Iran, Wp: capo stato maggiore Usa avverte Trump su rischi attacco -2- Roma, 24 feb. (askanews) - Secondo persone informate, la riunione alla Casa bianca ha coinvolto anche il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il consigliere Stephen Miller. L'amministrazione starebbe valutando opzioni che vanno da un attacco limitato, volto a spingere Teheran a concessioni sul programma nucleare, fino a una campagna molto più ampia. Un'operazione mirata al solo programma missilistico iraniano richiederebbe di colpire centinaia di obiettivi in un Paese più di tre volte grande l'Iraq, tra siti di lancio, depositi, difese aeree e reti di trasporto. Un obiettivo più ambizioso, come il rovesciamento della guida suprema Ali Khamenei ipotizzato pubblicamente da Trump, amplierebbe il bersaglio a migliaia di siti e potrebbe protrarsi per settimane o mesi, aumentando consumo di munizioni e rischio di ritorsioni. Gli Stati uniti hanno già schierato nella regione il più ampio dispositivo militare dal 2003, ma l'eventuale operazione è complicata anche dalla posizione degli alleati mediorientali: Paesi arabi avrebbero comunicato a Washington che non consentiranno l'uso delle proprie basi per un attacco all'Iran, mentre la minaccia di ritorsioni di Teheran contro chiunque sostenga l'operazione solleva dubbi sulla possibilità di ottenere diritti di sorvolo. Alcuni funzionari statunitensi temono inoltre che anche un attacco limitato possa innescare una spirale di violenza imprevedibile, con possibili attacchi iraniani contro personale e interessi Usa nella regione. Altri sostengono invece che le reazioni contenute di Teheran a precedenti raid americani e israeliani suggeriscano un rischio gestibile, ma i critici avvertono che le dichiarazioni di Trump sul cambio di regime e l'influenza crescente delle componenti più dure nell'apparato militare iraniano potrebbero provocare una risposta più letale. Sul piano militare pesa anche la carenza di sistemi difensivi chiave. Intercettori Thaad e missili Patriot, fondamentali contro i missili balistici iraniani, sono stati ampiamente impiegati in Medio Oriente e in Ucraina, mentre la produzione annua statunitense resta limitata a poche centinaia di unità. Anche le scorte navali di missili standard Sm-2, Sm-3 e Sm-6 si sono ridotte dopo le operazioni nel Mar Rosso e la difesa di Israele. "La fornitura non può essere rapidamente ricostituita", hanno osservato analisti della difesa, sottolineando che la produzione di ciascun missile può richiedere due anni o più. Un funzionario Usa ha ammesso che le scorte sono gestite a livello globale e che "nessuno ha tutto ciò di cui ha bisogno". Mos 20260224T104347Z
Nessun commento:
Posta un commento