spiegando come lo schieramento di truppe di terra è una ipotesi reale visto che sarebbe difficile spiegare gli immensi costi sostenuti per spostare le portaerei e i soldati solo per fare pressione e avere maggiore leva al tavolo negoziale. Le alternative a disposizione di Trump al momento appaiono limitate. Da una parte può accettare un accordo di pace imperfetto e uscire dal conflitto o optare per un'escalation che potrebbe costargli cara in casa. Nel piano per la pace in 15 punti presentato dalla Casa Bianca c'è la rinuncia di Teheran all'arma nucleare e all'uranio arricchito e non è ancora chiaro quale sia la linea rossa fissata da presidente. Il tycoon infatti continua a inviare messaggi contrastanti sulla guerra, contribuendo così a spaccare il movimento Maga e mettendo in pericolo le chance di nomination al 2028 di JD Vance. Il vicepresidente ha visto calare dal 61% al 58% le sue preferenze al sondaggio della Cpac, la conferenza dei conservatori durante la quale i giovani repubblicani hanno bocciato il presidente, la guerra e la difesa senza se e senza ma di Israele. Le prime crepe sono emerse anche nel fronte finora compatto dei repubblicani in Congresso, per i quali 'boots on the ground' potrebbero essere il limite da non valicare, neanche per il presidente. (ANSA).