Il 27 gennaio si ricorda in Russia il giorno della fine dell'assedio di Leningrado (блокада Ленинграда) durato 872 giorni, dall'otto settembre 1941 al 27 gennaio 1944.
Fu
una delle pagine più tragiche della Seconda Guerra Mondiale
caratterizzato dalla fame massiva, da feroci bombardamenti, dalla morte
di inermi cittadini.
Alla sua eroica città Anna Achmatova aveva
dedicato nel 1941 questi versi che suonano come testimonianza oculare di
quella sofferenza, diario personale, grido di dolore e al contempo
disperato inno alla vita.
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Gli uccelli della morte stanno allo zenit.
Chi viene a salvare Leningrado?
Non fate rumore intorno - la città respira.
È ancora viva, sente tutto.
Come su un umido fondale del Baltico
i suoi figli gemono nel sonno.
Mentre dalle sue profondità le grida: "Pane!"
giungono al settimo cielo...
Ma questo firmamento è spietato.
E da tutte le finestre guarda - la morte.
E fa la guardia ovunque
e non lascia andare via la paura.
Птицы смерти в зените стоят. Кто идет выручать Ленинград?
Не шумите вокруг — он дышит, Он живой еще, он все слышит:
Как на влажном балтийском дне
Сыновья его стонут во сне,
Как из недр его вопли: «Хлеба!»
До седьмого доходят неба...
Но безжалостна эта твердь.
И глядит из всех окон — смерть.
И стоит везде на часах
И уйти не пускает страх.
Testo e traduzione di Donata de Bartolomeo
Cultura Italia-Russia

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