++ Agente, 'volevo rincorrerlo poi mi ha puntato la pistola e ho sparato' ++
Poliziotto indagato per la morte del 28enne: "l'ho riconosciuto, era Zack"
(ANSA) - MILANO, 27 GEN - "La mia idea era rincorrerlo perché
è una dinamica che si ripete sempre. Io stavo partendo ed il
collega sarebbe partito dietro di me. Lui aveva la mano in
tasca, ha tirato fuori la pistola e me l'ha puntata, io mentre
stavo per fare lo scatto per andare avanti ho estratto l'arma
ed ho esploso un colpo". Così, durante l'interrogatorio, il
poliziotto che ieri ha ucciso un 28enne marocchino, con
precedenti anche per droga, nel quartiere Rogoredo, durante un
controllo anti spaccio con altri agenti. Indagato per omicidio
volontario, l'uomo ha detto di aver subito "riconosciuto" la
vittima perché era noto al commissariato come "Zack". (ANSA).
27/01/2026 17:59
Agente, 'volevo rincorrerlo poi mi ha puntato la pistola e ho sparato' (2)
(ANSA) - MILANO, 27 GEN - Il poliziotto, oltre ad aver detto
di aver "avuto molta paura" , nella sua ricostruzione ha
affermato di aver visto prima "da lontano (...) due figure che
inizialmente si avvicinavano verso di noi, poi uno l'ho perso di
vista mentre l'altro inizialmente l'ho perso di vista e poi l'ho
rivisto di nuovo avvicinarsi e di nuovo fermarsi". In pratica il
28enne che poi ha ucciso è riapparso dopo "dieci minuti". "Quando siamo arrivati a circa 20 metri la persona si è
fermata - ha ribadito nel verbale -. Ci siamo qualificati
dicendo 'fermo polizia' e lui ha tirato fuori dalla tasca destra
un'arma puntandomela contro. Io, che nel frattempo avevo aperto
il giubbotto e avevo fatto un passo per iniziare a rincorrerlo,
ho estratto al pistola dalla fascia addominale ed ho esploso un
colpo in direzione del soggetto". Una volta avvicinatosi al
ragazzo ferito mortalmente, ha detto che l'arma, la quale si è
scoperto essere a salve e una replica di quelle in uso alle
forze dell'ordine, si trovava a "quindici centimetri dalla mano"
e di aver sentito "l'esigenza" di allontanarla, in quanto aveva
"la sicura non inserita". "Lo chiamavano con pseudonimo di Zack - ha aggiunto
precisando che nel giubbotto la vittima aveva della sostanza
stupefacente -. So che di recente era stato fermato da una
volante del commissariato, ma non ci ho mai avuto a che fare.
Abbiamo fatto varie attività in Commissariato ed il bosco" di
Rogoredo "è sempre stato della famiglia" a cui appartiene il
giovane morto con un colpo alla testa, "inteso che loro
gestiscono l'attività di spaccio; lì abbiamo fatto varie
attività, anche tecniche montando delle telecamere, e
conoscevamo i fratelli, i cugini e i componenti della famiglia.
C'era anche stato un ferimento d'arma da taglio tempo fa,
abbiamo eseguito delle misure cautelari sempre in quel bosco".
(ANSA).
27/01/2026 18:34
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